Pescia
è un comune di 17.421 abitanti in provincia di Pistoia. La città
di Pescia, limite nord-orientale della Piana di Lucca e confine nord-ovest
della Valdinievole, si trova in provincia di Pistoia nella Toscana settentrionale,
fra Lucca e Firenze, sulle rive del Torrente Pescia; è rinomata
per la floricoltura e per il commercio dei fiori, per la frazione di
Collodi, la località dove Carlo Lorenzini (Carlo Collodi, Pinocchio)
trascorse parte dell'infanzia, e per il Palio dei Rioni, gara di tiro
con l'arco con relativo corteggio storico che vi si tiene ogni prima
domenica di settembre.
ETIMOLOGIA
Un'antica interpretazione del nome lo riconduce a picea, ossia pece.
Più probabilmente il nome deriva dal torrente che scorre nei
pressi, il cui nome deriva dal termine longobardo pehhia da pahhi, ruscello.
DA
VISIATARE
Gli edifici cittadini principali sono il Palazzo del Vicario (sec. XIII-XIV),
attuale sede del municipio comunale, con la sua torre campanaria, il
Palagio o Palazzo del Podestà (edificato tra il XII ed il XIII
secolo, è ora sede della Gipsoteca Libero Andreotti),
la Villa Sismondi (sede della Biblioteca comunale), il Duomo (intitolato
a Santa Maria Assunta), la chiesa di San Francesco in stile gotico,
il Teatro comunale Giovanni Pacini (disegnato dall'architetto pesciatino
Giovanni Antonio Tani nel 1717 e poi più volte ristrutturato),
l'Ospedale (edificato in diverse epoche e dedicato ai Santi Cosma e
Damiano) e la Villa e Giardino Garzoni (sec. XVI) a Collodi. Per l'architettura
moderna sono rilevanti il Mercato dei Fiori Vecchio che si riallaccia
ai temi del razionalismo italiano del secondo dopoguerra (disegnato
da un team di architetti diretti da Leonardo Savioli e Leonardo Ricci
e realizzato nel 1951) ed il Comicent, attuale sede del mercato dei
fiori, progettato nel 1968 e realizzato nei pressi della stazione ferroviaria
cittadina. All'interno
della citata chiesa di San Francesco si conserva una pala d'altare del
pittore lucchese Bonaventura Berlinghieri, dipinta nel 1235 e rappresentante
sei episodi della vita di San Francesco d'Assisi. Particolare interessante
di questo dipinto è che risulta essere uno dei pochissimi realizzati
da un contemporaneo del Santo e giunto fino a noi; si ritiene, quindi,
che tale opera possa raffigurare un'immagine prossima a quella originale
del Santo. Il
centro storico di Pescia è diviso in quattro quartieri: Ferraia
(Piazza Mazzini, Ruga degli Orlandi, Piazza Santo Stefano), San Francesco
(Piazza San Francesco, via Cesare Battisti, Ricciano), Santa Maria (Piazzetta
Ducci - popolarmente nota come "Sdrucciolo del Duomo", via
Giuseppe Giusti, via Giovanni XXIII) e San Michele (Borgo della Vittoria,
via Giovanni Amendola, Casacce); i quattro quartieri si sfidano a settembre
nel Palio dei Rioni. Nella
località di Collodi, oltre alla Villa Garzoni, è presente
il Parco di Pinocchio progettato da Pietro Porcinai con opere di Emilio
Greco (Pinocchio e la Fata), Venturino Venturi (Piazzetta dei Mosaici),
Pietro Consagra (il Carabiniere, il Gatto e la Volpe e il Serpente),
Marco Zanuso e Augusto Piccoli (il Grande Pescecane). All'esterno del
Parco, Giovanni Michelucci ha disegnato la struttura dove ha sede il
ristorante "Osteria del Gabero Rosso". Oltre a Collodi, nel
territorio pesciatino si trovano le frazioni (castella) di Pietrabuona,
Medicina, Fibbialla, Aramo, San Quirico, Castelvecchio, Stiappa, Pontito,
Sorana e Vellano; queste località si arroccano sulle colline
pre-appennininche che Giovan Carlo Leonardo Sismondi definì "Svizzera
Pesciatina" per la somiglianza con le montagne della sua terra
natale. Queste antiche località posseggono tutte uno schema ben
definito: sono esposte a sud, sono protette da mura (in molti casi andate
distrutte) ed una torre di avvistamento che nel tempo ha visto mutare
la sua funzione in residenza o in torre campanaria. Interessante
è anche la Villa La Guardatoia.
ECONOMIA
Le attività industriali prevalenti nel territorio pesciatino
sono: la già citata produzione floricola (garofani, gerbere)
e la produzione della carta. Grazie al commercio dei fiori Pescia ha
avuto nel corso del XX secolo uno sviluppo notevole che l'ha portata
ad avere contatti con tutto il mondo. La produzione della carta, invece,
ha radici più antiche tanto da contendere a Fabriano ed Amalfi
il primato della più antica cartiera italiana; a questo proposito
a Pietrabuona è presente il Museo della Carta, mentre nelle valli
della Svizzera pesciatina sono tuttora attive alcune importanti cartiere.
Inoltre,
nella Svizzera e lungo il greto del Torrente Pescia vengono coltivati
i fagioli di Sorana, fagioli cannellini dalla buccia molto sottile che
hanno ottenuto dalla Comunità europea il marchio Igp - Indicazione
geografica protetta.
