Bolzano
è la città capoluogo della Provincia autonoma
di Bolzano, nonché dell'omonimo comprensorio. Ha
100.453 abitanti (statistica ufficiale, 30.09.2007): la
sua popolazione, secondo il censimento del 2001, è
per il 73% di lingua italiana, per il 26,29% di lingua tedesca
e per lo 0,71% di lingua ladina[1]; l'agglomerato urbano
bolzanino sale a 140.000 abitanti, se si conta l'intera
popolazione della conca, che comprende i centri di Laives,
Bronzolo, Vadena, Appiano, Cornedo e Terlano. La percentuale
di stranieri, provenienti in maggioranza dall'Europa extracomunitaria,
al 31 dicembre 2006 ammontava all' 9% (8.997). Bolzano conseguì
il diritto di città nel 1268. La città è
situata alla quota di 262 m nella parte orientale dell'ampia
conca originata dalla congiunzione delle valli di Isarco,
Sarentina e dell'Adige. La conca è delimitata ad
ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell'Altopiano
del Salto (Salten, 1.500 m), a nord-est dauna cima minore
del Renon (Ritten) chiamata Monte Tondo (Hörtenberg),
e a sud-est dal Monte Pozza (Titschen, 1.619 m) sul cui
versante settentrionale si trova la località Colle
(Kohlern), il cui nome è spesso impropriamente usato
per designare l'intero monte. Una piccola balza rocciosa
di quest'ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente
a ridosso la città. La città è collegata
ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna
circa mille metri di dislivello: la funivia del Colle che
risale il Monte Pozza sino al Colle di Villa (Herrenkohlern),
quella del Renon con arrivo a Soprabolzano e quella di San
Genesio che raggiunge l'omonimo paese sull'altopiano del
Salto. Dalla città, guardando in direzione est lungo
la val d'Isarco, si vede il poco lontano e suggestivo Catinaccio
(Rosengarten, 3.004 m), che è parte delle Dolomiti,
con le caratteristiche Torri del Vajolet.
Bolzano
è attraversata dal torrente Talvera che confluisce
in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si
getta nell'Adige pochi chilometri a sud della città
stessa. Il nucleo storico della città risiede nel
triangolo delimitato a ovest dal torrente Talvera, a sud
dal fiume Isarco e a nord-est dal Monte Tondo. Il clima
della città, situata in un fondovalle alpino, risulta
essere continentale, con minime invernali spesso sotto zero
e massime estive anche oltre i 35°C; le precipitazioni
sono piuttosto scarse e generalmente sotto forma di neve
in inverno, mentre risultano essere abbondanti in estate,
quando possono svilupparsi temporali, soprattutto nelle
ore pomeridiane e serali, per il contrasto di masse d'aria
di diverso tipo. Le aree del territorio comunale situate
a quote superiori, sono caratterizzate da un clima alpino,
i cui caratteri variano in funzione dell'altitudine, dell'orografia
e dell'esposizione.
Toponomastica
Il nome latino Pons Drusi non è certo alla base del
nome odierno. Vi sono due principali ipotesi sulla derivazione
del nome "Bolzano" e "Bozen". La più
diffusa è quella che indica il territorio di Bolzano
come un antico possedimento di un celta di nome Bautius
(o Baudius), da cui derivò Praedium Bautianum o Baudianum,
ovvero "podere di Bautius" (o Baudius), poi tramutatosi
in Bauzanum, da cui attraverso varie trasformazioni il nome
attuale in italiano, tedesco e ladino[2]. La seconda ipotesi
farebbe derivare il nome da Castellum Balteanum, ossia "accampamento
in terreno paludoso", dall'indoeuropeo "balt"
(la stessa radice che fa derivare la parola "Baltico"),
che non è totalmente da escludere. Il toponimo è
attestato già nell'VIII secolo come Bauzano, Bauzana,
Pauzana e Pozana, dai quali sono derivate l'odierna forma
tedesca "Bozen" (conosciuta già nel 1133)
e quella italiana (nel 1223). I nomi dialettali tedeschi
sono Boazn (/'po:ats?n/) o Bouzn (/'po:uts?n/) e la "/p/"
è una caratteristica molto diffusa nella storia toponomastica
(Pauzana, Pozana, Poczen, Pozen e Potzen), anche per la
particolarità della pronuncia bavaro-austriaca che
scambia spesso le "/b/" con le "/p/"
. Da Pulsan del 1500 derivano i nomi ladini:
Balsan
(ladino badioto)
Bulsan (gardenese)
Bolsàn (livinallese o fodom)
Busan (fassano e ampezzano)
Popolazione
La popolazione della città dopo anni di continuo
crollo della popolazione con il minimo storico degli ultimi
