Ragusa
(RG) è un comune con 72.168 abitanti, capoluogo della omonima
provincia in Sicilia, il più a sud d'Italia, e fa parte dei pochi
capoluoghi ad oltre 500 metri di altezza. Ha un comune vastissimo che
parte dal mare e arriva ad altezze collinari elevate, è fra i
comuni lambiti dal mare che hanno il più elevato dislivello.
Il territorio ibleo è prevalentemente collinare, formato da grandi
altipiani e vallate. Su uno di questi altipiani, il Patro,
sorge la città. Il territorio è prevalentemente calcareo.
Dalla pietra calcarea che abbonda nellintero territorio, nascono
i muri a secco, che delimitano le chiuse e che creano un grande effetto
paesaggistico. In passato lintero territorio di Ragusa era ricoperto
di vegetazione mediterranea. I disboscamenti perpetrati nei secoli,
a partire da quelli massicci effettuati dai Romani, hanno contribuito
in larga parte alla diminuzione delle risorse idriche, che comunque
nellintera provincia sono superiori rispetto a quelli di altre
province siciliane. Il fiume più importante di Ragusa è
lIrminio, un tempo navigabile, come si evince da antichi documenti
arabi. Il fiume Irminio è sbarrato da una diga. Lo sbarramento
ha dato luogo a un lago artificiale:il Lago di S.Rosalia che si trova
a metà tra il territorio di Ragusa e quello di Giarratana. La
fauna selvatica non è molto copiosa nel territorio se si escludono
i conigli e i falchi. Ragusa gode di un tipico clima mediterraneo, anche
se in inverno si raggiungono temperature abbastanza fredde.
STORIA
Ragusa
ha origini antichissime: nella seconda metà del II millennio
a. C., quando ancora Roma, "la città eterna", era men
che un piccolo villaggio, Ragusa ospitava un aggregato di villaggi siculi.
Il sito di Ibla trae origine da uno di questi e probabilmente sorge
sulla stessa area della sicula Hybla poi divenuta Hybla Heraia sotto
i greci. La città antica, situata su un colle che vada circa
385 (i giardini iblei, la "villa") a 440 m (all'ex distretto
militare) di altezza, ebbe contatti con i Greci, come dimostrano numerose
necropoli trovate nella zona e i ritrovamenti nell'area adiacente ai
Giardini Iblei di età greco-arcaica. Dopo i Greci si susseguirono
i Romani e i Bizantini che fortificarono la città costruendovi
un imponente castello, a testimonianza dell'importanza che la città
aveva nel frattempo assunto. Occupata dagli Arabi nel 848, rimase sotto
il loro dominio fino alla fine dell'XI secolo quando, conquistata dai
Normanni, divenne Contea; il suo primo conte pare esser stato il normanno
Goffredo, figlio illegittimo di Ruggero I di Sicilia. Secondo lo storico
Sortino-Trono, la tradizione vorrebbe che, intorno al 1093, Ragusa fosse
stata abitata da una colonia di Cosentini mandatavi dal conte Ruggero
e che questi fossero stati accettati a patto che si fossero accampati
fuori delle mura della città. Questa leggenda è stata
confermata attraverso le ricerche dello storico Gianni Morando che è
riuscito a localizzare il sito dell'antico villaggio, sorto dove nel
1593 si trovava il quartiere dei Cosentini, il più grande quartiere
della città. Dalla conformazione topografica, dai confini dei
quartieri limitrofi e dall'esistenza di una porta detta porta dei Cosentini
è stato possibile ricostruire la mappa del borgo dei Cosentini
che si trovava effettivamente fuori delle mura della città, era
a sua volta circondato da mura di difesa ed aveva forse più di
una porta d'accesso. Attraverso dati sulla popolazione del 1624, l'analisi
socio-economica del Morando ha messo in evidenza come la popolazione
ragusana fosse
spaccata
in due parti. La zona del quartiere dei Cosentini e dei quartieri limitrofi
conteneva la parte più povera della popolazione, si trovava ad
ovest e faceva capo alla congregazione religiosa di S. Giovanni. La
parte nobile e borghese, rappresentata dalla popolazione originaria,
si trovava ad est, faceva capo alla congregazione religiosa di S. Giorgio
e dominava la scena politica della città. I Ragusani più
ricchi abitavano nel quartiere Tocco, dove i parametri relativi alla
ricchezza della popolazione erano circa 20 volte superiori a quelli
dei quartieri più poveri della zona ad ovest.
