Trapani
è un comune di 70.648 abitanti, capoluogo della omonima provincia.
È posizionata nella parte occidentale della Sicilia e sorge sullo
stesso promontorio dell'antica Drepanon, termine greco che significa
falce, data la forma del promontorio su cui sorge la città. E'
denominata anche "Città dei due mari" in quanto la
zona costiera a nord della Città è bagnata dal Mar Tirreno
mentre quella ad ovest della Città è bagnata dal Mar Mediterraneo.
Ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata
all'estrazione ed al commercio del sale, giovandosi della sua posizione
naturale, protesa sul Mediterraneo e del suo famoso porto che anticamente
fungeva da sbocco commerciale per la più famosa Eryx sita sul
monte che sovrasta Trapani. Altre fiorenti attività erano e sono
tutt'ora la pesca, specialmente del tonno per la quale si usava la classica
tecnica della mattanza nelle varie tonnare site nella città e
dintorni (San Giuliano, San Cusumano, Isola di Formica) e in provincia
(Favignana, Bonagia, San Vito Lo Capo, Scopello, Capo Granitola), l'estrazione
e il commercio del marmo, la lavorazione del corallo. La città
di Trapani si caratterizza per il tipico clima mediterraneo, caratterizzato
da inverni raramente freddi ed estati moderatamente calde ed afose;
solo durante le onde di calore e in presenza di venti di scirocco le
temperature massime possono attestarsi attorno ai 40°C, ma con umidità
relativa estremamente bassa. Le precipitazioni si attestano sui 450
mm annui, con marcato minimo estivo e picco autunnale molto contenuto.
ETIMOLOGIA
Deriva dal latino Drepanum o Drepana dal greco drepane, ossia falce,
riferendosi al promontorio su cui sorge la città che è
"falcato" (curvato). Secondo alcuni studiosi il nome deriva
dal termine indigeno Zanke da Zanklon, ossia falce.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Le origini di Trapani sono così antiche che affondano nella leggenda.
La mitologia vuole che la città di Trapani sia stata originata
dalla falce caduta a Cerere mentre sul carro trainato da serpi alati
correva per il mondo alla ricerca della figlia: la falce caduta in mare
si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse una
città, per tale forma detta appunto Drepanon ("falce"
in greco antico). Secondo un'altra tradizione mitologica Trapani sarebbe
invece sorta dalla falce caduta dalle mani di Saturno dopo aver evirato
il padre Urano mentre per altri Trapani nacque dall'amore sorto tra
il cielo e il mare. Al di là delle suggestioni mitologiche, è
storicamente accertato che Trapani fu fondata dagli Elimi in una data
sicuramente anteriore alla caduta di Troia (1260 a. C.). Nell'Eneide
Virgilio racconta le avventure dell'eroe troiano Enea e, fra esse, quella
che lo portò in Sicilia, accolto da Aceste, figlio di Crimiso
e di Egesta. Qui, gli morì il padre Anchise e qui il pio eroe
seppellì la salma del padre sul monte Erice tornandovi successivamente
dopo la fuga da Didone e celebrando con giochi grandiosi la memoria
del genitore. Questa narrazione accredita l'ipotesi che ai tempi di
questi giochi esistesse già il piccolo borgo drepanitano. Dunque,
gli Elimi, originari abitatori di Erice, fondarono in pianura un villaggio
in prossimità del mare e delle terre coltivate per stabilire
un centro di collegamento tra la vetta - in cui risiedevano e si rifugiavano
per ripararsi da eventuali attacchi esterni - e il posto di lavoro,
dove si dedicavano all'agricoltura e alla pesca dalla terraferma. Quando
nel IX secolo i Fenici dalla vicina Cartagine si mossero verso le coste
occidentali della Sicilia, trovarono già costruito dagli Elimi
il borgo di Trapani e con questi ultimi lo abitarono pacificamente.
Trapani, pur nell'area di influenza cartaginese, rimase sempre città
libera e alleata. Il piccolo villaggio di Trapani doveva sorgere su
un promontorio, quasi un'isola, più o meno corrispondente all'attuale
quartiere di San Pietro (o Casalicchio), diviso dall'entroterra paludoso
mediante un canale navigabile che metteva in comunicazione il mare di
Tramontana con quello di Mezzogiorno. Con la creazione della colonia
fenicia il villaggio doveva contare meno di 500 abitanti. Trapani, fondata
dagli Elimi, nasce sostanzialmente come porto di Erice. L'immigrazione
dei Sicani prima (già insediati nella Sicilia occidentale), e
dei Fenici e dei Cartaginesi poi, fece di Trapani una città-emporio
per la sua felice posizione geografica. Quando nell'VIII secolo i Greci
fondarono le prime colonie in Sicilia, i Fenici lasciarono che essi
occupassero la parte orientale dell'Isola e si concentrarono nella punta
occidentale. Durante l'influenza punica Trapani si adornò di
monumenti, si sviluppò commercialmente, si sganciò politicamente
da Erice, molto probabilmente coniò moneta ed ebbe un fiorentissimo
cantiere navale. Durante le guerre contro i Greci e Siracusa, Trapani
si fortificò e si mantenne saldamente legata alle sorti di Cartagine.
