Caprino
Veronese è un comune di 7.493 abitanti della provincia di Verona.
Caprino
è a 36 chilometri da Verona, a nord ovest. Il capoluogo è
ai piedi del Monte Baldo e molte delle sue frazioni e contrade sono
sulle pendici a sud dello stesso. Il Comune comprende il bacino superiore
del progno (torrente) Tasso dalle sorgenti alla piana di Camporengo;
a nord è delimitato dallo spartiacque del Monte Baldo e a sud
dall'anfiteatro morenico. I centri abitati, per lo più pedemontani,
sono quattordici di cui sei comuni medioevali: Boi, Caprino, Ceredello,
Lubiara, Pazzon, Pesina, uno d'epoca napoleonica: Vilmezzano, gli altri
antiche frazioni: Boschi di Lubiara (Lubiara), Braga (Pazzon), Gaon
(Caprino), Porcino (Pazzon), Rubiana (Boi), San Martino (Pazzon), Spiazzi
(Lubiara). L'assetto amministrativo definitivo risale al 1814-1815.
ETIMOLOGIA
Il toponimo "Caprino" è un etnico derivato dalla tribù
celta dei Cauri, insediatasi in territorio reta in epoca imprecisata
(400 a.C.).
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa
dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia - XIII secolo
Del secolo XIII a Pazzon. Ha un battistero del 1568, La parrocchia ha
numerose chiese ed oratori: Beata Vergine del Carmelo di Vilmezzano,
l'Immacolata di Braga, di San Michele Arcangelo (romanica) e di San
Martino del XIII come inizio lavori.
Oratorio
di Santa Cristina - XIII secolo
in contrada Ceredello del XIII secolo su resti di un antico tempio romano.
Cappella
del Sepolcro - XIV secolo
Al Cimitero, ha e aveva una serie di statue del XIV secolo: deposizione
di Cristo nel Sepolcro ora nel museo di Villa Carlotti.
Chiesetta
di S. Rocco - XIV secolo
Poco fuori da Pesina, del XIV secolo, ampliata dopo una grave pestilenza
nel 1630
Santuario
della Madonna della Corona - XV secolo
A Spiazzi del XV secolo dove era un romitaggio. Divenne santuario nel
1625 quando i cavalieri di Malta fecero rifabbricare la chiesa.
Parrocchiale
di Caprino - XVIII secolo
L'attuale chiesa è del 1769 progettata da Adriano Rossi. La facciata
è del 1803 e la torre campanaria del 1870. È stata eretta
sul luogo di una precedente chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore.
Eugenio III nel 1145 ricorda: Plebem de Caprino cum suis capellis. Onorio
III il 5 giugno conferma la deliberazione del Vescovo Norandino, con
la quale costui aveva stabilito che la chiesa di Caprino avesse dodici
Canonici. Nei pressi è l'oratorio di S. Pancrazio.
Chiesa
di San Gallo - XVIII secolo
A Pesina. Ricostruita nel 1769, ha uno splendido altare maggiore fatto
erigere da Almerigo Gonzaga. Conserva una bella pala di Giovanni Caliari
San Giobbe. La tela della Madonna e Santi è di Agostino Ugolini.
Precedentemente la chiesa sorgeva a mezza collina con il suo cimitero
soggetto in parte alla pieve di Garda ed in parte a quelle di Caprino.
EDIFICI
STORICI
Villa Nichesola-Rigo - XIV secolo
In contrada Platano, del XIV secolo ha parco e laghetto.
Villa
Nichesola-Aldrighetti - XV secolo
In contrada Platano, è la più antica e la più interessante.
Del XV secolo, con tre archi di portico
Villa
Beccherle - XVI secolo
A Pazzon, sorta sul castello dei conti Colpani del XVI secolo. Ha un
viale di cipressi particolare che ne costituisce l'ingresso.
Villa
Nichesola-Zambellini - XVI secolo
In contrada Platano, è del secolo XVI trascurata, ha portico
a colonne toscane, con scala esterna nel fondo, porte e finestre in
pietra d'ottima fattura (con inferriate originali sul lato nord, verso
la strada), una cornice a denti di sega sotto la gronda, un salone al
primo piano con soffitto ligneo.
Villa
Carlotti - XVII secolo
Sede del Comune. Villa patrizia del 1632, palazzo dal 1682. Caratteristica
è la Sala grottesca oggi detta Sala dei sogni con affreschi sulla
volta. Vi ha sede un Museo comunale (1976) che raccoglie documenti storici
locali e il Compianto quattrocentesco proveniente dalla Cappella del
Cimitero.
Palazzo
Bagatta - XVII secolo
Del XVII secolo, ha un portale ad arco con una lunga facciata con attico
sormontato da statue.
Villa
Sometti-Nichesola - XVII secolo
In contrada Platano è tardo rinascimentale, del 1604.
Palazzo
Nogarola-Abrile - XVII secolo
Villa ex Negrelli - XVII secolo
A Pesina del XVII secolo e anteriore, ha decorazioni pittoriche e un
denso parco con bei cipressi.
