Villafranca
di Verona è un comune di 30.521 abitanti a 20 chilometri a sud
ovest da Verona. È in posizione intermedia fra il suo capoluogo
di provincia e la città di Mantova. È attualmente il secondo
comune per numero di abitanti della provincia, scalzando dalla posizione
pochi anni fa Legnago, che rimane il centro di riferimento della bassa
veronese. Nella sua parte sud ovest è attraversata dal fiume
Tione, che poi confluisce nel Tartaro nel territorio del comune di Gazzo
Veronese.
STORIA
La posizione sull'antica via Postumia e la struttura viaria ad intersezioni
perpendicolari testimoniano l'origine probabilmente di accampamento
romano. Nel medioevo, in occasione della fondazione da parte del Consiglio
dei Rettori di Verona il 9 marzo 1185, assunse le caratteristiche di
borgo di confine affrancato dagli oneri fiscali, da cui derivò
il nome di villa franca. Nella storia, è ricordato per la "Pace
di Villafranca" che concluse la II guerra d'indipendenza.
AEROPORTO
L'aeroporto di Verona-Villafranca, intitolato a Valerio Catullo, dista
12 km dal centro della città di Verona. L'aeroporto opera al
servizio di uno fra i più importanti comprensori in Europa. Al
centro di un'area che comprende le province di Brescia, Mantova, Rovigo,
Vicenza, Trento, Bolzano e Verona e che, con circa quattro milioni di
abitanti raggiunge il 12% del PIL nazionale. L'aeroporto è collegato
giornalmente con voli per Roma, Palermo, Catania, Olbia, Cagliari, Bari,
Napoli e Salerno (stagionalmente anche per Tortolì, Lampedusa,
Alghero). Per quanto riguarda i voli internazionali collegamenti con
Amsterdam, Colonia, Monaco di Baviera, Londra, Parigi, Francoforte sul
Meno, Brema, Barcellona, Vienna, Madrid, Berlino, Varsavia, Sofia, Praga,
Bucarest, Timisoara, Tirana, Mosca, San Pietroburgo. Con più
di 3.510.259 di passeggeri transitati si attesta tra i primi aeroporti
italiani (secondo nella speciale classifica del traffico charter). L'aeroporto
si raggiunge in auto dalle autostrade A4 e A22: provenendo da Brescia
con uscita Sommacampagna in circa 10 minuti seguendo le indicazioni
"Aeroporto". Con provenienza da Vicenza, Mantova, Trento,
Bolzano uscita Verona Nord in circa 5 minuti seguendo le indicazioni
"Aeroporto". L'aeroporto è collegato alla Stazione
Ferroviaria di Verona con un servizio di aerobus ogni 20 minuti.
CHIESE
La Chiesa della Disciplina o della Visitazione - XV secolo
Donato dal conte Giorgio Maffei nel 1499 alla Confraternita dei Disciplinati,
l'Oratorio Della Disciplina o della Visitazione, con facciata barocca
con bassorilievo sopra il portale, custodisce al suo interno il prezioso
"Mortorio" del XV secolo, recentemente restaurato, con nove
statue lignee del XVI secolo, raffiguranti Cristo Morto, San Giovanni,
Nicodemo, Giuseppe D'Arimatea, la Madonna, Maria di Cleofa, Maria Betania,
Maria Maddalena e il donatore della Chiesa conte Giorgio Maffei, e quattro
sagome settecentesche.
Di
notevole rilievo la "Via Crucis", della seconda metà
del settecento, e la grande pala di Orazio Farinati del 1607 con la
"Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta e i SS. Giuseppe
e Zaccaria".
La
Chiesa di San Rocco - XV secolo
Ex voto per la superata pestilenza del 1478-80 e dedicata a San Rocco,
fu decorata esternamente con affreschi da artisti della scuola di Domenico
Morone e internamente da affreschi, "L'Annunciazione", "Fuga
in Egitto", "San Rocco" e la "Madonna in trono",
realizzati da una bottega veronese all'inizio del XVI secolo. All'interno
sono conservati un ovale-lobato con la "Madonna a San Filippo Neri"
(XVIII sec.) della scuola del Balestra, la "Madonna" lignea
del XV sec. e, sull'altare, una pala seicentesca con "San Rocco,
San Gerolamo e San Sebastiano".
Chiesa
di San Giovanni della Paglia - XV secolo
Realizzata per volontà dei Cavalieri di Malta, oggi di proprietà
privata, conserva la pala d'altare di "San Giovanni Battista"
di Antonio Balestra (1666 - 1740)
Duomo
di Villafranca - XVII secolo
Il Duomo di SS. Pietro e Paolo si trova giusto in mezzo al corso Vittorio
Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante
monumento del paese. Quest'ultimo è una copia, pressochè
identica della Chiesa del Redentore di Venezia.
