Prato
è un comune di 185.660 abitanti, capoluogo della provincia omonima.
La città è famosa in Italia e nel mondo per la produzione
tessile. Negli ultimi anni è stata protagonista di un notevole
boom demografico e, attualmente, è la seconda città toscana
(dopo Firenze) e la terza dell'Italia centrale (dopo Roma e Firenze)
per numero di abitanti. Prato
è una città della Toscana nord-orientale e si estende
per circa 100 km². È posta ai piedi del monte della Retaia
(768 metri), ultima cima della Calvana. Il punto più alto del
comune è la cima del monte Cantagrilli (818 metri). L'altitudine
minima è di 32 metri, in corrispondenza delle Cascine di Tavola.
È attraversata dal fiume Bisenzio, affluente dell'Arno. E'
stata inserita (con la relativa provincia) nell' Area metropolitana
fiorentina con la Delibera 130 dell'anno 2000 dal Consiglio Regionale
della Toscana.
CLIMA
Il clima della città è caratterizzato da inverni freddi
e moderatamente secchi (minima assoluta di -13,8°C l' 11 gennaio
1985 secondo i dati del Lamma) ed estati calde e afose (massima assoluta
di +40,0°C il 14 agosto 1985 secondo i dati del Lamma). Le precipitazioni
(circa 950 mm annui secondo i dati del Lamma) si concentrano prevalentemente
in autunno ed hanno un massimo secondario in primavera. Rispetto
alla vicina Firenze e all'area urbana della città di Prato, la
stazione meteorologica di Galceti presenta maggiori caratteristiche
di ruralità, essendo situata a 110 metri s.l.m. sulle prime propaggini
collinari alla periferia nord-occidentale della città. I dati
rilevati, a differenza di quelli del capoluogo toscano, non risentono
pertanto dell'effetto isola di calore nella stagione estiva, mentre
risulta meno incidente l'effetto albedo susseguente ad eventuali nevicate
nella stagione invernale, sia per l'ubicazione della stazione stessa
che per la ventilazione tendenzialmente maggiore.
STORIA
Alcuni
ritrovamenti testimoniano che il territorio collinare circostante Prato
risultava già abitato sin dal Paleolitico. La piana venne successivamente
abitata dagli Etruschi. Grande scalpore ha suscitato la notizia, nel
1998, del ritrovamento dei resti di una città etrusca (fino ad
allora sconosciuta) nell'area di Gonfienti, a ridosso del comune di
Campi Bisenzio: fino a quel momento si pensava che prima del Medioevo
non esistesse nessun insediamento stabile nella zona. Gli scavi hanno
dimostrato che la città, i cui reperti risalgono al VI secolo
a.C., non era affatto piccola, e vi era praticata già a quell'epoca
la tessitura e la filatura. Uno studioso ha addirittura avanzato l'affascinante
ipotesi (basandosi su alcuni toponimi della zona) che questa possa essere
la mitica Camars (o Clusium), patria del re Porsenna, e che in queste
zone possa trovarsi la sua mitica tomba. In effetti la città
aveva assi viari ben pianificati (indicanti quindi una presenza costante
nel territorio di genti etrusche), con unastrada di oltre dieci metri
di larghezza e un'estensione notevole (oltre i 35 ettari). All'interno
di essa è stata rinvenuta una villa di circa 1450 mtq (la più
grande dell'Italia antica), sviluppata sul modello delle domus pompeiane
(ma di alcuni secoli precedente) con una rete di canali idrici e un'eccezionale
quantità di ceramiche greche a figure rosse e nere, su cui spicca
una kilix attribuita a uno dei più importanti artisti greci del
V secolo, (Douris). Indizi sull'esistenza in loco di una città
etrusca erano già stati ipotizzati nel corso del XVIII secolo,
quando vennero raccolti svariati reperti di quell'epoca (tra cui il
cosiddetto "offerente" esposto al "British Museum"),
suggerendo per essa il nome di "Bisenzia", una mitica città
etrusca scomparsasecoli fa. La città, anche se intuibile solo
parzialmente per la rapida urbanizzazione nella sua area, era quasi
certamente collegata commercialmente a Misa-Marzabotto al fine di favorire
gli scambi attraverso l'Appennino, lungo la direttrice che collegava
le città di Spina e Pisa nel corso del VI-V secolo a.C. fino
a decadere quasi improvvisamente al termine del V secolo a.C., per circostanze
ancora non chiare. Infine la piana fu abitata dai Romani (vi passava
la via Cassia, nel tratto che collegava Firenze con Pistoia, sulla via
per Luni). Il territorio dove sorge oggi Prato però era destinato
alla centuriazione e non ad insediamenti umani. Nell'Alto Medioevo la
zona venne occupata da Longobardi e Bizantini. La storia della città
vera e propria è testimoniata a partire dal X secolo, quando
si hanno notizie dei due villaggi distinti di Borgo al Cornio (corrispondente
a quattro strade incrociate a scacchiera appena a sud dell'attuale Piazza
del Duomo) e di Castrum Prati (corrispondente all'area antistante l'attuale
