San
Candido (in tedesco: Innichen) è un comune di 3.136
abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano, nell'Alta
Pusteria. San Candido è situato al di là dello
spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume
Drava, immissario del Danubio. San Candido e la vicina Sesto
sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte
dell'Italia in senso geografico perché appartenenti
al bacino idrografico del Danubio.
ETIMOLOGIA
Il toponimo è attestato come India, Inthinga, Intima
nel 769 e deriva forse dal nome di persona latino Indius
attraverso una forma *Intica.[1] Il nome italiano San Candido
è stato dato, accogliendo solo in parte il suggerimento
di Ettore Tolomei (che aveva proposto San Candido alla Drava)
da quello del compatrono della collegiata dove al di sopra
dell'altare c'è un grande crocifisso ligneo, accompagnato
da due santi: San Candido e San Corbiniano.
BAGNI
DI SAN CANDIDO
Presso il paese di San Candido si trovano seriazioni rocciose
profonde, costituite da filliadi quarzifere, conglomerati,
basici, arenarie di Val Gardena e strati di Bellerophon.
Da questi ultimi, nei boschi ai piedi della Rocca dei Baranci,
a sud del paese, scaturiscono le sorgenti sulfuree e minerali
dei Bagni di San Candido (tedesco Wildbad Innichen). I Bagni
risultano frequentati sin dall'antichità ed appaiono
per la prima volta in documenti del XVI secolo. Nel 1856
il Dottor Johann Schreiber lì ingrandì, facendo
nascere un sanatorio. Successivamente sua figlia con il
suo marito, il conte Beckers, accrebbero i Bagni fino a
farli diventare un grande complesso alberghiero, il Grand
Hotel Wildbad. Dopodiché i bagni divennero famosi,
tanto che vi soggiornarono gli imperatori tedeschi Guglielmo
e Federico e quello austriaco Carlo. Dopo che l'Alto Adige
passo all'Italia, a seguito della Prima Guerra Mondiale,
lo stabilimento andò in declino. Fu messo all'asta
negli anni '30, e abbandonato alle incurie del tempo.. Oggi
è rimasta solo la struttura esterna dei Bagni, mentre
l'interno del complesso si trova in pessimo stato. Le sorgenti
in realtà sono 4, ognuna con un sapore diverso: una
particolarmente sulfurea, ed una particolarmente ferrosa.
Attorno ai Bagni, nel 1591 vi fu costruita una cappella
dedicata a San Salvatore, ancora oggi consacrata e ben conservata.
La cappella, consacrata nel 1594, era collegata ad un eremo,
che fu soppresso nel 1786 dall'Imperatore Giuseppe II. Gia'
in precedenza comunque vi era al posto della cappella un
piccolo luogo di preghiera, che si e' fatto risalire all'ottavo
secolo. Con tutta probabilita' si trattava di un luogo di
culto precristiano. La localita' e' facilmente raggiungibile
dal centro di San Candido, dirigendosi verso Sesto, in circa
45 minuti.