trent'anni al censimento del 2001 con meno di 95.000 persone
censite è in ripresa, soprattutto grazie al saldo
migratorio. Dopo aver contato una popolazione residente
prossima ai 100.000 abitanti per tutto il 2006 e all'inizio
del 2007, ha superato nuovamente il limite nel mese di marzo
2007. Bolzano ha registrato il primo superamento della quota
dei 100.000 abitanti nel novembre 1966 arrivando al massimo
il 31 dicembre 1975 con 107.112 residenti, con un successivo
calo progressivo fino a oltrepassare in negativo il limite
nel corso del 1991. Fra il 1966 in poi il minimo storico
si è registrato in occasione del censimento della
popolazione del 2001 con una popolazione registrata inferiore
ai 95.000 abitanti. Questo calo è in buona parte
legato al trasferimento di molti bolzanini in comuni limitrofi
(Laives, Bronzolo, Appiano, Terlano), la cui popolazione
è fortemente cresciuta negli stessi anni. A Bolzano
vive il 20,4% dell'intera popolazione provinciale e considerando
l'hinterland (circa 140.000 abitanti), la popolazione concentrata
in città e nei comuni limitrofi incide per circa
il 30% a livello provinciale.
Gruppi
linguistici
Bolzano ha la caratteristica principale di essere una città
dove convivono tre gruppi linguistici: quello italiano,
quello tedesco e quello, seppur ampiamente minoritario,
ladino. All'ultimo censimento della popolazione la maggioranza
si è dichiarata appartenente al gruppo linguistico
italiano (73%), chi si è dichiarato appartenente
al gruppo linguistico tedesco raggiunge il 26,29% mentre
chi si è dichiarato ladino è lo 0,71%. Bolzano
è dunque uno dei cinque comuni dell'Alto Adige dove
la maggioranza della popolazione è italofona e di
questi è quello con la percentuale superiore. Gli
italofoni sono sparsi in tutti i quartieri della città
anche se sono in minoranza in alcuni quartieri storici (Centro
Storico, Rencio, Gries) e solo una piccola minoranza (perlopiù
trentini) era già presente in città prima
dell'annessione della città all'Italia. Secondo il
censimento del 1910 i parlanti italiano o ladino erano nel
comune di Bolzano, inclusa Dodiciville (escluso il comune
di Gries) il 6,43% (3,74% Bolzano; 10,27% Dodiciville).
La maggior parte degli italofoni non nati a Bolzano (soprattutto
anziani ed immigrati recenti dal Sud Italia) proviene (al
31.12.2005.) da Veneto (8,20%), Trentino (5,67%) e Calabria
(2,47%) e sono in diminuzione, mentre aumentano le immigrazioni
da regioni come Campania, Puglia e Sicilia. Comunque il
51,23% (in diminuzione rispetto all'anno precedente) è
bolzanino di nascita. Gli italofoni di Bolzano non possiedono
un proprio dialetto regionale anche se nella lingua italiana
parlata a Bolzano esiste un substrato veneto-trentino. Molti
parlano l'idioma della regione d'origine (soprattutto il
veneto e il trentino). Ancora oggi alcune comunità
regionali hanno proprie associazioni per mantenere la cultura
d'origina (Club Rodigino, Fogolar Furlan, Circolo Sardo).
I germanofoni sono in maggioranza nei quartieri storici
e ad Aslago e sono piuttosto numerosi nel quartiere popolare
Europa a Don Bosco. I germanofoni abitano in gran maggioranza
anche la campagna bolzanina. Numerosi sono anche i cittadini
germanici[7] residenti a Bolzano. Prima dell'annessione
di Bolzano all'Italia e prima dell'italianizzazione forzata,
Bolzano era una città quasi totalmente di lingua
tedesca (94% circa). La comunità ladina di Bolzano
è la più variegata dell'Alto Adige ed infatti
è composta da gardenesi, badioti, fassani, ampezzani
e anche friulani (probabilmente anche nonesi si sono dichiarati
ladini, anche se non riconosciuti come tali). Tuttavia i
dichiarati al gruppo linguistico ladino non superano lo
0,71% e sono di fatto superati da comunità immigrate
più numerose. A Bolzano hanno sede la Comunità
ladina (Comunanza Ladina a Bulsan), la Consulta ladina istituita
dalla Città di Bolzano e con 17 membri e a livello
provinciale vi è l'Assessorato alla Cultura Ladina
e l'Istituto Pedagogico Ladino. A Bolzano è inoltre
presente un'altra minoranza autoctona, ossia quella dei
sinti, composta da circa 180 persone residenti perlopiù
nei campi sosta nella periferia della città. I sinti
sono cittadini italiani residenti in Alto Adige da molte
generazioni e da poco tempo esiste un'associazione romanés.
