Spoleto
è un comune di 38.101 abitanti della provincia di Perugia.
Il
nome "Spoleto" deriverebbe dalla congiunzione delle parole
greche "Spao" e "Lithos" ovvero sasso-staccato:
in altre parole il colle S.Elia su cui è sorta la città
sarebbe ciò che rimane di una frana staccatasi dal Monteluco,
ma tale teoria non è stata mai confermata.
"Nihil jucundius vidi valle mea spoletana" è la famosa
frase di San Francesco D'Assisi in riferimento alla valle umbra: una
lapide posta al Belvedere del Monteluco, riporta tale massima.
Storia
Umbri e Colonia romana
Posto sul colle S.Elia alle falde del Monteluco, presso le rive del
torrente Tessino, al margine inferiore della Valle Umbra, Spoleto è
un antichissimo centro abitato fin dalla preistoria. Le prime testimonianze
indicano che Spoleto fu abitata almeno dal VII secolo a.C. dagli Umbri,
come attestano antiche tombe risalenti all'età del ferro. Le
mura poligonali del V-IV secolo a.C., dette mura ciclopiche, costituite
da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale, dimostrano che
si trattava di una città ben fortificata e munita, in posizione
dominante sulla valle Umbra. Diventata colonia romana nel 241 a.C.,
Spoleto (Spoletium) si fece ben presto fiorente e ricca di monumenti.
Spoleto si mantenne sempre fedele a Roma, specie nelle guerre puniche,
non soltanto respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno
(217 a.C.), ma soprattutto nel periodo critico successivo a quel lungo
conflitto. Nel 43 a.C. vi si fermò Ottaviano, prima della battaglia
di Modena, facendo un sacrificio in uno dei templi della città.
Ducato
di Spoleto
Agli inizi del V secolo si sa che risiedeva a Spoleto il senatore romano
Giulio Naucellio. Abbellita da Teodorico, che fra il 507 e il 511 pose
mano al restauro della città e alla bonifica della valle in larga
parte impaludata, e da Belisario (536) fu espugnata da Totila (545)
e restaurata da Narsete che, dopo il 553 intraprese il ripristino delle
mura. Invasa l'Italia, i Longobardi scelsero Spoleto come capitale di
uno dei più grandi Ducati, proiettando l'influenza politica della
città su un vasto territorio dell'Italia centro-meridionale,
fino al Ducato di Benevento. Caduti i Longobardi, il Ducato passò
ai Franchi. Quando l'impero carolingio fu smembrato, i duchi di Spoleto,
Guido III e suo figlio Lamberto, si spinsero alla conquista della corona
imperiale (889).
Sotto
lo Stato Pontificio
Nel 1155 Spoleto, "munitissima città, difesa da cento torri"
fu, secondo la tradizione, distrutta da Federico Barbarossa e se le
varie dominazioni subite da un lato portarono morte e distruzione, dall'altro
hanno arricchito Spoleto di monumenti insigni. Contesa poi, tra l'Impero
e la Chiesa, fu a questa aggregata da Innocenzo III nel 1198 e definitivamente
nel 1247. Funestata da conflitti tra Guelfi e Ghibellini, fu riappacificata
dal cardinale Egidio Albornoz, (che, nel 1359, diede inizio ai lavori
di costruzione della splendida Rocca come sede dei governatori della
città); fu assicurata alla Chiesa e fatta centro importante dello
Stato Pontificio che le mandò autorevoli governatori, tra questi
anche Lucrezia Borgia (1499). Dal Rinascimento in poi Spoleto si trasformò
progressivamente da centro prevalentemente strategico a centro culturale,
con la fondazione dell'Accademia degli Ottusi (oggi Accademia spoletina).
Seguirono periodi di splendore e di decadenza. Durante l'occupazione
francese, Spoleto fu capoluogo prima del Dipartimento del Clitunno e
poi di quello del Trasimeno, non tanto in omaggio al retaggio storico
dell'antica Caput Umbriae quanto, più pragmaticamente, per la
sua prossimità ai territori montani confinanti con il Regno di
Napoli, e perciò esposti alla penetrazione del brigantaggio,
che consentiva un più agevole controllo territoriale. La Restaurazione
(1814) ne fece una sede di Delegazione pontificia sino a che, il 17
settembre 1860, le truppe del generale Brignone, unirono Spoleto al
nuovo Stato italiano.
