Cannara
è un comune di 4.272 abitanti della provincia di Perugia.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Cannara sorge sulla riva sinistra del fiume Topino ed è situata
quasi al centro della Valle Umbra, in un territorio anticamente lacustre,
noto ai Romani come Lacus Umber. I primi insediamenti in
questa zona che fu molto acquitrinosa (Cannara deriva il nome da canna,
pianta acquatica ancor oggi persistente) sono dagli storici datati attorno
al Mille. In origine e per molti secoli fu un castello ben fortificato
con alte mura e torri, che divenne comune nel corso del Duecento. Fu
a lungo minacciato dall'espansionismo della vicina Assisi, finché
i Cannaresi non decisero di sottomettersi a Perugia (1291), ottenendo
in cambio protezione. Nel 1424 divenne feudo della potente famiglia
perugina dei Baglioni, che la tennero sotto il loro dominio fino al
1648, anno in cui muore Malatesta V, ultimo discendente di quel ramo.
Da allora, e fino all'Unità d'Italia (1861), appartenne allo
Stato della Chiesa.
MANIFESTAZIONI
Festa di Sant'Antonio abate, patrono degli animali si celebra a gennaio
la domenica successiva al giorno 17. Tutti portano le proprie bestie
che vengono solennemente benedette in piazza Marconi, sul sagrato delle
chiese di San Francesco e San Giovanni Battista. Qui i membri della
confraternita di Sant'Antonio distribuiscono vino, salsicce, arance,
pane e rocce conditi da anice e uva passa.
Festa di San Biagio, si festeggia il 3 febbraio. Il programma dei festeggiamenti
civili si conclude in piazza Garibaldi (già del Grano) con giochi
popolari di abilità, consistenti nella corsa con i sacchi o nel
rompere con un bastone, e bendati, delle brocche appese fra le case
che si affacciano sulla piazza. Sin dal giorno prima è usanza
far rotolare, quanto più a lungo possibile, forme di formaggio
per le vie del centro storico secondo una tradizione già attestata
nel XVI secolo col none di Ruzzolone.
Processione del Cristo Morto, si svolge il Venerdì Santo per
le vie del paese illuminate solo dal tenue bagliore delle fiaccole.
Crociferi, penitenti incappucciati o incatenati accompagnano, insieme
ai membri di tutte le confraternite, il catafalco con il simulacro del
Cristo Morto: una statua quattrocentesca con le braccia snodabili che,
per la processione, viene deposta dalla croce e adagiata, richiudendo
gli arti superiori, sul letto funebre. Durante l'anno la singolare opera
è custodita nella chiesa della Buona Morte.
La rinchinata, si tiene il giorno di Pasqua. Due processioni distinte
accompagnano rispettivamente l'uscita della statua del Cristo Risorto
da San Matteo e quella della Vergine da San Biagio. Sul sagrato della
parrocchiale si incontrano e avviene l'inchino dei due simulacri che
deve compiersi in perfetto sincronismo, sorretti dai membri delle confraternite.
Dalla riuscita del rito si traggono tuttora auspici per il raccolto
estivo. È usuale, da qualche anno, associare a questo rito religioso
anche la festa della Vernaccia di Cannara un vino locale ottenuto dall'uva
passita da degustare per le vie del paese insieme a torte di formaggio,
salumi e dolci di uvetta e canditi.
L'Infiorata, è la manifestazione più importante dell'anno
dopo la festa della cipolla. Si svolge il giorno del Corpus Domini e
la notte precedente serve per allestire lungo le vie del paese splendidi
tappeti floreali, destinati ad ospitare il passaggio del sacerdote in
processione con il Santissimo Sacramento: solo a lui è consentito
calpestarli. L'infiorata è realizzata con il concorso di tutta
la popolazione cannarese che partecipa alle lunghe fasi preparatorie
consistenti nella raccolta e nella scelta dei fiori necessari a creare
i variopinti tappeti, ispirati nelle raffigurazioni a temi religiosi
o di attualità, comunque legati alla solennità della festa.
