Camposampiero
è un comune di circa 12.118 abitanti (dati ISTAT
novembre 2009) della provincia di Padova. Il Presidente
della Repubblica il 20 luglio 2009 ha concesso a Camposampiero
il titolo onorofico di Città.
ETIMOLOGIA
Nonostante la presenza romana sia stata molto forte, il
toponimo Camposampiero è certamente di origine medievale.
Il primo documento scritto a riportarlo è un atto
notarile del 15 giugno 1117, ma si tratta di un riferimento
indiretto: si cita infatti un Folco da Camposampiero, membro
dell'omonima famiglia di feudatari (che presero il nome
dal paese sul quale esercitavano il loro potere). Nel 1152
la bolla Justis fratrum di papa Eugenio III rivolta a Bonifacio
(vescovo di Treviso) elenca, tra le altre chiese trevigiane,
la plebem de Campo S. Petri cum pertinentiis suis riferendosi
in questo caso però alla sola parrocchia di San Pietro.
Il primo documento storico conservato nel quale la località
viene citata in modo diretto è Italia Sacra dell'Ughelli,
pubblicato a partire dal 1642, dove si parla appunto di
Campus Sancti Petri. L'origine ed il significato del nome
Camposampiero sono da ricercarsi nell'etimologia
dei termini stessi che lo costituiscono, cioè campo
e San Piero; e nonostante questa affermazione non sia supportata
da documenti, ad oggi viene ritenuta la più credibile.
È probabile che il primo, dal latino campus, fosse
stato attribuito alla località durante la rinascita
dell'anno Mille: l'abbattimento dei boschi che infestavano
gran parte del Padovano permise infatti di ricavare nuovi
spazi coltivabili, il termine campus applicata a questa
località rifletterebbe quindi le condizione del suolo
che da luogo incolto, boschivo e paludoso dopo il 1000 ritorna
ad essere appunto campus cioè terreno produttivo.
La denominazione Sancti Petri è assunta invece dal
titolare della pieve, intitolata appunto a San Pietro, in
modo da distinguere il paese da altri vicini come Campodarsego
e Campo San Martino. Secondo la tradizione (molto discutibile)
l'origine di questa pieve sarebbe da attribuirsi a San Prosdocimo
fondatore di un sacello dedicato a San Pietro sulle rive
del fiume Vandura. Doveroso è inoltre ricordare che
nonostante siano evidenti le tracce di un insediamento coloniale
romano ad oggi non sono note informazioni che permettano
di dedurre quale fosse il suo nome.
DA
VEDERE
Molteplici sono i monumenti da visitare a Camposampiero,
ma i più importanti sono quelli legati al soggiorno
di Sant'Antonio di Padova. All'interno del Santuario del
Noce sono raccolti alcuni pregevoli affreschi di Girolamo
Tessari. L'autore è detto "del Santo" perché
è piuttosto conosciuto per i suoi molti dipinti che
hanno come soggetto la vita di Sant'Antonio.
CHIESA
DI SAN PIETRO
Come già anticipato secondo la tradizione (molto
discutibile) l'origine di questa pieve sarebbe da attribuirsi
a San Prosdocimo fondatore di un sacello dedicato a San
Pietro sulle rive del fiume Vandura[7], in un sito però
diverso dalla sede dell'attuale chiesa. Anche se questa
tradizione supporta un'origine antica (primo secolo d.C.)
della pieve, il suo nome appare nei documenti in epoca molto
più recente, infatti la prima citazione compare nella
già citata bolla Justis fratrum (1152) anche se appunto,
più che all'edificio sacro, ci si riferisce all'istituzione
della pieve.
IL
CASTELLO FEUDALE
Attualmente il castello feudale di Camposampiero ospita
la sede dell'amministrazione comunale anticamente ospitava
la sede feudale e le carceri. È possibile ammirare
la torre dell'orologio a pochi metri dal castello.
