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Assemini
Sardegna

Assèmini (in sardo Assèmini) è un comune di 26.310 abitanti in provincia di Cagliari. È classificato secondo gli standard turistici "paese di antica tradizione della ceramica". Ospita gli stabilimenti di produzione della celebre birra Ichnusa. È sede di allenamento della squadra Cagliari Calcio nei campi intitolati a Ercole Cellino. Il paese sorge nella pianura del rio Cixerri, del Flumini Mannu e del rio Sa Nuxedda appena a nord dello stagno di Santa Gilla. Fa parte del territorio comunale l'isola amministrativa denominata Gutturu Mannu, confinante con i Comuni di Uta, Siliqua, Nuxis, Villa San Pietro, Sarroch, Capoterra, Santadi e Narcao. Il territorio comunale è abbastanza vasto in confronto alla dimensione del centro abitato in quanto comprende un'isola amministrativa distaccata. L'isola è principalmente costituita da boschi incontaminati immersi in nella suggestiva vallata di Gutturu Mannu (termine sardo per "grande gola") a sua volta facente parte del Parco del Sulcis: la zona è oggetto di interesse naturalistico in quanto habitat naturale di specie quali il cervo sardo e l'aquila reale e archeologico per il ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana che fanno supporre l'esistenza di un oppidum. In seguito all'individuazione di una strada che costeggia il Flumini Mannu tuttora visibile, si ipotizza inoltre che l'antico centro abbia intrattenuto rapporti con il porto punico di Nora.

ETIMOLOGIA
L'origine del nome del comune è tuttora dubbia ed estremamente controversa. Secondo le ricerche più recenti i possibili etimi di Assemini sono tre: il primo è "shemen", termine fenicio per "olio" o "unto", a testimoniare l'antica tradizione olivicola della zona. Possibile anche un'ascendenza araba, dovuta alla lunga dominazione moresca, che farebbe derivare il nome da "atthaman" esatta traduzione dal latino di "ad octavum" indicante le otto miglia romane di distanza che separano Assemini da Cagliari. Prevale oggi la tesi che si rifa alla Carta della Sardegna, realizzata nel 1589 dal geografo e cartografo fiammingo Mercatore: in essa è individuata una "Arx Muni", cioè "villaggio fortificato"; l'indicazione si sarebbe via via corrotta in "Arse Muni" e successivamente in "Arsemini".

LA CASA CAMPIDANESE
Assemini, come altri centri del Campidano, ha conservato numerosi esemplari di case tipiche campidanesi frutto di una architettura che alcuni specialisti definiscono minore. Si tratta di ampie abitazioni, di cui si ha notizia già nel periodo giudicale le cui tecniche di costruzione e caratteristiche architettoniche hanno subito vari cambiamenti in seguito alle lunghe e diverse dominazioni della Sardegna, risentendo soprattutto di un'ancor evidente influenza spagnola i cui effetti saltano subito all'occhio, per via delle analogie estetiche (e non solo) tra le case campidanesi e le hacienda diffuse nelle ex colonie ispaniche dell'America Latina. Queste abitazioni sono costruite con l'impiego di particolari mattoni crudi (in sardo làdiri dal latino later, argilla), e sono riconoscibili per i caratteristici cortili centrali in cui erano presenti pozzi, forni e mulini necessari alla lavorazione del grano; in particolare nelle case campidanesi di Assemini i cortili erano attrezzati ed utilizzati, già dal periodo della dominazione spagnola, per la lavorazione della ceramica: questa testimonianza fornisce un'ulteriore elemento in comune con le haciendas, anch'esse non semplici abitazioni di residenza, ma attrezzati luoghi di lavoro e punti d'incontro di artigiani. Sui cortili si affacciano (come anche nelle haciendas) grandi loggiati archeggiati o architravati (in sardo lollas, singolare lolla) in cui venivano anticamente svolte numerose attività quotidiane tipiche della cultura agro-pastorale e, cosa ancor più importante fungeva da corridoio d'accesso a tutte le camere della casa; questo particolare elemento aveva un ruolo fondamentale all'interno del contesto architettonico e veniva considerato essenziale in un'abitazione tanto da identificare con lo stesso termine lolla questa categoria di costruzioni abitative in sardo. La maggior parte di queste costruzioni è a due piani: il piano terra era (o è ancora) destinato ad uso abitativo; il primo piano invece era originariamente utilizzato per la conservazione dei raccolti e delle provviste che dovevano essere preservate dall'umidità; vi si accede tramite una botola dall'interno dell'abitazione principale. All'esterno di ogni casa campidanese si trova un particolare grande portale ad arco a tutto sesto, che ha funzione di ingresso principale al cortile centrale e alla lolla. Le case campidanesi sono considerate un patrimonio di grande valore storico e per questo tutelate dalle autorità competenti.