TURISMO
ED ECONOMIA
L'attività economica è stata vivacizzata dalla
presenza e dalla crescita di Senfter, azienda leader a livello
mondiale per la produzione di speck. Quest'ultima realtà
oggi multinazionale con filiali e siti produttivi sparsi
per il mondo, era fino agli anni cinquanta poco più
della classica macelleria a gestione familiare nella piazza
principale del paese. Lo stabilimento di imbottigliamento
di acque minerali Kaiserwasser tiene viva la gloriosa tradizione
delle Wildbald (fonti del bosco) di San Candido. L'imperatore
Francesco Giuseppe, era solito recarsi in villeggiatura
a San Candido per degustare l'acqua di queste fonti che
è tutt'ora chiamata Kaiserwasser, per l'appunto,
acqua dell'imperatore. Secondo un'altra ricostruzione è
stato invece l'imperatore Carlo I d'Austria, ultimo sul
trono austriaco, ad avere una preferenza per l'acqua di
San Candido. Il paese, assieme al vicino paese di Dobbiaco,
sono dotati di una unica centrale di teleriscaldamento,
alimentata dalla combustione degli scarti delle segherie,
con un grande vantaggio dal punto di vista ambientale. L'attività
economica è stata vivacizzata dalla presenza e dalla
crescita di Senfter, azienda leader a livello mondiale per
la produzione di speck. Quest'ultima realtà oggi
multinazionale con filiali e siti produttivi sparsi per
il mondo, era fino agli anni cinquanta poco più della
classica macelleria a gestione familiare nella piazza principale
del paese. Lo stabilimento di imbottigliamento di acque
minerali Kaiserwasser tiene viva la gloriosa tradizione
delle Wildbald (fonti del bosco) di San Candido. L'imperatore
Francesco Giuseppe, era solito recarsi in villeggiatura
a San Candido per degustare l'acqua di queste fonti che
è tutt'ora chiamata Kaiserwasser, per l'appunto,
acqua dell'imperatore. Secondo un'altra ricostruzione è
stato invece l'imperatore Carlo I d'Austria, ultimo sul
trono austriaco, ad avere una preferenza per l'acqua di
San Candido. Il paese, assieme al vicino paese di Dobbiaco,
sono dotati di una unica centrale di teleriscaldamento,
alimentata dalla combustione degli scarti delle segherie,
con un grande vantaggio dal punto di vista ambientale.
COLLEGIATA
DI SAN CANDIDO
Il complesso della Collegiata di San Candido ha origine
in un monastero benedettino fondato nel 769 per convertire
gli slavi allora insediati nella zona. È considerato
il più importante monumento romanico del Tirolo.
CHIESA
DEL CONVENTO DEI FRANCESCANI
Il convento è affacciato sul Rio Sesto, consacrata
a San Leopoldo e costruita a fine '600. Con annesso chiostro.
La costruzione della chiesa e del convento è fatta
risalire, al seguito dell'arrivo dei primi frati francescani,
nel 1691. Più precisamente vennero costruiti tra
il 1693 e il 1697, quando avvenne la consacrazione delle
chiesa e la consegna ufficiale all'Ordine. Nei tre secoli
di storia il convento ha ospitato fino a 20 frati nei momenti
di maggior splendore, e ha dovuto affrontare anche alcune
alluvioni del rio Sesto, e alcuni incendi come nel 1945,
a seguito di un'incursione aerea che aveva come obiettivo
la vicina stazione ferroviaria, che bombardò il paese
con bombe incendiarie. Attualmente il convento rischia la
chiusura nel 2010, in quanto sono presenti soltanto 3 frati.
CENNI
STORICI
San Candido fu un monastero fondato dal duca Tassilone III
di Baviera nel 769 e costruito dal vescovo di Frisinga per
contrastare gli slavi, allora ancora pagani. Per secoli
la dipendenza dal punto di vista ecclesiastico rimase alla
diocesi di Frisinga, la più antica della Baviera.
Gli antichi legami con Frisinga hanno portato nel 2007 a
stabilire un gemellaggio tra le due località. Nella
spartizione, nel 1918, del Tirolo fra Austria e Italia,
San Candido sarebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria,
ma, per ragioni militari, fu assegnato all'Italia e vi furono
costruite due grandi caserme: la Cantore e la Druso, la
prima ancora affidata al 6º Reggimento Alpini. La presenza
del confine nella frazione di Prato alla Drava determinò
anche la presenza di una nutrita schiera di funzionari italiani:
Guardia alla Frontiera (oggi non più esistente),
polizia di frontiera, ufficiali doganali, una stazione di
Carabinieri, un Commissariato di Pubblica Sicurezza, una
sezione della Guardia di Finanza e vario personale governativo.
San Candido ha costituito per anni il capolinea della linea
ferroviaria che risaliva da Fortezza, mentre i 6 chilometri
di linea fino al confine, pur trovandosi in territorio italiano,
erano gestiti dalle ferrovie austriache. Fino a che vi è
stato un rigido controllo doganale, era caratteristica la
presenza di treni-corridoio che univano Lienz, nel Tirolo
orientale, con Innsbruck, capoluogo del Tirolo.