Scicli
è un comune di 25.971 abitanti della provincia di Ragusa. Scicli
dista 24 chilometri da Ragusa. Il comune si situa sul mare a sud del
capoluogo di provincia. Scicli è nella parte interna e collinare
del comune.
STORIA
Scicli si estende su una larga pianura incastonata allinterno
di tre valli strette ed incassate dette cave (le valli di
Modica, di Santa Maria La Nova, e di San Bartolomeo), scavate da corsi
dacqua torrentizi. Le sue origini sono molto antiche e risalgono,
con ogni probabilità, al periodo siculo, quindi circa tre mila
anni fa. Il nome Scicli si pensa che derivi da Siclis uno degli appellativi
utilizzati per indicare il popolo dei Siculi. La presenza umana nel
territorio di Scicli risale addirittura al periodo eneolitico, come
dimostrano i ritrovamenti della Grotta Maggiore situata vicino allOspedale
Maggiore, datati fra letà del rame e letà
del bronzo antico (III-II millennio a.C XVIII-XV sec. A.C).
La caratteristica conformazione del territorio con la presenza di cave
e grotte carsiche, ha favorito la nascita di numerosi insediamenti rupestri.
Oltre a quello preistorico di Grotta Maggiore, ricordiamo anche linsediamento
tardo bizantino del VII sec. d.C. sito in località Castellaccio,
e linsediamento rupestre bizantino (VIII sec. d. C.) e medievale
(X-XI sec. d.C.) in località Chiafura, visibile sino ai nostri
giorni. Ritrovamenti archeologici, in particolare i resti di un abitato
greco presso la foce dell'Irminio, testimoniano la presenza, o comunque
dei contatti di primaria importanza con i greci. Così come Comiso
e Ispica, Scicli vanta la propria discendenza dalla città greca-siracusana
Casmene, fondata nel VII sec. A.C. Per motivi topografici l'ipotesi
che Scicli possa discendere da Casmene è da considerare comunque
non realistica. Oltre ai resti greci sono state trovate tracce che testimoniano
la presenza dei cartaginesi, presenti nellisola fino alla conquista
romana avvenuta nel III sec. AC. Sotto il dominio romano Scicli divenne
città "decumana", ovvero città sottoposta al
tributo della "decima" consistente nel pagamento di un decimo
del raccolto. Dopo la caduta dellimpero romano Scicli passò
ai bizantini è subì, come altre città dellIsola,
le incursioni dei Barbari. Si fa risalire allanno 1091 la liberazione
definitiva di Scicli dal dominio saraceno per opera di Ruggero dAltavilla
e il passaggio al dominio normanno. A questa battaglia, avvenuta nella
Piana dei Milici è legata la leggenda della Madonna delle Milizie.
Si narra che la battaglia finale, avvenuta nel marzo 1091, fu vinta
dai Cristiani per l'intercessione della Vergine Maria scesa su un bianco
cavallo a difesa di Scicli. Nella località dellavvenimento
venne costruita la chiesetta della Madonna dei Milici. La battaglia
è ricordata ogni anno con la Festa delle Milizie, una delle principali
attrazioni folcloristiche di Scicli. I Normanni (1090-1195) introdussero
il sistema feudale già diffuso altrove, e Scicli ed altre città
vicine, furono considerate cittá demaniali. Nel 1093 Scicli viene
ricordata come dipendente dalla diocesi di Siracusa. Ai Normanni successero
gli Svevi (Arrigo Imperatore di Svezia si impossessò del trono
di Sicilia nel 1195). Nel 1255 durante la lotta dei Papi contro la casa
Sveva, Papa Alessandro VI concesse alcuni territori tra cui Scicli,
Modica e Palazzolo, a titolo di Feudo, a Ruggiero Fimeta Rogerio
Finente de Leontino che si era ribellato agli Svevi. Ruggiero
non arrivò mai a prendere il possesso della città perché
fu sconfitto. Anche sotto gli Svevi, Scicli conservó il privilegio
di cittá demaniale. La sua storia segue quella della Sicilia,
per cui con la caduta dei Svevi avvenuta nel 1266, passò sotto
la dominazione Angioina, mal tollerata, a causa della politica di Carlo
I d'Angiò che, diversamente dai suoi precedessori normanni e
svevi, considerava il Regno di Sicilia territorio di conquista e di
vantaggi economici e finanziari. La politica di Carlo DAngiò
fu causa di uninsurrezione in tutta la Sicilia, nota come i Vespri
Siciliani. Il 5 aprile 1282 Scicli, insieme a Modica e Ragusa insorge
contro le guarnigioni francesi del luogo cacciandole e ponendosi sotto
la protezione di Pietro III d'Aragona. Fu sotto la dominazione aragonese
che si formò la contea di Modica, e Scicli ne venne a far parte,
seguendone le sorti sotto i Mosca (1283- 1296), i Chiaramonte (1296-1392),
i Cabrera (1392-1477) e gli Enriquez-Cabrera (1477-1742). Dal 1535 al
1754 Scicli fu anche capoluogo di Sede dArmi (circoscrizioni militari
che erano dieci in tutta la Sicilia) e nel 1860, con un plebiscito,
proclamò la sua annessione al Piemonte. Scicli, con un passaggio
graduale dal colle al piano, assunse la sua forma topografica tra il
XIV ed il XVI secolo. La popolazione era aumentata notevolmente ma la
peste del 1626 la ridusse drasticamente di quasi due terzi portandola
da 11000 a 4000 abitanti circa. Dopo la peste, anche grazie ad agevolazioni
economiche a favore di chi decideva di risiedere in città, si
ebbe un nuovo sviluppo demografico, ma il tremendo terremoto del 1693
causò 3000 morti e la distruzione di gran parte della città.