Dopo
l'unificazione, divenuta Perugia capoluogo dell'Umbria, Spoleto perse
progressivamente il ruolo di centro amministrativo. Ai gravi contraccolpi
economici si pose a parziale rimedio nei primi anni del Novecento, con
la costruzione di opifici in prossimità delle mura, con l'attivazione
delle miniere di lignite nella vicina frazione di Morgnano, con la costruzione
nel 1909 del Cotonificio e di una industria chimica per la trattazione
del fosforo. Al fine di integrare nel bacino di utenza spoletino le
popolazioni montane della Valnerina, a fine ottocento inizia la progettazione
di una strada di collegamento adeguata tra Spoleto e Norcia; successivamente
si passa alla realizzazione di un collegamento ferroviario ( Ferrovia
Spoleto Norcia ), operativo dal 1926 al 1968 ed il cui tracciato è
ancora oggi ritenuto capolavoro di ingegneria civile.
A
partire dal secondo dopoguerra la città tende ad assumere un
nuovo ruolo, una nuova identità, con una serie di proposte culturali
di riconosciuto interesse e successo:
il
Centro italiano di Studi sull'Alto Medioevo 1951, promotore di convegni
e di valide pubblicazioni conosciute in tutto il mondo;
il Teatro Lirico Sperimentale 1947, trampolino di lancio per i giovani
cantanti lirici;
il Festival dei Due Mondi (conosciuto anche come Spoleto Festival),
fondato nel 1958 dal maestro compositore Gian Carlo Menotti, che con
i suoi spettacoli di prosa, danza, concerti, mostre e film nell'ambito
di Spoletocinema, rappresenta una delle più prestigiose e mondane
manifestazioni di livello internazionale.
Turismo, artigianato, industria ed agricoltura, affiancati in questi
ultimi anni dal commercio e dal terziario, sono le solide basi su cui
poggia attualmente l'economia spoletina. L'artigianato vanta una solida
tradizione di tessuti, ricami e sellerie; l'agricoltura, con la produzione
di ottimo e rinomato olio extrevergine di oliva, continua una tradizione
antica di secoli; la piccola e media industria con aziende che operano
nel settore metalmeccanico, tessile e grafico, ben si affianca all'economia
locale.
Ma
la voce più rappresentativa del comparto economico spoletino
è senz'altro quella del turismo. Spoleto è oggi uno dei
principali centri turistici dell'Umbria, conosciuto a livello internazionale;
i motivi che hanno determinato questo successo sono riconducibili al
grande patrimonio storico-artistico-culturale e naturalistico che offre
la città e il suo territorio. Collegate a questa realtà,
sono molte iniziative sorte negli ultimi anni:
Ogni
anno nel mese di Agosto si svolge "Spoleto Estate" rassegna
di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che vedono spesso
protagonisti celebrità illustri.
Dal 1999 sono istituiti gli Eventi di fine anno: durante il periodo
natalizio la città organizza iniziative culturali e per l'intattenimento
collettivo, specie in occasione del Capodanno.
Dal 2004 si svolge nella città nel mese di settembre l'iniziativa
Le Stelle Eurepee del Gusto;
Dal 2005 è istituita l'iniziativa enogastronomica Vini Nel Mondo,
una mostra dislocata negli interrati più antichi della città
e che vede protagonisti i vini prodotti da più di 160 cantine
provenienti dall'Italia e da tutto il mondo.
Dal 2007 è istituita l'iniziativa enogastrononica Spoleto Tipica,
mostra mercato dei prodotti tipici (promossa tra gli altri dalla Comunità
Montana dei Monti Martani e del Serano e dal Consorzio Bonificazione
Umbra) che si svolge nei finesettimana compresi tra il 1 e 11 Novembre;
palazzi storici, vie cittadine ed i frantoi del comprensorio, accolgono
visitatori con convegni e degustazioni; prodotto tipico protagonista
è l'olio extravergine di oliva della zona.
