Orvieto
è un comune di 20.692 abitanti in provincia di Terni.
ETIMOLOGIA
Deriva dal latino Urbs vetus e significa "città vecchia".
Alcuni ritengono che per lungo tempo la città fu denominata Volsinii
veteres.
MANIFESTAZIONI
Festa della Palombella (la colomba che simboleggia lo Spirito Santo),
che si tiene ogni anno in occasione della Pentecoste, istituita nel
XVI secolo dai Monaldeschi. La celebrazione originale prevedeva che
una colomba bianca venisse legata ad uno stemma, nella posizione dello
Spirito Santo. Lo stemma scorre su un cavo che attraversa Piazza del
Duomo e termina su una macchina in legno addobbata con botti e mortaretti,
che si accendono all'arrivo della palombella. Dalla fludità del
movimento e da altri fattori si traggono auspici per l'anno agricolo
successivo. La festa è contestata da tempo dagli animalisti,
che chiedono la sostituzione della palombella viva con un simulacro.
In seguito alle proteste, dal 2005, la palombella non è più
legata allo stemma, ma viene alloggiata in un tubo di plastica trasparente
che scorre lungo il cavo.
Domenica successiva alla Pentecoste: Palio dell'oca che si svolge sulla
piazza del Popolo, con pista in terra battuta e vede la disputa fra
i vari cavalieri delle due antiche contrade (Pistrella e Cava) con gare
di abilità a cavallo.
Processione del Corpus Domini: una processione (la prima fu nel 1337),
accompagnata da un corteo storico con 400 figuranti, evoca il Miracolo
di Bolsena
Presepe nel Pozzo: presepio sotterraneo con personaggi animati a grandezza
naturale.
Umbria jazz winter: tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, si
svolge un festival internazionale di musica jazz.
Corsa "La Castellana" prova di velocità automobilistica
in salita, valida per il CIVM, organizzata annualmente in aprile con
partenza dalla frazione di Ciconia e arrivo a Colonnetta di Prodo (percorso
di 6.100 metri).
Domenica 28 maggio 2006 "Cantine Aperte"
Agosto: mostra dei vini e dei prodotti artigianali.
DA
VEDERE
Duomo
Pozzo di San Patrizio (1528)
Pozzo della Cava
Palazzo Soliano (1297)
Palazzo Papale
Palazzo comunale
Palazzo del Popolo
Palazzo Faina
Palazzo dei Febei
Palazzo Gualterio
Le Necropoli del Crocifisso del Tufo e di Cannicella
Chiesa di San Giovenale
Chiesa di Sant'Andrea
Chiesa di San Domenico, costruita sulle rovine di un tempio pagano,
con il Mausoleo del cardinale De Braye
Via della Cava
Il Museo "C. Faina"
Il Museo "E. Greco"
Il Museo dell'Opera del Duomo
Il Museo archeologico nazionale
La Funicolare di Orvieto
Il Tempio del Belvedere
ORIGINI
E CENNI STORICI
La città di Orvieto è insediata su una rupe di tufo che
domina la pianura, nella quale scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco
prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico
brunastro che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della
campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono
un'enorme quantità di materiali. Notizie attendibili riguardanti
i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è
da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età
del bronzo e del ferro. Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca,
fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono
un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della
città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche
tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente,
Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca
non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile)
sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae,
meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare
riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII
al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano
principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico,
e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione,
mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò
si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente
dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore
tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale
e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione
strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale. Ma
tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale
che aveva permesso la crescita della città, si incrinò.
I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio
tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero
aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare
l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono
gli abitanti scampati all'eccidio, sulle rive del vicino lago di Bolsena,
dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento
dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie
letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari
orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità
degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto
antica da un sito all'altro, si ripeterà in senso inverso provocata
ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana
la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche
secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus
(città vecchia). Dopo
il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei
Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu
conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione
del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille
la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina,
di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire,
espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni,
palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non
faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava
sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe
bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV
nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò
ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena,
Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che
andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone
sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente
alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa.
I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto
che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino
a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere
nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti. Ma
paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte
interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi
e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti
battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali
ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo,
nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo
lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati
ad Orvieto: nel 1216 Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di
Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa
chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato
Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva
la canonizzazione di Luigi di Francia, presente Papa Bonifacio VIII.
Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assogettata a varie signorie:
Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio
per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato
della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e
costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali
che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi
di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico
assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne
elevata a Delegazione Apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori
del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 21.130 (M 9.971, F 11.159)
Densità per Kmq: 75,2
Superficie: 281,16 Kmq
CAP
05018
Prefisso Telefonico 0763
Codice Istat 055023
Codice Catastale G148
Denominazione
Abitanti orvietani
Santo Patrono San Giuseppe
Festa Patronale 19 marzo
Il Comune di Orvieto fa parte di:
Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana
Regione Agraria n. 2 - Colline del Paglia
Comprensorio del Consorzio di Bonifica Tevere - Nera
Parco Fluviale del Tevere
Movimento Cittaslow (rete internazionale delle città del buon
vivere)
Associazione Nazionale Città del Vino
Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC)
Circondario di Orvieto
Località e Frazioni di Orvieto
Bagni, Bardano, Benano, Canale, Capretta, Ciconia, Corbara, Fossatello,
La Svolta, Morrano, Prodo, Roccaripesena, San Martino, San Quirico,
Sant'Egidio, Sugano-Canonica, Titignano, Torre San Severo, Tordimonte
Comuni Confinanti
Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel
Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle,
Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG).