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ITALIA
DA VIVERE
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Gambassi Terme
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Gambassi Terme è un comune di 4.863 abitanti della provincia di Firenze. STORIA Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo il territorio di Montaione subì diverse variazioni nella sua superficie, prima con l'aggregazione delle frazioni di Castelnuovo e Coiano a Castelfiorentino nel 1876 e poi con la "indipendenza" della popolosa frazione di Gambassi (insieme a Varna, Catignano e Il Castagno) nel 1917. Il distacco di Gambassi è in realtà solo il clamoroso finale di una questione che rimontava ad almeno ventanni prima. Già nel 1897 il sindaco di Montaione, il Conte Andrea da Filicaja Dotti, eletto nelle elezioni del 1896 in una lista apartitica montaionese ma con moltissimi voti di Gambassi, faceva notare che la frazione di quest'ultima frazione era ingiustamente discriminata sia nel numero di seggi in consiglio comunale -assolutamente non proporzionale alla popolazione- sia nei servizi che nelle manutenzioni. Da una Memoria del Sindaco agli Elettori del 13 marzo 1897: «Gambassi ha bisogno del Telegrafo, difetta dilluminazione, desidererebbe una Piazza di cui è mancante come anche una seconda Condotta Medica, ha i lastrici dellabitato esaurienti e le fognature mal fatte e che mai servirono allo scopo e danneggiano i fondi delle case a contatto; la viabilità della frazione lascia oltre ogni dire a desiderare, i Camposanti sono tenuti deplorevolmente». Egli pone tutto il suo impegno nel tentare di dimostrare ai montaionesi che la discriminazione della popolosa frazione di Gambassi non era cosa corretta né intelligente ed ai gambassini che il distacco da Montaione sarebbe stato (come in effetti fu) un suicidio economico; la propaganda per il distacco di Gambassi poneva laccento sul fatto che la frazione di Gambassi dava in tasse al comune più di quanto il comune spendesse direttamente per detta frazione. Dunque faceva pensare ai gambassini (che in quel periodo erano chiamati gambassesi) che in caso di distacco il comune di Gambassi sarebbe stato fortemente in attivo. In realtà le voci di bilancio per i servizi comuni a tutte le frazioni -impiegati comunali etc.- venivano addebitate solo al capoluogo e non alle frazioni e dunque al momento che Gambassi avesse dovuto -come dovette- organizzare uffici comunali e servizi generali, questo ipotetico avanzo di cassa si sarebbe tramutato -come si tramutò- solo in un disastroso deficit. Argomenti come quelli citati non sono adatti alla politica, così i due schieramenti preferirono parlare di popoli che liberamente scelgono il proprio radioso avvenire e di Integrità territoriale come bene primario piuttosto che di fatti concreti. Quegli argomenti reali, portati dal Sindaco da Filicaja Dotti prestarono il fianco dal lato montaionese alle accuse di interessi privati (l'azienda di proprietà del da Filicaja sarebbe ricaduta parte in Gambassi e parte in Montaione e se la Villa era in Montaione, la maggior parte dei terreni sarebbero stati in Gambassi) dal lato gambassino allaccusa di dare eccessivo valore alleconomia sottomettendo ad essa la libera determinazione dei popoli. Così, Gambassi si eresse in Comune autonomo con tutti gli svantaggi per la popolazione residente nei due comuni che possiamo immaginare (diminuzione dei servizi, aumento delle imposte locali etc). Tutti i progetti di modernizzazione per il Comune di Montaione proposti al Parlamento Italiano dallinstancabile Sindaco, progetti che ponevano laccento sulle dimensioni territoriali, e quindi limportanza, del Comune naufragarono (tra questi la costruzione di un ospedale statale con servizio di primo soccorso ed altri). PARCO Il giardino si estende nella zona a sud-ovest rispetto al paese e insieme alla parallela via Garibaldi, costituisce il cuore del centro urbano. In passato il giardino formava l'ampio cortile della villa Sinnai. Nel 1916, la proprietà venne acquistata dalla famiglia Niccoli, che arricchì il parco attraverso l'introduzione di varie essenze esotiche, portate dal proprietario al ritorno dai suoi viaggi in Africa. A causa del crollo finanziario della famiglia il comune riuscì, tra il 1936 e il 1938, ad acquistare il grande "Podere Giardino". Tra le piante più considerevoli e imponenti vi sono: pini neri, robinie, ippocastani, lecci, cipressi e faggi rossi. EDIFICI RELIGIOSI Santa
Cristina Chiesa
di Cristo Re (o dei Santi Jacopo e Stefano) Chiesa
di San Giovanni a Varna Pieve
di Santa Maria Assunta (Gambassi Terme) Badia
di San Pietro a Cerreto
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