Sotto
i Chiaramonte, nel 1296, le contee di Ragusa e Modica furono riunite
nell'unificata Contea di Modica, con l'amministrazione e la residenza
dei conti che si alternavano, a seconda degli eventi storici, fra Ragusa
e Modica. Dal 1447, in seguito ad una rivolta
popolare, la sede amministrativa della Contea passò esclusivamente
a Modica fino al 1816. Con la costituzione delle nuove province, Ragusa
venne a far parte, fino al 1926, della Provincia di Siracusa, e nel
dettaglio, del Circondario di Modica, il quale, insieme ai Circondari
di Siracusa e di Noto, rappresentava la sede locale della Provincia
di Siracusa. Il tremendo terremoto del 1693, che solo a Ragusa causò
circa 5.000 morti e la distruzione del castello, nonché della
maggior parte delle chiese e delle case, favorì la nascita di
una nuova Ragusa in contrada Patro, che inizialmente fu chiamata Cosenza,
confermando ancora le ipotesi del Sortino-Trono e le ricerche del Morando.
Questa parte della città fu occupata prevalentemente dalla nuova
borghesia, mentre gran parte della vecchia nobiltà preferì
ricostruire Ibla nello stesso posto di prima. Differenze sociali, vecchi
rancori e interessi diversi, fecero sì che le due Raguse avessero
amministrazioni separate, fino a quando, nel 1926, i due comuni furono
riunificati in uno solo (che divenne anche capoluogo di provincia),
sebbene continuino tuttora a festeggiare due diversi santi patroni:
a Ibla San Giorgio, l'ultima domenica di maggio, a Ragusa "su"
San Giovanni Battista il 29 agosto.
IL
COMMISSARIO MONTALBANO E ALTRO
Dal
dopoguerra ad oggi Ragusa è stata scelta come set per numerosissime
produzioni cinematografiche. Certamente la più famosa fiction
è "Ilcommissario Montalbano" di recente produzione,
ma già nel 1961 fu girata tra Ragusa Ibla e Ispica la commedia
"Divorzio all' italiana" interpretata da Marcello Mastroianni,
Stefania Sandrelli, Lando Buzzanca e premiata con l' oscar per la sceneggiatura
a Pietro Germi, Ennio De Concini e Alfredo Riannetti, che mostra grottescamente
l' antica realtà siciliana del delitto d' onore. Negli Iblei
sono stati girati molti altri film: nel 1975 Luigi Zampa tornò
nel ragusano per
girare "Gente di Rispetto" con Franco Nero. Nel decennio che
segue verranno ancora girate alcune scene di "Le città del
mondo", "L'esclusa" tratto dall' omonimo romanzo di Pirandello
e diretto da Pietro Schivazappa, alcune scene di "Giovannino"
, "I nuovi mostri" di Dino Risi e "Arrivano Joe e Margherito"
con Bud Spencer e Terence Hill. Nel 1984 il grande cinema d' autore,
prende forma con i Fratelli Taviani che ambientano a Ragusa "Kaos"
, tratto dalle omonime novelle di Luigi Pirandello. Con Kaos vengono
valorizzate le bellezze paesaggistiche degli Iblei e non soltanto la
sua monumentalità barocca. Danielle Huillet e Jean Marie Straub
a Donnafugata gireranno "La morte di Empedocle". Sul litorale
ibleo sono girate le scene di "Ladro di bambini" di Gianni
Amelio e nel 1993 Francesco Crescimone gira "Il trittico di Antonello".
Negli anni ' 90 vengono girati nel ragusano molti film a un ritmo quasi
incessante,sia per la televisione che per il cinema e persino spot pubblicitari.
Ma il culmine è con "L' uomo delle stelle" di Giuseppe
Tornatore, magnifico film d' autore del regista premio oscar, e con
"La stanza dello scirocco" di Maurizio Sciarra.
ECONOMIA
L'economia di Ragusa è basata principalmente sull'agricoltura
(ortofrutta, uliveti), l'allevamento dei bovini da cui si ricava il
latte di mucca utilizzato industrialmente nelle mozzarelle denominate
"fiocchi di latte" e anche per la produzione del "caciocavallo
ragusano", a marchio "DOP", conosciuto ed apprezzato
in tutta Italia.