LA CERAMICA
Assemini è considerato "paese di antica tradizione della ceramica". I primi reperti, venuti alla luce nella zona di Sant'Andrea, che testimoniano questo tipo di pratica artigianale risalgono al periodo della dominazione punica della Sardegna. I reperti di maggiore importanza e in numero più consistente possono essere datati tra la fine del V e l'inizio del III secolo a.C. È molto probabile che la cospicua produzione di ceramiche (prevalentemente casseruole, scodelle, tegami e brocche nonché manufatti ornamentali) avvenisse in particolari cortili detti (in sardo) "strexiaius" (strexiu è un pluralia tantum che significa appunto stoviglie) in cui si trovavano pozzi per l'estrazione dell'argilla alcalina di cui il territorio è particolarmente ricco, vasche per la decantazione e la levigazione, il tornio, tettoie per essiccare i manufatti e forni a legna in mattoni crudi di forma cilindrica (probabilmente di derivazione orientale). Durante il Medioevo corporazioni apposite, dette Gremii, disciplinarono le attività creativa e commerciale degli strexiaius con statuti e regolamenti, onde imporre l'obbligo di non variare le forme e di non modificare i canoni fissati. Con l'avvento della dominazione spagnola che durò sino al XVIII secolo, gli strexiaius furono compresi negli ampi cortili delle case campidanesi di cui ancora oggi rimangono ben conservate numerose testimonianze. La tradizione della ceramica, così profondamente radicata nel territorio e negli asseminesi, trova la sua espressione anche nello stemma comunale che rappresenta, tra l'altro, un'antica brocca. Attualmente ad Assemini si producono stoviglie ornamentali, arricchite di motivi naturalistici (spesso ispirati a modelli molto antichi) o geometrici, in rilievo o a graffito. La destinazione d'uso di questi prodotti artistici è diversificata in quanto una parte di questi, per quanto raffinati, è destinata all'uso quotidiano (soprattutto stoviglie). Sebbene la foggia delle opere sia estremamente varia a seconda degli artisti, è possibile riscontrare nell'intera produzione numerosi elementi in comune che coinvolgono tanto i motivi decorativi quanto le tecniche di realizzazione: ciò conferisce alla produzione di ceramiche artistiche asseminesi uniformità e originalità in rapporto ad altre tradizioni, rendendola unica per i suoi tratti distintivi. Nel 1995 l'amministrazione comunale ha dato vita alla Mostra-mercato permanente della Ceramica Asseminese presso il "Centro Pilota per la Ceramica", uno spazio espositivo di circa 500 metri quadrati, nel quale possono essere ammirate molte opere dei più importanti ceramisti asseminesi. Nell'estate 2007 l'amministrazione comunale, tramite il lavoro dell'Assessorato alle Attività Produttive, ha inaugurato la “Mostra permanente della ceramica d'arte” negli stabili attigui al sopra citato Centro Pilota. La Mostra, che rappresenta una novità assoluta nel panorama regionale sardo, racchiude oltre 250 pezzi unici di valore inestimabile che, nel corso di oltre 30 anni, il Comune di Assemini ha acquistato al termine delle varie edizioni del Concorso Nazionale della Ceramica tenutesi nella cittadina. Questi pezzi, plasmati da artisti provenienti da tutta Italia, rappresentano la vetta massima dell'espressione artistica dei maestri ceramisti italiani. Iniziative di pari livello sono riscontrabili, in ambito nazionale, in realtà come Faenza e Senigallia.

EDIFICI RELIGIOSI
San Pietro - La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono del comune, sorge nel centro storico di Assemini. La pianta è a navata unica con cappelle laterali in stile gotico. L'edificio originario risale alla prima metà del XI secolo. La struttura della chiesa subì mutamenti importanti quando fu ricostruita nel XVI secolo in stile gotico aragonese e nel XVIII secolo quando furono aggiunti la facciata squadrata e merlata e la parte inferiore del campanile, a base quadrata. L'ultima modifica significativa fu apportata nel Settecento quando fu aggiunta la parte superiore del campanile a base esagonale. A causa dell'incendio avvenuto nell'ottobre del 1982 seguirono diversi lavori di restauro che ripristinarono il tetto in legno, la pavimentazione, le aperture laterali e il presbiterio. Nell'anno corrente continuano i lavori di adeguamento liturgico e restauro della chiesa
San Giovanni - La chiesa e l'oratorio di San Giovanni Battista si trovano nel centro storico del comune. Si tratta di una costruzione preromanica eretta tra il IX e il X secolo, ha una pianta a croce inscritta in un quadrato con una cupola che si erge al centro, mentre i bracci sono voltati a botte; la facciata è realizzata in pietre calcaree. Questa chiesa di piccole dimensioni è fonte di grande interesse non solo per le sue caratteristiche strutturali, raramente riscontrabili in altre chiese italiane, ma anche per due iscrizioni greche risalenti al X-XI secolo (una riferita all'arconte di Sardegna Torchitorio e alla moglie Getite, e l'altra a Nispella, moglie di un secondo Torchitorio) e per il ritrovamento di elementi islamici (brocche battesimali, piatti decorati).
Sant'Andrea
Santa Lucia
San Cristoforo
Beata Vergine del Carmine
Carmine

