Cutigliano
è un comune italiano di 1.621 abitanti della provincia
di Pistoia in Toscana. È inserito tra I borghi più
belli d'Italia.
ETIMOLOGIA
Deriva dal nome latino di persona Cutilius o Acutilius con
l'aggiunta del suffisso -anus che indica possesso.
LA
CHIESA DELLA MADONNA DI PIAZZA
Risale al secolo XV e si presenta ad una sola navata: sul
suo altare maggiore è collocata una robbiana raffigurante
la Madonna col Bambino e i Santi Antonio Abate e Bernardino
da Siena, attribuita a Benedetto Buglioni e databile al
1510 circa.
LA
CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
Fu teatro nel 1537 di una delle più efferate stragi
nella storia delle lotte fra Panciatichi e Cancellieri.
A seguito di questo evento fu distrutta da un incendio e
ricostruita nella seconda metà del secolo XVI. Conserva
alcune notevoli opere: la Circoncisione (1620) di Giovanni
da San Giovanni; la Nascita della Vergine di Nicodemo Ferrucci,
affiancata da due sculture in terracotta policroma di bottega
del Sansovino; la Madonna del Rosario di Matteo Rosselli;
la Madonna del Carmine di Onorio Mariani; il San Michele
di Alessio Gemignani; la Madonna col Bambino, San Giovannino
e quattro santi di Giovan Battista Volponi; un Miracolo
di San Bartolomeo (1570) di Sebastiano Vini.
MUSEI
Museo della Gente dell'Appennino Pistoiese
EDIFICI
STORICI
Palazzo dei Capitani della Montagna
ORIGINI
E CENNI STORICI
Cutigliano si affaccia alla porta della storia intorno all'anno
mille; sono di questo periodo infatti i documenti storici
più antichi che si trovano nell'Archivio di Stato
di Pistoia. Alcune costruzioni risalgono all'epoca del feudalesimo
e l'architettura di Cutigliano fu influenzata da questo
periodo, con la costruzione di varie torri (a Montestuccioli,
a Cacioli ed alla Cornia), posizionate nei punti dominanti
e strategici; a quell'epoca Cutigliano apparteneva al Comune
di Lizzano, il più importante della Montagna Alta,
con un governatore separato ed indipendente dalla città
di Pistoia. Nessun documento indica con esattezza l'anno
in cui Cutigliano si divise dal Comune materno; certamente
non prima dell'anno 1255, anno in cui alcuni uomini di Cutigliano
vennero eletti, tra gli altri, per amministrare il Comune
di Lizzano; si ritiene che la scissione sia avvenuta intorno
al 1300. Cutigliano dovette affrontare dure battaglie per
mantenere la propria libertà: fra le più cruente
si ricordano quelle avvenute, nel periodo intercorrente
tra gli anni 1320 e 1330, per sconfiggere ad allontanare
dal proprio territorio Castruccio di Antelminelli, Capitano
Generale di Guerra dei Lucchesi e, sucessivamente, gli scontri
avvenuti con i ribelli della Valdinievole che, rifugiatisi
nel castello di Lucchio, insediavano i popoli della Montagna
Alta, rivolta sedata nel 1330 dal Capitano Angiolo Panciatichi.
L'origine del Capitano di Montagna è incerta. Alcuni
autori la fanno risalire all'anno 1330 con Angiolo Panciatichi;
la sua residenza all'inizio fu a San Marcello e solo successivamente
si alternò con gli altri paesi. Secondo il Fioravanti
l'origine dei Capitani risale al 1358, dopo la ribellione
dei popoli della Montagna Alta, in quanto Pistoia, constatato
che il governo, attraverso i Potestà, non dava i
risultati voluti, mise un solo ministro, con il titolo appunto
di Capitano della Montagna, il quale scelse come residenza
Castel di Mura; nel 1361 a Lizzano; e nel 1373, a Cutigliano,
con l'obbligo di fare ogni mese il giro dei castelli. In
quell'anno, dopo varie contestazioni, i Pistoiesi, in accordo
con alcuni mediatori fiorentini e gli anziani, stabilirono
che la carica di Capitano della Montagna doveva essere ricoperta
da una persona di parte guelfa fiorentina. Dal 1377 la residenza
si alternò ogni quattro mesi tra Cutigliano, San
Marcello e Lizzano. Nel 1512, a seguito di un fatto increscioso,
Lizzano perse il diritto ad ospitare il Capitano e da allora
la residenza si alternò di sei mesi in sei mesi tra
Cutigliano e San Marcello.