Festa della cipolla, è la manifestazione più importante
di tutto l'anno oltre che l'evento clou del settembre cannarese che
alterna per tutto il mese esposizioni d'arte e fotografiche, momenti
di teatro, musica, folclore, alle tradizionali celebrazioni liturgiche
in onore del patrono San Matteo (21 settembre). La festa della cipolla
ha lo scopo di valorizzare questo importante prodotto locale che viene
cucinato in numerosi modi ed offerto alla degustazione del pubblico
in sei stand gastronomici, allestiti nelle varie piazze cittadine. Le
cipolle, assieme ad altri prodotti tipici, sono anche vendute nelle
caratteristiche trecce dai numerosi mercanti ambulanti.
I Focaracci, sono grandi falò che vengono incendiati lungo il
fiume Topino la sera del 5 dicembre in occasione della festività
di San Nicola da Bari che, secondo tradizione, durante la notte porta
doni ai bambini maschi.
DA
VEDERE
Chiesa di San Biagio: è documentata sin dal 1244, quando i monaci
di San Benedetto del Subasio la annoveravano tra i loro possedimenti.
La facciata è un tipico esempio di tardo romanico umbro, costruita
in conci di pietra bianca e rosa. L'interno è costituito da un
unico ambiente coperto da una volta a quattro vele separate da robusti
costoloni. Sull'altare maggiore è esposta la tela tardo cinquecentesca
raffigurante la Trinità con san Lorenzo e san Benedetto da Norcia,
san Biagio e il beato Lorenzo Giustiniani. Chiesa parrocchiale di San
Matteo: di origine trecentesca, è stata trasformata nella sua
forma attuale negli anni 1788 - 1793, secondo il progetto di un architetto
assisiate Giuseppe Brizi. Il campanile a guglia, parzialmente crollato
dopo il terremoto del 1832, fu ricostruito con l'attuale calotta terminale
dall'ing. Domenico Martinangeli di Cannara nel 1860. All'interno è
esposta una interessante tavola di Nicolò di Liberatore, detto
l'Alunno, raffigurante la Madonna in trono con Gesù Bambino tra
san Francesco d'Assisi e san Matteo evangelista. Chiesa di San Sebastiano
(sconsacrata e oggi Auditorium comunale): è documentata sin dal
1184 mentre il campanile risale al XVIII secolo. Degli arredi originali
non restano che i gradevoli stucchi alle pareti, imbiancate nel 1976
con un maldestro intervento a tempera. Il restauro, in occasione dell'inaugurazione
come auditorium nel 2008, ha riportato alla luce i colori originali
delle volte e dell'altare maggiore, dove è stato rinvenuto un
affresco raffigurante il castello di Cannara. Chiesa di San Giovanni
Battista: documentata sin dal 1333, è stata trasformata nell'attuale
prospetto a capanna presumibilmente nei lavori del 1584. Nella facciata
si apre un semplice portale, con ante in legno della fine del XVI secolo.
Nel settecentesco altare maggiore, fiancheggiato dalle coeve statue
in gesso di San Liberio a destra e San Rufino a sinistra, è esposta
la bella tavola dipinta a tempera raffigurante la Madonna con Gesù
Bambino tra san Giovanni Battista e san Sebastiano, eseguita nel 1482
dal pittore Nicolò di Liberatore, detto l'Alunno, e da suo figlio
Lattanzio. Chiesa di San Francesco: eretta fra Quattrocento e Cinquecento,
fu dedicata al Santo di Assisi che, secondo la tradizione, proprio a
Cannara avrebbe ideato il Terz'Ordine Francescano e fatto la celeberrima
"Predica agli uccelli" in località Piandarca. Sull'altare
maggiore, con bella mostra in legno e stucco, è posta una interessante
tela del primo quarto del XVII secolo raffigurante la Vestizione di
una donna del Terz'Ordine. L'altare è fiancheggiato da due nicchie.