GASTRONOMIA

Sa panada
Nella lunga e varia tradizione culinaria sarda Assemini si distingue per l'unicità e l'originalità di alcuni piatti, primo tra tutti la panada apprezzata e consumata, in alcune varianti, in tutta la Sardegna. Nella maggior parte dei casi la produzione e il consumo avvengono tuttora in ambito familiare e privato e le tecniche di preparazione tradizionali, custodite dalla memoria popolare, sono rimaste quasi invariate per secoli. La panada, chiamata in sardo sa panada (plurale panadas), è un piatto unico costituito da un contenitore di forma circolare di pasta non lievitata ripieno chiuso da ricami a treccia (tradizionalmente realizzati senza l'ausilio di utensili) e successivamente cotto al forno. La tradizione vuole che il ripieno sia di carne (d'agnello o di maiale) e patate condite da zafferano e olio d'oliva o strutto. Un'importante variante prevede il ripieno d'anguilla a testimonianza dell'antica e intensa attività di pesca del comune ormai quasi scomparsa; in tempi più recenti vengono preparate panadas anche con piselli e melanzane.

Il pane
A differenza di quanto avviene nelle zone settentrionali dell'isola in cui il pane carasau è il tipo di pane più consumato in assoluto, ad Assemini, come nella gran parte della Sardegna meridionale si producono maggiormente altre varietà fra cui su maritzosu e su civraxiu. Nel paese un ruolo di spicco è ricoperto da su coccoi, una varietà di pane a pasta dura che viene preparato per il consumo giornaliero o per particolari occasioni e festività religiose in funzione di pani votivi: in quest'ultimo caso vengono utilizzate speciali tecniche di preparazione tradizionali che hanno raggiunto nel tempo altissimi livelli di estetica e raffinatezza fino a divenire vere e proprie forme d'arte, ammirate ed apprezzate in tutta l'isola.

MANIFESTAZIONI

In giugno, nell'ultima settimana dell'anno scolastico si tiene la Festa della Musica, incontro con musicisti provenienti da varie parti del mondo.

Domenica tra il 13 e il 15 giugno (Sant'Isidoro) si tiene la Sagra della Mietitura.

Domenica tra il 23 e il 25 giugno (San Giovanni) si tiene la Sagra della Pecora.

In luglio, nell'ultima decade (San Cristoforo) ha luogo il "Matrimonio Asseminese", manifestazione in cui si celebrano matrimoni secondo i costumi locali e con la rievocazione di riti secolari, in cui i partecipanti indossano i costumi sardi tipici asseminesi e si esprimono interamente in lingua sarda; all'evento è associata la sagra de sa panada, con degustazioni di questo piatto tipico.

Sempre in luglio, nell'ultima settimana a cavallo con agosto, si tiene il Festival Internazionale del Folclore.

Ogni due anni, inoltre, si svolge il Concorso Nazionale di Ceramica, suddiviso in tre categorie (caramica tradizionale, settore innovazione e scuole d'arte).

DATI RIEPILOGATIVI

Abitanti: 23.973 (M 11.887, F 12.086)
Densità per Kmq: 204,0 (Censimento Istat 2001)

CAP 09032
Prefisso Telefonico 070
Codice Istat 092003
Codice Catastale A474

Denominazione Abitanti asseminesi
Santo Patrono SS. Pietro e Paolo
Festa Patronale 29 giugno

Numero Famiglie (2001) 8.269
Numero Abitazioni (2001) 8.921

Il Comune di Assemini fa parte di:
Comunità Montana Zona XXIII
Regione Agraria n. 12 - Campidano di Cagliari
Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC)

Comuni Confinanti
Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Monserrato, San Sperate, Santadi (CI), Sestu, Uta

Musei nel Comune di Assemini
Museo di Storia Naturale "Aquilegia"

Chiese e altri edifici religiosi asseminesi
Chiesa di San Cristoforo
Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo
Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di Santa Lucia (XIV secolo)
Chiesa di San Giovanni

Eventi, Feste e Sagre
Matrimonio Asseminese e Sagra de sa Pananda (seconda quindicina di luglio)