|
|
ITALIA
DA VIVERE
|
|
|
Colle Val d'Elsa ![]() |
||
|
Colle
di Val d'Elsa è un comune di 20.439 abitanti (fonte ISTAT, gennaio
2007),della provincia di Siena. È arroccata nella sua parte più
antica su di un alto poggio. Anticamente il tessuto urbano era diviso
in tre parti: il "Borgo di Santa Caterina", il "Castello
di Piticciano" e il "Piano" oggi semplificati in "Colle
alta" e "Colle bassa". Piazzaforte a lungo contesa tra
fiorentini e senesi cadde sotto il dominio dei primi a metà del
'300 quando la sua potenza economica era al culmine. La città
è inoltre famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo
di Cambio, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale.
Oggi è considerata la "Città del Cristallo"
detenendo da sola il 15% di tutta la produzione mondiale ed oltre il
95% di quella italiana. STORIA Allinizio del 1200 quindi Colle è già organizzato in libero Comune ed ha già raggiunto una notevole importanza grazie all'abbondanza d'acqua che opportunamente canalizzata nelle cosiddette "gore" ne ha favorito lo sviluppo. Nel 1201 Colle si allea con Firenze per prestare aiuto a Semifonte che però verrà distrutta nel 1202. Intanto le gore danno notevole impulso alleconomia locale, tanto che nel 1216 il Podestà di Poggibonsi si vide costretto a riconoscere il diritto di passaggio per i mulini di Colle. Vengono quindi stabilite alleanze con San Gimignano e Casole dElsa. Colle nel 1245 appoggia quindi la causa imperiale di Federico II che gli concede protezione e riconosce la sua giurisdizione sui territori contesi con Siena, come il Castello di Paurano, Collalto, Montevasoni e Partena. Ancora nel 1260 i colligiani, unitamente a San Gimignano, riconoscono il potere di Carlo dAngiò e nel 1267, dopo una breve parentesi ghibellina susseguente alla sconfitta di Montaperti del 1260, per decisione del Consiglio Generale del Comune, viene giurata fedeltà allo schieramento guelfo. Tale alleanza, che aveva contrariato non poco Siena tanto che nel 1260 le truppe senesi avevano distrutto Gracciano, culminerà nella battaglia di Colle del 1269 tra guelfi e ghibellini, che vide Colle, alleata di Firenze, sconfiggere Siena con notevoli ripercussioni sullassetto politico della Toscana (la battaglia è stata cantata anche da Dante, nella Divina Commedia, nel XIII canto del Purgatorio). Nel 1307 Colle, sulla base di spinte popolari, si da un nuovo Statuto che regolamenta la vita cittadina e gli organi di governo: vi sono un Capitano del Popolo, un Podestà (che dura in carica sei mesi), un Camerlengo Generale (che cura le entrate e le uscite di denaro pubblico), un Ufficiale di Gabella, Dodici Governatori, eletti ogni due mesi tra i membri del Consiglio del Capitano, cui si affianca il Consiglio Generale del Podestà; in ogni organo è garantita la presenza dei rappresentanti di tutte le contrade. Capitano del Popolo e Podestà, una volta terminato il loro incarico, sono sottoposti al giudizio di sindaci e tenuti ad accettare le loro conclusioni. La giustizia viene amministrata da Giudici forestieri appositamente nominati e sono previste varie fasi di giudizio. Essendosi
schierata con i Guelfi, Colle lotta contro Arrigo VII e nel 1311 rafforza
le sue fortificazioni. Con la morte di Arrigo VII ed il successo di
Uguccione della Faggiola i Ghibellini prendono però il sopravvento
che ha comunque breve durata per la caduta in disgrazia di Uguccione
e la pace tra Guelfi, Pisani e Lucchesi sancita da Roberto dAngiò
nel 1316. In seguito si registrano moti di rivolta, subito sedati, e
viene nominato capitano il ghibellino colligiano Albizzo di Scolaio
dei Trancredi, magnate ed Arciprete, in barba agli statuti
popolari del 1307. Si inizia così un periodo di semi-tirannia
che vedrà il suo epilogo con la sommossa del 1331 che porterà
al ristabilimento della preesistente situazione con larresto del
tiranno (che sarà strangolato in carcere) e la confisca
dei beni e dei possedimenti di famiglia. Vengono quindi rivisti gli
Statuti comunali e viene rinsaldata lalleanza con Firenze che
chiede aiuto ai Colligiani in occasione delle guerre contro Verona e
Lucca. La città si allarga nel Piano e subisce un
incremento demografico per larrivo di persone dal contado e da
tutte le località vicine (San Gimignano, Poggibonsi, Staggia,
Casole, e anche da Siena). Leconomia colligiana vive un fiorente
periodo. Dopo le congiure e le lotte intestine di Firenze del 1340,
nel 1342 Colle (nonostante la rivolta capeggiata dai Guidotti e dal