Villa
Belvedere - XVIII secolo
A Pesina, è una vecchia casa padronale di architettura tipicamente
rurale. È un unico complesso, con alcune caratteristiche case
note col nome di Canal. Ha un gruppo di piante secolari che lo circonda
a protezione dei venti del nord e a consolidamento del terreno franoso
della collina.
MANIFESTAZIONI
Festa
patronale
Per la festa del Patrono a cavallo tra luglio ed agosto dal 1873 viene
organizzata la Fiera Montebaldina, manifestazione che unisce cultura
antica e moderna, con esposizione di prodotti e mezzi di artigiani e
industrie locali e non. Un evento in grado di attrarre anche i bambini
e i giovani con le variegate iniziative di volta in volta proposte dagli
organizzatori per passare giornate di puro divertimento alle pendici
del Baldo. Secondo la tradizione Cattolica il giorno del 2 agosto, giorno
di conclusione della Fiera, si svolge il rito del Perdon d'Assisi: si
concede l'indulgenza plenaria al fedele che piamente visita la
Chiesa Parrocchiale il giorno 2 agosto, in cui ricorre l'indulgenza
della «Porziuncola». Una grazia che si rinnova dal
1216, quando San Francesco ottenne da Papa Onorio III una indulgenza
plenaria per quanti si fossero confessati nella chiesetta della Porziuncola
nel giorno della sua dedicazione a Santa Maria degli Angeli. Di quella
notte di preghiera del 1216 e del successivo incontro del Santo col
Papa a Perugia raccontano le Fonti Francescane.
Festa
di S. Rocco
Nella frazione di Pesina il 16 agosto c'è la tradizionale festa
di San Rocco, con processione ed esposizione del Santo.
STORIA
Le prime documentazioni storiche sono costituite da castellieri reti
(ai Cappuccini o Frati in Caprino) lungo la via Campiona che univa gli
opposti versanti del M. Baldo. Dopo la conquista romana (89 a.C.) il
territorio entra nell'orbita del Municipio di Verona (49 a.C.), ma sarà
solo nel 16 a.C. che i Romani prenderanno pieno possesso del territorio;
in epoca imperiale è parte della Regio X "Venetia et Histria"
come semplice "statio" piccolo centro commerciale (cippo di
"Calpurnus mercator"). Scarse le fonti storiche alto-medioevali
(sarcofago Campasso in epoca longobarda), fece parte del ducato di Verona
e fu al limite dell'avanzata franco-bavara del 6° secolo. Viene
menzionato, in un editto di re Berengario (X secolo) come "Cà
Ferrera", villa autorizzata, al pari delle altre ville limitrofe,
a edificare un castello per difendersi dalle invasioni degli Ungari.
Nel XII secolo è menzionata come pieve della diocesi di Verona
(S. Maria de' Cavrini). Nello stesso secolo aderisce alla Lega Veneta
e combatte contro Federico Barbarossa che distrugge il castello di Pesina,
nel 1168. Firma la pace di Costanza al pari degli altri Comuni italiani.
Dopo un breve periodo autonomo nell'ambito del carolingio comitato di
Garda fu conquistata da Verona di cui seguirà le sorti. Dal 1405
al 1797 fa parte della Repubblica di Venezia. Nel 1630 sarà duramente
provata dalla pestilenza (2053 morti su 3250). Un rinnovamento edilizio
e fondiario si realizza sul finire del XVIII secolo Caprino da semplice
pieve diviene borgo e si annette progressivamente i comuni limitrofi,
diviene sede di mercato (1786), viene riedificata la parrocchiale (1767-1786),
erette Villa Carlotti (1632) e Palazzo Zuccolmagno, edificato il centro
sul sito dell'antico brolo. Sulle alture circostanti (tra Rivoli e Spiazzi)
si svolge la celebre battaglia di Rivoli. In epoca napoleonica è
capoluogo di un cantone del dipartimento dell'Adige (Verona). Durante
il Regno italico i villaggi di Gaon e Rubiana insorgono contro le truppe
francesi in risposta alle provocazioni anticattoliche. Dal 1815 al 1866
è capoluogo di uno dei distretti della provincia di Verona (Regno
Lombardo-Veneto). Nel 1822 si costituisce una società patriottica
e nel 1848 la municipalità e la cittadinanza simpatizzano per
il movimento di Carlo Alberto, per tale motivo, dopo la riunione al
Regno d'Italia, Caprino otterrà per decreto di S.M. Vittorio
Emanuele II il titolo di città (1873). Il periodo post-unitario
sarà il periodo più florido nella storia della città:
capoluogo distrettuale e mandamentale, centro logistico in prossimità
del confine, centro commerciale che integra le attività montane
del Monte Baldo con quelle collinari-moreniche e delle attività
lacustri con le vie commerciali della vallata dell'Adige (a est); notevole
l'attività estrattiva (nembro rosato, rosso verona) e la costruzione
di fortificazioni militari (Forte Cimo Grande 1913, Forte di Nàole,
Forte San Marco, 1885) a monte di Verona. Dopo la Prima Guerra Mondiale
risente di un declino economico che durò fino agli anni Ottanta.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale si ha, nuovamente, l'insurrezione
di Gaon e Rubiana contro le truppe di occupazione; nell'immediato dopoguerra
la maggioranza dei cittadini opta per la repubblica (1946).