Chianciano
Terme è un comune di 7.205 abitanti della provincia di Siena.
Chianciano Terme è una delle località termali più
famose d'Italia. Particolarmente fortunata la posizione, a cavallo tra
la Val d'Orcia con le sue crete (dal 2004 patrimonio dell'umanità
dell'UNESCO ) e la fertile Valdichiana, tra le colline dei vini di Montepulciano
e le bellezze rinascimentali di Pienza: luogo di cura e di relax ma
anche punto di partenza per scoprire le bellezze della Toscana e della
vicinissima Umbria. Si segnala la recente apertura dell'innovativa struttura
delle Terme sensoriali nel cuore del Parco Acquasanta.
Ha
avuto nel periodo 1915-1920 un rapido sviluppo con la costruzione di
un acquedotto, di uno stabilimento di imbottigliamento e con la ristrutturazione
dello stabilimento dell'Acqua Santa. Tale sviluppo è continuato
nel secondo dopoguerra con la trasformazione degli stabilimenti termali
e l'aumento delle strutture ricettive.
STORIA
Le proprietà benefiche della acque minerali di questa cittadina
erano già apprezzate da Etruschi e Romani, che avevano occupato
stabilmente la zona edificando un importante centro abitato. La presenza
in questo territorio di numerosi sepolcreti fa pensare a un insediamento,
forse più di uno, gravitante intorno alla città di Chiusi.
Se Chiusi ha però raggiunto il periodo di maggior splendore nel
V secolo a.C., nel chiancianese sono ricchi i resti del periodo del
Bronzo e del Ferro. Tra questi degno di nota è l'insediamento
eneolitico di Chiarentana, alle pendici del monte Cetona, dove sono
state scoperte le fondamenda di alcune capanne con la presenza di resti
ceramici e materiali in ossidiana. Il ritrovamento di questi oggetti
testimonia un ricco scambio commerciale che era esistente con l'arcipelago
pontino, e in particolare con l'Isola di Palmarola, luogo di produzione
dell'ossidiana. Alla fine dell'età del Ferro (X - IX secolo a.C.)
in queste colline che si affacciano sulla Val d'Orcia si formò
un ricco e popoloso insediamento del quale non c'è traccia ma
che è sicuramente esistito per via della ricca necropoli in corso
di scavo dal 1990. L' Associazione Geo-Archeologica di Chianciano Terme
in questa data ha incominciato lo scavo di una vasta area situata in
località La Foce riportando alla luce oltre 700 tombe che vanno
dall'inizio dell'VII alla fine del VI secolo a.C.. Si tratta di tombe
a ziro (dove le ceneri sono contenute in grandi ziri di terracotta insieme
al corredo), di tombe a cassonetto (contenitori a forma di parallelepipedo
in pietra con la stessa funzione dello ziro) e di tombe a camera, scavate
nel tufo. La particolarità di questa necropoli è costituita
dalla presenza di un numero così elevato di sepolcri e dalla
ricchezza del materiale in essi contenuti. Mentre qui infatti esistono
diverse centinaia di tombe, nell'agro chiusino sempre dello stesso periodo
(orientalizzante) sono venute alla luce solo una settantina di sepolcri.
La presenza di un centro abitato così grande per l'epoca è
dovuta alla posizione strategica in cui si trovava: a cavallo di un
passo a 500 m. di altidudine dove passava l'antica Rosellana, la principale
arteria di collegamento tra le città costiere e l'Etruria interna
(Chiusi, Perugia, Cortona, Arezzo).
Di notevole interesse sono poi i materiali contenuti in queste tombe:
vasellame etrusco in terracotta acroma, in bucchero, gioielli in bronzo
e argento (anelli, armille, collane). Nelle tombe più tarde sono
frequenti vasi d'importazione: attici e corinzi. Tuttavia la fortuna
di questa necropoli è dovuta al ritrovamento di una settantina
di canopi, sculture fittili che hanno la forma della testa del defunto
sorrette da un "trono" e contenenti le ceneri del morto.
La necropoli della Foce è stata abbandonata nel V secolo AC,
anche se in periodo ellenistico riutilizzata sporadicamente. In questo
periodo si sviluppa un'altra necropoli, situata nella zona Pedata-Morelli.
Si tratta di sepolcri a camera molto grandi, spesso con alcune camere
per tomba, dal ricchissimo corredo. Da quest'area provengono alcune
statue cinerario in pietra fetida conservati al Museo Archeologico di
Firenze, tra cui la celebre Mater Matuta, cippi funerarei e altri materiali.
Importante è poi il materiale bronzeo, di elegante fattura. Questo
complesso sistema funerario appartiene a un ceto aristocratico di possidenti
terrieri, spesso in contrasto con l'ambiente chiusino.
Il periodo ellenistico vide la nascita di alcuni santuari dedicati alle
divinità delle acque, anche se alcuni erano già sorti
in precedenza. Tra questi il più famoso è il Tempio dei
Fucoli; trovato nell'omonima collina ci ha restituito parte dei suoi
frontoni in terracotta che raffigurano scene mitologiche. È proprio
in quest'epoca, però, che la civiltà etrusca entra in
decadenza sia per problemi interni sia per la sempre crescente romanizzazione.
I Romani hanno diviso le terre del Chiancianese in vasti latifondi,
che hanno contibuito a eliminare il ceto di piccoli proprietari terrieri
che in periodo etrusco si affiancava alla nobiltà. Di questo
periodo è la fattoria tardo-etrusca di Poggio Bacherina, che
ci ha restituito vasche per la produzione di vino ed olio. Al periodo
romano risalgono invece l'insediamento termale di Mezzomiglio e la cisterna
di Camerelle.
MONUMENTI
Villa La Foce
Villa Simoneschi
Fontana/scultura di Giò Pomodoro
Sala dell'architetto Pier Luigi Nervi nel Parco Acquasanta
CHIESE
Chiesa dell'Immacolata
Collegiata di San Giovanni Battista
Chiesa della Madonna della Rosa
PARCHI
E TERME
Parco Acquasanta - Terme
Parco Fucoli - Terme
Parco Terme di Sant'Elena
Terme sensoriali
Terme di Sillene