Negli ultimi anni si sono aggiunti circa 130 rom provenienti
dalla ex Jugoslavia.
Religione
La maggioranza dei bolzanini, sia italofoni che germanofoni,
è di religione cattolica romana e Bolzano è
dal 1964 sede vescovile della Diocesi di Bolzano-Bressanone.
Inoltre Bolzano è suddivisa in due decanati e diciotto
parrocchie (10 bilingui, 6 italiane e 2 tedesche). Molti
cattolici lo sono solo formalmente, ma non sono di fatto
praticanti. Sempre più spesso si svolgono messe soprattutto
per la comunità polacca o ispanica. A Bolzano è
però presente da più di un secolo la più
numerosa comunità evangelico-luterana della regione
composta da circa 600 fedeli e con una propria chiesa e
un proprio pastore. La Comunità fa parte della Chiesa
Evangelica Luterana in Italia e il territorio della comunità
di Bolzano va dal Brennero alla riva orientale del Lago
di Garda e inoltre ha a disposizione uno spazio sulla radio
del Sender Bozen della RAI. La chiesa evangelico-luterana
è il luogo di culto anche della comunità veterocattolica
. A Bolzano sono presenti anche molti testimoni di Geova
e seguaci di altre confessioni libere come quelli della
Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Chiesa Neo
Apostolica e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi
degli Ultimi Giorni (mormoni), tutte con una sede a Bolzano.
A Bolzano sono sempre state presenti piccole comunità
ebraiche, anche se non sempre stabili e non numerose. La
comunità ebraica più importante della regione
è quella di Merano (falcidiata negli ultimi anni
della seconda Guerra Mondiale dai nazisti, con gravi complicità
locali) dove è presente una sinagoga e alla quale
fanno capo tutte le famiglie ebraiche dell'Alto Adige (circa
60 membri) e quindi anche di Bolzano, dove si trova invece
il più grande cimitero ebraico della regione. Con
l'immigrazione sono giunte anche persone di fedi orientali
e cristiano-ortodosse come la comunità greco-cattolica
romena a Bolzano (una comunità russo-ortodossa storica
è presente a Merano), ma la parte più rilevante
è costituita dagli islamici che probabilmente superano
le 3.000 unità (ossia circa il 3% della popolazione)
rendendo la comunità islamica la più numerosa
tra le fedi minoritarie. Nonostante ciò non sono
ancora presenti luoghi di culto stabili.
Preistoria
In questo periodo la conca bolzanina era una piana malsana
e paludosa, ma reperti archeologici risalenti al periodo
preistorico fanno ritenere che le pendici dei monti attorno
ad essa fossero comunque già abitate.
Periodo
romano
Nel 15 a.C. il generale Druso nel conquistare le Alpi fondò
un accampamento noto col nome di Pons Drusi (Ponte di Druso),
documentato sulla Tabula Peutingeriana del IV secolo d.C.;
si ritiene che esso potesse collocarsi nell'attuale area
bolzanina. Dopo le varie ipotesi che lo collocavano sotto
l'attuale Castel Firmiano o nei pressi di Rencio, oggi più
accreditate sono quelle che pongono la stazione romana dove
adesso si trova il paese di Cardano nel comune di Cornedo
oppure nel centro storico, dove sono stati trovati resti
di costruzioni romane (sotto l'attuale Convento dei Cappuccini)
e di una basilica paleocristiana (sotto l'attuale Duomo).
Dal
Medioevo al 1800
Nell'Alto Medioevo gli abitanti del territorio che si stava
trasformando da Pons Drusi a Bauzanum si spostarono sul
Virgolo dove nel VII secolo si stabilì un conte dei
Baiuvari; il territorio divenne così parte del Sacro
Romano Impero. Agli inizi dell'XI secolo, per volontà
del vescovo di Trento Ulrico II, vennero eretti i primi
edifici della nuova Bolzano in valle (dove oggi si trova
piazza del Grano). La nuova città si sviluppò
subito diventando un importante centro mercantile, dove
si svolgevano numerose fiere annuali. Nel 1268 Bolzano divenne
una città (Stadt) dedita al commercio e ai contatti
fra nord e sud dell'Europa. La città si sviluppò
velocemente, espandendosi oltre il nucleo originario, quello
dei Portici e nel 1300 contava già 3.000 abitanti.
