Padova
è una città di 210.301 abitanti, area metropolitana
403.923, capoluogo dell'omonima provincia, situato nella
regione Veneto. Sede di una prestigiosa Università,
Padova vanta numerosissime testimonianze di un glorioso
passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti
da ogni parte del mondo. È oggi un importante centro
economico e uno dei più importanti e grandi centri
intermodali, anche fluviale, di tutta Europa, rappresenta
attualmente il più grande interporto nel nord Italia.
Padova è universalmente nota come la città
di Sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato
a Lisbona nel 1195, che a Padova visse per alcuni anni e
vi morì (13 giugno 1231). È altrettanto nota
per essere la patria di Tito Livio, insigne storico romano.
ETIMOLOGIA
L'etimologia del toponimo è incerta, ma è
evidente l'assonanza con l'antico nome del Po (Padus). Vi
si potrebbe riconoscere la radice indoeuropea pat-, in riferimento
forse ad un luogo pianeggiante ed aperto, contrapposto alle
vicine zone collinari. Vi èpure assonanza con la
palude Patina presso la città, situata sulla sinistra
del Brenta.
LE
VIE D'ACQUA
Il tessuto urbano di Padova è fortemente condizionato
dalla presenza di numerosi corsi d'acqua, formati dall'intrecciarsi
delle acque del Bacchiglione e del Brenta, che donano a
molti angoli della città scorci suggestivi. In
passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economiacittadina,
in particolar modo per lapresenza di numerosi mulini e per
la loro evidente funzione commerciale, in particolar modo
per congiungere la città con la vicina Venezia e
gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali
han rappresentato a lungo un valido complemento delle opere
di fortificazione della città. Le opere di ingegneria
fluviale che si sono susseguite nel corso dei secoli, soprattutto
per impulso del Magistrato alle Acque della Repubblica di
Venezia, hanno permesso di ridurre il rischio di esondazioni
che potessero interessare il tessuto urbano della città;
gli ultimi grandi lavori risalgono però all'800.
L'attuale, complesso, sistema di collegamenti e chiuse tra
i canali cittadini è in grado di gestire e far defluire
onde di piena anche significative, senza troppi rischi per
la città. L'unica area che potrebbe eventualmente
essere a rischio, e solo in presenza di piene di dimensioni
eccezionali, è la zona sud-orientale di Terranegra
(il cui nome è indicativo del fatto che anche nei
secoli passati veniva spesso coinvolta dalle esondazioni).
LA
CITTA' MURATA
Tra le più significative vestigia dell'illustre passato
di Padova, merita una particolare menzione la doppia cinta
muraria tuttora - almeno in parte - apprezzabile. Testimonia
la struttura medievale la cinta trecentesca, di cui sono
oggi chiaramente ravvisabili solo quasi la porta Altinate
e quella su ponte Molino. Si tratta di un complesso difensivo
risalente in per lo più alla signoria dei Carraresi.
Molto migliore è lo stato di conservazione della
cinta cinquecentesca, splendido esempio di architettura
militare veneziana. Attorno a tali mura - che avvicinano
esteticamente Padova a Treviso - si snoda un tracciato viario
che fino a qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione",
ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un profilo
strettamente etimologico (circum + vallum - "attorno
alle mura"), poiché in realtà è
attualmente fagocitato dalla congestione complessiva del
traffico urbano.
LA
BASILICA DI SANT'ANTONIO
La Basilica di Sant'Antonio a Padova, conosciuta dai
padovani semplicemente come il Santo, è la più
importante chiesa della città e una delle più
grandi e visitate al mondo. Non è comunque la cattedrale
patavina, titolo che spetta al duomo. In essa sono custodite
le reliquie di sant'Antonio di Padova. La piazza antistante
ospita il monumento equestre al Gattamelata di Donatello.
Donatello realizzò anche le sculture bronzee (Crocifisso
della basilica del Santo, statue e formelle di varie dimensioni)
che il Boito ha collocato sull'altare maggiore da lui progettato.
