Castel
d'Azzano è un comune italiano di 11.662 abitanti
della provincia di Verona, in Veneto. Castel d'Azzano dista
6 chilometri da Verona. È uno dei comuni confinanti
a sud del capoluogo. È terra di risorgive e fa parte
del bacino idrografico del Tartaro. Una parte del suo abitato
è contigua al corpo urbano del capoluogo ed è
facilmente raggiungibile dall'autostrada A4, uscendo al
casello di Verona Sud. Percorrendo l'A22 del Brennero, si
può uscire al casello di Verona Nord. L'aeroporto
più vicino è il "Catullo" di Verona-Villafranca
che dista solo pochi chilometri. Il comune ha avuto una
radicale trasformazione dell'economia negli ultimi decenni,
il territori è sempre prevalentemente agricolo, ma
sui confini con Verona si è sviluppata una importante
zona artigianale ed industriale che offre posti di lavoro
anche ad un numero elevato di pendolari extra comune. La
presenza dell'industria dolciaria (Bauli), che per definizione
è stagionale, ha offerto la possibilità a
residenti di mantenere attività agricole piccole
e sotto il reddito minimo o con attività di raccolta
a loro volta stagionali.
ETIMOLOGIA
Il toponimo è probabilmente legato al nome proprio
latino Attius, molto frequente al tempo dei romani, mentre
"Castello" deriva più semplicemente dall'edificio
ancora oggi esistente e che ha segnato la storia del comune.
MANIFESTAZIONI
Non sono ancora nate tradizioni che portano ad appuntamenti
regolari annuali, salvo le sagre presenti in ogni paese
e il comitato carnevalesco.
Carnevale
Con due maschere locali, che si appoggia alla tradizione
della zona: il Conte Nogarola e la "Contessa Malaspina"
due personaggi realmente esistiti. Il carnevale del comune
si coordina con quello veronese del Bacanal del Gnoco il
più importante carnevale popolare in Italia che ha
una stagione pianificata dai primi giorni di gennaio ad
ottobre.
DA
VEDERE
Santa
Maria di Azzano (demolita) - XIV secolo
Fra le chiese del comune era la più antica fra quelle
citate, più volte ristrutturata fu demolita nel 1965
quando venne considerata insufficiente e sostituita con
una nuova.
Santa
Maria Annunziata - XIV secolo
Anche questa più volte ristrutturata, la prima edificazione
fu nel 1310 dal conte Dinadano Nogarola, probabilmente fu
la prima costruzione importante dopo l'acquisizione del
fondo Azzano dagli scaligeri. I Nogarola e successivamente
i discendenti ne mantennero il giuspatronato fino al 1927.
Dal 1960 il culto cattolico è officiato in un nuovo
edificio, la recente ristrutturazione fa sperare ad un destino
diverso dalla chiesa di Santa Maria.
Villa
Malaspina - XIV secolo
Del XIV secolo. È situata in via Cavour, dove i Malaspina
avevano vaste proprietà. In precedenza la villa era
un castello. Attualmente ospita un albergo di tipo Resort
in onore della Contessa Malaspina. Affincato vi è
il ristorante.
Villa
Violini Nogarola detta anche Il Castello - XIX secolo
Fu interamente rifatta all'inizio del XIX secolo, da un
architetto ticinese Simone Cantoni, su un'opera precedente
risalente all'insediamento dei conti sul territorio. Era
dotata di uno splendido parco pieno di risorgive. La morte
dell'ultimo erede dei Nogarola, primo sindaco dopo l'annessione
all'Italia, portò ad un lento declino culminato con
la devastazione per la destinazione della villa a carcere
militare per i prigionieri di guerra durante la prima guerra
mondiale. Analogamente fu la fine del lago di Vacaldo che
si trasformò in pantano ed acquitrino.
Attualmente
solo una minima parte della villa è restaurata. Dal
1997 è diventata proprietà comunale. Ospita
il municipio e tutti i suoi uffici, la sede della polizia
municipale e la biblioteca. Di recente sono iniziati i lavori
per il suo complento recupero.
Nel
collegamento ipertestuale sottostante si ha una dettagliata
cronistoria.
