Castelfranco
Veneto è un comune di 33.407 abitanti in provincia
di Treviso. Situato in posizione centrale fra i capoluoghi
veneti di Treviso, Padova e Vicenza, è una città
murata con un castello medievale in ottimo stato di conservazione.
Città natale del Giorgione, ne conserva nel duomo
la famosa Pala di Castelfranco (Madonna in trono con i santi
Liberale e Francesco). Il comune di Castelfranco Veneto
sorge in un territorio, quasi completamente pianeggiante,
che si estende nella zona più occidentale della provincia
di Treviso, al confine con quella di Vicenza. La posizione
è tale da consentire di raggiungere comodamente i
quattro vicini capoluoghi di provincia (Treviso, Venezia,
Vicenza e Padova), oltre ad altre città importanti
quali Bassano del Grappa e Montebelluna. Grazie alla sua
posizione privilegiata, è servito da una rete di
trasporti molto varia e completa: nella zona convergono
infatti tre importanti linee ferroviarie, che si incrociano
nella stazione della città e due importanti arterie
stradali, la SS 53 Postumia che collega Vicenza a Treviso,
e la SS 245 Castellana tra Mestre e Bassano del Grappa.
Il fiume principale è il Muson dei Sassi, ma altri
sono i brevi corsi d'acqua che lambiscono il comune: l'Avenale,
il Musoncello, il Musonello e il Musone vecchio. Molte sono
le frazioni in cui è divisa la città. Castelfranco
Veneto rappresenta un polo commerciale e industriale di
grande importanza rispetto ai comuni vicini della provincia
di Treviso.
CENNI
STORICI
Castelfranco nasce nel 1195 quando il comune di Treviso,
da poco formatosi, sentì la necessita di costruire
una fortezza al confine con le rivali Padova e Vicenza,
in un'area dove solo il fiume Muson rappresentava l'unica
effimera demarcazione naturale. Il luogo prescelto era inoltre
in una posizione strategica: un terrapieno preesistente
sulla sponda orientale del corso d'acqua, prossimo alla
confluenza tra le vie Postumia e Aurelia e in posizione
centrale tra i fortilizi signorili di Castello di Godego
e Treville e vescovili di Salvatronda, Riese e Resana. Cosa
piuttosto peculiare, la popolazione del castello non era
formata da soldati, ma da liberi cittadini che, stabilendovisi,
potevano godere dell'esenzione da ogni imposta (da cui il
toponimo Castelfranco, cioè "libero").
Tuttavia, gli spazi interni non erano organizzati secondo
un tipico impianto urbano: non esisteva una vera e propria
piazza e gli edifici più importanti si distribuivano
lungo la strada principale se non addirittura arretrati,
come il caso della chiesa (allora subordinata alla più
antica Pieve Nuova, nell'attuale Borgo Pieve), l'ufficio
contabile e l'infermeria. Il castello era governato da due
consoli, in carica per sei mesi. Oltre ai normali compiti
amministrativi, dovevano gestire la giustizia in nome del
podestà di Treviso. Ciascun console (stipendiato
100 lire per l'intero periodo) doveva rispondere del proprio
operato al compagno e agire contro di lui se violava la
legge. Il castello passò nel 1246 ad Ezzelino III
da Romano, che lo fortificò ulteriormente con due
gironi e una torre sul lato Sud (verso Padova); tornò
a Treviso il 27 settembre 1259, giorno della morte del "Tiranno".
Nel 1329 Castelfranco passò a Cangrande della Scala,
signore di Verona. Il 23 gennaio 1339 il castello segue
le sorti di Treviso e passa a Venezia. Seguirà un
periodo di instabilità e turbolenze, con assedi e
conquiste, sino alla fine della Guerra della Lega di Cambrai
(1515), quando il dominio della Serenissima è ormai
definitivo. Questo è il periodo di massimo splendore
per Castelfranco, specie dal punto di vista economico. La
Repubblica favorisce la colonizzazione del territorio e
lo sfruttamento dei fondi ancora vacanti e, di conseguenza,
si rafforza la commercializzazione di prodotti agricoli;
il tessuto urbano si consolida con edifici in muratura con
funzioni mercantili, caratterizzati da portici e magazzini
ai piani terra; il mercato ora presso il lato nord del castello,
articolandosi in una parte per il bestiame e in un'altra
per biade e ortaggi. Nel frattempo, la campagna diventa
abita meta di villeggiatura per le famiglie del patriziato,
che qui erigono le loro ville. Questi fenomeni permettono
a Castelfranco di tagliare progressivamente i legami con
Treviso e di inserirsi autonomamente nel territorio. Al
contempo, in città si sviluppa un vivace clima culturale,
divenendo punto di convergenza per vari artisti e architetti.