Da piccolo borgo, gradualmente giunse a essere una città murata
di forma quadrangolare con un perimetro di più di un miglio,
tutta circondata dal mare tranne che nella parte orientale. Due porte
aperte nel muro di levante assicuravano l'ingresso in città dalla
parte di terra. In vista dello scontro epocale con Roma, il generale
Amilcare - uno dei più grandi capi militare di Cartagine - fortificò
la cinta muraria di Trapani, vi fece trasferire la popolazione ericina,
e distrusse Erice. Poco prima del 260 a. C., Trapani subì dunque
un nuovo allargamento, alcune torri del vecchio sistema difensivo furono
abbattute, mentre se ne fabbricarono delle nuove. Amilcare fece costruire
il Castello di Terra con la relativa torre a levante della città,
mentre a salvaguardia del porto fece costruire Torre Pali e la Torre
Peliade o Colombaia. La sua importante posizione strategica fu utilizzata
durante la prima guerra punica, quando nelle sue acque i Cartaginesi
prima sconfissero la flotta romana, ma anni dopo, con la sanguinosa
battaglia delle Egadi, i Romani conquistarono la città, mutandone
il nome in Drepanum. Dopo i Romani dominarono la città i Vandali,
poi i Bizantini, ma fu con gli Arabi e con i Normanni, che la città
raggiunse un fervido sviluppo, florida nei commerci e nelle attività
culturali. Dopo un breve periodo sotto gli Angioini, Carlo V, che nel
1518 soggiornò a Trapani di ritorno dalla vittoria contro i pirati
barbareschi, vi insediò un Senato, e divenne primario centro
commerciale. Dopo le brevi parentesi sabauda e austriaca, dalla seconda
metà del Settecento inizia il regno borbonico con il Regno delle
due Sicilie, che continuerà fino al 1860. In questo periodo i
trapanesi si dedicano al commercio e allindustria. Fiorente è
lattività marinara, così come le industrie del sale
e le tonnare. Rimasta pressoché indifferente alla sollevazione
del 1820, Trapani partecipò attivamente invece ai moti del 1848,
sanguinosamente repressi. Liberata nel maggio del 1860 dai garibaldini
sbarcati a Marsala, aderì con il plebiscito per il Regno d'Italia.
Ebbe circa 700 caduti nel corso della Prima guerra mondiale. Fu importante
porto e base sommergibilistica durante la Seconda guerra mondiale, che,
con il locale aeroporto di Milo, fu punto di collegamento dei rifornimenti
per le truppe in Nord Africa. Fu bombardata sia dai francesi nel 1940,
che dagli angloamericani, ed ebbe la distruzione dellintero quartiere
storico di San Pietro, e del Teatro Garibaldi, costruito nel 1849. Ben
ventotto sono le incursioni aeree che la città subisce, collocandola
al nono posto dei capoluoghi di provincia italiani bombardati. Il 22
luglio del 1943 le truppe alleate di Patton giungono nella piazza di
Trapani. Fu l'unica città siciliana che nel referendum del 1946,
si schierò in maggioranza per la Repubblica.
MUSEI
Museo Regionale Agostino Pepoli, nell'antico Borgo Annunziata, ospitato
nell'ex convento trecentesco dei carmelitani, adiacente al Santuario,
è tra i più importanti musei siciliani. Ospita un'importante
collezione di arti decorative, di sculture, tra cui opere dei Gagini,
coralli, e una pinacoteca che comprende, tra gli altri, dipinti di Tiziano
e di Giacomo Balla. Attualmente accoglie la mostra "Caravaggio:
L'immagine del divino" in cui sono esposte 14 opere del grande
pittore (fino al 14-03-2008).
Museo del sale (Contrada Nùbia).
Museo della Preistoria.
CHIESE
Chiesa e collegio dei Gesuiti progettati da l'architetto messinese Natale
Masuccio, oggi sede del Liceo Ximenes
Basilica-Santuario di Maria Santissima Annunziata, detta Madonna di
Trapani, all'interno della quale è conservata la statua marmorea
della Madonna di Trapani, una Madonna con bambino, opera di Nino Pisano
Chiesa di Sant'Agostino con lo splendido rosone
Chiesa di Santa Maria di Gesù, notevole esempio di romanico,
che ospita una bellissima terracotta di Andrea della Robbia.
Chiesa del Purgatorio
Cattedrale di San Lorenzo, che ospita un dipinto raffigurante un Crocifisso
attribuito al Van Dyck, con l'annesso palazzo vescovile
Chiesa di Maria SS. dell'Itria detta S. Rita perché vi si venera
la santa di Cascia e le reliquie del venerabile Fra' Santo
Chiesa di San Pietro con lo splendido organo La Grassa da 4 mila canne
Chiesa della Badia Nuova
Chiesa di Sant'Alberto
Chiesa Nostra Signora di Loreto
TORRI
E FORTIFICAZIONI
Torre di Ligny, eretta nel 1671 su ordine del viceré don Claudio
Morando, principe di Ligny. Allinterno oggi vi è il Museo
della Preistoria.