figlio da Barone di Angelo dei Tancredi, che voleva vendicarsi dei lunghi
anni di prigione e della fine inflitta alla sua famiglia, ma subito
duramente sedata), seguendo le decisioni già adottate da altre
città toscane (Arezzo, Volterra, Pistoia, ecc.) si sottomette
al Duca di Atene, nuovo Signore di Firenze. Il libero Comune di Colle,
a cui re Manfredi ha concesso protezione ed autonomia, entra a far parte
della Lega di tutte le città guelfe della Tuscia, con Firenze,
Perugia, Siena, Arezzo, Pistoia, Volterra, Prato, San Miniato e San
Gimignano. Negli anni successivi vengono di nuovo rivisti gli Statuti
anche con la supervisione di riformatori fiorentini, ma senza stravolgere
il dettato di quelli preesistenti. Con la peste nera del 1348, che causa
un forte decremento demografico, si ha una specie di rivoluzione nelleconomia
colligiana: salgono alla ribalta nuove famiglie che prendono in gestione
dal Comune i mulini e intraprendono nuove attività, principalmente
la lavorazione della lana, delle armi e della carta. Il ceto medio (notai,
mercanti ed artigiani) prende in mano le redini del Comune. Gli artigiani
minori (fabbri, maniscalchi, calzolai, ecc.) hanno le loro prime associazioni
di categoria. Nel 1592, per volere del Granduca Ferdinando I Colle viene proclamata città e con Bolla di Papa Clemente VIII sede di una nuova diocesi. Primo vescovo fu nominato il colligiano Usimbardo Usimbardi. In seguito Colle fu interessata da disastrose alluvioni nel 1603 e nel 1618, e ebbe un notevole calo demografico in seguito alla peste che arrivò a Colle nellagosto del 1630. La città viene abbellita nei palazzi e nelle chiese e si arricchisce di opere darte. Vengono costruiti lospedale di San Lorenzo ed il Teatro dei Varii, vengono demolite le numerose porte di accesso alla città,. In questo periodo gode dei favori dei Granduchi, colpiti e compiaciuti dalle tante attività e dai prodotti colligiani, e devoti alla reliquia del Sacro Chiodo della Crocifissione. Nel XIX secolo Colle si dimostra entusiasta delle concessioni liberali dei Granduchi. La Carboneria fa proseliti anche a Colle (tra gli affiliati anche gli operai della Vetreria Schimdt) e dalla città partono spedizioni di volontari per partecipare alle guerre per lunificazione dellItalia. Con lunità, che vede Colle accorpata nella provincia di Siena, a causa della confusione che regnava nei toponimi, Colle, in base ad una delibera del Consiglio Comunale e con Regio Decreto del 21 settembre 1862, varia la propria denominazione dal semplice Colle in Colle di Val dElsa. Nel 1863 nasce la biblioteca popolare circolante, a cura della Società Operaia di Mutuo Soccorso, il primo nucleo della Biblioteca Comunale colligiana, una delle più antiche biblioteche pubbliche dItalia. Nel 1867 Giuseppe Garibaldi visita la città ed in quella occasione verrà fondata la Società Democratica. La città è animata da fermenti culturali che prendono avvio dalle lotte sociali dei numerosi operai delle industrie e si afferma il socialismo, che nel 1897 porterà un proprio rappresentante (Antonio Salvetti) alla guida della città, facendo di Colle uno dei primi comuni socialisti dItalia. Esclusa dai nuovi tracciati della Cassia e della linea ferroviaria Empoli-Siena, nel 1885 viene inaugurata la ferrovia Colle di Val dElsa-Poggibonsi. Latteggiamento ostile e campanilistico da parte di Poggibonsi si manifestò anche nel 1886, ci volle un Regio Decreto (datato 1 luglio 1886) per annullare le deliberazioni prese dalla Deputazione e dal Consiglio Provinciale di Siena relativamente al ricorso presentato dal Comune di Poggibonsi contro listituzione di un nuovo mercato dei suini nel Comune di Colle di Val dElsa. Molti i caduti colligiani durante la prima guerra mondiale, tanto che nel 1925 Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III inaugurerà il monumento ai caduti in Piazza Arnolfo. Il 15 e 16 febbraio 1944 ha subito i bombardamenti aerei alleati, con 113 morti. Un tributo di sangue è stato donato anche alla lotta partigiana che si svolgeva sulla Montagnola (Eccidio di Montemaggio) in Berignone e sulle Carline. Il dopoguerra vede Colle di Val dElsa alle prese con la ricostruzione. Nel referendum tra Monarchia e Repubblica, questultima ottenne 6.541 voti contro 945.
EDIFICI STORICI MANIFESTAZIONI Concorso
Primo presepe Arnolfo di Cambio LiberaCollArte Colle-Follonica Corti
Cinema Fiera
degli uccelli La
Festa patronale di San Marziale |
||
|
ITALIA
DA VIVERE - Tel. 0523.756880 - Fax 0523.460325
|
||