A tutt'oggi la chiesa è una delle sole 4 appartenenti
allo Stato Vaticano e non site nella capitale, ed è
soggetta alla sua giurisdizione. Tra le altre ricordiamo
il Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Santo
Rosario di Pompei, la Basilica della Santa Casa a Loreto
in provincia di Ancona, la Basilica di San Francesco ad
Assisi in provincia di Perugia. Il corpo del santo era stato
sepolto, come da suo desiderio, nella chiesetta di Santa
Maria Mater Domini, accanto al convento da lui fondato nel
1229. È questa chiesa il nucleo da cui parte la costruzione
della Basilica che la ingloba come Cappella della Madonna
Mora. La costruzione della basilica comincia probabilmente
già nel 1232, un anno dopo la morte di sant'Antonio
da Padova, e si protrae fino al 1310. Modifiche all'assetto
della Basilica si prolungano fino al XV secolo, con un forte
impulso dopo l'incendio e conseguente crollo di un campanile
nel 1394. I lavori del XV secolo includono il rialzamento
del deambulatorio e il riassetto del coro, con la costruzione
di una nuova cortina. Pietro Lombardo figlio di ser Martino
da Carona, scultore e architetto, all'età di 29 anni
nel 1464 è attivo nella Basilica del Santo ove scolpisce
in stile rinascimentale il monumento di Antonio Roselli
e nel 1467 la lapide sepolcrale di Jacopo Pavini. L'architettura
è caratterizzata da una perfetta armonizzazione di
diversi stili: la facciata a capanna romanica; i contrafforti
che si sviluppano fino a diventare archi rampanti che, in
parallelo, scandiscono con regolarità lo spazio e
le cupole in stile bizantino. I campanili richiamano, poi,
quelli di San Marco a Venezia, ma è, del resto, tutto
lo spazio coinvolto ad essere bizantino, con la mediazione
di Venezia. Il chiostro del Capitolo ospita interessanti
tombe di docenti dell'Università di Padova, fra cui
quelle di Bonjacopo Sanvito e Raniero degli Arsendi.
EDIFICI
RELIGIOSI
Basilica
del Carmine
Basilica Cattedrale e Battistero
Basilica
di Sant'Antonio di Padova - uno dei più celebri luoghi
di culto del Cristianesimo, meta di centinaia di migliaia
di pellegrini ogni anno.
Scuola
del Santo (ciclo di affreschi di vari pittori, tra i quali
il giovane Tiziano Vecellio)
Oratorio di San Giorgio (ciclo di affreschi di Altichiero)
Abbazia di Santa Giustina - sede di elaborazione della Riforma
Benedettina del XV secolo, ed una delle più importanti
Abbazie Benedettine del mondo.
Cappella degli Scrovegni - ospita il celeberrimo capolavoro
del Ciclo degli Affreschi degli Scrovegni di Giotto, ed
è attualmente visitabile solo su prenotazione.
Chiesa degli Eremitani.
Chiesa di San Nicolò
Chiesa di Santa Maria dei Servi
Chiesa di Santa Sofia
Basilica e Scoletta del Carmine
Sinagoga di Padova, situata nella zona centrale del Ghetto
(adiacente alle Piazze)
LE
AREE VERDI
Nel 2006 Padova ha vinto il primo premio La città
per il verde, assegnato a Genova in occasione della manifestazione
Euroflora 2006. Alcuni esempi di aree verdi padovane: L'Orto
Botanico di Padova, il più antico orto botanico universitario
ancora esistente al mondo e patrimonio dell'UNESCO, custodisce
(tra innumerevoli altre piante) la cosiddetta palma di S.
Pietro, cui Goethe dedicò alcuni scritti; l'Isola
Memmia al centro del Prato della Valle; il parco Treves
de' Bonfili; i Giardini della Rotonda; il "Lungargine
Scaricatore, Codotto e Maronese, Terranegra": un percorso
ciclopedonale di circa 8 km collega il ponte Scaricatore
(Bassanello) col ponte di San Gregorio (Terranegra) e offre
nel primo tratto anche un "percorso vita" (percorso
ginnico attrezzato); il Giardino Venturini e Natale, situato
lungo il canale Piovego vicino alla Stanga, dal 2003 ospita
una copia del leone di San Marco (XV secolo) recuperato
al Portello nel fossato lungo le mura; il Giardino dei Giusti
dedicato a chi si è opposto ai genocidi e ai crimini
contro l'umanità.
MANIFESTAZIONI
La
"Settimana della cultura scientifica e tecnologica",
che si svolge da marzo ad aprile.
La "Maratona di Sant'Antonio" [64], in aprile.
Essa ripercorre negli ultimi 18 chilometri la strada che
sant'Antonio morente, a bordo di un carro trainato da buoi,
fece il 13 giugno 1231, partendo da Camposampiero per arrivare
all'Arcella.