Fino al XIII secolo Bolzano era il capoluogo dell'omonima
contea sotto il controllo dei vescovi principi di Trento,
dopodiché la zona cadde sotto il controllo dei conti
di Tirolo, nei pressi di Merano, che diedero poi il nome
all'intera regione. Quindi passò agli Asburgo, alla
quale rimase quasi ininterrottamente fino al 1918. Nel 1437
la città si dotò del primo statuto. Nel XVII
secolo Bolzano conobbe il periodo di massimo splendore,
quando Claudia de' Medici, contessa del Tirolo, concesse
alla città i privilegi mercantili e fece erigere
il Magistrato Mercantile, un tribunale bilingue che si occupò
di litigi tra commercianti nel periodo delle fiere. La città
era già da sette secoli luogo di scambi commerciali,
nonché abitata da banchieri fiorentini come i Bocci,
che tedeschizzarono il loro cognome in Pötsch. In questo
periodo Bolzano divenne anche un importante centro artistico
e culturale, dove gotico e romanico convivono armoniosamente,
con il barocco e lo jugendstil che si aggiungeranno più
tardi, dando un aspetto più moderno al centro storico.
Dalla
rivoluzione francese al 1918
Dopo la rivoluzione francese la città venne annessa
per un breve periodo al Regno Italico, ma dopo pochi anni
tornò all'Impero Austro-Ungarico, alla quale rimase
ininterrottamente fino al 1918. Durante l'occupazione napoleonica
Bolzano divenne un centro del dipartimento dellHaut-Adige
(Alto Adige), del quale faceva però parte anche Trento.
In questo periodo Bolzano venne privata dei suoi privilegi
mercantili e, pur rimanendo un centro economico e commerciale,
non ebbe più fiere fino al 1948, quando venne costituito
l'Ente Fiera. Dopo il ritorno all'Austria la città
ritornò a crescere dal punto di vista edilizio, ma
anche economico. Nel 1910 il territorio cittadino si espanse
costituendo la cosiddetta Groß-Bozen, dato che il
comune di Dodiciville (Zwölfmalgreien) decise di costituire
un unico comune con Bolzano.
Dal
1918 al 1945
Dopo la prima guerra mondiale Bolzano venne annessa, insieme
al resto dell'attuale Alto Adige, all'Italia. Con l'avvento
del fascismo il territorio di Bolzano venne massicciamente
italianizzato, tanto che oggi è uno dei cinque comuni
a maggioranza italofona (gli altri sono Laives, Salorno,
Bronzolo e Vadena). Il comune di Gries, fino al 1925 autonomo,
venne annesso forzatamente a Bolzano. Nel 1928 venne costituita
la "Provincia di Bolzano". Durante la seconda
guerra mondiale, successivamente all'armistizio italiano,
Bolzano insieme al resto dell'Alto Adige e delle limitrofe
province di Trento e Belluno venne inclusa nella "Operationszone
Alpenvorland" (Zona d'operazione delle Prealpi) creata
da Adolf Hitler (quindi annessa de facto al Reich seppur
appartenente de jure alla Repubblica Sociale Italiana) e
ne divenne la capitale. In questo periodo vennero ripristinati
i toponimi tedeschi anche in città, mantenendo però
il bilinguismo. Purtroppo, nel periodo dell'occupazione
nazista, fu attivo nella periferia cittadina un campo di
concentramento, da cui partirono molti dei treni diretti
ai lager tedeschi.
Dal
1945 ad oggi
Dopo la seconda guerra mondiale Bolzano rimase all'Italia,
ma all'insegna dell'autonomia provinciale: mentre lo statuto
del 1948 privilegiava la regione piuttosto che la provincia,
nel 1972 fu sancita una forte autonomia provinciale e nel
1992 veniva attuato il "Pacchetto". La convivenza
pacifica è stata messa a dura prova soprattutto negli
anni sessanta, con strascichi in quelli settanta e ottanta.