Villa
Cesari - XIX secolo
Situata nel'ononima via Abate Cesari, nella parte est di
Castel d'Azzano, è una villa campestre, ha all'ultimo
piano l'oratorio privato, ricco di affreschi, usato dall'abate
Antonio Cesari. Era la dimora preferita dall'Abate, che
visse a cavallo del 1800. Fu un importante scrittore e critico
di lingua italiana. Due tratti importanti del suo lavoro
furono il rilancio e la riqualificazione dell'opera di Dante
Alighieri assieme ad altri dantisti veronesi del calibro
di Bartolomeo Perazzini, Pier Iacopo Dionisi, Scipione Maffei
con molti altri. Scrisse le Bellezze della Commedia di Dante
Alighieri in cui organizza un dialogo fra altri quattro
importanti dantisti veronesi precedenti al gruppo di cui
faceva parte: Filippo Rosa Morando, Giuseppe Torelli, Agostino
Zeviani e Girolamo Pompei. L'altro tratto importante del
suo lavoro fu la pubblicazione de Dissertazione sopra lo
stato presente della lingua italiana l'atto di nascita del
purismo ottocentesco, dove poneva le basi della lingua nelle
opere del tosco-fiorentino del trecento escludendo ogni
contaminazione dei fiorentinismi.
Parco
Raziol
Il parco Raziol ospita una cospicua parte delle risorgive
del comune. Sono oggetto di manutenzione e permettono di
conoscere questa caratteristica della pianura veronese presente
anche in altri posti della pianura padana e del mondo.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il comune era abitato fin dalla preistoria, anche se i ritrovamenti
sono pochi, interessanti e concentrati intorno alla Villa
Violini Nogarola. Fino agli scaligeri non ci sono tracce
scritte sul territorio del comune, Il territorio, vista
la presenza di risorgive era coperto da un lago, il lago
di Vacaldo, che ne condizionò la storia e lo sviluppo
fino al suo prosciugamento. Il lago era di 14 ettari. Essendo
di risorgiva il lago aveva di acqua pulita e rinnovata continuamente.
Due erano gli utilizzi economici, il primo era di essere
un serbatoio sempre pronto per le campagne dei dintorni,
il secondo, probabile, era quello di fornire pesce, ma a
poche persone. L'uso economico del lago poteva essere fortemente
limitato da un vincolo feudale, l'utilizzo nella sua storia
come riserva di caccia, una riserva a pochi chilometri da
Verona e con un castello che permetteva di spostare corti
e centri di comando in estate.. Il lago entrò nella
storia più volte, Con Federico Barbarossa, nel 1164,
che si accampò nei pressi di Vigasio e sfruttò
il lago, i suoi canali e le strutture di fossi allagabili
come difesa passiva. Il Barbarossa stava cercando di ristabilire
il dominio sull'Italia contro i comuni, tutti ostili, e
in quel momento non aveva alleati. Fu probabilmente in Italia
il primo acquartieramento di difesa di un esercito di conquista
in aperta campagna che sfruttò oltre a pochi castelli
un sistema di difese naturali sostituendo i campi di difesa
urbani. L'acqua del lago era concesso agli abitanti di Vigasio
come utilizzo, con un duplice scopo, l'irrigazione ed il
funzionamento del Molino Nuovo. Ancora nel 1812 il vescovo
di Verona Innocenzo Liruti scrisse nel suo diario:
Nogarola:
sessanta campi chiusi entro un muro di tre miglia di giro...
Nel recinto di tre miglia canali d'acqua, viali coperti
di salici marini, pioppe cipressine e piante esotiche, statue,
peschiera, tutto disposto senza apparenza d'arte, come all'inglese.
Il
lago arrivò rimaneggiato fino alla Prima guerra mondiale
e poi fu abbandonato e prosciugato.
La
storia locale che arriva ad oggi parte dall'acquisto dei
conti Nogarola del fondo di Azzano dagli Scaligeri. Si svilupparono
piccoli centri con attività legata all'agricoltura.
Nel 1799 vi fu uno scontro armato fra austriaci e francesi.
Al compiersi dell'Unità d'Italia divenne sindaco
di Castel d'Azzano fino al 1889 il conte Antonio Nogarola,
l'ultimo erede della casata, lo sostituì fino al
1917 il conte Ludovico Violini Nogarola che ne ereditò
anche il titolo. Una strana commistione fra dinastia e funzioni
elettive comune in piccoli comuni italiani.
La cronaca dei nostri giorni ha visto un forte inurbamento
con la migrazione di famiglie da Verona. Oggi un continuo
urbano con connotati cittadini unisce le località
di Azzano a quella di Beccacivetta con l'unica denominazione
di Castel d'Azzano.