Selvazzano
Dentro è un comune di 21.731 abitanti della provincia
di Padova. E'
il comune, dopo il capoluogo, con più abitanti nella
Provincia di Padova. Il territorio comunale confina con
quello di Padova ed è costituito da una pianura di
origine alluvionale, dalla quale si elevano le alture di
Montecchia (m 44) e del Mottolo (m 26), estreme propaggini
nord-orientali del sistema dei Colli Euganei. È attraversato
da ovest a est dal corso del fiume Bacchiglione che divide
il capoluogo in due parti, una alla destra e una alla sinistra
del fiume.
ETIMOLOGIA
L'aspetto del paese ha inciso anche sul toponimo: l'aggettivo
"Dentro" fa riferimento alla posizione del centro
dell'abitato, situato alla destra del corso del Bacchiglione
(de qua dall'acqua come si legge in documenti del secolo
XVII).
ECONOMIA
Nel territorio comunale di Selvazzano sono presenti 1736
imprese, di cui 521 artigiane. Per il 97% si tratta di imprese
con meno di quindici dipendenti, con oltre mille aziende
unipersonali. Sono inoltre presenti due aziende con oltre
250 dipendenti.
Il settore dell'industria manufatturiera e delle costruzioni
conta 427 imprese. Operano invece nel commercio 587 imprese.
MANIFESTAZIONI
ogni venerdì mattina: mercato settimanale a Tencarola
fine maggio: sagra di Maria Ausiliatrice a Caselle
fine agosto: sagra di San Bartolomeo a Tencarola
inizio ottobre: sagra del Rosario a Selvazzano (capoluogo).
STORIA
Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio
di Selvazzano risalgono alla tarda età del bronzo
(XVII secolo a.C.) quando vi si stabilirono popolazioni
paleovenete. Numerosi reperti archeologici, seppur non rilevanti
sotto il profilo artistico, attestano questo antico popolamento
dell'area. In epoca romana iniziò una prima fase
di trasformazione del territorio. Furono creati due importanti
assi viari, la strada Montanara, che unisce Padova ai Colli
Euganei e la strada Pelosa, che collega Padova e Vicenza,
e furono realizzati "rialzi" stradali, sopraelevati
rispetto al piano della campagna, rendendo così utilizzabili
i collegamenti viari anche durante le frequenti piene del
Bacchiglione. I reperti archeologici di epoca romana comprendono:
iscrizioni latine (I-II secolo d.C.), tubazioni di acquedotto
in trachite, materiale fittile (ciotole, anfore, mattoni
bollati, ecc.), resti di abitazioni di età imperiale.
Il toponimo stesso ha origine romana e il nome Selvazzano
deriva probabilmente da Salvitius, un assegnatario di un
fondo agricolo. Non è invece dimostrata l'origine
del nome Selvazzano come selva di Giano, in riferimento
ad un bosco sacro al dio Giano. A questa origine del toponimo
si ispira tuttavia l'attuale stemma comunale. Ai secoli
successivi alla caduta dell'Impero romano risalgono quattro
piroghe recuperate nell'alveo del Bacchiglione nel 1972,
datate al VII-VIII secolo d.C. Il periodo alto-medievale
è povero di testimonianze mentre è accertato
un notevole sviluppo demografico a partire dal secolo XI.
È infatti nei primi secoli del secondo millennio
che si formano i nuovi abitati di Selvazzano, Tencarola,
Montecchia, Canton, Vegri della Barca e Caselle, che daranno
vita ad altrettanti comuni rurali. Nel territorio comunale
sorse inoltre il monastero benedettino di Santa Maria di
Quarta, del quale esiste ancora una porzione dell'abside
della chiesa ormai scomparsa. In epoca medievale contribuiscono
alla trasformazione del territorio tanto alcuni enti religiosi
quanto i ricchi feudatari del luogo come i Maltraversi,
i Capodilista, i Da Selvazzano e gli Scrovegni, che si contesero
duramente il territorio comunale. Con l'avvento della Repubblica
di Venezia (1405) Selvazzano segue la riorganizzazione della
gestione amministrativa del territorio della terraferma
veneziana, che viene ripartito in podestarie e vicariati.
In un primo tempo i comuni rurali esistenti vennero via
via esautorati della propria autonomia e inclusi nella vicaria
di Teolo, quindi si formarono vasti latifondi di proprietà
di nobili famiglie veneziane come i Capodilista, i Contarini,
i Pisani, i Renier e i Pesaro. A quest'epoca (XVI-XVII secolo)
risale la costruzione di alcuni edifici di grande pregio
architettonico: Ca' Bigolin (1530-1550) lungo la riva destra
del Bacchiglione; la villa Capodilista sul colle di Montecchia,
opera del Dario Varotari (1539-1596); Ca' Folco-Zambelli
(fine del XVI secolo), lungo la riva sinistra del Bacchiglione
a Tencarola. Con la caduta di Venezia il territorio comunale
fu soggetto prima al dominio napoleonico e quindi ricompreso
nel regno Lombardo-Veneto. È in quest'epoca che viene
costituito il comune di Selvazzano. I limiti amminstrativi
del comune vengono fissati nel 1810 e riconfermati dal governo
austriaco nel 1815. Con l'annessione del Veneto all'Italia
(1866), Selvazzano diviene parte del Regno d'Italia e vede
nuovamente riconfermati i propri confini. Tra Settecento
e Ottocento soggiornarono a Selvazzano numerosi letterati,
tra i quali Ippolito Pindemonte, Vittorio Alfieri, Madame
de Staël e Ugo Foscolo, ospiti nell villa di Melchiorre
Cesarotti.
Nella seconda metà del XIX secolo vennero realizzate
numerose opere pubbliche tra cui la costruzione del ponte
sul Bacchiglione a Selvazzano (1870), il palazzo municipale
(1878), la bonifica di una vasta area paludosa (1882), la
ricostruzione e l'innalzamento degli argini dopo l'alluvione
del 1882. Con il nuovo secolo comincia anche la trasformazione
di Selvazzano da borgo rurale a periferia della città.
Segnano questa fase di sviluppo urbano la scomparsa dei
mulini dal Bacchiglione (1913), la costruzione della linea
tranviaria Padova-Tencarola-Abano Terme (1910) e del tratto
Tencarola-Villa di Teolo (1911), la costruzione delle scuole
elementari nel capoluogo, a Tencarola e a Caselle, la costruzione
della chiesa di Caselle (1925). Nel 1956 viene demolita
la medievale chiesa di San Bartolomeo a Tencarola per fare
posto all'attuale. Sempre nel secondo dopoguerra viene costruita
la nuova chiesa parrocchiale di Selvazzano e sono costituite
le nuove parrocchie di Feriole (1955) e di San Domenico
(1969).