La
parrocchia di Madonna del Popolo - XX secolo
Castello
Scaligero - XII secolo
Il Castello Scaligero di Villafranca di Verona è stato costruito
a partire dal 1199, successivamente alla battaglia di Ponti dei Molini
(Mantova), e finito nel 1202. All'interno delle mura sono situate sette
piccole torri dette "Torresine". Queste furono costruite grazie
al fenomeno del "riuso", poiché le pietre usate provenivano
dall'Arco dell'imperatore Tiberio Le
guerre in epoche successive distrussero gran parte del castello che
però fu ricostruito grazie all'impegno della Serenissima. A partire
dall'anno 1450 il castello fu abbandonato e, solamente secoli più
avanti, comprato da privati tra i quali ricordiamo ad esempio A. Alessandri
o G. B. Simeoni, conte di Villafranca. Nel 1890 venne ricostruita la
torre principale del castello e inserito un orologio. Il
castello di Villafranca richiama molti visitatori, soprattutto dalle
zone limitrofe, poiché al suo interno vengono promosse manifestazioni
quali la Sagra dei Santi Pietro e Paolo, la Giornata dell'Arte Studentesca,
cinema all'aperto, concerti promossi dalla provincia di Verona e la
manifestazione chiamata "Farsatirando", con spettacoli teatrali.
Serraglio
- XIV secolo
Muraglia difensiva costruita dagli Scaligeri per proteggere il lato
sud occidentale del territorio. Iniziata da Mastino II nel 1345 e portata
a termine da Cangrande II nel 1355, si distendeva per 13 chilometri
intervallata da torri di difesa e costeggiando in parte il corso del
fiume Tione, fra Valeggio sul Mincio e la Torretta di Gazolo vicino
a Nogarole Rocca, dove iniziavano le paludi di Grezzano. Fu danneggiata
nel 1404 dalle soldatesche di Federico Gonzaga durante le operazioni
belliche coi Visconti. L'opera
ora è distrutta o interrata; ne rimangono visibili alcune rovine
a Villafranca sulla riva sinistra del fiume Tione e i resti di un castelletto
in località Gherla, a metà strada fra Villafranca e Valeggio.
MONUMENTI
Palazzo Bottagisio, la casa del Trattato di Pace
Il palazzo Gandini - Bugna, luogo in cui fu stipulato l'armistizio del
1859 da Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria e Napoleone III Imperatore
di Francia, risale all'epoca austriaca.
L'Obelisco
del Quadrato
Eretto nel 1880 in memoria delle gesta eroiche dei militi del 49°
reggimento di fanteria che il 24 giugno 1866, durante la III guerra
d'indipendenza, fecero quadrato intorno al principe ereditario Umberto
di Savoia difendendolo dagli attacchi delle truppe austriache.
ECONOMIA
Tradizione commerciale: il mercoledì mattina è dedicato
al mercato, di rilevanza provinciale, che occupa la piazza principale
e le vie centrali del paese.
L'agricoltura
è specializzata nella frutticoltura. Villafranca è sede
di un importante mercato per il conferimento e la commercializzazione
delle pesche.
Dal
punto di vista gastronomico sono degni di nota il piatto tipico delle
taiadele coi fegadini (tagliatelle in brodo coi fegatini di pollo) e
le sfogliatine, fragranti ciambelle di pasta sfoglia che ogni pasticcere
interpreta secondo una propria ricetta segreta.
Sul
territorio comunale opera l'aeroporto di Verona-Villafranca "Valerio
Catullo" che, insieme all'aeroporto di Brescia-Montichiari "Gabriele
D'Annunzio", costituisce il "Sistema Aeroportuale del Garda".
LA
FRAZIONE DOSSOBUONO
Dossobuono
è la più popolata frazione del Comune di Villafranca di
Verona, provincia di Verona con oltre 6.000 abitanti. Posto a circa
metà strada fra Verona e Villafranca, ha conosciuto in questi
ultimi anni un notevole sviluppo urbanistico.
La
prima documentazione storica che riguarda questa località risale
allanno 1037, quando tre cittadini di Verona fecero dono allabbazia
di Nonantola di una pezza di terra aratoria e prativa nel fondo detto
Puviliano, nella località chiamata Dossobono. Altri documenti
successivi confermano per il medioevo la presenza di una domus dei Templari,
e di proprietà fondiarie appartenenti alla famiglia Dal Verme,
al monastero di S. Domenico, allospedale di S. Giacomo alla Tomba.
