Dimaro
è un comune di 1.245 abitanti della provincia di
Trento, situato in Val di Sole; a questo comune appartengono
due frazioni: Carciato e Folgarida. Dimaro è un paesino
di montagna a pochi chilometri da Madonna di Campiglio.
La posizione strategica del paese di Dimaro ha rappresentato
un buon motivo per il suo sviluppo economico e sociale.
Il paese si trova infatti sullo snodo viario della Valle
di Sole (strada statale n. 42 del Tonale e della Mendola)
con il Passo di Campo Carlo Magno e Madonna di Campiglio
(strada statale n. 239). In tempi recenti la ferrovia a
scartamento ridotto che congiunge la Valle di Sole con il
capoluogo di Trento ha aperto una stazione nei pressi dellabitato
(stazione di Dimaro Pressòn), che così
si qualifica anche come snodo ferroviario. Il paese controlla
così la porta di accesso dalla Valle di Sole al Gruppo
montuoso del Brenta e al Parco naturale Adamello-Brenta,
attraverso la Valle del Meledrio, ricca di storia e di ricordi
di passaggi importanti. Dimaro si trova alla base di un
conoide, tra due torrenti (il Meledrio ed il Noce) ben regimentati,
che se un tempo potevano costituire anche un possibile motivo
di pericolo, oltre che una fonte di energia e di benessere,
ora sono strumenti importanti di sviluppo turistico e segno
di qualità ambientale (pista ciclabile, sport fluviali,
pesca sportiva, passeggiate, ecc.). Per diversi secoli tale
posizione è stata sfruttata dal sistema medioevale
in vigore per riscuotere le tasse sul traffico di merci
e sui beni in transito dalla Valle di Sole in Valle Rendena
(Dazio presente nella Casa de Mazzis). Carciato, piccolo
villaggio alpino, che conserva intatte alcune delle sue
caratteristiche case antiche, si trova poco discosto da
Dimaro, alle falde del Sasso Rosso e ai margini della Selva
attraverso cui sono transitati, nei millenni, viaggiatori,
geografi, soldati, commercianti, imperatori, alpinisti,
turisti e gente comune, lungo le splendide vedute, paesaggi
ed ambienti della Valle del Meledrio. Folgàrida è
una rinomata stazione di sport invernali, che giace sulle
dolci spianate e sulle dorsali del monte che le ha assegnato
il nome, distinta in vari agglomerati urbani, attraversati
da impianti di risalita e piste di discesa per gli sport
invernali (da 1200 a 2000 metri di altezza sul livello del
mare), ma dotata pure di servizi e di attrezzature per un
turismo estivo ritemprante e rigenerante, al contatto diretto
con una natura intatta. Alte montagne di intatto fascino,
con spettacolari vedute di una bellezza quasi primitiva,
non intaccata dalla mano delluomo, circondano e proteggono
la conca valliva in cui si distendono i paesi di Dimaro
e Carciato: sono le rinomate cime del Sasso Rosso, del Castellaccio,
della Cima Nana. Più oltre, si stagliano vertiginose
le pareti calcaree delle Dolomiti di Brenta o quelle aspre
ed impervie del gruppo granitico dellAdamello e della
Presanella. Sullaltro fianco della valle sono osservabili
le prime cime del massiccio dellOrtles Cevedale, che
lascia poco discosti i suoi picchi ricoperti da ghiacciai
e perenni bianchi nevai. Un fitto intrico di rivi, torrentelli,
cascatelle e ruscelli, sorpassati spesso da sentieri ben
attrezzati e di facile agibilità, accompagna ed innerva
la natura circostante, ricca di prati verdi, di fitte abetaie,
dimponenti lariceti, fino a guadagnare gli alti pascoli
e gli affascinanti ghiaioni che si distendono ai piedi delle
tormentate cime. La circoscrizione territoriale ha subito
le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori
dei soppressi comuni di Bolentina, Carciato, Monclassico,
Montes e Presson; nel 1953 distacco di territori per la
ricostituzione del comune di Monclassico comprendendo anche
i territori degli ex comuni di Bolentina, Montes e Presson
(Censimento 1951: pop. res. 946).
