Stelvio
(in tedesco Stilfs) è un comune di 1.266 abitanti
della Provincia Autonoma di Bolzano. Il territorio del comune
ricomprende la Val di Solda e la Val di Trafoi: si tratta
di due valli laterali della Val Venosta. Vi si trovano,
con una densità notevole, alcune delle più
alte montagne delle Alpi Orientali: in particolare, l'Ortles
(3.906 m s.l.m.), la vetta più alta del Trentino-Alto
Adige. Ai suoi piedi si trova il valico più alto
d'Europa, Passo dello Stelvio (2.758 m s.l.m.) con la nota
strada panoramica (la Strada statale 38 dello Stelvio) particolarmente
importante nella storia del ciclismo su strada. Il comune
di Stelvio conta ben quattro stazioni sciistiche (due a
Solda, una a Trafoi e una, solo estiva, sul Passo dello
Stelvio). La sua popolazione è per la quasi sua totalità
di madrelingua tedesca, poiché l'italianizzazione
dell'Alto Adige durante il Fascismo ha solo interessato
marginalmente il comune.
ETIMOLOGIA
Il toponimo è attestato come Stilvis nel 1090 e come
Stilfes nel 1290 e probabilmente ha un'origine preromana.
FRAZIONI
- Gomagoi
- Solda
A Solda ha sede Alla fine del mondo, uno dei musei del progetto
Messner Mountain Museum, curato dallo scalatore altoatesino
Reinhold Messner, il quale ha importato nel paese alcune
specie di Yak.
- Trafoi
Trafoi è una frazione di Stelvio. Il suo nome deriva
da una traslazione ladina di Tre fontane, che si trovano
per l'appunto vicino a Trafoi, e si dica abbiano proprietà
curativa. Le Tre Fontane Sante fanno parte di un santuario
(eretto nel 1229), ma nell'antichità è stato
studiato, i druidi celtici istruivano qui i loro successori.
A Trafoi è nato Gustav Thoeni, il più titolato
sciatore italiano nella storia di questo sport.
PARCO
NAZIONALE
Il Parco nazionale dello Stelvio / Nationalpark Stilfser
Joch, è uno dei più antichi parchi naturali
italiani. È nato allo scopo di tutelare la flora,
la fauna e le bellezze del paesaggio del gruppo montuoso
Ortles-Cevedale, e di promuovere lo sviluppo di un turismo
sostenibile nelle vallate alpine della Lombardia, del Trentino
e dell'Alto Adige. Si estende sul territorio di 24 comuni
e di 4 province ed è a diretto contatto a nord con
il Parco Nazionale Svizzero, a sud con il Parco naturale
provinciale Adamello-Brenta e con il Parco regionale dell'Adamello:
tutti questi parchi, insieme, costituiscono una vastissima
area protetta nel cuore delle Alpi, per quasi 400.000 ha.
Il parco include un'ampia varietà morfologica e di
ecosistemi, con grandi dislivelli (da 650 m s.l.m. ai 3900
m s.l.m. delle vette dei ghiacciai). Si possono trovare
quindi cervi, camosci, caprioli, stambecchi, marmotte, volpi,
ermellini, scoiattoli, lepri, e anche tassi e donnole. Numerose
specie di uccelli nidificano nella zona del parco: la pernice
bianca, la coturnice, il gracchio corallino, il corvo imperiale,
la cornacchia, il picchio, il gallo forcello, il francolino
di monte, la poiana, lo sparviere, il gufo, l'aquila reale
e, grazie ad un riuscito e prezioso progetto di reintroduzione,
il gipeto. Recentemente risultano numerosi gli avvistamenti
dell'orso bruno. Nella fascia altimetrica che va dai 1000
ai 2000 metri, l'ambiente del Parco è dominato dalle
foreste di conifere. La specie più diffusa è
sicuramente l'abete rosso (Picea abies), al quale si associano
pochi ed isolati gruppi di abete bianco (Abies alba),quest'ultimo
presente soprattutto in val di Rabbi, zona trentina del
Parco. Queste formazioni di alberi risalgono i versanti
diradandosi verso il limite superiore per cedere lentamente
il posto al larice (Larix decidua) ed al pino cembro (Pinus
cembra), diffuso principalmente in Val di Peio. Ai boschi
di aghifoglie, segue la fascia degli arbusti nani, che sale
oltre il limite della vegetazione ( circa 2600 metri). Dopo
i 2800 metri trovano spazio le rocce, i ghiaioni, le nevi
perenni e le morene glaciali, dove la presenza di forme
di vita è garantita solo da alcune tenaci specie
pioniere assai specializzate come i licheni. All' interno
del Parco si trovano inoltre ambienti particolari come le
torbiere: zone umide caratterizzate da una flora altamente
specializzata come la Drosera rotundifolia, piccola pianta
carnivora, che sopperisce alla carenza di azoto del terreno
catturando piccoli insetti.