Nel 1311 vi è notizia della costruzione di una chiesa, dedicata
a S. Maria Maddalena, su un terreno appartenente alla chiesa cittadina
di S. Nicolò, terreno che sarà acquistato nel secolo XV
dalla famiglia Vertua.
È
però a partire dal 1500 che le notizie sul territorio divengono
più copiose e continuative. Una fonte importante sono infatti
i verbali delle visite pastorali che i vescovi di Verona facevano periodicamente
a tutte le chiese del territorio. La prima visita documentata del vescovo
alla chiesa di S. Maria Maddalena risale al 1526 quando dipendeva ancora
dalla pieve di S. Pietro di Villafranca, dipendenza durata fino al 1585
quando venne eretta in parrocchia con circa 150 abitanti. Facevano infatti
riferimento a questa chiesa le contrade della Maddalena, della Torre
di Dossobuono, di Calzoni e di Caselle. Un avvenimento importante fu
nel 1517 lattuazione a Dossobuono del trattato di Noyon firmato
il 6 dicembre 1516 dallimperatore Massimiliano I del Sacro Romano
Impero, dal re Francesco I di Francia e da Carlo V re di Spagna. Secondo
questo accordo Verona, che era stata conquistata dagli imperiali, sarebbe
stata restituita ai Veneziani dietro pagamento, in due rate, di 20.000
scudi doro. Le Trattative, come racconta Francesco Guicciardini
nel capitolo XXII del libro XII della sua Storia dItalia, iniziarono
il 5 gennaio 1517 e si svolsero a Dossobuono ed ebbero per protagonisti
il vescovo di Trento Bernardo Clesio, il comandante francese Odet de
Foix visconte di Lautrec, Gian Giacomo Trivulzio comandante delle truppe
veneziane e i due provveditori veneti Andrea Gritti e Giovanni Gradenigo.
Laccordo fu firmato il 13 gennaio proprio a Dossobuono. Proprio
per compensare lospitalità offerta sulla propria terra
dalla famiglia Vertua in occasione di questa trattativa, la repubblica
di Venezia concesse uno degli ultimi benefici feudali.
I
successivi secoli XVII e XVIII vedono laffermazione di alcuni
grandi proprietari terrieri. Tra questi: la famiglia Pantini con oltre
500 campi di terra soprattutto a Calzoni, la famiglia Vertua con circa
400 campi di terra, la famiglia Zignoli - Alessandri con oltre 500 campi.
Altri proprietari erano la Commenda dei Santi Vitale e Sepolcro, la
famiglia Maffei con circa 200 campi, la famiglia Pindemonte con 100
campi e il monastero di Santa Maria degli Angeli con circa 200 campi.
Il territorio di Dossobuono era quindi costituito da più nuclei
che avevano diverse appartenenze amministrative. Vi era infatti la contrada
della Maddalena, nella zona attorno al campanile, che era feudo della
famiglia Verta ed era sede della chiesa, luogo dincontro della
comunità. Vi era poi la contrada di Dossobuono, tra le attuali
via Cavour, viale Europa e via Vertua, che faceva parte del territorio
del comune di Villafranca assieme alla contrada di Calzoni. Vi era infine
la contrada della Torre di Dossobuono, con autonomia amministrativa,
facente parte delle Ca di Campagna nel territorio del comune di
Verona. Una lotta secolare fu quella che contrappose la popolazione
di Dossobuono alla famiglia Vertua per il diritto di nomina e mantenimento
del parroco. Dopo aver adito le vie legali, finalmente nel 1681 una
sentenza del patriarcato di Aquileia stabilì che la famiglia
Vertua, in quanto proprietaria della chiesa aveva il diritto di scegliere
e presentare al vescovo il parroco, mentre gli abitanti di Dossobuono
potevano convenzionarsi con il parroco scelto dal Vertua o scegliersi
un loro sacerdote che officiasse e amministrasse i sacramenti per loro.
Questa decisione non risolse la questione che si trascinò fino
alla fine del secolo XIX quando, estintasi la famiglia Vertua, subentrò
la famiglia Alessandri che cedette al vescovo di Verona tutti i diritti
sulla chiesa di Dossobuono.
Dal
punto di vista amministrativo, dopo le riforme napoleoniche, con il
ritorno degli austriaci e la sistemazione del territorio del regno Lombardo-Veneto,
Dossobuono, nel 1818 fu definitivamente aggregato al comune di Villafranca
di Verona.