Auto Expo e Bike Expo, quest'ultima è la seconda
manifestazione più importante al mondo e la prima
e più visitata in Europa, riguardante le moto.[65]
Fiera campionaria, in maggio: è la più grande
rassegna intersettoriale del Nord Est, raggiunta da più
di duecentocinquantamilavisitatori. Sono presenti mille
espositori raggruppati in cinque settori: arredamento, enogastronomico,
turismo, tempo libero, artigianato.
Rievocazione del Transito di sant'Antonio, sera del 12 giugno.
La rievocazione storica in costume vuole celebrare l'ultimo
viaggio di sant'Antonio: egli infatti dimorava a Camposampiero
quando percepì che la sua vita terrena volgeva al
termine, chiese dunque di essere trasportato verso l'amata
Padova per esalare l'ultimo respiro. Steso su un carretto
trainato dai buoi, non riuscì però a raggiungere
le porte della città e venne ricoverato presso l'allora
convento francescano di Santa Maria de' Cella (la leggenda
vuole che sia stato fondato da san Francesco in persona),
dove morì (il luogo dove spirò il santo si
trova oggi all'interno del Santuario di Sant'Antonio d'Arcella).
La rievocazione storica del transito parte da Piazza Azzurri
d'Italia, prosegue lungo via Tiziano Aspetti, viale Arcella
e termina presso il santuario di Sant'Antonio d'Arcella;
un concerto di campane di tutte le chiese di Padova precede
la messa.
Fiera di Sant'Antonio, 13 giugno. Dopo una solenne messa
celebrata dal vescovo nella basilica, l'arca con le reliquie
del santo è portata in processione per le vie del
centro città, seguita da una sfilata delle confraternite
con i rispettivi gonfaloni.
"Sherwood Festival", in giugno-luglio; Radio Sherwood,
una radio indipendente padovana [66] , dà vita allo
Sherwood Festival, importante evento cittadino della durata
di un mese. Sul palco si avvicendano importanti gruppi musicali
della scena alternativa italiana ed internazionale.
nel 2005 e nel 2006 si è svolta la Notte bianca in
giugno (all'inizio dell'estate) e dicembre (in occasione
del Natale).
"Villeggiando" in luglio e agosto; eventi e spettacoli
nella più suggestive ville e piazze padovane.
"Padova grand prix" e "World country roller
marathon" in settembre. La competizione mondiale di
pattinaggio a rotelle.
Rievocazioni storiche, in settembre: rievocazioni storiche
in costume nelle cittadine murate di Montagnana, Monselice,
Montegrotto Terme e Cittadella.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Insediamenti preistorici sono stati accertati dall'archeologia,
già a partire dall'XI secolo a.C. - X secolo a.C.,
topograficamente in corrispondenza dell'odierno centro di
Padova. La leggenda narra che la fondazione di Padova sia
avvenuta per opera di Antenore, un principe troiano scampato
alla distruzione di Troia, ma è ampiamente noto come
tale "romantica" diceria tragga origine da un
deliberato falso storico, confezionato ad arte dal dotto
Lovato Lovati. Rappresentando uno dei principali centri
della cultura paleoveneta, l'antica Padova sorse all'interno
di un'ansa del fiume Brenta (durante l'antichità
chiamato Medoacus Major) che allora (probabilmente fino
al 589) scorreva nell'alveo dell'odierno Bacchiglione (al
tempo denominato Medoacus Minor o Edrone), entrando in città
nei pressi della attuale Specola. Già a partire dal
226 a.C. gli antichi patavini strinsero un'alleanza con
Roma contro i Galli Cisalpini, alleanza poi confermata più
volte, in particolare al tempo della Battaglia di Canne
(216 a.C.) e della guerra sociale (91 a.C.), quando Padova
e altre città transpadane combatterono al fianco
dei romani. Dal 49 a.C. divenne un municipium romano, e
in età augustea entrò a far parte della X
Regio, della quale costituiva uno dei centri più
importanti. Durante l'epoca imperiale la città divenne
molto ricca grazie alla lavorazione delle lane provenienti
dai pascoli dell'altipiano di Asiago. Dalla città
passavano (o partivano) numerose strade che la congiungevano
con i principali centri romani dell'epoca: la via Annia
che la congiungeva con Adria e Aquileia, la via Medoaci
che portava alla Valsugana e all'altipiano di Asiago, la
via Astacus che la congiungeva con Vicentia, la via Aurelia
che portava ad Asolo, la via Aponense che la collegava ai
centri termali dei Colli Euganei. Sia a nord che a sud della
città vi erano estese centuriazioni. In epoca romana,
Padova [15] fu patria di Tito Livio, insigne storico romano
(nello stesso periodo, diede pure i natali ai letterati:
Gaio Valerio Flacco, Quinto Asconio Pediano, Trasea Peto
[16], di cui vi è ancora ricordo nella toponomastica
cittadina). Nel periodo delle invasioni barbariche fu più
volte devastata, prima dagli Unni nel 452-453, poi nel 601
dai Longobardi di Agilulfo, e infine dagli Ungari nell'899.