Da
qualche anno, grazie a delle politiche mirate, è iniziato lo
sfruttamento delle potenzialità turistiche del capoluogo con
il barocco di Ibla e le sue oltre 50 chiese (nella sola Ibla), con il
centro di Ragusa e le spiagge del litorale che vanno da Donnalucata
a Casuzze e Caucana passando per la sempre vivace Marina di Ragusa,
crocevia di un numero sempre crescente di turisti in cerca di spiagge
dorate e passatempi serali e notturni. L'affluenza di turisti a Ragusa
e provincia sarà presto incrementata dall'ultimazione dei lavori
di costruzione del porto turistico di Marina di Ragusa e dell'aeroporto
di Comiso che sta sorgendo sulle spoglie della ex-base missilistica
USA. Un ulteriore incremento all'attività turistica è
venuto dalla fortunata serie televisiva che ha come protagonista il
Commissario Montalbano. La serie, principalmente ambientata nella provincia
di Ragusa, ha fatto scoprire a molti turisti le bellezze architettoniche
e naturalistiche che il territorio ibleo può offrire.
Ragusa
viene spesso citata e denominata come un'isola nell'isola, per via dell'attiva
imprenditorialità dei ragusani che rendono la provincia tra le
più ricche del meridione. Negli anni passati sono stati pure
effettuati degli studi al fine di stabilire quali siano i fattori scatenanti
che, in controtendenza al resto della Sicilia, fanno sì che l'economia
iblea abbia un tale primato.
Ragusa
ha avuto e continua ad avere una forte caratterizzazione industriale.
Nel ragusano vi sono grandissimi giacimenti dasfalto, tra i più
grandi dEuropa, e una consistente presenza petrolifera. Già
dai tempi antichi era nota la presenza di deposti asfaltaci nel Ragusano,
come testimoniato dai sarcofaghi rinvenuti in contrada Tabuna. A seguito
del disastroso terremoto del 1693 il materiale asfaltico fu largamente
utilizzato per la ricostruzione del centro abitato. Nel 1838 tre sottoufficiali
svizzeri al servizio del re Ferdinando II di Borbone, scoprirono la
pietra pece, e convennero che era utilizzabile per lestrazione
del bitume. Le leggi restrittive del monarca borbonico, li fecero tuttavia
desistere da ulteriori azioni. Più tardi, nel 1855, degli Inglesi
acquistarono dai massari ragusani, vasti appezzamenti di terreno e iniziarono
lo sfruttamento in miniere allaperto. La pece diventò un
fatto economicamente rivelante tuttavia lo scoppio della Grande Guerra
bloccò tutte le attività. Nel 1918 lA.B.C.D (Asfalti,Bitumi,Combustibili
e Derivati), unazienda con sede in Roma, impiantò una serie
di 16 forni gazogeni per la lavorazione dellasfalto,la
distillazione e lestrazione da esso dellolio asfaltico grezzo.
Da questultimo si può ricavare benzina,olio combustibile
e bitume. Quelli furono anni doro per la realtà economica
locale. Limpiego della manodopera ragusana portò ad un
crescente benessere. Con lasfalto di ragusa furono lastricate
via Montenapoleone a Milano, viale della libertà a Palermo e
alcune strade in Inghilterra. Nel porto di Marina di Ragusa, chiamata
allora "Mazzarelli", attraccavano i velieri per caricare a
bordo tonnellate e tonnellate di Pietra Pece che raggiungevano, così,
attraverso i mari i continenti più lontani dagli Stati Uniti
D'America, all'Argentina, al Brasile e l'Australia. Intanto la Gulf
Oil Company iniziò la ricerca delloro nero nella realtà
ragusana e risale al 1953 la scoperta del primo pozzo petrolifero italiano.
Lasfalto trovato incominciò ad essere convogliato verso
la raffineria di Augusta. Seguì un periodo di crisi, e le miniere
furono affidate alla Calce e cementi Segni che le riconvertì
per creare un cementificio che usasse la pietra asfaltica come materia
prima. Il cementificio finì nelle mani dellInsicem e oggi
è proprietà della Colacem. Inoltre a Ragusa opera la società
del gruppo Eni "Polimeri Europa", specializzata nel settore
chimico.