Radda
in Chianti è un comune italiano di 1.668 abitanti
della provincia di Siena. Il territorio comunale di Radda
in Chianti si estende per 80,56 chilometri quadrati ed è
posto sulle colline che occupano il tratto iniziale della
valli dell'Arbia e della Pesa. Il dislivello altimetrico
va da un minimo di 280m s.l.m. nei pressi dell'abitato di
Lucarelli fino ad un massimo di 845m s.l.m. presso la vetta
del Monte Querciabella; il capoluogo è posto a quota
535m. Il territorio comunale è interamente compreso
nel Chianti Classico. Le principali attività economiche
sono l'artigianato e la produzione di vino e olio. Negli
ultimi trenta anni si è sviluppata in maniera massiccia
l'attività alberghiera. Sono stati realizzati un
gran numero di strutture ricettive legate al nome del vino
Chianti.
ETIMOLOGIA
La prima parte deriva dal nome germanico di persona Radi
o Rada. La specifica è identificativa del luogo e
probabilmente deriva dal nome etrusco di persona Clante
o Clanti.
DA
VEDERE
L'abitato di Radda si presenta racchiuso all'interno della
cerchia muraria in parte conservata. Il centro storico ha
un impianto urbanistico costituito da un asse viario principale,
sul quale si apre la piazzetta sulla quel prospettano sia
il Palazzo del Podestà che la chiesa parrocchiale;
da questo asse viario principale partono altre strade minori
che compongo un anello. Grazie al fatto che l'impianto urbanistico
di Radda non abbia conosciuto modifiche nel corso dei secoli
le sue abitazioni civili hanno mantenuto le strutture medievali
che sono state riportate alla luce solo dopo dei restauri
effettuati verso la fine del XX secolo. Un edificio sul
retro della chiesa porta inciso sulla facciata la data 1479
; nel borgo sono da segnalare anche il Palazzo Minucci e
altri palazzotti tutti realizzati tra il Sei-Settecento.
All'interno del capoluogo sono da segnalare diversi luoghi
di interesse:
Le
Mura
Radda in Chianti nel XV secolo aveva una notevole importanza
strategica; questo portò la repubblica di Firenze
a dotare il borgo di una struttura difensiva in muratura.
Una prima cerchia di mura venne realizzata già nel
XIV secolo ma fu dopo le guerre aragonesi che si potenziarono
le strutture difensive, specialmente dopo il 1478 , quando
Radda venne conquistata e saccheggiata. I lavori si protrassero
fino ai primi anni del Cinquecento. Delle mura oggi rimangono
dei brevi tratti e alcune torri, la meglio conservata è
quella che prospetta sui giardini pubblici. L'andamento
della cerchia muraria oggi non è semplice da seguire
a causa della costruzione che nel corso dei secoli vi sono
state addossate ma seguendo la struttura del borgo si può
intuire lo sviluppo delle mura; sono però scomparse
le due porte di accesso.
Palazzo
del Podestà
Il palazzo venne costruito nel Quattrocento e fu quasi completamente
distrutto nel 1478 durante la seconda guerra aragonese.
Al primitivo edificio è da ascrivere il porticato
che appartiene ai modi dell'architettura minore fiorentina
dei primi del XV secolo. Alla ricostruzione post 1478 appartengono
le finestre del primo piano. L'edificio venne ampliato nel
XVIII secolo quando venne realizzato il secondo piano e
le carceri. In questo palazzo per quattro secoli ha avuto
sede il Capitano della Lega del Chianti. Sulla facciata
esterna principale sono murati numerosi stemmi dei vari
podestà che si sono avvicendati nel corso del tempo;
gli stemmi sono 51 e di questi 3 risalgono al XV secolo,
XXV al XVI secolo, 16 al XVII e VII al XVIII secolo. Sotto
al loggiato è conservato lo stemma di Francesco Ferrucci
podestà nel 1527 e un affresco di scuola fiorentina
risalente al Cinquecento.