Nel Basso Medioevo Padova si distinse come Libero comune,
partecipando alla Lega Veronese e alla Lega Lombarda contro
l'imperatore Federico Barbarossa. A questo periodo risale
la fondazione dell'Università (1222), una delle più
antiche d'Italia. Fu poi dominata, a partire dal 1318, dalla
signoria dei Carraresi, fino alla conquista, avvenuta nel
1405, da parte della Repubblica di Venezia. Nei successivi
quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica,
poté godere della pace e della prosperità
assicurata dalla signoria veneziana, e della libertà
grazie alla sua Università, che richiamò studenti
ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori
centri dell'aristotelismo e attirando numerosi ed illustri
intellettuali, come Galileo Galilei. Nel 1509, durante la
guerra della Lega di Cambrai, Padova dovette subire un terribile
assedio, che fu però respinto. Dopo lo scampato pericolo,
la Serenissima procedette ad opere di fortificazione, dando
alla cinta muraria l'aspetto attuale. Caduta la Serenissima
(1797), la città fu ceduta da Napoleone Bonaparte
all'Austria. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno
d'Italia napoleonico, entrò a far parte nel 1815
del Regno Lombardo-Veneto asbugico. L'8 febbraio 1848 vide
un'insurrezione contro il dominio austriaco, guidata in
particolare dagli studenti universitari. Padova entrò
a far parte del Regno d'Italia solo nel 1866, in seguito
alla terza guerra di indipendenza. Nel corso della prima
guerra mondiale, la città era il quartier generale
delle forze militari italiane. Merita un cenno il fatto
che l'ardimentosa (e pacifica) impresa del Volo su Vienna,
di dannunziana memoria, prese le mosse dalle vicinanze di
Padova (Castello di San Pelagio in comune di Due Carrare,
9 agosto 1918). Nei pressi della città, a Battaglia
Terme il castello di Lispida fu adibito a residenza del
re Vittorio Emanuele III. A Villa Giusti (in località
Mandria di Padova) fu firmato l'armistizio che pose termine
al conflitto. Nella seconda guerra mondiale Padova fu un
importante centro della resistenza contro il nazifascismo.
Numerosi studenti e insegnanti universitari parteciparono
alla lotta partigiana, a cominciare dallo stesso rettore
Concetto Marchesi. Per questo motivo l'Università
degli Studi di Padova fu premiata (unica università
italiana a ricevere tale onorificenza) con la medaglia d'oro
al Valor Militare. Gli anni dal dopoguerra ad oggi furono
per Padova di continuo sviluppo edilizio ed economico grazie
anche alla collocazione geografica, al centro di importanti
vie di comunicazione favorevoli per industrie e servizi.
La crisi sociale e politica degli anni settanta vide però
il polarizzarsi delle tensioni in vicende spesso collegate
all'estremismo di frange della comunità studentesca
della città. Padova infatti fu la città dove
organizzazioni come Potere Operaio e Autonomia Operaia furono
più forti, insieme a Roma e Bologna. Questi movimenti
a forte componente studentesca nacquero sotto l'egida di
insigni professori della facoltà di Scienze politiche
quali Antonio Negri. Inoltre proprio a Padova le Brigate
Rosse misero a segno il loro primo delitto rivendicato con
l'attacco alla sede dell'MSI nel 1974. A Padova agirono
anche organizzazioni eversive neofasciste come Ordine Nuovo
e probabilmente ebbe numerosi legami con questa città
anche l'organizzazione Rosa dei venti. La città oggi
sta vivendo importanti cambiamenti urbanistici, con la costruzione
di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali e con
un profondo rinnovo della viabilità cittadina, articolatasi
negli ultimi anni intorno alla complessa realizzazione del
metrobus, tuttora in corso.