Campodarsego
è un comune italiano di 12.890 abitanti della provincia
di Padova. La parrocchia dipende dalla Diocesi di Padova.
È dotato dell'omonima stazione ferroviaria. A Campodarsego
c'è una tradizione metalmeccanica notevole. Tra le
principali aziende si possono ricordare: il celebre marchio
Carraro con i due stabilimenti dei fratelli Mario e Antonio
Carraro che producono, rispettivamente, assali per macchine
agricole e trattori. Sicuramente val la pena di citare anche
la Maschio leader mondiale di particolari grandi macchinari
agricoli. Nel settore della valigeria degna di nota è
altresì l'azienda Roncato ai vertici mondiali del
settore. Ricco e variegato è, tuttavia, il campionario
di aziende medio-piccole che fanno parte della grande ricchezza
produttiva ed economica di tutta la zona. Per chi ama passeggiare,
di notevole bellezza naturalistica è il piccolo ma
suggestivo percorso lungo il fiume Tergola, chiamato appunto
Percorso Tergola nella frazione di Bronzola. Il percorso
è di circa 2 km ed è anche ciclabile: costeggia
l'argine sinistro del fiume omonimo risultando un percorso
molto tranquillo e rilassante, tutto su tracciato in ghiaia.
Negli ultimi tempi, nel vicino comune di Vigonza, si sta
lavorando per allungarne il percorso: sono infatti già
pronti alcuni tratti che costeggiano sia il Tergola tra
Pionca e Peraga, sia un tratto del "Tergolino"
una diramazione del fiume principale che parte a S'Andrea
e delimita il confine ovest di Codiverno per ricongiungersi
nuovamente a Pionca. A breve il percorso sarà molto
interessante anche per il chilometraggio: infatti arriverà
fino a Stra. Per chi ama girare in mountain bike e pedalare
sugli argini, il percorso che segue il corso del fiume Tergola
potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Partendo da
Bronzola (in località Panigale, dalla piccola chiesa
di Santa Maria in Campanigalli, recentemente ristrutturata)
e seguendo il corso del fiume in direzione nord, si giunge
fino alla strada statale 307, denominata "Statale del
Santo" (che prende il nome da Sant'Antonio, patrono
della città di Padova che fece il tragitto morente);
attraversandola sul ponte ciclabile ci si porta sulle sponde
di un altro fiume,il Muson dei Sassi un antico affluente
del Muson Vecchio. Da qui proseguendo sull'argine destro
del fiume si può arrivare nella vicina Campodarsego
ed anche fino al fiume Brenta in località Cadoneghe.
Da qui si potrà decidere se proseguire verso ovest
arrivando a Piazzola sul Brenta o verso est fino a Stra.
ETIMOLOGIA
Il primo atto che cita Campodarsego risale al 1190 nel quale
viene menzionata Villa Campi de Arsico. Il toponimo si riferisce
ad un luogo disboscato e reso produttivo (campus) vicino
ad un corso d'acqua (Arsicus) nominato molto spesso nel
passato.
FRAZIONI
Il comune di Campodarsego comprende altre cinque frazioni:
Bosco del Vescovo, Bronzola, Fiumicello, Reschigliano e
Sant'Andrea, più altre località come la piccola
località di Campanigalli (meglio conoscuta come Panigale),
meta di un percorso ciclistico rinomato con bellissimi scorci
sulla campagna veneta.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il territorio era però abitato già da molti
secoli. Il punto di partenza della storia di Campodarsego
non può essere che il graticolato romano. Nel periodo
paleoveneto la zona dell'Alto Padovano si presentava ricca
di vegetazione, godeva di un clima mite e beneficiava della
pendenza del terreno che permetteva il deflusso delle acque
piovane. Era percorsa da una strada che collegava Padova
ad Asolo, quella che poi diventerà la via Aurelia
e , dopo ancora, la strada statale del Santo SS 307. I Romani
infatti scelsero questa terra fra il Brenta ed il Muson
Vecchio, per realizzare la centuriazione dell'Agro Padovano.
Il gromatico, così si chiamava il tecnico incaricato
alla stesura dell'insediamento, posto al centro della centuriazione
segnava due assi perpendicolari fra loro: il primo chiamato
Decumano Massimo, ed il Cardine Massimo. Il Graticolato
Romano, probabile opera del periodo dell'imperatore Augusto
(nel quale decretata la pace si era provvisto ad assegnare
la terra ai veterani), è tuttora visibile. Questa
interpretazione è confermata dal recente rinvenimento
di monete, cocci ed embrici con il timbro di una fornace.
Dopo la libertà di religione concessa dall' imperatore
Costantino iniziò la lenta penetrazione del Cristianesimo
nelle campagne, con la costituzione delle pievi. Le pievi
si sostituirono alle strutture sociali, salvaguardando l'ordinamento
civile e il bene comune e diventarono importanti centri
religiosi e politici. A Campodarsego operava la pieve di
Sant'Andrea (VI secolo d.C.). Sotto la sua giurisdizione
nascono le cappelle di Reschigliano, Fiumicello di Campodarsego,
Bronzola, Panigale, Villanova e Codiverno. Verso il mille
la configurazione dell'ordinamento pagense è sconvolta
dalla nascita delle Signorie. Sant'Andrea ed il suo castello
diventano proprietà di una delle donne più
singolari del medioevo: Speronella Dalesmanni. Speronella
era molto avvenente e ricca e non disdegnava di ricorre
a qualsiasi mezzo, anche i più aberranti, per accrescere
le proprie ricchezze. Alla sua morte, ereditò tutte
le sue proprietà il figlio Jacopo da Sant'Andrea,
il quale dilapidò tutto il patrimonio in brevissimo
tempo. Tale fatto deve aver avuto un'eco grandissima nell'Italia
dei Comuni, tanto che persino Dante Alighieri lo cita nella
Divina Commedia, all'Inferno tra gli scialacquatori. Negli
anni successivi il territorio di Campodarsego venne annesso
al feudo dei da Camposampiero, e nel 1405 divenne parte
della Serenissima. Sotto i veneziani la zona venne beneficiata
da interventi di pubblica utilità, in primis nell'agricoltura
e nel commercio. Nel XVII secolo venne portata a compimento
un'importante opera di bonifica che permise di aumentare
le coltivazioni di mais, vite, e gelso. Il 1797 segnò
la caduta della Repubblica Serenissima e la seguente occupazione
prima della Francia di Napoleone Bonaparte e poi del Impero
d'Austria. Finalmente nel 1866, a seguito delle lotte Risorgimentali,
il Veneto venne annesso al Regno D'Italia.