Castello dell'Imperatore e dove si trova il nome di una chiesa intitolata
a
S.Maria
in castello). Questi due nuclei urbani si fusero nel corso dell'XI secolo
ed i signori del Castrum Prati, gli Alberti, ottennero l'investitura
imperiale di "conti di Prato". Nello stesso periodo venne
conclusa l'opera di bonifica della Piana e la costruzione del sistema
idrico, che regolava il corso del fiume Bisenzio (grazie alla pescaia
detta Cavalciotto, presso Santa Lucia, tuttora esistente), e ne incanalava
le acque in una fitta rete di gore, che servivano per far funzionare
le gualchiere, cioè gli opifici tessili. Dopo l'assedio del 1107
da parte delle truppe di Matilde di Canossa, i conti Alberti si ritirarono
nei propri castelli della Val di Bisenzio e l'abitato cominciò
a costituirsi come libero Comune. Per due secoli Prato conobbe una forte
espansione urbana (vennero quasi raggiunti i 15000 abitanti), dovuta
alla fiorente industria della lana e alla forte devozione verso una
reliquia appena giunta: la Sacra Cintola. L'urbanizzazione è
testimoniata dalla necessità di costruire due nuove cerchie di
mura, una intorno alla metà del XII secolo e l'altra a partire
dal 1300. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze,
e alle proprie lotte interne tra le famiglie più possidenti per
il controllo amministrativo, la città si sottomise alla Signoria
di Roberto d'Angiò, re di Napoli. Il 23 febbraio 1351 Giovanna
d'Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini
d'oro, e a quest'ultima città rimase successivamente legata fino
ai giorni nostri. Nonostante la perdita della libertà, Prato
continuò a svilupparsi nei secoli seguenti, seguendo le sorti
di Firenze, prima sotto la dinastia dei Medici, quindi
con la Repubblica Fiorentina dal 1494. A causa di questo, l'esercito
della Lega Santa (creata fra il Papa Giulio II e gli Spagnoli) cinse
d'assedio sotto il comando di Raimondo de Cardona, conquistò
e devastò Prato il 29 agosto 1512. Tale saccheggio (noto come
Sacco di Prato) segnò profondamente la vita della città
e l'inizio del declino, che durò per circa due secoli. Nel 1653
Prato ottenne finalmente il tanto ambito status di Città e di
Diocesi (quest'ultima era limitata soltanto all'interno delle mura cittadine
e con il Vescovo in comunione con Pistoia). Tale titolo diede un nuovo
sviluppo all'economia e all'urbanizzazione locale: per l'occasione venne
fatta realizzara la Fontana del Bacchino? da Ferdinando Tacca. Nel XVIII
secolo, con la salita dei Lorena alla guida del Granducato di Toscana,
la città venne abbellita e conobbe anche un notevole sviluppo
culturale, che veniva promosso dagli stessi granduchi. Dopo l'Unità
d'Italia si ebbe una fortissima industrializzazione (soprattutto nel
settore tessile) e cominciò un'incredibile crescita demografica,
che fece uscire la città dalla cerchia di mura trecentesche e
la portò ad inglobare pian piano i borghi circostanti, con la
popolazione cittadina passata dai 50000 abitanti del 1901 agli oltre
180000 del 2001. Per descrivere l'industra tessile della città,
lo storico Emanuele Repetti nell'Ottocento definì Prato "la
Manchester della Toscana". Inoltre, la concentrazione di opifici
tessili era così elevata che Prato divenne famosa come la città
dalle cento ciminiere. Nel secondo dopoguerra, quando il progresso tecnologico
rese obsoleti i vecchi opifici, le grandi ciminiere in mattoni sparirono,
tranne alcune che sono tutt'ora in piedi in quanto reperti di archeologia
industriale, come quella della Cimatoria Campolmi. Dopo la consistente
immigrazione proveniente dal Sud degli anni sessanta e settanta, a partire
dagli anni novanta, la città è stata meta di una immigrazione
extracomunitaria molto consistente. Fino
al 1992 Prato, come tutti gli altri comuni della sua provincia, faceva
parte della provincia di Firenze. Quell'anno furono istituite 8 nuove
province in Italia, tra cui quella di Prato, al fine di meglio amministrare
un territorio in crescita continua di abitanti.
MONUMENTI
Duomo, dedicato a santo Stefano: la chiesa, a tre navate, è costruita
in marmo bianco e verde. L'attuale struttura risale al XII secolo, con
rifacimenti successivi. Vi è conservata la reliquia della sacra
Cintola. Le opere più importanti sono il pulpito esterno (costruito
da Michelozzo e decorato da Donatello), gli affreschi di Filippo Lippi
(nella Cappella Maggiore), di Paolo Uccello (nella Cappella dell'Assunta),
e di Agnolo Gaddi (nella Cappella della sacra Cintola)
Palazzo Pretorio: nel Medioevo era la sede del Podestà. Nacque
nel XIII dalla fusione di tre edifici preesistenti. Nel Cinquecento
venne aggiunto l'attuale coronamento merlato ed il campanile a vela.
