Albignasego
è un comune di 22.454 abitanti della provincia di
Padova. È parte integrante dell'area metropolitana
della città di Padova e risulta essere il secondo
comune della provincia per popolazione, dopo il capoluogo.
Albignasego è situata nella fertile area pianeggiante
e ricca di corsi d'acqua a sud di Padova e a pochi chilometri
dai colli Euganei.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il territorio comunale risulta essere stato abitato fin
dall'epoca preistorica. Reperti dell'Età del Bronzo
sono stati rinvenuti agli inizi del XX secolo in località
Mandriola ed attualmente sono conservati al Museo Civico
di Padova. La presenza dei corsi d'acqua insieme alla fertilità
del territorio garantirono fino all'epoca romana una continuità
abitativa nel territorio albignaseghese. Con l'arrivo delle
legioni romane in Veneto la zona fu interessata dalla centuriazione
e bonificata per permettere un migliore sfruttamento del
suolo. Tra il 49 a.C. e il 45 a.C. il territorio del comune
entrò nella sfera amministrativa del municipio romano
di Patavium (attuale Padova). Il primo documento noto in
cui si cita Albignasego è un diploma dell'imperatore
Berengario I con il quale veniva ribadito il diritto di
assegnazione delle decime di Villa Albignasega ai Canonici
della Cattedrale di Padova. Lo stesso toponimo appare in
altri documenti dello stesso genere, mentre se ne ritrova
uno diverso in una "stima" papale del 1297, dove
viene citata la parrocchia cittadina come San Tommaso de
Bignasico. Dal XV secolo Albignasego lega la sua storia
alla famiglia degli Obizzi, casato originario di Lucca con
discendenze in diverse città del centro-nord Italia,
tra le quali anche Padova.
DA
VEDERE
Villa San Bonifacio (detta "Villa Mandriola")
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Il complesso architettonico, detto anche della Mandriola,
posto nei pressi del terzo chilometro della Strada Statale
16 Adriatica , fu costruito della famiglia veronese dei
Conti di San Bonifacio nel XVI secolo. La villa fu fatta
costruire nella zona attualmente conosciuta come Mandriola,
ma detta in epoche storiche anche San Bonifacio, dalla nobile
famiglia veronese dei San Bonifacio visto che la Famiglia
dei Conti di San Bonifacio si divide allora in due rami,
di cui l'uno rimane a Padova e l'altro torna a stabilirsi
in Verona. La facciata principale della villa risulta in
parte mutila dell'originale frontone perso in seguito a
una tromba d'aria che si è abbattuta negli anni settanta
del secolo scorso sulla zona. Inalterato, invece, risulta
il monumentale Salone delle Feste o Sala da Ballo della
Villa che occupa l'altezza dei due piani dell'edificio.
Ha le pareti decorate da affreschi raffiguranti le fatiche
di Ercole e il soffitto è decorato da un grande affresco
di scuola "tiepolesca ", dai colori leggeri che
raffigura Apollo e le Muse ed è attribuito a Gian
Battista Canal. Di notevole interesse è la balaustra
lignea che delimita il ballatoio che corre lungo tutto il
perimetro della sala. Rilevante l'annesso Parco romantico
di circa cinque ettari , che circonda la villa, abbellito
da viali intervallati da grandi statue settecentesche rappresentanti
personaggi mitologici che conducono attraverso il grande
bosco composto da una vasta quantità e varietà
di piante secolari e monumentali altre che al laghetto.
Adiacente alla villa è presente un edificio risalente
al XVI-XVII secolo, restaurato nel Settecento per le nozze
di Ercole San Bonifacio con Teresa degli Obizzi. Infine,
va citato l'annesso oratorio dedicato a San Jacopo (risalente
al 1600), che presenta un campanile a cuspide di tipo romanico
a pigna. Questo oratorio aveva nome di Abbazia e fu la prima
chiesa della comunità di "Mandriola".
VILLA
SALOM
La villa, il cui nome completo è Villa Lion Salom
Bragadin si trova nella frazione di Lion ed è attorniata
da un grazioso parco con un piccolo laghetto. Essa fu costruita
sul finire del XVI secolo su mandato della famiglia veneziana
dei Bragadin. Nei secoli successivi subì diverse
ristrutturazioni da parte dei successivi proprietari, gli
Obizzi ed i Salom: questi ultimi fecero costruire nel parco
un piccolo castello del quale oggi restano solo poche rovine.
Oggi è di proprietà della famiglia Michieli
e ospita un ristorante (prosciutteria).