La
Ghiacciaia Granducale
In diverse parti della Toscana durante il Granducato vennero
realizzate delle Ghiacciaie. Molte avevano la forma piramidale,
come quella nel Parco delle Cascine a Firenze, altre come
questa di Radda vennero realizzate a forma di tronco di
cono e seminterrate. Nella Ghiacciaia durante l'inverno
veniva accumulata la neve pressata; grazie alla tecnica
costruttiva, all'esposizione rigorosamente a nord la neve
veniva trasformate in dei perfetti blocchi di ghiaccio.
La Ghiacciaia di Radda in Chianti è situata all'esterno
del borgo medievale, nei pressi dei giardini comunali e
oggi ospita al suo interno un negozio.
Poggio
la Croce
L'area di Poggio la Croce è situata nei pressi della
strada che da Castellina in Chianti porta verso Radda in
Chianti. L'area archeologica è posta sulla sommità
del suddetto poggio. In quest'area è stato scoperto
un sito archeologico pluristratificato dove sono state individuate
le più antiche presenze umane nella zona del Chianti.
L'area risulta abitata fin dall'età del rame. Oltre
a quel periodo sono emerse testimonianze di un villaggio
di pastori riferibile alla fine dell'età del bronzo.
Oltre ai precedenti l'area risulta abitata anche in epoca
protovillanoviana (XI secolo a.C. ). Di quest'epoca sono
emersi i resti di due edifici ma anche le fondamenta di
una porta di accesso al villaggio, di una fortificazione
e di alcuni resti di un torchio vinario.
EDIFICI RELIGIOSI
Propositura di San Niccolò
Di origine romanica, ha subito nel corso dei secoli varie
trasformazioni. La caratteristica facciata, della quale
l'edificio era sempre rimasto privo, è stata realizzata
tra il 1926 e il 1930, su progetto di Carlo Coppedè,
ed è un tipico esempio di applicazione del gusto
del tardo eclettismo storicistico nei centri minori della
Toscana.
Pieve
di Santa Maria Novella
Il semplice prospetto intonacato è diviso in tre
parti e concluso da cornici orizzontali. La zona posteriore
presenta l'abside centrale rimontata nel XIX secolo e le
due laterali edificate ex novo. L'interno, coperto con volte
a vela affrescate nell'Ottocento, è diviso in tre
navate, divise da archi in successione, poggianti su pilastri
rettangolari, alternati a colonne e a pilastri compositi.
Chiesa
di Santa Maria in Colle a Badiola
Si trova a Badiola, località nel Comune di Radda
in Chianti. Dell'antico nucleo monastico attestato dal 1187
resta soltanto la chiesa di origine romanica, notevolmente
trasformata.
Chiesa
di Santa Maria in Prato
Risale all'XI secolo, ma fu successivamente adibita ad oratorio
e quindi, nel XVII secolo, a sede di convento francescano.
Commenda
di Sant'Eufrosino a Volpaia
Si trova a Volpaia una frazione di Radda in Chianti. L'origine
della Commenda si deve a ser Pietro di ser Lorenzo della
Volpaia che nel 1443 volle che una cappella venisse annessa
a un ospedale gerosolimitano già esistente.
Cappella
di Santa Maria Maddalena dei Pazzi
La cappella sorge in un luogo usato fin dall'antichità
quale sede di un mercato e qui vi venne costruito un oratorio
dedicato alla Madonna del Mercato. Tale edificio venne abbattuto
e ricostruito con l'attuale nel 1720 per volontà
di Ferdinando Alessandro Minucci che lo volle intitolare
a Santa Maria Maddalena dei Pazzi. La cappella venne restaurato
dopo la seconda guerra mondiale ma attualmente si trova
in uno stato di profondo degrado e abbandono. La cappella
sintetizza i canoni costruttivi di una piccola chiesa devozionale
a unica navata preceduta da un portico. Nonostante sia stata
realizzata ai primi del XVIII secolo, l'edificio presenta
un corredo architettonico riferibile al Manierismo fiorentino.
La facciata è aperta da tre aperture; due finestrelle
rettangolari poste ai lati del portale e una più
grande caratterizzata da un arco ribassato policentrico
posto in alto. La facciata è dominata dal volume
del portico. Questo è definito da due robusti sodi
angolari realizzati con l'intento di mostrare su ogni faccia
esterna una coppia di lesene a sostegno di una trabeazione.