Vi ha sede il Museo Civico.
Palazzo Comunale
Castello dell'Imperatore e Cassero
MUSEI
Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci
Museo Civico
Palazzo Comunale
Museo dell'Opera del Duomo
Museo del Tessuto
Museo della Deportazione (a Figline)
Museo del Centro di Scienze Naturali
Galleria di Palazzo degli Alberti
Museo di Scienze Planetarie
Museo di Pittura Murale
MANIFESTAZIONI
Corteggio Storico
A Prato si celebra l'8 settembre, giorno della natività della
Madonna. Per rendere omaggio alla Sacra Cintola, ogni anno si svolge
il Corteggio Storico, cioè la sfilata in costume lungo le vie
del centro, a cui partecipano gli armati di Città, il Corpo dei
Valletti Comunali e altre centinaia di figuranti provenienti da varie
città d'Italia. La processione termina in Piazza del Duomo, dove
si ha l'evento più solenne della giornata: l'ostensione del Sacro
Cingolo.
Il
programma della festa è arricchito da varie esibizioni che si
tengono per tutta la giornata in vari punti del centro storico, Ad esempio
l'esibizione degli sbandieratori, la gara di tiro con l'arco, il mercato
medievale con rievocazioni degli antichi mestieri e tradizioni, gli
spettacoli musicali, i fuochi d'artificio.
PratoEstate
Tutte le estati, in città, nelle principali piazze ed al Castello
dell'Imperatore hanno luogo eventi come concerti, spettacoli teatrali,
cinema all'aperto. La rassegna ha inizio a giugno e termina a settembre.
ECONOMIA
L'economia di Prato è storicamente basata sull'industria tessile,
anche se con il crescere degli abitanti essa si è diversificata,
destinandosi prevalentemente nei servizi, tra i quali spiccano quelli
bancari, assicurativi e delle libere professioni.
Nonostante
i diversi monumenti presenti nel centro storico, Prato non vanta una
fiorente tradizione turistica, anche se negli ultimi anni è aumentato
il numero di visitatori, anche stranieri.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 172.499 (M 83.695, F 88.804)
Densità per Kmq: 1.767,6 (Censimento Istat 2001)
CAP
59100
Prefisso Telefonico 0574
Codice Istat 100005
Codice Catastale G999
Denominazione
Abitanti pratesi
Santo Patrono Santo Stefano
Festa Patronale 26 dicembre
ETIMOLOGIA
Fu chiamato così dai suoi fondatori, che acquistarono una terra
privata e vi posero la loro dimora. Dal 1863 al 1931 fu associato al
nome la specifica in Toscana.
Il Comune di Prato fa parte di:
Area Geografica: Bacino Idrografico del Fiume Arno
Associazione delle Città d'Arte e Cultura (CIDAC)
Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS
Località e Frazioni di Prato
Canneto, Carteano, Casale, Castelnuovo, Colonica, Figline, Filettole,
Fontanelle, Galciana, Iolo, Maliseti, Mazzone, Pacciana-Lastre, Paperino,
San Paolo
Comuni Confinanti
Agliana (PT), Calenzano (FI), Campi Bisenzio (FI), Carmignano, Montemurlo,
Quarrata (PT), Vaiano
Musei nel Comune di Prato
Museo Civico: Quadreria di Palazzo Comunale
Museo della Pieve di San Pietro
Museo dell'Opera del Duomo
Museo del Tessuto
Museo di Pittura Murale
Castelli
e Fortificazioni
Castello dell'Imperatore
Ville
e Palazzi
Villa di San Leonardo al Palco
Villa Rucellai, in Via di Canneto
Palazzo degli Alberti
Palazzo Verzoni Bizzocchi, in Via Santa Trinità
Palazzo degli Spedalinghi, in Piazza dell'Ospedale
Fontane
a Prato
Fontana del Bacchino, in Piazza del Comune
Chiese
e altri edifici religiosi pratesi
Chiesa di San Fabiano, in Via di Gherardo
Santuario Santa Maria delle Carceri
Santuario Madonna del Sacro Cingolo
Pieve di Sant'Ippolito (a Galciana)
Pieve di San Pietro Apostolo, in Via Vecchia Cantagallo
Duomo o Cattedrale di Santo Stefano
Chiesa di San Francesco, in Piazza San Francesco
Chiesa di San Domenico, nell'omonima piazza
Chiesa di San Bartolomeo, in Piazza Mercatale
Chiesa dello Spirito Santo, in Via Giuseppe Silvestri
Chiesa di San Pier Forelli, ottocentesca, nell'omonima piazza
Teatri
Teatro Metastasio
Teatro La Baracca
Teatro Fabbricone
Politeama Pratese
Cantieri Culturali ex Macelli - "Officina Giovani"
Stadi
di Calcio
Stadio Comunale Lungobisenzio
Eventi,
Feste e Sagre
Ostensione della Sacra Cintola della Madonna e Corteggio Storico (8
settembre), con giochi di bandiera e esibizione di tiro con balestra
antica
Il
comune è gemellato con
Ebensee (Austria), dal 1987