Da quelle macerie, Scicli rinacque in chiave barocca, e oggi è
caratterizzata da numerosi edifici settecenteschi.
MONUMENTI
Scicli è un centro del barocco ibleo della Val di Noto, Patrimonio
dell'Umanità nella lista dell'heritage dell'UNESCO, tra i suoi
principali monumenti si ricordano
Palazzo
Beneventano
Fu definito da Sir Anthony Blunt il più bello della Sicilia,
("di un pallido colore giallo-oro che al sole acquista un'indescrivibile
opulenza"). Caratteristici mascheroni "irriverenti" lo
adornano
Chiesa di San Matteo:
Simbolo di Scicli e chiesa Madre fino al 1874, è posta sul colle
di San Matteo, sito della città vecchia.
Palazzo
Fava
uno dei primi e più monumentali palazzi barocchi della città,
rappresenta il perno prospettico tra lo scenario naturale della cava
di S. Bartolomeo e la fuga prospettica sul paesaggio antropizzato di
piazza Italia e Corso Garibaldi. Notevolissime le decorazioni tardobarocche
del portale d'onore e dei balconi su piazza Italia ma raggiunge l'apice
del genio nell'unico balcone su via san Bartolomeo ornato di grifoni,
mostri di ascendenza medievale e manieristica e svariate teste di moro.
Palazzo
Spadaro:
sulla stupefacente via F. Mormino Penna; è una delle sedi istituzionali
del Comune. Rappresenta la prova tangibile del progressivo cambio di
gusto dalla pomposa e scenografica poetica tardobarocca ad una raffinata
e ricercata cultura rocaille: il prospetto è leggermente curvo
e segue l'impianto ancora medievale dell'antico Corso (via Francesco
Mormino Penna) e dialoga in maniera diretta con l'altra protagonista
di questa sezione del corso, la chiesa di San Michele Arcangelo. Gli
interni sia sul piano architettonico che su quello puramente decorativo
sono da riferire a rimodulazioni del XIX secolo. Visitabile, sede di
numerose mostre temporanee.
Chiesa
di San Bartolomeo Apostolo
(scenograficamente inserita nella "cava" omonima). La facciata
a torre dei primi dell'800 riprende temi gia sviluppati a Ragusa da
Rosario Gagliardi (Duomo di S. Giorgio) e da fra' Alberto Maria San
Giovanni Battista (Chiesa di S.Giuseppe) entrambi a Ibla. L'interno
è ad unica navata a croce greca e si presenta sostanzialmente
tardo barocco-rococò; custodisce uno spettacolare ciclo di stucchi
che vanno dal '700 all'800.
Chiesa
di Sant'Ignazio
della prima metà del '700; è la Chiesa Madre della città
dal 1874, anno del trasferimento della Madrice dalla Basilica di San
Matteo
Chiesa
di Santa Maria La Nova
(di origini antichissime, dal 1994 è sede del Santuario di Maria
SS. della Pietà. L'interno neoclassico a tre navate -con l'ampio
abside quadrangolare di Venanzio Marvuglia- è frutto della ricostruzione
ottocentesca della chiesa. )
Convento
del Rosario
(sull'omonimo colle)
Convento
e chiesa del Carmine:
fra tutte le architetture ecclesiastiche della città il complesso
del Carmine rivela la più elevata omogeneità stilistica
fra le componenti architettoniche, scultoree e pittoriche: tutto concorre
a creare una estatica atmosfera rococò (gli stucchi candidi,
la luminosità dell'aula, le numerose tele). L'impianto architettonico
ad aula unica è definito da uno splendido ciclo di stucchi monocromi
attribuiti al Gianforma stuccatore palermitano allievo del Serpotta.