I tre lati del portico sono aperti da altrettanti archi
poggianti su semicolonne; l'arco frontale è quello
di dimensioni maggiori ed ha una forma ribassata. In facciata,
sopra al portico, corre una fascia in pietra che forma una
sorta di frontone nel cui timpano si trova uno stemma in
pietra della famiglia Minucci. L'esterno dell'edificio è
scandito da bozze d'angolo e da una cornice continua che
corre lungo tutta la sommità delle pareti laterali.
Alla ricchezza dell'esterno fa da contrasto la semplicità
dell'interno. La copertura è attuata mediante due
campate di volte a crociera, decorate con sottili costole
che proseguono lungo le pareti. L'altare è arricchito
da una tela di Pietro Dandini. Ai lati dell'altare si trovano
due porte che conducono alla sagrestia.
Cappella
della Nunziatina
La Cappella della Nunziatina si trova presso il podere Terrabianca
in località San Fedele a Paterno. Costruita in epoca
medievale, viene citata nella relazione redatta in occasione
della visita pastorale del 1575 quando risulta intitolata
a Santa Maria del Prato ma nel corso della prima metà
del XX secolo aveva già assunto l'attuale denominazione
di cappella della Santissima Annunziata. L'edificio è
stato costruito nel XVIII secolo e presenta un impianto
ad unica navata con la facciata preceduta da un portico.
La facciata è molto semplice e presenta il portale
affiancato da due finestrelle e al di sopra vi è
uno stemma col monogramma di San Bernardino da Siena e un
altro stemma della famiglia dei Cerchi; sull'angolo sinistro
è impostato il campaniletto a vela. Ma il motivo
dominato della facciata è il portico nella cui muratura
spicca l'arredo architettonico in cotto che emerge sul resto
della facciata di color bianco; gli inserti in cotto formano
delle lesene d'angolo e altre poste di fianco agli archi,
i quali hanno per cornice una sottile fascia pure in cotto.
L'interno della cappella è piuttosto spoglio e presenta
un altare in muratura e legno con un ciborio . La copertura
della navata, poco sviluppata in altezza, è a capanna.
Cappella
di San Giuseppe
La cappella di San Giuseppe si trova in località
Palagio. Si trova raffigurata nella Pianta di Popoli e Strade
realizzata alla fine del XVI secolo e in occasione della
visita pastorale del 1784 risulta denominata oratorio di
San Giuseppe de' Palagi, facente parte della parrocchia
di San Lorenzo a Tregole. La cappella ha impianto ad una
sola, piccola navata alla quale si accede da un semplice
portale affiancato da due minuscole finestre. Ma l'elemento
distintivo è la loggetta la cui copertura prosegue
oltre la facciata fino a congiungersi alla parete di un
vicino edificio.
Cappella
di San Jacopo alla Croce
La cappella di San Jacopo alla Croce si trova poco fuori
l'abitato di Radda lungo la strada che conduce a Castellina
in Chianti. La cappella venne realizzata per volere della
famiglia Bruni nel XVII secolo e presenta un impianto ad
una sola navata. Interessante la facciata che presenta un
portale con frontone spezzato e affiancata da due finestrelle
e sormontata da un'altra aperture, tutte con cornici in
pietra serena; nella cornice della finestrella di destra
è scolpita l'iscrizione MDCX.
FRAZIONI
Albola
Albola sorge nei pressi delle sorgenti del fiume Pesa a
602 metri di altezza. Il nome deriva dall'etrusco Ambule.
Celebre di Albola è il castello risalente al X secolo
e tuttora ottimamente conservato. Del castello notevole
è l'alta torre; nei pressi sono anche la chiesa e
la canonica.
Badia
a Montemuro
Chiamata anche Badiaccia a Montemuro per lo stato di totale
abbandono in cui si trovava nel XVIII secolo è un
piccolo borgo situato a oltre 700 metri di altezza. Circondato
da boschi e prati con l'abitato fatto di casa in pietra
è un interessante esempio di Chianti di Montagna,
molto diverso dallo stereotipo di un Chianti fatto solo
di colline e filari di vite. Nell'abitato si notano i resti
di un'antica abbazia camaldolese.
