Santa
Venerina è un comune di 8.178 abitanti della provincia di Catania.
Dal promontorio di questo paese si affaccia un panorama ammirevole,
con la possente mole dell' Etna a ovest, il mare Jonio e il Porto di
Riposto, la città di Giarre a est, Taormina a nord. Santa Venerina
è adagiata in un dolce declivio sul quale un'autentica "civiltà
del vino" ha dato forma al paesaggio. Silenziosa è la bellezza
della sua campagna: suggestive terrazze delimitate da muri costruiti
a secco con la pietra vulcanica accolgono i vigneti, dando luogo a verdi
geometrie punteggiate qua e là dal rosa e dall'ocra delle antiche
case padronali o dal nero lavico delle case contadine. E intorno alla
campagna si amalgama lo spazio urbano: eleganti ciminiere ormai dismesse
e le solide torri grigie e rossicce delle distillerie del vino e delle
vinacce e anche delle mele, dei fichi, dei cereali, delle carrube e
dei datteri e per la produzione di liquori. Veri e propri cimeli di
archeologia industriale che catturano l'attenzione del visitatore che
si inerpica lungo le stradine di montagna. Le vetuste case bracciantili,
i "palazzeddi" con la carretteria o con la bottega dei mastri
artigiani, i palazzi d'epoca dei signorotti, le nove splendide chiese
con i loro tesori, i singoli manufatti come "la cupola", la
facciata della cappella della "Tenutella" e gli innumerevoli
altarini dislocati in ogni angolo del paese, sono le principali attrazioni
di Santa Venerina. Santa Venerina si distingue oggi per la sua rinomata
produzione dolciaria e gastronomica; per artigianato del legno, del
ferro e della ceramica; i distillati, i liquori e i ricchissimi vini.
ORIGINI E CENNI STORICI
Le
origini e lo sviluppo di Santa Venerina furono determinati dalla sua
posizione di estremo confine tra la contea di Jaci e la contea di Mascali
che nel passato la vedeva suddivisa prima in due parti e con la frammentazione
del territorio di Jaci, impose unulteriore frazionamento. Il torrente
Salaro fu per molti secoli confine naturale tra le due contee e proprio
questo luogo era attraversato dalla reggia trazzera che da Messina arrivava
a Catania. I viandanti che ne varcavano il confine ne dovevano pagare
il dazio. Al controllo di tale confine nel luogo vi si stanziarono delle
guardie acesi che lo riscuotevano per il senato di Jaci. Con lo stazionamento
di questa gente che comincia a delinearsi il primo nucleo abitato ed
dalledificazione di una cappella, dedicata alla patrona di Jaci:
Santa Venera. Era quasi naturale che questi acesi oltre a trasferire
le proprie masserizie portassero anche la loro devozione ai propri protettori,
Santa Venera e San Sebastiano. Analoga situazione lo si ebbe per San
Leonardello in cui vi si stanziarono delle guardie di Mascali per il
controllo del confine della omonima contea sulla via valeria, che il
luogo prese il nome dalla propria devozione a San Leonardo, patrono
di Mascali.
L'investimento
in questa contrada dovette evidentemente palesarsi conveniente giacché
negli anni a seguire gli stessi deputati e molti concittadini e borghesi
di Aci acquistarono terre in quelle zone vitalizzante dalla fiera franca,
dando inizio al processo di popolamento. Verso il 1850 si ebbe un vero
sviluppo demografico ed economico. Le numerose distillerie che sorgevano
nella zona e la ricca produzione vinicola, unitamente ad un artigianato
molto esperto che ne ha fatto un paese fiorente e economicamente e socialmente
sviluppato. Questo sviluppo portò ad alimentare le speranze di
unificare il paese sotto un unico comune. La costituzione a comune autonomo
di Santa Venerina si ebbe nel 1936 con scorporazione di porzione di
territorio dei comuni di Acireale, Zafferana Etnea e Giarre.
La
questione sulla denominazione del nuovo comune vide contrapposti, per
decenni, gli abitanti di Santa Venerina e gli abitanti di Bongiardo.
I bongiardesi chiedevano, come si legge nei tanti memoriali del Comitato
pro bongiardesi, che il parlamento siciliano approvasse la nuova denominazione
del comune con il binomio Santa Venerina - Bongiardo o con Bongiardo
- Santa Venerina oppure che, a tutela dei diritti e dell'esistenza di
Bongiardo, quale centro più antico rispetto a Santa Venerina,
sia concesso di ritornare al comune di Zafferana Etnea. La vicenda però
si risolse negativamente per Bongiardo in quanto il parlamento siciliano
nel 1950 rigettò le istanze di modifica della denominazione del
comune e dello smembramento del territorio comunale.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 7.901 (M 3.879, F 4.022)
Densità per Kmq: 420,5 (dati Istat 2001)
Numero Famiglie 2.733
Numero Abitazioni 4.175
Denominazione Abitanti santavenerinesi
CAP 95010
Prefisso Telefonico 095
Codice Istat 087048
Codice Catastale I314
Santo Patrono Santa Venera
Festa Patronale prima domenica di agosto
Etimologia
(origine del nome)
Riprende il nome della Santa a cui è dedicata la chiesa parrocchiale,
Santa Venerina.
Il Comune di Santa Venerina fa parte di:
Regione Agraria n. 7 - Colline litoranee di Acireale
Associazione Strada del Vino dell'Etna
Associazione Nazionale Città del Vino
Patto Territoriale Area Jonica Etnea
Località e Frazioni di Santa Venerina
Linera, Cosentini, Maria Vergine, Dagala del Re, Monacella
Comuni Confinanti
Acireale, Giarre, Zafferana Etnea
Chiese e altri edifici religiosi santavenerinesi :
Chiesa Madre di Santa Venera
Chiesa di Santa Maria Vergine della Catena
Chiesa di Santa Maria del Lume
Chiesa di Santa Maria del Carmelo
Chiesa di Maria SS. Immacolata