Montelupo
Fiorentino è un comune di 11.212 abitanti della provincia di
Firenze. Famoso per la produzione di ceramiche e vetro. Il territorio
si presenta prevalentemente collinoso ed è attraversato dal torrente
Pesa che, proprio in territorio comunale, confluisce nell'Arno.
FRAZIONI
Sulle colline attorno a Montelupo sorgono le frazioni di Pulica, Turbone,
Botinaccio e Sammontana (da cui prende il nome la famosa industria di
gelati). Le frazioni in pianura sono, invece: Samminiatello (già
San Miniatello), Camaioni, Citerna, Erta, Fibbiana, Graziani, La Torre,
Ambrogiana e San Quirico.
STORIA
La frequentazione dell'area di Montelupo non ha soluzione di continuità
fino dal Paleolitico. Di ciò sono testimoni le numerose stazioni
preistoriche che sono state individuate negli ultimi venti anni nel
territorio comunale.
Della frequentazione in età classica si ha testimonianza attraverso
varie sepolture etrusche recentemente emerse nell'area del Centro Storico
cittadino e con la scoperta di una Villa romana di età repubblicana.
Il luogo era noto come "Mansio ad Arnum", come risulta anche
dalla Tabula Peutingeriana, ed è probabile che nella zona ci
fosse un ponte che, in età romana, permetteva il superamento
del fiume Arno.
Con la crisi del V e VI secolo, a fronte della minaccia rappresentata
dalle orde barbariche, la popolazione abbandonò le pianure per
raggiungere le alture della zona. Il fenomeno raggiunse il suo apice
durante il X secolo, al tempo delle lotte per il potere delle grandi
famiglie Guidi, Cadolingi e Alberti. Questi ultimi realizzarono nella
zona una fitta rete di strutture militari, di cui facevano parte le
postazioni di Capraia e Montelupo.
Alla fine del XII secolo, inizia la fase di espansione di Firenze che,
nella zona, trovò la fiera opposizione dei Conti Alberti. All'inizio
del XIII secolo, la postazione di Montelupo viene distrutta dai Fiorentini,
che, sullo stesso luogo, edificarono un "castello" murato,
vero e proprio simbolo della dominazione sul territorio.
Verso la fine del XIV secolo, Montelupo (che non ha mai avuto la denominazione
di Malborghetto, vera e propria invenzione romantica) diventò
un "borgo murato" del contado fiorentino. Le mura vennero
costruite nel 1348 (anno della peste nera) e al 1414 risale lo Statuto
del Potestà.
Fino a tutto il XVI secolo, Montelupo visse la sua "epoca d'oro".
Verso la metà del XVII secolo, complice anche la peste che colpì
duramente anche questa zona, iniziò il periodo di decadenza che,
irreversibilmente, portò Montelupo ad un drastico ridimensionamento,
che toccò il suo culmine alla fine del XVIII secolo.
Da allora e fino al 2° dopoguerra, Montelupo si trovò "a
margine" di tutto. Il paese è stato scosso nell'ultima metà
del novecento da alcuni eventi naturali a carattere disastroso. I più
rilevanti sono le alluvioni del 1949 e 1966 e quella del 1992. In questi
3 eventi infatti, l'Arno, a nord di Montelupo, e la Pesa, torrente adiacente,
esondarono sommergendo fin sotto 4 metri d'acqua il paese (2 metri nel
1992). Montelupo è stato uno dei centri di produzione ceramica
più importante del Rinascimento, a livello italiano ed europeo.
La storia inizia alla fine del Duecento, con la produzione di manufatti
con decorazione di ispirazione ispano-moresca (motivi blu e decorazione
a prevalenza verde).
Da allora, e per più di tre secoli, le fornaci si sono moltiplicate
all'interno delle mura cittadine (costruite a metà del Trecento),
fino a superare le 50 unità alla fine del Quattrocento. Il livello
di produzione fu tale che necessitò un Editto del Potestà
per vietare che le enormi quantità di scarti e residui di lavorazione
venissero gettate nell'adiacente Fiume Pesa, onde evitare che potesse
esserne deviato il flusso.
Verso la metà del Quattrocento, Montelupo divenne protagonista
del fenomeno della "circolazione delle tecniche e del sapere"
che caratterizzò quel periodo storico: artisti montelupini andarono
a lavorare a Faenza e a Cafaggiolo ed è documentata la presenza
di ceramisti di Montelupo anche a Caltagirone, dove dettero nuovo impulso
alle relative tradizioni ceramiche che continuano ancora oggi.