Chiesa
di Maria SS della Consolazione:
la struttura attuale delle navate resistì al sisma del 1693 e
risale al 1600 circa; l'abside, il cupolino e gli ambienti adiacenti
(Sala del Capitolo, Sagrestia) furono ricostruiti successivamente secondo
uno stile pomposamente settecentesco-rococò; notevole la pavimentazione
a tarsie marmoree del presbiterio nonché il fastoso organo settecentesco
e gli stalli lignei ottocenteschi.
Convento
della Croce
Di origini tardomedievali, custodisce tra le sue vecchie mura due antichi
chiostri porticati; l'interno della chiesa, rimodulato nel '700 con
un ciclo di stucchi bianchi, conserva ancora numerose lapidi e sepolcri
medioevali. La facciata, sobria ed elegante, è impreziosita da
un portale con archivolto gotico-catalano, da tre stemmi (quello dell'Universtà
di Scicli (il Comune), quello degli Enriquez e quello dei Cabrera) e
da una porzione di cornice che apparteneva al rosone.
Chiesa
di San Giuseppe:
si trova nel quartiere omonimo. L'interno è settecentesco e custodisce
due notevoli sculture: la statua lignea di S. Giuseppe laminata in argento
e quella di S. Agrippina del '400.
Convento
dei Cappuccini: Il complesso si estende fra le pendici delle rocciosa
collina della Croce e l'altura argillosa della Bastita. Il convento
fu costruito annesso a quella che era la chiesa di S. Agrippina. Il
culto della santa si trasferì poi nella chiesa di San Giuseppe
dove ancora rimane una bellissima statua del '400 ( di scuola gaginiana?)
dedicata alla Santa.
Chiesa di Santa Teresa:
la facciata rivela influenze ancora legate alla tradizione architettonica
precedente il terremoto del 1693. L'interno tardobarocco è uno
dei più ricchi della provincia per gli stucchi, le tele, le sculture,
le pavimentazioni a tarsie bianche e nere.
Chiesa
di San Michele
Chiesa di San Giovanni Evangelista:
la facciata concavo-convessa a tre ordini rivela influssi borrominiani
(S. Carlino alle Quattro Fontane - Roma). L'interno a pianta ellittica
coperta da una cupola (i finestroni si aprono direttamente sull'imposta
della cupola) è preceduta da un endonartece e conclusa da un'abside.
Gli stucchi e le decorazioni dell'interno sono del secolo XIX.
MANIFESTAZIONI
Festa delle Milizie: I festeggiamenti, che hanno inizio ogni anno, a
fine maggio, durano una settimana. Il momento più significativo
della festa è la rappresentazione teatrale, il sabato, di una
"moresca" a ricordo di una battaglia avvenuta nel 1091 per
la liberazione della Sicilia dal dominio saraceno; nella rappresentazione,
che si tiene ogni anno da tempo immemorabile, si fronteggiano i Turchi
(i Saraceni) capeggiati dall'Emiro Belcane e i Cristiani (i Normanni)
guidati dal Gran Conte Ruggero d'Altavilla. Nella rappresentazione,
vengono ricreati gli ambienti suggestivi della lotta e attori popolari
con abiti depoca e armi, recitano sulle strade ripercorrendo i
momenti più importanti della battaglia, che si conclude con l'intervento
miracoloso della Vergine Maria (detta "delle Milizie" o "dei
Milici"), che, scesa dal Cielo in groppa ad un Bianco Cavallo,
libera la città dall'assedio straniero. La tradizione vuole che
Maria Santissima delle Milizie rappresenti l'Addolorata, molto venerata
dagli sciclitani, cui sono anche dedicate due processioni e due culti
(nella Chiesa di Santa Maria La Nova e nella chiesa di San Bartolomeo).
Il Gioia: Al culmine della Settimana Santa, il giorno di Pasqua viene
festeggiata la Resurrezione di Cristo, detto l'Uomo Vivo, al grido di
"Gioia", da cui per antonomasia il Gioia (con l'articolo al
maschile). La statua lignea del Cristo, opera settecentesca attribuita
a Civiletti e custodita nella Chiesa di Santa Maria La Nova, viene portata
in processione per le vie della città e fatta ondeggiare e ballare
in segno di gioia per tutto il giorno sino a tarda ora. Di recente il
cantautore Vinicio Capossela ha dedicato una delle sue canzoni a questa
caratteristica festa.
La Cavalcata di San Giuseppe: il sabato precedente il 19 marzo (o quello
successivo) dalla Chiesa di San Giuseppe parte una suggestiva processione
di cavalli e cavalieri, detta la Cavalcata di San Giuseppe, per le vie
della città di Scicli. Figuranti che rappresentano San Giuseppe
e la Vergine Maria guidano il corteo che passa nei vari quartieri in
cui vengono allestiti dei falò, dei fuochi detti Pagghiari, dove
i cavalieri e la gente che segue la cavalcata accende dei fasci di stoppie
dette ciaccàre. I cavalli sono bardati con manti di violaciocche,
dette bàlicu, di vari colori' e gigli selvatici (spatulidda)
composti a modo (nelle settimane precedenti) per rappresentare scene
religiose o simboli della città (leone rampante, stemma, San
Giuseppe, Gesù, la croce...). Campanacci, sonagli, testiere,
ed altri ornamenti completano le bardature.