La città subì numerosi attentati da parte
dei cosiddetti "terroristi sudtirolesi", in parte
ancora festeggiati come "combattenti per la libertà"
(Freiheitskämpfer), che la popolazione italiana subì
con grande civiltà senza mai reagire con analoghe
violenze. Le forze dell'ordine risposero fermamente e nel
processo ai terroristi tenutosi a Milano l'avvocato roveretano
Sandro Canestriniriuscì a dimostrare casi di tortura
da parte dei Carabinieri. Vedi anche Befreiungsausschuss
Südtirol. Dalla fine degli anni ottanta la situazione
si è calmata e da allora le violenze a sfondo etnico
sono cessate; indubbiamente sul piano umano e sociale, nonché
politico, la situazione rimane a volte poco serena, con
una tensione sociale latente e continua.
Teatro,
musica e cinema
Negli ultimi anni Bolzano si è sviluppata moltissimo
nel campo teatrale e musicale.
Il
Teatro Stabile, nato nel 1950 è il secondo teatro
stabile d'Italia (successivo solo al Piccolo di Milano,
del 1947) e realizza numerose ed importanti produzioni di
successo; l'omologo in lingua tedesca sono le Vereinigte
Bühnen Bozen (VBB, Teatri riuniti di Bolzano): entrambe
le istituzioni presentano i loro spettacoli nel Nuovo Teatro
Comunale di Bolzano, in piazza Verdi (il Teatro Stabile
anche al Puccini di Merano). Oltre a ciò, la stagione
del Nuovo Teatro Comunale, che dura tutto l'anno, offre
rappresentazioni teatrali, commedie, opera, operette, danza
e musical. Tra le coproduzioni di grande successo vi è
lo spettacolo di danza moderna Steel - The Legend of the
Metal del Teatro Comunale di Bolzano e della Experidance
Productions di Budapest.
A
Bolzano sono presenti numerosi teatri:
Il Nuovo Teatro Comunale, modernissimo edificio inaugurato
nel 1999, è il principale polo teatrale della regione
e dispone di una sala grande con una capienza di 802 posti
e di un teatro studio da 215.
l'Auditorium Haydn è anch'esso stato inaugurato nel
1999 ed ospita numerosi concerti sinfonici, tra cui vi è
il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni.
Ha una sala grande di 641 posti e una piccola di 100.
il Kulturhaus Walther von der Vogelweide (Casa della cultura
Walther von der Vogelweide) è un teatro con 536 posti
e mette in scena spettacoli in lingua tedesca.
il Teatro Cristallo mette in scena spettacoli in lingua
italiana e ha più di 500 posti.
il Teatro Comunale di Gries mette in scena spettacoli in
entrambe le lingue ed ha una capienza di 373 posti.
il Piccolo teatro Carambolage è un importante piccolo
teatro con una capienza di soli 99 posti, ma con un'ampia
offerta di spettacoli e cabaret.
il Teatro Rainerum con una capienza di 400 posti, ogni anno
mette in scena (tra le altre cose) un musical organizzato
da studenti del Liceo Scientifico Europeo Rainerum (dove
si trova il teatro).
Molto numerosi inoltre sono i centri e le sale polifunzionali
e di quartiere o i circoli culturali con un'ampia offerta.
In passato Bolzano aveva un numero di cinema molto alto
e spesso vi venivano proposte prime nazionali, ma attualmente
in città sono presenti solamente 4 sale cinematografiche
(due cinema). Essendo tale situazione inadeguata alle esigenze
della popolazione, negli ultimi anni ci sono stati diversi
progetti di apertura di nuovi cinematografi. In particolare,
i lavori per l'edificazione di un multiplex con 7 sale in
via Galileo Galilei, la cui apertura sarebbe dovuta avvenire
nel corso del 2007, sono attualmente fermi (novembre 2007),
e sembra che l'edificio verrà destinato ad altro
uso. Il proposito di costruire un altro cinema multisala
in via del Macello, invece, non sembra avere alte probabilità
di andare in porto.
Al
momento in città sono presenti i seguenti cinema:
il
Filmclub (ex Capitol) con 3 sale. Offre sia film in italiano
che in tedesco, nonché numerosi film d'essai in varie
lingue ed una programmazione per bambini. Il Filmclub organizza
anche la rassegna cinematografica denominata "Bozner
Filmtage" (Giornate bolzanine del cinema).
l'Eden ha una sola sala e proietta esclusivamente prime
visioni in lingua italiana.
il Cineforum Bolzano, associazione culturale molto attiva
sin dal 1952, non dispone ancora purtroppo di una sua sala.