San
Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia
di Siena. Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro
storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi,
è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è
uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età
comunale. Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche.
Gli assi principali dell'insediamento sono due: uno est-ovest, più
antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava
un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato
(oggi occupato dalla rocca). Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta
San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena.
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente
più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo
e piazza della Cisterna. Affacciate sulle piazze e sulle vie principali
si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile
e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
La risorsa principale della città è il turismo, favorito
anche dalla conveniente dislocazione a metà strada tra Firenze
e Siena. Esso alimenta numerose attività collaterali di artigianato
e di servizio. San Gimignano è una cittadina agricola famosa
per la produzione vitivinicola della Vernaccia e la coltivazione dello
zafferano. La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianhi
più pregiati, viene prodotto in una ristretta zona della Toscana
tra Siena, Pisa e Firenze coincidente con il territorio comunale di
San Gimignano. Esso è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo
ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio di Denominazione
di Origine Controllata (DOC) nel 1966. Al momento nel comune risultano
occupati complessivamente 3.924 individui, pari al 55% del numero complessivo
degli abitanti.
ORIGINI
San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno
dal III secolo a.c., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici
(soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto
sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante 324 m s.l.m.)
dell'alta Val d'Elsa. La prima menzione risale al 929, mentre alla fine
del X secolo si trova citato nell'itinerario lungo la via Francigena
dall'arcivescovo Segerico, che segnalava il "borgo" anche
come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena. Secondo la
tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe
difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.
STORIA
La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli,
dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà
del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.
Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della Francigena,
San Gimignano continuò ad essere un centro emergente, con una
politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle
attività commerciale. Fu in questo periodo che si formarono due
"borghi" al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso
Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova
"via maestra", che vennero inglobati nelle mura con il nuovo
tracciato completato nel 1214. Nel 1199, nel pieno del suo splendore
economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale
rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra
guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli
e Salvucci), ma al XII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo
di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati
prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo
zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) ed all'estero (Francia
e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all'Egitto[2]). Inoltre, al pari
di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura.
La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano,
che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione
delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi
ne rimangono 14). Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti
nel corso del Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla
cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi. Nel
1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255,
la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la
distruzione delle mura. Riacquistata l'indipendenza nel 1261 e tornata
la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi
ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora
la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna
corrispondente ad una porta principale: quella di Piazza, di Castello,
di San Matteo e di San Giovanni. Gli ordini religiosi, appoggiati dal
comune, si insediarono in città a apartire dalla metà
del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani
alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e
le benedettine di San Girolamo presso la Porta San Jacopo (1337). Dall'8
maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante Alighieri come
ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana. Il Trecento fu un secolo
di crisi che non risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte
interne, essa fu pesantemente colpita dalla peste nera e la carestia
del 1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città
stremata si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla
propria autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano. Risale
a quell'anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358 vennero rinforzate
le mura. Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo
furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla presenza
in città di numerosi maestri, senesi o più spesso fiorentini,
chiamati soprattuto dagli ordini religiosi ad abbellire i propri possedimenti.
Lavorarono a San Gimignano Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi,
Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano
Mainardi (nativo di San Gimignano), il Pollaiolo, ecc. Il declino e
la marginalità della città nei secoli successivi furono
le condizioni che permisero la straordinaria cristallizzazione del suo
aspetto medievale. Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire
la particolarità e la bellezza della cittadina, che venne sottoposta
integralmente vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990 è stato
dichiarato dall'Unesco patrimonio culturale dell'Umanità.
DA
VISITARE
Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San
Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di
piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata
da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.
LE
TORRI
San Gimignano è soprattutto famosa per le circa quindici torri
medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il
soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri,
esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel
1580 ed oggi ne restano circa quattordici maggiori, con altre scapitozzate
intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre
del Podestà, detta la Rognosa, che è alta 51 metri, mentre
la più alta è la Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento
del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della
Rognosa, anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli
e Salvucci, non lo rispettarono.
Torre
dei Becci
Torre dei Cugnanesi
Torre del Diavolo
Torri degli Ardinghelli
Torre Rognosa
Torre Grossa
Torre Chigi
Torri dei Salvucci
Torre di palazzo Pellari
Casa-torre Pesciolini
Torre Pettini
Torre duecentesca di via San Giovanni
La quindicesima torre è il campanile della Collegiata.