Nel Settecento, con la decadenza della capitale, Castelfranco
si proietta verso i centri della terraferma (prima fra tutte
Padova) divenute i nuovi poli della cultura. Gli intellettuali
provengono da alcune famiglie patrizie ormai radicate in
zona, come i Riccati, e promuovono diversi interventi urbanistici,
sia all'interno (Duomo e Teatro Accademico) che all'esterno
(Pieve Nuova, Ospedale di San Giacomo) delle mura. Dopo
la caduta di Venezia nel 1797, anche Castelfranco passò
dai francesi agli austriaci e viceversa, sino a divenire
definitivamente austriaca nel 1814. La dominazione straniera
cessò nel 1866, con l'annessione del Veneto al Regno
d'Italia.
DA
VEDERE
L'elemento che più caratterizza Castelfranco è
il castello, che ne racchiude il centro storico. Difeso
da mura molto alte, di mattoni rossi, comprende sei torri,
quattro delle quali sui vertici della base quadrata di 232
m di lato, una sulla mediana sud (verso Padova), trasformata
in campanile del duomo, l'altra sulla mediana ad est (verso
Treviso). Da un disegno conservato presso la Biblioteca
Comunale si notano in totale sette torri. L'ultima, abbattuta,
era posta sulla mediana ovest (verso Cittadella).
ARTE
La storia di Castefranco si intreccia con la vita del grande
pittore Giorgione (1478-1510).
Castelfranco
è sede di un importante conservatorio di musica dedicato
al musicista e compositore Agostino Steffani, auditorium
del coservatorio è il teatro accademico, considerato
un vero gioiello dell'architettura settecentesca, progettato
dall'architetto Francesco Maria Preti.
A
Castelfranco ha sede l'ASAC Veneto, ossia l'associazione
che riunisce gli oltre 400 cori polifonici e popolari della
regione, in città ha inoltre sede il prestigioso
Coro Valcanzoi, diretto dal maestro Angelo Tieppo.
MANIFESTAZIONI
Nel secondo fine settimana del mese di settembre si svolge
il palio e la Festa dei borghi, che ricorda la costruzione
del castello avvenuta nel 1195. La manifestazione si svolge
in costumi d'epoca (XI e XIV secolo). Il palio, disputato
dentro le mura del castello, viene assegnato alla squadra
che, per prima, fa arrivare il vessillo alla preposta damigella,
superando un percorso pieno d'ostacoli.
Durante i primi quindici giorni di dicembre si tiene la
festa e fiera con mostra del radicchio variegato di Castelfranco.
In quest'occasione trattorie e ristoranti propongono menù
a tema ed è premiata la miglior produzione di radicchio.
SPORT
Castelfranco Veneto è sede della squadra calcistica
del Giorgione Calcio, attualmente nel campionato di eccellenza
Castelfranco
Veneto è stato più volte arrivo di tappa del
Giro d'Italia:
1991
(13 giugno): 18^ tappa, vinta da Silvio Martinello.
1999 (1 giugno): 17^ tappa, vinta da Mario Cipollini.
Castelfranco è la città natale di Dino Liviero
(Castelfranco Veneto 1938 - Tarvisio 1970), ciclista professionista
dal 1958 al 1964; in forza alla Torpado per gran parte della
carriera.
Castelfranco
gode di una lunga pagina calcistica. La prima squadra milita
in eccellenza con buoni risultati ma in passato poteva competere
con categorie più alte, arrivando fino alla serie
C2 nel recente passato.
Nel
calcio a 5 vanta due squadre in serie A:La Marca Trevigiana
in serie A e la Sporting Marca in A2.
Nel
2008 Alessandro Ballan, vince i mondiali ciclistici.