A queste iniziative se ne affiancano altre di matrice culturale indipendente:
Ogni
anno nel Mese di Agosto si svolge nella vicina frazione di Bazzano il
Mama Umbria International Festival curato dalla coreografa statunitense
Ellen Stewart.
Dal 2003 Spoleto accoglie annualmente (nel mese di maggio) la Settimana
Interazionale della Danza trasferitasi da Perugia ed ancor prima da
Rieti. La manifestazione ha lo scopo di ricercare e promuovere nuove
giovani stelle nascenti della danza classica e moderna.
Il comune fa parte dell'associazione degli Azzano d'Italia, undici fra
comuni e frazioni che portano nel loro nome il termine Azzano e che
hanno i cittadini che si chiamano azzanesi: Azzano d'Asti, Azzano Decimo,
Azzano Mella, Azzano San Paolo, Castel d'Azzano e sei frazioni.
Monumenti e luoghi d'arte da visitare [modifica]
La Rocca Albornoziana con la torre della Spiritata e la Camera Pinta,
affrescata con dipinti quattrocenteschi.
Il Ponte Sanguinario, ponte romano attualmente al di sotto del piano
stradale, riscoperto solo nel XIX secolo. Si trova esattamente in corrispondenza
dell'attuale centro viario di piazza della vittoria ed è visitabile
scendendo una rampa di scale che parte direttamente dalla piazza; lungo
24 metri ed alto 9 risulta essere in ottimo stato di conservazione;
è costituito da blocchi di travertino squadrati che compongono
tre arcate di cui una ancora interrata. Il ponte permetteva alla via
flaminia di oltrepassare il torrente Tessino; quando questo gradualmente
cambiò sede, il ponte restò semplicemente un tratto della
via Flaminia e col tempo vennne interrato. Il nome è probabile
che derivi dall'antico nome della vicina porta Sandalapius ma la tradizione
popolare lo associa alla vicinanza dell'anfiteatro romano, dove avvennero
molti martirii.
Il Duomo, sorto nel 1067 sui resti di una chiesa del IX secolo
La chiesa di San Salvatore (sec. IX), tra le basiliche di origine carolingia
meglio conservate in Italia
La chiesa di Sant'Eufemia (sec. XII) costruita nell'area di una Insula
di cui restano mosaici e mura (e che costituisce un raro caso italiano
di chiesa romanica coi matronei)
L'Arco di Druso, arco romano che introduceva al foro (sito attuale di
piazza del Mercato)
Il monastero di Sant'Agata e la chiesa di San Pietro
Il palazzo Spada, sede della Pinacoteca Comunale
Il palazzo Racani Arroni, sede del Centro Italiano di Studi sull'Alto
Medioevo
Il Ponte delle Torri , acquedotto romano-longobardo secondo alcuni,
tardo medievale secondo altri, unico nella sua altezza di 82 metri.
(attualmente (Aprile 2007) il monumento è interessato da un delicato
intervento di monitoraggio dello stato tensionale delle murature e del
conseguente consolidamento murario).
L'elegante casa romana Vespasia Polla (madre dell'imperatore Vespasiano),
con pavimenti e mosaici ancora intatti
Il Bosco Sacro del Monteluco, con il convento francescano del XII sec.
La chiesa di Sant'Ansano del primo Medio Evo, costruita sul sito del
Tempio Romano dedicato a Giove riconoscibile ancora nella cripta
Le chiese romaniche di: chiesa di San Gregorio Maggiore, chiesa di San
Domenico, chiesa di San Pietro, chiesa di San Ponziano, chiesa di San
Giuliano e chiesa di San Paolo Inter Vineas
La Torre dell'Olio del sec. XIII e la Porta Fuga
Il palazzo Comunale del '200
I palazzi del XVIII secolo: Callicola (sede della Galleria Comunale
di Arte Moderna con opere di Calder, De Gregorio, Pomodoro ed altri),
Campello e Ancaiani
Il Teatro Romano
Il Teatro Nuovo del 1885, progettato dall'architetto Ireneo Aleandri
e voluto dalla borghesia cittadina per l'insufficiente capienza del
già esistente Caio Melisso. Il 29 Giugno 2007, in occasione dell'avvio
della cinquantesima edizione del Festival dei Due Mondi, il teatro è
stato riaperto al pubblico dopo un importante restauro durato 3 anni.