MANIFESTAZIONI
Il passaggio della Maratona di S.Antonio (Vedelago-Padova)
e la partenza della "Mezza Maratona" (Camposampiero-Padova),
che ricordano il cammino di Frate Antonio prima della morte,
aprono per Camposampiero la stagione delle manifestazioni
e delle serate che movimentano il centro cittadino. La Fiera
Regionale della Zootecnia di Rustega (frazione), detta semplicemente
Fiera di Rustega, è una manifestazione di notevole
importanza che si svolge annualmente la prima domenica di
Maggio. Nel 2010 la manifestazione compirà il 34º
anniversario, essa comprende raduno moto d'epoca, serate
con musica dal vivo (Rockofr non stop e ballo liscio)e stand
gastronomico, in zona fiera (quartiere Bastia) sono visitabili
la mostra equina, bovina ed avicola, oltre a molti altri
animali di diverse razze, ma anche macchine agricole e giardinaggio.
La mostra mercato offre una possibilità di commercio
alla quale possono partecipare i commercianti della zona.
La Sagra del Santo è organizzata in onore del santo
patrono Sant'Antonio, con manifestazioni, stand gastronomico
(quartiere Babelli) e Parco Divertimenti (in piazza). La
Festa della Fragola, che si svolge la seconda domenica di
maggio, è costituita da diverse manifestazioni tra
cui l'elezione di miss Fragola, la fiera mercato con oltre
200 bancarelle, le serate "ALLA RISCOPERTA DEI SAPORI"
in piazza castello, concerti, e altri tipi di intrattenimento.
La festa della Fragola è organizzata con la collaborazione
tra la Pro Loco e il Comune di Camposampiero, con il patrocinio
della Regione Veneto, la Provincia di Padova e la Camera
di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Padova.
Una piazza per giocare, viene organizzata in giugno, durante
la quale nella piazza del capoluogo vengono allestiti stand-laboratori
nei quali i bambini possono cimentarsi nella realizzazione
di manufatti, la partecipazione ha un costo di 3 euro ed
è resa possibile grazie al patrocinio del comune
e dell'associazione "anche il bambino è un cittadino"
che offre diverse attività a favore della gioventù
per sensibilizzarli alla vita sociale. Estate in Piazza:
altra grande manifestazione che dura per tutti i mesi estivi
con concerti serali organizzati dalle Accademie Musicali
della città; presentazioni di libri con la collaborazione
della Biblioteca Comunali; teatro, cinema, cabaret, intrattenimento
e molto altro ancora tengono viva la città ponendola
centro culturale dell'Alta Padovana.
CONCITTADINI
FAMOSI
Dino Baggio, calciatore.
Eleonora Pedron, showgirl e Miss Italia 2002.
Lorenza Mario, ballerina italiana.
Carlo Carraro, economista e statistico.
Paolo Piva, conduttore radiofonico RDS Radio Dimensione
Suono.
Chiara Rosa, pesista
Ferruccio Macola, conte, giornalista e politico italiano.
Daniele Gastaldello, calciatore.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il territorio di Camposampiero in epoca romana fu certamente
abitato, questa affermazione è supportata dal fatto
che il paese (in quella che è la sua configurazione
attuale) era attraversato in direzione verticale dalla via
Aurelia nonché posto in vicinanza della via Decumana,
oggi Via Desman, che rispettivamente costituivano il Cardo
Maximus ed il Decumanum Maximus del graticolato romano.
Oltre a poter dedurre che la zona fosse popolata grazie
alla vicinanza del paese all' umbilicus (tra l'altro in
una zona così densamente popolata come l'agro padovano
tale da poter escludere la presenza di luoghi disabitati)
questo fatto è confermato dal ritrovamento di numerosi
ruderi appunto di epoca romana quali medaglie, lapidi, pignatte
piene di carbone e ossa frantumate, tombe ad arcosolio e
murazzi. Ad oggi non è invece possibile affermare
se l'area fosse abitata anche in periodi precedenti all'epoca
romana. Non esiste praticamente nessun documento che fornisca
notizie sugli eventi che si verificarono a Camposampiero
nel corso dell'alto medioevo, è però possibile
avere un'idea generale delle vicende di questo periodo analizzando
ciò che avvenne nella regione e nelle città
circostanti ed in particolare nella vicina città
di Padova. È certo che Alarico I, con i Visigoti
verso il 400 e Radagaiso e con gli Svevi, Burgundi e Alani
verso il 405, devastarono il Veneto raggiungendo le mura
di Padova e non essendo riusciti ad espugnarla attaccarono
i paesi limitrofi. Alarico discese nuovamente in Italia
nel 409 riuscendo questa volta ad entrare a Padova saccheggiandola.
