Chiusa
(in tedesco Klausen) è un comune di 5.031 abitanti
della Provincia Autonoma di Bolzano. Chiusa si trova lungo
il corso del fiume Isarco e storicamente è cittadina
doganale. Può vantare il titolo di "città",
insieme ad altri 7 comuni dell'Alto Adige. Si trova ad una
trentina di chilometri a nord di Bolzano e una decina a
sud di Bressanone. Accanto al centro sede del comune, tre
sono le frazioni: Lazfons (tedesco Latzfons), la più
popolata che si trova lungo la strada per Velturno, poi
Verdignes (tedesco Verdings), sotto Lazfons e Gudon (ted.
Gufidaun), più a valle. La sua popolazione si è
dichiarata per la grande maggioranza di madrelingua tedesca.
Chiusa città si trova lungo la Strada Statale 12
dell'Abetone e del Brennero, sotto la rocca di Sabiona.
ETIMOLOGIA
Il toponimo Chiusa deriva evidentemente dal latino clausa,
clusa, che significa "chiusa di un corso d'acqua",
in questo caso dell'Isarco. Il nome è attestato dal
1027 come Clausa o Clusa.
DA
VEDERE
Il monastero di Sabiona
Il Castello di Gernstein a Lazfons
CENNI
STORICI
Il territorio comunale, sovrastato dal monastero di Sabiona
(tedesco Säben), era già abitato prima di Cristo.
Qui troviamo infatti tombe sia del periodo dei reti che
del periodo germanico. Tra l'800 e il 1000 Sabiona diviene
un'importante sede vescovile, prima di essere trasferita
a Bressanone, nell'attuale diocesi di Bolzano-Bressanone.
Il pittore tedesco Albrecht Dürer nel 1494 si trattiene
a Chiusa per ritrarre la città da lui molto apprezzata.
Le sue impressioni sono fissate nell'incisione Das große
Glück. Dalla stazione di Chiusa partiva il treno, oggigiorno
soppresso, della ferrovia della Val Gardena. Sulla città
di Chiusa, ha avuto un'importante influenza, il monastero
delle suore di clausura di Sabiona. All'interno del convento
dei frati cappuccini, si trova una statua che raffigura
il bellicoso frate Joachim Haspinger, che lottò assieme
ad Andreas Hofer, per contrastare l'avanzata bavarese. Il
paese di Chiusa è inserito nella lista de "I
borghi più belli d'Italia".