San
Vito Lo Capo è un comune di 3.914 abitanti
della provincia di Trapani. Il paese è uno
dei più famosi luoghi di soggiorno estivo di
Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia. Nasce
alla fine del settecento, nel territorio demaniale
ericino, alle falde di Monte Monaco, nella bianchissima
baia posta tra Capo San Vito e Punta Solanto. Tracce
dell'epoca paleolitica, mesolitica e neolitica si
trovano nelle numerose cavità naturali, un
tempo abitazioni, che si affacciano sul mare. Resta
avvolta dal mistero l'esistenza di un'antica borgata,
Conturrana, una rupe immensa a 500 passi dalla riva
staccatasi dalla montagna. Qui, probabilmente intorno
alla fine del IV sec. a.C., esistette un piccolo centro
abitato. Nucleo generatore di San Vito Lo Capo è
l'attuale Santuario, antica fortezza che nell'arco
dei secoli ha subìto numerosi interventi edilizi.
La prima costruzione, realizzata intorno al trecento,
fu una piccola cappella dedicata a San Vito martire,
patrono del borgo marinaro. Secondo una tradizione
accettata e riportata da tutti gli agiografi e cultori
di storia siciliana, il giovane Vito (di origini presubilmente
della Lucania), per sfuggire ai rigori della decima
persecuzione ordinata da Diocleziano 303-304, e alle
ire del padre Ila e del prefetto Valeriano, assieme
al suo maestro Modesto e alla nutrice Crescenzia,
scappato via mare da Mazara, col favore dei venti
approdo sulla costa del feudo della Punta, in territorio
di Monte Erice, dagli antichi chiamato Capo Egitarso.
Qui cominciò a predicare la parola di Dio tra
la gente del luogo, in una borgata poco distante dalla
spiaggia, chiamata Conturrana. In nome di Dio guariva
gli infermi, quanti fossero colpiti da rabbia o morsi
da animali, o compromessi nella salute per un improvviso
spavento, scacciava gli spiriti immondi. Ma, a dispetto
dei numerosi miracoli operati, la sua opera fu coronata
da scarso successo, e si concluse col castigo inflitto
da Dio a Conturrana. La credenza popolare ritiene
che il giovanetto S. Vito, martire al tempo di Diocleziano,
sia stato in questo paese non benevolmente accolto,
allorquando si era colà rifugiato, accompagnato
dai precettori Modesto e Crescenzia. L'inesorabile
ira divina si era abbattuta sul paese, seppellendolo
completamente sotto una frana, non appena i tre profughi
avevano lasciato il centro abitato, dirigendosi verso
il mare. Sempre secondo tradizione Santa Crescenzia,
voltandosi a guardare la città che crollava,
divenne pietra nello stesso punto dove adesso sorge
la cappella, alla quale ancora oggi gli abitanti del
luogo attribuiscono poteri magici. Per S. Vito, invece,
seguì una breve dimora nell'Egitarso e, dopo
un viaggio attraverso la Sicilia e la Basilicata,
il martirio il 15 giugno del 299. Col tempo crebbe
la fama della chiesa e dei "miracoli" attribuiti
al martire Vito e a Santa Crescenzia e così,
per accogliere i numerosi fedeli che arrivavano in
pellegrinaggio - e, soprattutto, per difenderli da
ladri e banditi - l'originaria costruzione andò
trasformandosi in una fortezza/alloggio. Tale realizzazione
risale alla fine del quattrocento. Fin dall'inizio,
il Santuario fu fatto centro ad una grande devozione
e la fama dei miracoli che il Santo qui operava, varcava
anche i confini della Sicilia, richiamando in ogni
stagione numerosissimi pellegrini. Anche gli stessi
corsari, nemici dichiarati della fede cattolica, avevano
rispetto per il Santo e per il suo tempio. Nel frattempo
aumentavano i pericoli di incursioni di pirati barbareschi,
così, lungo le coste dell'isola, cominciarono
ad essere edificate numerose torri di avvistamento.
Le torri principali di avvistamento erano tre, due
sono ancora visibili e sono torre Scieri e torre Isolidda.
La terza invece, torre Roccazzo, ubicata sul piano
Soprano che si estende ad ovest del paese di San Vito
(il luogo fu appositamente scelto perché l'unico
atto a garantire la corrispondenza con le altre due
torri), venne impietosamente demolita per far posto
al semaforo militare nel 1935. All'inizio del settecento
iniziarono a comparire le prime case tutto intorno
al Santuario. Alla fine dello stesso secolo, attorno
alla chiesa esisteva già un piccolo nucleo
di abitazioni. Nasceva così San Vito Lo Capo.
Nell'arco dei secoli, la cittadina ha accolto esploratori,
viaggiatori e persino commissari governativi che,
mossi da curiosità, interessi culturali o militari,
misero a punto meticolose ed interessanti descrizioni
sulla geografia dei luoghi visitati.
MANIFESTAZIONI
Nel mese di Settembre vi si tiene il San Vito Couscousfest,
rassegna di cultura, musica e cucina del bacino del
Mediterraneo, dalla fama e dal prestigio sempre crescente.
Ad ottobre 2007 e precisamente negli ultimi tre fine
settimana si terrà la prima edizione della
manifestazione gastronomica culturale "tempu
ri Capuna".Ogni week end verrà dedicato
alla tradizione culinaria del pesce azzurro.Nel corso
della manifestazione si terranno dei convegni scentifici
e delle serate animate.