CENNI
STORICI
Storicamente Pescia si è sviluppata a partire da due nuclei funzionali
differenti: quello dedicato alla vita pubblica ed al commercio si affaccia
sulla riva destra del Torrente Pescia di Pescia, quello dedicato alle
attività religiose e monastiche, invece, si estende sulla riva
sinistra. Il primo nucleo si concentra simbolicamente nella grande Piazza
Mazzini, nel Palagio e nei torrioni, il secondo nel Duomo e nella Porta
Fiorentina (1732); i due centri, attorno ai quali si sviluppano una
fitta rete di vicoli e rughe, sono connessi fra loro dal caratteristico
Ponte del Duomo. Secondo alcuni ritrovamenti archeologici e testimonianze
scritte, si presume che Pescia sia stata fondata dai longobardi, che
qui vi posero un insediamento. E appunto il nome del fiume omonimo prima
e dell'insediamento poi deriva da uno storpiamento in latino di una
parola longobarda, pehhia, dalla radice germanica *bak- che significa
fiume, torrente. Poco più di tre secoli dopo la fondazione dell'abitato,
Pescia, indipendente, rimase coinvolta quindi negli scontri tra guelfi
e ghibellini. Di parte ghibellina, venne a scontrarsi con Lucca, di
parte guelfa, e venne invasa e distrutta nel 1281, ma già pochi
anni dopo cominciò la ricostruzione con l'aiuto degli stessi
lucchesi. Durante il medioevo Firenze e Lucca si contesero la città,
il cui comune sorgeva al confine tra le due repubbliche. Dopo un tentativo
d'invasione fallito da parte di Pisa, la città passò sotto
il dominio della Repubblica di Firenze. L'economia della città
si basava principalmente sull'allevamento del gelso e del baco da seta,
di cui si racconta che sia stato importato segretamente dall'Oriente
per la prima volta in Europa proprio da un frate pesciatino. Il 19 febbraio
1699 il Granduca di Toscana Cosimo III de' Medici la elevò al
rango di città; a lui i pesciatini dedicarono la Porta Fiorentina,
una porta cittadina sul modello di un arco di trionfo, situata sulla
strada che, uscendo dal centro cittadino, prosegue verso Firenze. Napoleone
Bonaparte transitò con il suo esercito nella Valdinievole e sostò
a Pescia; ordinò però la riconversione della produzione
agricola, facendo sostituire la tradizionale produzione della seta con
la barbabietola da zucchero per l'approvvigionamento del suo esercito,
arrecando grave danno all'economia cittadina. In seguito all'unione
del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana nel 1849, Pescia e la Valdinievole
vennero inseriti nel compartimento di Lucca, che in seguito all'unificazione
italiana divenne la provincia di Lucca. La città rimase in ambito
lucchese fino al primo dopoguerra quando, in seguito alla creazione
della provincia di Pistoia, l'8 gennaio 1927 venne deciso il passaggio
della Valdinievole alla neonata provincia. I bombardamenti della Seconda
Guerra Mondiale danneggiarono molto gravemente Pescia, poiché
si trovava a ridosso della linea Gotica e le truppe naziste in ritirata
minarono vari edifici del centro abitato e fecero saltare tutti i ponti
sul fiume. Pescia è tra le Città decorate al Valor Militare
per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito
della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue
popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante
la seconda guerra mondiale. In seguito la città si riprese rapidamente,
e venne costruito il Mercato dei Fiori Vecchio e in seguito il Mercato
dei Fiori Nuovo, iniziando il commercio dei fiori nel mondo.
DATI RIEPILOGATIVI
Residenti: 17.428 (M 8.351, F 9.077)
CAP
51017
Prefisso Telefonico 0572
Codice Istat 047012
Codice Catastale G491
Denominazione
Abitanti pesciatini
Santo Patrono Santa Dorotea
Festa Patronale Mercoledì delle Ceneri
Numero
Famiglie (2001) 6.937
Numero Abitazioni (2001) 8.229
Il Comune di Pescia è:
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano
Il
Comune di Pescia fa parte di:
Area Geografica: Bacino Idrografico del Fiume Serchio
Area Geografica: Bacino Idrografico del Fiume Arno
Area Geografica: Val di Nievole
Comunità Montana Appennino Pistoiese
Località e Frazioni di Pescia
Alberghi, Aramo, Castellare, Castelvecchio, Collodi, Fibbialla, Medicina,
Pietrabuona, Ponte all'Abate, Pontito, San Quirico, Sorana, Stiappa,
Vellano, Veneri
Comuni Confinanti
Bagni di Lucca (LU), Buggiano, Capannori (LU), Chiesina Uzzanese, Marliana,
Massa e Cozzile, Montecarlo (LU), Piteglio, Uzzano, Villa Basilica (LU)
MUSEI
Museo del Palazzo del Podestà e Gipsoteca "Libero Andreotti"
Museo Civico di Scienze Naturali ed Archeologia della Valdinievole
EDIFICI
STORICI
Villa Guardatoia
Palazzo Galeotti, in Piazza Pelagio
Palazzo dei Forti (a Ruga degli Orlandi)
AREE
VERDI
Giardino Storico e Villa Garzoni
Parco di Pinocchio (a Collodi)
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa di Santa Maria Assunta (a Stiappa)
Duomo, conserva un trittico di Luca della Robbia
Chiesa di San Francesco, nell'omonima piazza
Chiesa della Santissima Annunziata (a Ruga degli Orlandi)
Chiesa dei Santi Stefano e Nicolao, in Piazza Santo Stefano
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (a Sorana)
Chiesa dei Santi Andrea e Lucia (a Pontito)
Chiesa di Santa Maria Maddalena
TEATRI
Teatro G. Pacini
MANIFESTAZIONI
Palio dei Rioni (prima domenica di settembre)
Festa del Fagiolo di Sorana (ultimo weekend di agosto)
Cittadini
Illustri
Libero Andreotti (1875 - 1933), scultore