Il
Comune di Dimaro fa parte di:
- Parco Naturale Adamello-Brenta
- Comprensorio della Valle di Sole (C7)
FOLGARIDA
Folgarida è una località turistica e frazione
del comune di Dimaro. Il toponimo Folgarida deriva dal latino
filicaretum: "luogo delle felci". È situata
ad un'altitudine di circa 1300 m s.l.m. in Val di Sole nelle
Dolomiti di Brenta. Nata nel 1965 come località sciistica,
nel dicembre dello stesso anno entrarono in funzione tre
impianti di risalita: la Telecabina "Folgarida",
costituita da una cestovia a tre posti, con portata oraria
di 498 persone e due sciovie, l'Ottava Monti, rimasta in
funzione per poche settimane, lo skilift "Spolverino",
(che però inizierà a funzionare nel Febbraio
1966) e la manovia del Campo Scuola. Con l'aumento graduale
della ricettività e la fusione con Marilleva, altra
località turistica sorta pochi anni dopo, Folgarida
si sviluppa anno dopo anno e grazie anche al collegamento
sciistico con Madonna di Campiglio, diviene una solida realtà
nel panorama turistico invernale Italiano.
ORIGINI
E CENNI STORICI
I primi insediamenti pare risalgano all'epoca preromana
e romana grazie ad un ritrovamento di una spada bronzea,
di una moneta di Antonino Pio. Le origini del paese sono
avvolte nel silenzio documentale che accompagna i secoli
dellalto medioevo e solo agli inizi del XIII secolo
cominciano ad apparire i nomi dei primi abitanti della piccola
comunità di montagna. Anche Carciato, paese confinante
con quello di Dimaro e da esso separato dal torrente Meledrio,
annovera origini antiche e vanta una storia che attraversa
molti secoli. Solo labitato di Folgàrida, attestata
sul conoide su cui si inerpica la strada che conduce al
passo di Campo Carlo Magno e a Madonna di Campiglio, è
insediamento recente, poiché è nato nel 1965,
su di un progetto di insediamento turistico invernale voluto
dagli amministratori del tempo. Dimaro e Carciato sono state
per secoli (sicuramente dal 1200 in poi) vicinie o universitates
singole, allinterno del nesso istituzionale del principato
vescovile di Trento. Dal punto di vista ecclesiastico, seppure
autonome, hanno sempre condiviso ununica curazia,
a servizio di entrambe e, di conseguenza, un unico servizio
scolastico. In quanto autonome, le due comunità erano
dotate di un territorio ben definito, possedevano beni comuni
(pascoli, malghe, boschi, strade e vie di comunicazioni,
acquedotti, segherie) accanto a beni singoli o privati (case,
orti, prati, bestiame, cascine, ecc.) ed erano gestite attraverso
la regola, o insieme di norme di autogoverno, amministrate
da una magistratura locale e approvate dallautorità
vescovile. La vita economica era concentrata soprattutto
nellallevamento del bestiame e nello sfruttamento
della terra (agricoltura) e del bosco (silvicoltura). Poco
rilevanti i commerci, anche se abbastanza diffuso era un
artigianato locale, chiamato a fornire gli strumenti essenziali
per la vita quotidiana. Tipici di Dimaro furono i caràdori,
cui competeva il trasporto del legname dal bosco verso le
segherie. Un piccolo distretto industriale si trovava lungo
il torrente Meledrio, con mulini, segherie, magli, calcàre,
malghe e luoghi deputati alla produzione del carbone di
legna. Con la fine politica del principato vescovile, seguita
alle intricate vicende napoleoniche e al Congresso di Vienna,
anche i nostri due paesi entrarono a far parte della Contea
principesca del Tirolo, ambito amministrativo territoriale
dellImpero austro-ungarico. Con la riforma interna
del 1868 ambedue i comuni furono inseriti nel Capitanato
politico di Cles e nel distretto giudiziario di Malé.
Durante la prima guerra mondiale ebbero a subire tutte le
conseguenze della leva in massa contro la Serbia e della
successiva presenza di un fronte attivo a poche decine di
chilometri, sul passo Tonale, linea diretta di scontro tra
Impero dAustria e Regno dItalia. Dal 1918 Dimaro
e Carciato furono comuni autonomi e distinti del Regno dItalia,
ma nel 1927 il Fascismo li unì coattivamente in un
unico Comune, con Pressòn, Monclàssico, Bolentina
e Montès. Solo dopo la seconda guerra mondiale, con
Legge regionale dei primi anni cinquanta, il Comune di Dimaro
si limitò alle sole frazioni di Dimaro e Carciato.
Nel 1965, a seguito di una forte azione programmatoria svolta
sia dallente pubblico che dal capitale privato, nacque
ed entrò in funzione la stazione turistica invernale
estiva di Folgàrida, che oggi rappresenta
uno dei principali volani delleconomia locale.