Il 19 marzo la stessa processione si fonde a quella religiosa di San
Giuseppe. La rappresentazione vuole ricordare la Fuga in Egitto di Giuseppe
e Maria, dopo l'editto di Erode. La sera del sabato della Cavalcata
nel sagrato della chiesa di San Giuseppe si svolge una Cena in cui si
bandiscono prodotti tipici per raccogliere offerte per la parrocchia
e i poveri, e i cavalli e cavalieri della Cavalcata presenziano alla
Cena, alla fine della quale verranno premiati i migliori manti infiorati.
Marzo Mese Della Cultura: Nel mese di marzo si vuole festeggiare l'arrivo
della primavera, del primo caldo, delle prime passeggiate in centro,
e per questo da qualche anno a questa parte è stato istituito
il Marzo A Scicli, Mese Della Cultura. Questa iniziativa prevede un
cartello fittissimo di eventi che variano dall'arte con mostre, esptemporanee
di pittura, al cinema con i vari cineforum organizzati dalle associazioni
culturali, al folklore con le feste di primavera (La cavalcata di San
Giuseppe di Scicli e Donnalucata), e vari altri appuntamenti di tipo
culturale.
Sagra della seppia di Donnalucata, località balneare in provincia
di Ragusa, si svolge nel fine settimana che precede il 19 marzo in occasione
dei festeggiamenti di San Giuseppe, principalmente in via Pirandello
che in quei giorni si popola di bancarelle e di gente. Lungo la strada
sono allestiti gli stands dove è proposto un menù che
va dall'antipasto ai vari secondi, tutti a base di seppie pescate al
largo di Donnalucata e perciò freschissime e cucinate secondo
la tradizione locale.
Sempre all'interno dei festeggiamenti, una sfilata di cavalli, mutuata
da quella, più antica, che si tiene nel centro cittadino di Scicli,
ricorda la fuga della Sacra Famiglia in Egitto guidata dal Santo, manifestazione
che, secondo la tradizione locale, è chiamata "la Cavalcata".
I cavalli sono bardati con delle gualdrappe fatte con foglie di palma
e fiori (violaciocche), con campanacci e sonagliere; al termine si celebra
il concorso con la premiazione per la bardatura migliore.
1 maggio: Sagara del Pomodoro o festa del grappolino a Sampieri. Festa
del pomodoro a grappolo di produzione locale. Oltre al pomodoro spazio
viene dedicato agli altri prodotti orticoli e ai formaggi. In occasione
della sagra viene anche allestita una fiera dell'aartigianato a cui
prendono parte numerose aziende provenienti da tutta italia.
Basole Di Luce festival: Basole di Luce Festival si tiene tutti gli
anni a Scicli (RG) Sicilia nel mese di agosto. Il suo nome vuole magnificare
la luce riflessa sulle basole delle vie del centro storico, diventato
patrimonio dellumanità da quando lUnesco ha inserito
Scicli bella World Heritage List. Basole di Luce Festival prevede una
serie di manifestazioni di carattere culturale, con spettacoli musicali,
teatrali e di intrattenimento legati da un unico denominatore, il confronto
tra le etnie e i popoli. Basole di luce festival è una finestra
aperta sul mediterraneo, un filo roso di seta, delicato e forte, che
cuce teatro, musica, versi e arte allinsegna della mediterraneità:
un riaffiorare permanente di antichissime e barbariche radici, che mescola
insieme la tristezza antica del rimpianto alleterna sfrontata
capacità di affrontare la vita.
Carnaluvaru ra Stratanova: il Carnevale da anni viene festeggiato in
Corso Umberto, detto dagli scilitani "A Stratanova" (la strada
nuova) e si svolge con manifestazioni, sketches in maschera, sfilate
e carri allegorici.
Memorial Peppe Greco: Nell'incanto di Scicli, ammantata di barocco,
il "Peppe Greco" si accinge a compiere sedici anni da favola,
una corsa su strada che da amatoriale è divenuta una classica
tra le più prestigiose nel panorama italiano ed internazionale.
Giovanni Voi e Gigi Nifosì hanno messo a punto questa podistica
nel 1990 per ricordare Peppe Greco, un giovane medico modicano, assistente
nel reparto di ostetricia all'Ospedale Busacca di Scicli, scomparso
tragicamente in un incidente stradale, dal semplice amore per lo sport.
Era l'amico di tutti Peppe e Scicli ha rappresentato lo scenario per
conservare la memoria di un uomo eccezionale.