Castello della Colombaia o Castello di Mare
Castello di Terra
Lazzaretto
Bastione Impossibile
Bastione Sant'Anna
MANIFESTAZIONI
Dalle 14.00 del Venerdì Santo, per quasi ventiquattro ore, ha
luogo a Trapani la maestosa Processione dei Misteri. Venti gruppi statuari,
ognuno dei quali è curato durante l'anno da un ceto, realizzati
in legno, tela e metallo dagli artigiani trapanesi nel '600, raffiguranti
la Passione e Morte di Gesù, vengono condotti a spalla per le
vie del centro storico e per la principale arteria viaria della città
, la via Giovan Battista Fardella, in uno spettacolo di luci, colori
e suoni. Notevoli sono anche le decorazioni floreali.
Si
svolge da qualche anno la Fiera Campionaria AR.CO.IN (ARtigianato, COmmercio
e INdustria), una delle più importanti della Sicilia Occidentale
che richiama ogni anno un elevato numero di visitatori ed anche operatori
del settore. Si svolge nell'area dell'autoparco comunale.
ECONOMIA
La pesca e la lavorazione del corallo hanno contribuito molto a far
conoscere Trapani e il suo territorio. Tra XV e XVI secolo i pescatori
trapanesi iniziarono a praticarle grazie all'abbondanza dei banchi corallini
scoperti. La pesca iniziava nel mese di maggio e terminava a settembre;
l'artigianato della lavorazione del corallo divenne quindi sistematico:
i pescatori corallari, riuniti nella corporazione dei Pescatori della
marina piccola del palazzo, abitavano concentrati nella odierna via
Corallari. Nella Historia di Trapani del 1591, si parla dell'attività
dei corallini e corallari trapanesi, il bono magisterio si era già
affermato da mezzo secolo come vera espressione d'arte. Le zone più
ricche erano antistanti il mare di Trapani, lungo le coste settentrionali,
ma i pescatori, si dirigevano fino alle coste dell'Africa. Arrivato
in porto il corallo veniva venduto ai mercanti, ai fabbricanti di gioielli
e agli artisti che, dopo un lungo e laborioso processo di lavorazione,
lo trasformavano in vere e proprie opere d'arte.
I
corallari acquistarono fama in tutto il bacino del Mediterraneo con
i loro prodotti; oggetti sacri e profani, capezzali e cornici, presepi
nei quali il corallo è frammisto ad oro, argento, smalti e pietre
preziose. Una serie interminabile di capolavori di gusto grottesco e
fantastico con reminiscenze gotiche nella miniatura locale più
tardiva, frammista ad aspetti della decorazione scultorea di scuola
gaginesca. Tra la fine del XVI secolo e i due secoli successivi, vennero
create opere di squisita fattura per re, principi, cardinali e papi.
Realizzazioni memorabili sono la Montagna di Corallo acquistata per
una cifra altissima, nel 1570 a Trapani, per conto del Viceré
di Sicilia Don Francesco Ferdinando Avalos de Aquino, per inviarla a
Filippo II di Spagna e quella donata nel 1631, dal Senato di Palermo,
al Papa Urbano VIII. Tutto ciò consolidò una rete di committenze
prestigiose in tutta Europa e produsse opere sempre più ricche
ed elaborate. La maggioranza di tali capolavori si trova oggi fuori
dalla Sicilia nelle collezioni dei Doria, dei Conti di Schoenborn a
Pommersfelden, dei Principi di Ligne, dei re di Spagna e dei Whitaker.
Presso il Museo Pepoli, si possono ammirare sculture, monili e altre
opere dei maestri trapanesi realizzate in corallo. Oggi tuttavia la
pesca è quasi del tutto scomparsa, e limitata a qualche artigiano
la lavorazione del corallo.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 68.346 (M 32.613, F 35.733)
Densità per Kmq: 251,5
CAP 91100
Prefisso Telefonico 0923
Codice Istat 081021
Codice Catastale L331
Denominazione
Abitanti trapanesi
Santo Patrono Sant'Alberto
Festa Patronale 7 agosto
Numero
Famiglie (2001) 24.713
Numero Abitazioni (2001) 31.829
Il
Comune di Trapani fa parte di:
Regione Agraria n. 4 - Pianura di Trapani
Associazione Nazionale Città del Vino
Patto Territoriale Trapani Nord
Comuni Confinanti
Erice, Paceco
Musei nel Comune di Trapani
Museo di Preistoria e del Mare
Museo Regionale Conte Agostino Pepoli
Castelli
e Fortificazioni
Forte della Colombaia
Chiese
e altri edifici religiosi trapanesi
Santuario Santa Maria Annunziata :: Frati Carmelitani