Monterinaldi
Posto su un'altura prospiciente la valle della Pesa è
un caratteristico borgo chiantigiano. Sono rimasti i resti
dell'antico castello, un tempo sede della famiglia feudale
locale, i Nobili di Monterinaldi. Il borgo ha un impianto
urbanistico di forma ellittica che fa intuire la presenza
di una cinta muraria difensiva oggi non più esistente.
Probabilmente le mura andarono distrutte nel 1260 dopo la
Battaglia di Montaperti quando i senesi saccheggiarono il
villaggio e distrussero il cassero e molte case.
Selvole
È un tipico villaggio rurale. Le case del borgo sono
tutte attaccate alla chiesa che prospetta sulla piazzetta
principale, dove si conclude la strada. Nel borgo ci sono
anche i resti di una torre di un castello risalente al XI
secolo.
Volpaia
Definita la sentinella della Pesa è un
piccolo borgo che presenta una notevole armonia architettonica
e conserva ancora la struttura di borgo fortificato.
ORIGINI E CENNI STORICI
L'area intorno al capoluogo risulta abitata fin dal 2000
a.C., come dimostra l'area archeologica di Poggio la Croce
dove sono emersi i resti di un antico villaggio e dove,
nel corso degli scavi effettuati nell'ultimo decennio, sono
stati riportati alla luce molti reperti. In seguito, anche
se di questo sono emerse pochissime tracce, si può
ipotizzare la presenza di un villaggio etrusco. Alla caduta
dell'impero Romano, nel V secolo d.C. nella zona si erano
già formati dei piccoli agglomerati di carattere
rurale che esistono ancora oggi; questi borghi erano Castelvecchi,
Monterinaldi, Volpaia e la stessa Radda. Tra il IX e X secolo
la zona di Radda vide la nascita della società feudale
che comportò l'incastellamento dei villaggi. Il primo
documento certo in cui si cita Radda è un diploma
del 1002 in cui l'imperatore Ottone III confermava la donazione
fatta dalla Contessa Willa in favore della Badia Fiorentina.
La località Radda appare in molti documenti della
Badia Fiorentina fino al XII secolo. In un documento della
Badia a Coltibuono del 1041 viene riportato Ramda judicaria
fiorentina et fesulana. In data 25 maggio 1191 l' imperatore
Enrico VI concede il castello di Radda e la sua corte in
feudo ai Conti Guidi, lo stesso feudo venne nuovamente confermato
dall'imperatore Federico II, anche se già nel XIII
secolo il territorio raddese risulta dipendente da Firenze.
Il castello venne saccheggiato dai Senesi in una scorreria
nel 1230 mentre nel 1268 fu occupato, insieme ad altre località
chiantigiane dalle truppe francesi guidate da Carlo d'Angiò.
Una nuova occupazione e un nuovo pesante saccheggio Radda
lo subì durante la seconda invasione aragonese nel
1478. Amministrativamente Radda era il capoluogo della Lega
del Chianti, comprendente i terzieri di Radda, Gaiole e
Castellina. Dalla fine del XIII secolo divenne sede di un
podestà nominato dai fiorentini e nello statuto comunale
del 1415 Radda venne confermata quale capoluogo della Lega.
Tra i podestà di Radda è da segnalare Francesco
Ferrucci. Nel XVII secolo, terminati ormai i conflitti i
castelli si trasformarono in ville signorili nelle quali
i proprietari si dedicavano alla produzione di vino. Radda
in Chianti venne visitata nel 1773 dal Granduca Pietro Leopoldo
che la trovò lontana da tutto. Come conseguenza della
visita vennero migliorate le strade ma il territorio di
Radda rimase sempre povero e isolato. L'affezione alla dinastia
Asborgo-Lorenese rimase comunque forte ancora per molto,
se si considera il fatto che al plebiscito del 1860 per
l'annessione della Toscana alla Sardegna, Radda votò
chiaramente contro (281 si su 581 votanti, su 879 aventi
diritto). Tale situazione toccò il culmine negli
anni cinquanta quando lo spopolamento delle campagne, fenomeno
comune a molte zone del Chianti, toccò l'apice. Negli
anni settanta iniziò la riscoperta di questi luoghi
e lentamente tutti i castelli, le ville e i singoli casolari
sono stati restaurati e vi sono stati impiantati agriturismi
e aziende agricole.