EDIFICI
STORICI
Palazzo comunale o Palazzo nuovo del Podestà: ospitava anticamente
il podestà, attualmente ospita il museo civico e la pinacoteca,
contenente capolavori di artisti quali Pinturicchio, Benozzo Gozzoli,
Filippino Lippi, Domenico di Michelino, Pier Francesco Fiorentino, eccetera.
Inoltre, sempre all'interno del Palazzo Comunale, è possibile
visitare la sala di Dante con la Maestà di Lippo Memmi ed accedere
alla Torre del Podestà, o Torre Grossa, alta 54m e risalente
al 1311.
Palazzo vecchio del Podestà: usato anticamente per le funzioni
civili prima della costruzione del nuovo palazzo, venne in seguito trasformato
in carcere e poi (nel Cinquecento) in teatro.
Palazzo Pratellesi: tra i più interessanti palazzi nobiliari
della città, risale al Trecento e conserva all'interno un pregevole
affresco cinquecentsco di Vincenzo Tamagni.
Palazzo Razzi
Casa Salvestrini
Palazzo Tortoli
Museo della tortura: Detto anche Museo criminale medioevale conserva
e mostra tutte le tecniche e gli strumenti della tortura medioevale,
strumenti della pena di morte e documenti della Santa Inquisizione.
Spezieria di Santa Fina, con materiale proveniente dalla Spezieria dello
Spedale di Santa Fina, che riproduce l'antica farmacia, con i contenitori
di ceramica e vetro ed i medicamenti.
CHIESE
Chiesa Collegiata: detta anche comunemente il Duomo, terminata nel 1148
è considerata uno dei più prestigiosi esempi di romanico
toscano. Costruita su tre navate, le pareti sono interamente affrescate.
Tra le opere pregevoli ad affresco: San Sebastiano di Benozzo Gozzoli
e le Storie di Santa Fina di Domenico Ghirlandaio nella Cappella di
Santa Fina; tra quelli di scuola senese: Vecchio e Nuovo Testamento
di Bartolo di Fredi e della bottega dei Memmi e Giudizio Universale
di Taddeo di Bartolo. Notevoli le sculture di Giuliano e Benedetto da
Maiano e l' Annunciazione lignea di Jacopo della Quercia.
Chiesa di Sant'Agostino: anche questa chiesa contiene numerosi affreschi,
in particolare la Cappella di Santo Bartolo (Benedetto da Maiano), Storie
della vita di sant'Agostino di (Benozzo Gozzoli), e altri resti di affreschi,
tavole e tele di autori diversi (Benozzo Gozzoli, Piero del Pollaiolo,
Pier Francesco Fiorentino, Vincenzo Tamagni, Sebastiano Mainardi).
Pieve di Santa Maria
Santuario di Santa Maria Assunta
Chiesa del Quercecchio ed ex-Oratorio di San Francesco, ospita il Museo
ornitologico
Chiesa dell'ex Conservatorio di Santa Chiara
Chiesa della Madonna dei Lumi
Chiesa di San Bartolo
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Jacopo al Tempio
Chiesa di San Lorenzo al Ponte
Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Girolamo
Convento di Monte Oliveto
Loggia del Battistero (Oratorio di San Giovanni)
Spedale di Santa Fina
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 7.770 (M 3.831, F 3.939)
Densità per Kmq: 56,0
Superficie: 138,83 Kmq
CAP
53037
Prefisso Telefonico 0577
Codice Istat 052028
Codice Catastale H875
Denominazione
Abitanti sangimignanesi
Etimologia
(origine del nome)
Il nome riflette la venerazione per il santo patrono del paese.
Il Comune di San Gimignano è:
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano
Il
Comune di San Gimignano fa parte di:
Area Geografica: Bacino Idrografico del Fiume Arno
Associazione Città Italiane Patrimonio Mondiale Unesco
Associazione Nazionale Città del Vino
Associazione Nazionale Città dell'Olio
Comuni Confinanti
Barberino Val d'Elsa (FI), Certaldo (FI), Colle di Val d'Elsa, Gambassi
Terme (FI), Poggibonsi, Volterra (PI)
Eventi,
Feste e Sagre
Giallo come l'Oro (fine ottobre - inizio novembre), mostra mercato dello
zafferano di San Gimignano