Sempre Padova venne poi nuovamente saccheggiata nel 452
dalla mano degli Unni di Attila e vista la posizione di
Camposampiero essi probabilmente si trovarono nella necessità
di attraversane il territorio nell'andata e nel ritorno,
per questo è facile pensare anche in questo caso
i due centri abitati subirono lo stesso destino. È
noto inoltre che alla voce dell'arrivo degli Unni molti
abitanti della terraferma spaventati dal continuo riapparire
dei barbari cercarono rifugio nelle paludi, dove avrebbero
poi fondato Venezia. Con la fine dell'impero romano (476)
il paese seguì il destino dell'intera Italia, conquistata
dagli Eruli di Odoacre prima e dai Goti di Teodorico poi
(489). Sessant'anni dopo quest'ultimi vennero sopraffatti
dai Bizantini di Narsete, a loro volta sconfitti dai Longobardi
di Alboino nel 568. La città di Padova che nel conflitto
restò fedele ai bizantini opponendosi all'avanzata
dei Longobardi, venne punita con la diminuzione del suo
territorio e Camposampiero assieme e Vigodarzere e Piove
di Sacco venne depredata ed occupata dai duchi di Treviso
(il titolo di duca con i Longobardi corrispondeva allo status
di governatore di una provincia). Alcuni indizi fanno pensare
che in questo periodo di dominazione Longobarda Camposampiero
sia stata sede di uno sculdascio. E' noto inoltre che nel
589 si verificò la storica alluvione della Rotta
della Cucca, in cui l'Adige, il Bacchiglione ed il Brenta
esondarono, allagando le campagne circostanti provocando
così una grave carestia alla quale seguì l'arrivo
della peste. La dominazione Longobarda ebbe termine circa
duecento anni dopo nel 774. A questo punto due terzi del
territorio italiano passarono sotto il controllo di Carlo
Magno il quale instaurò il regime feudale che come
si vedrà sarà un'istituzione fondamentale
per la storia di Camposampiero, il paese infatti sarà
capoluogo di un feudo e sede di un feudatario. Anche il
dominio di Carlo Magno giunse al termine (nel 888) ed ad
esso seguì l'istituzione del regno d'Italia con a
capo Berengario il quale venne funestato nel 889 dall' arrivo
degli Ungheri. Anche quest'evento, con il quale si chiuse
il ciclo delle invasioni barbariche, è cruciale per
la storia di Camposampiero, gli Ungheri infatti inizialmente
sconfitti da Bengario fuggirono, ma nei pressi di Fontaniva
vennero bloccati da una piena del fiume Brenta, in questa
situazione l'esercito sconfitto trovandosi in una morsa
costituita dal fiume da una parte e dall'esercito di Bengario
al loro inseguimento dall'altra, con una mossa disperata
attaccarono gli inseguitori riuscendo ad aprirsi un varco
fra di essi, assalendoli così alle spalle facendone
massacro; i vincitori poi, attaccarono e diedero alle fiamme
la città di Padova. Gli Ungheri ridiscesero più
volte in Italia nel corso dei successivi vent'anni inducendo
i feudatari a costruire mura e castelli, ed a questo costume
si uniformarono successivamente pure i feudatari di Camposampiero.
Successivamente a Berengario, il territorio italiano passò
di mano in mano in sequenza a Rodolfo di Borgogna (924),
Ugo di Provenza, Berengario d' Ivrea ed infine ad Ottone
di Sassonia imperatore di Germania con il quale iniziò
la dominazione degli Ottoni durata per quarant'anni (961-1002).
In particolare sotto questa dominazione il governo delle
città venne affiato a vescovi ed abati (i quali non
avrebbero compromesso l'autorità regale), mentre
ai marchesi ed ai conti vennero lasciati i feudi di campagna
come ad esempio Camposampiero ed Onara . Alla morte di Ottone
III (1002) marchesi e conti elessero re d'Italia Arduino
d'Ivrea ma a tale decisione si impose il nuovo imperatore
Enrico II il quale scese per due volte in Italia per rivendicare
i suoi diritti. Fra coloro che accompagnarono l'imperatore,
un'antica tradizione ricorda un certo Tiso che dall'imperatore
stesso ottenne poi il feudo di Camposampiero dal quale la
famiglia prese poi il nome. Proprio ai Tiso, ai quali è
indissolubilmente legata la storia del paese, si deve l'edificazione
del castello.