Alcuni pezzi di ceramica montelupina sono stati ritrovati nei siti archeologici
dell'America Centrale connessi con i primi insediamenti Europei nella
zona, così come nelle Filippine e in Scozia.
Montelupini sono alcuni fra i più begli esempi di maiolica rinascimentale
istoriata che fanno bella mostra di sé nei più importanti
musei del mondo (Cluny e Victoria and Albert Museum, per dirne alcuni),
anche se, spesso, con etichette e didascalie non propriamente corrette.
E dalla produzione istoriata nacque il decoro montelupino sicuramente
più famoso, ossia i secenteschi "Arlecchini", raffigurazioni
satirico-naif dei personaggi allora più famosi e temuti, i Lanzichenecchi
al soldo di Carlo V.
Alla fine del Seicento, dopo che fu terminata la produzione di splendidi
manufatti per le Farmacie fiorentine dei domenicani di San Marco e di
Santa Maria Novella, iniziò il lento ma inesorabile declino della
produzione ceramica di Montelupo. Soltanto grazie alla produzione di
"pentole" di Capraia la tradizione sopravvisse durante il
XVIII e XIX secolo. La memoria della grande ceramica di Montelupo, così,
si perse. Fino al 1977, quando alcuni archeologi dilettanti (che dettero
poi vita al Gruppo Archeologico di Montelupo Fiorentino) scoprirono,
all'interno del Castello che dominava il borgo medievale, la bocca di
un grande Pozzo (il "pozzo dei lavatoi"), pieno zeppo di frammenti
di ceramica. Approfondimenti sul tema, sul sito ufficiale del Museo
Archeologico e della Ceramica di Montelupo.
ECONOMIA
Di rilievo (e di antica tradizione, come visto) la lavorazione della
ceramica (terracotta, maiolica e gres), quella del vetro (più
di mille addetti nel settore negli anni '80) e la produzione di colori
e pigmenti ceramici. Sia l'industria ceramica che quella del vetro entrarono
in una fase di gravissima crisi alla fine degli anni '80. Un esempio
è il caso della vetreria VAE, azienda leader in Italia per la
produzione di vetro artistico da illuminazione, una delle più
prospere realtà economiche montelupine con circa 110 addetti
e circa 10 miliardi di lire di fatturato annuo nel 1990, chiusa nel
1995 e completamente demolita nel mese di febbraio 2007.
La crisi ebbe il suo culmine negli anni '90 del secolo scorso. Ad essa
sopravvisse solo un'azienda vetraria (sulle 15 degli anni '80) e poche
ceramiche, molte delle quali, nel frattempo, avevano lasciato il territorio
comunale per trasferirsi in altre località. La ripresa è
stata lenta, ed ha trovato il suo motore trainante nel Museo della Ceramica
ed nella riscoperta della grandezza rinascimentale delle ceramiche di
Montelupo. Essa ancora non ha trovato il suo compimento: il numero totale
di addetti rimane largamente al di sotto di quello dei "favolosi
anni '70", ma, anche grazie ad una scelta "di qualità"
che ha contraddistinto ed accumunato la produzione delle aziende ceramiche
e vetrarie nell'ultimo periodo, i risultati economici sono incoraggianti,
e le prospettive sembrano positive.
7198
MONTELUPO
" 7198 Montelupo " è un asteroide al quale Maura Tombelli,
l'astrofila scopritrice, ha dato il nome del proprio Comune di nascita
e residenza. Il pianetino fu dal lei scoperto la notte del 16 gennaio
1994 insieme all'astronomo Andrea Boattini.
EDIFICI
RELIGIOSI
Pieve di San Giovanni Evangelista
Chiesa di San Lorenzo
Oratorio della Misericordia o dello Spirito Santo
Chiesa dei Santi Quirico, Lucia e Pietro d'Alcantara
Oratorio dell'Erta
Chiesa di San Miniato
Chiesa di Santa Maria
EDIFICI
STORICI
Villa Medicea dell'Ambrogiana
MUSEI
Museo della Ceramica
Museo Archeologico
MANIFESTAZIONI
Festa della Ceramica - si svolge nel capoluogo l'ultima settimana del
mese di giugno
Festa del vetro - si svolge nella frazione di Torre
Festa della terracotta - si svolge nella frazione di Samminiatello
Sagra della pesca - si svolge nella frazione Fibbiana
Sagra contadina - si svolge nella frazione di Sammontana nel mese di
luglio.