In quella di destra è posta la statua di San Francesco (1660)
mentre in quella di sinistra è collocata una Santa Elisabetta
(XIX secolo). Chiesa della Buona Morte (ovvero delle Sacre Stimmate
di San Francesco): è la trasformazione, avvenuta nei secoli,
del piccolo oratorio in cui San Francesco d'Assisi, secondo la tradizione,
concesse il primo abito del Terz'Ordine Francescano al beato Lucio Modestini
di Cannara. Nel semplice prospetto tardo cinquecentesco, di recente
restauro (primi anni del novecento), è murata una lapide che
ricorda la fondazione del Terz'Ordine. Nel primo altare di sinistra
è venerata la Madonna Nera di Loreto raffigurata nel prezioso
simulacro in legno di pioppo (restaurato nel 2005) che per un certo
tempo nella Santa Casa di Loreto sostituì l'originale, trafugato
in Francia dalle truppe napoleoniche nel 1797. Palazzo Majolica Landrini:
all'interno è visibile un tugurio in cui San Francesco d'Assisi
dimorava durante le sue visite a Cannara. Piandarca: è una località
del comune di Cannara dove, secondo la tradizione, ebbe luogo la famosa
predica agli uccelli di San Francesco d'Assisi. Il punto dove avvenne
il miracolo è segnalato da una pietra sita lungo l'antica strada
che congiungeva il castello di Cannara a quello di Bevagna in un'area
ancora oggi incontaminata, raggiungibile attraverso un sentiero che
inizia appena fuori il paese e si snoda attraverso i campi. Nei pressi
della pietra e lungo l'attuale strada che conduce a Bevagna (la SP403)
è stata edificata nel 1926 anche una piccola edicola a ricordo
dell'avvenimento. Nella nicchia dell'edicola è raffigurato San
Francesco in mezzo a due alberi con una rondine sulla spalla sinistra
opera del pittore Castore Vignaroli; mentre la cornice in ceramica intorno
all'affresco è dello scultore cannarese Bruno Bini.
IL
MUSEO "CITTA' DI CANNARA"
Inaugurato il 30 maggio 2009 ospita per lo più reperti rinvenuti
negli scavi archeologici della vicina frazione di Collemancio riguardanti
un insediamento romano denominato "Urvinum Hortense". Fra
i numerosi ritrovamenti esposti il più importante è senza
dubbio il mosaico a soggetto nilotico di 65 metri quadrati appartenente
alle terme di Urvinum Hortense e riportato alla luce nel 1932 dal Prof.
Giovanni Bizzozzero, uno fra i primi lungimiranti studiosi ad intraprendere
la campagna di scavi a Collemancio. Nel museo è allestita anche
una sala dedicata alla storia della banda musicale di Cannara.
IL
TEATRO "ETTORE THESORIERI"
Edificato nel 1767, fu chiamato inizialmente Teatro del Leone, perché
sul siparo era dipinto un leone seduto sopra un pilastro. Aveva due
ordini di palchi in legno sostenuti da robuste colonne che arrivavano
fino al soffitto. Venne restaurato nel 1780 dal decoratore perugino
Valentino Carattoli e successivamente divenne Teatro comunale. Nel 1901
venne intitolato dal Consiglio municipale a Ettore Thesorieri assieme
alla via adiacente. È stato trasformato nella sua forma attuale
alla fine degli anni Settanta.
ENOGASTRONOMIA
Tra i prodotti agricoli tipici della zona va citata:
Cipolla di Cannara, con le tipologie: rossa ramata o grossa di Milano,
bianca piatta o borrettana, ungherese, dorata di Parma, dal 2003 patrocinata
dal Consorzio Cipolla di Cannara, di cui fa parte anche il comune.
la Vernaccia di Cannara, vino passito rosso, divenuto DOC sotto la denominazione
«Colli Martani» dal 2009.
Rocciata (sfoglia di pasta ricoperta di frutta fresca e secca, arrotolata
e cotta al forno)
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione Residente 3.952 (M 1.946, F 2.006)
Densità per Kmq: 121,0 (dati Istat 2001)
Numero Famiglie 1.505
Numero Abitazioni 1.579
Denominazione Abitanti cannaresi
CAP
06033
Prefisso Telefonico 0742
Codice Istat 054006
Codice Catastale B609
Santo Patrono: San Matteo
Festa Patronale: 21 settembre
Il Comune di Cannara fa parte di:
Comunità Montana dei Monti Trasimeno
Regione Agraria n. 7 - Colline di Perugia
Località e Frazioni di Cannara :
Collemancio
Comuni Confinanti :
Assisi, Bettona, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Spello.