Il Teatro Caio Melisso di origine seicentesca e quindi una delle strutture
più antiche di Italia, abbandonato dopo l'inaugurazione del Nuovo
e successivamente riabilitato.
Il Complesso Monumentale del San Nicolò
L'Auditorium della Stella
La Chiesa della Manna d'Oro
Il Laboratorio di Scienze della Terra
Il Museo Archeologico
Il Museo Diocesano
Il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto
La Piazza del Duomo e la relativa scalinata
La Piazza Del Mercato
Le Vie di Fontesecca, dei Duchi e Porta Fuga
La passeggiata panoramica comunemente conosciuta come giro della Rocca
e l'attiguo sentiero giro dei Condotti, dai quali si può ammirare
sia la valle umbra che inusuali scorci di Spoleto.
Il Progetto di mobilità alternativa - "Spoleto città
aperta all'uomo"
Nel 1996 è stato approvato il progetto di mobilità alternativa
volto alla chiusura del centro storico al traffico automobilistico ed
al completo utilizzo del suo potenziale turistico. Il primo progetto
di rendere il centro storico di Spoleto privo di auto e quindi di pedonalizzare
il suo nucleo storico artistico è dell'architetto Kenzo Tange
e risale al 1987; prevedeva percorsi meccanizzati su tapis roulant direttamente
in superficie. Successivamente sono stati proposti nuovi progetti fino
a giungere a quello in fase esecutiva di ultimazione (2008), che comunque
è stato notevolmente modificato da varianti in corso d'opera.
Il progetto si articola in tre mega-parcheggi posti adiacentemente al
centro storico da dove poi partono tre relativi percorsi meccanizzati
sotterranei o superficiali (tapis roulant, scale mobili ed ascensori,
il cosiddetto Sistema ettometrico) che trasportano residenti e turisti
direttamente nei punti strategici del centro storico. Il progetto è
stato pensato completamente privo di barriere architettoniche.
primo
stralcio: Parcheggio "Posterna" - Piazza Campello
il parcheggio, realizzato su una grande area in precedenza mai sfruttata
all'interno del perimetro delle mura medioevali, è realizzato
su più livelli ed ospita 700 posti auto; da questo parcheggio
parte una galleria sotterranea in lieve pendenza che attraversa il centro
storico in tutta la sua larghezza; i sistemi di trasporto meccanizzati
istallati al suo interno (tapis roulant), trasportano gli utenti in
piattaforme di scambio da cui poi si risale in superficie attraverso
degli ascensori. Le uscite previste sono in Piazza Pianciani, Piazza
del Mercato e Piazza Campello.
secondo
stralcio Parcheggio "Spoletosfera" - Piazza della Libertà
il parcheggio multipiano, aperto nel 2006 e reso completamente funzionante
nel 2007, è stato realizzato compleamente interrato sotto una
zona adibita a verde cittadino, ospita 400 posti auto ed è collegato
a Piazza della Libertà attraverso un lungo percorso meccanizzato
di tappeti mobili sotteranei
terzo
stralcio: Parcheggio "Via del tiro a segno" - Duomo - Rocca
Albornoziana
il parcheggio, realizzato completamente a cielo aperto, è ubicato
nella zona bassa della città, in prossimità della Basilica
di S.Salvatore, ed è destinato ad accogliere pullman e campers;
verrà collegato a Piazza Duomo ed alla Rocca Albornoziana con
un percorso meccanizzato realizzato in superficie a ridosso del tratto
più scosceso e quindi anche meno frequentato delle mura urbiche
cittadine.
Dei
tre stralci previsti, nell'anno 2008 solo il secondo risulta completamente
realizzato e funzionante; gli altri due restano in fase esecutiva di
realizzazione e del terzo, se ne prevede l'apertura a ine 2008.