Niscemi
è un comune di 26.492 abitanti (fonte ISTAT, gennaio 2007), della
provincia di Caltanissetta, situato nella Sicilia centromeridionale.
Il centro abitato è situato su un altipiano, posto a 332 metri
dal livello del mare. Il comune ha una superficie di 9.654 ettari per
una densità abitativa di 282 abitanti per chilometro quadrato.
Niscemi è situata su una collina rientrata nella parte dei Monti
Erei e alle pendici degli Iblei, con un fantastico panorama occidentale
sulla vallata del fiume Maroglio e la Piana di Gela. Niscemi dista 98
km da Caltanissetta, 90 km da Catania, 89 km da Enna, 195 km da Messina,
227 km da Palermo, 59 km da Ragusa, 127 km da Siracusa e 326 km da Trapani.
Il nome Niscemi deriva dall'arabo nasciam che significa "olmo".
STORIA
Niscemi è un paese ricco di storia e di tradizioni. Il passato
storico della cittadina niscemese si può ricostruire grazie ai
resti dei primi insediamenti che fanno riferimento alla cultura sicula
e sicana ed alle necropoli con le tombe a tholos e a forno, risalenti
al XIII secolo. Si racconta che nel 1499, Andrea Armao, un pastore del
bosco di "Santa Maria" (vecchio nome della città) avesse
smarrito un bue, Portagioia, e dopo averlo cercato invano nella boscaglia
lo trovò chino (si disse in ginocchio, davanti a una fonte di
acqua dove vi era l'immagine di una Madonna, secondo la leggenda dipinta
da mani angeliche su una tela di seta). Lì venne costruita una
chiesa che rappresentò il centro del piccolo nucleo di abitazioni;
anche nei tempi attuali, nonostante la posizione in periferia, la chiesa
ricopre una notevole importanza simbolica per gli abitanti di Niscemi.
L'origine di Niscemi risale al 1629, grazie alla fondazione da parte
del principe di Butera, Giuseppe Branciforte, che nel 1627 ottenne dal
sovrano Filippo IV la nomina di principe di Niscemi. L'attuale centro
abitato fu ricostruito dopo il 1693, anno in cui si verificò
il terribile terremoto che annientò buona parte della Sicilia
Orientale e rase al suolo l'antico borgo feudale. Il 13 ottobre 1997
si verificò a Niscemi una frana di vaste proporzioni che rese
senza casa centinaia di persone, la chiesetta delle Sante Croci subì
gravi danni e in seguito fu abbattuta assieme ai fabbricati più
pericolanti. Attualmente questa zona è disabitata, le case abbandonate
sono state distrutte da vandali. Nell'ultimo decennio, inoltre, il paese
ha avuto gravi problemi di legalità. Dal 2003, successivamente
alla sfiducia del sindaco Totò Liardo, il comune è stato
commissariato per condizionamento mafioso all'interno della giunta comunale.
ECONOMIA
L'economia del paese è prevalentemente di tipo agricolo; più
del 60% della popolazione è occupata in agricoltura. Fra i prodotti
più coltivati vi sono carciofi (di cui niscemi è la capitale
italiana, producendo circa il 40% dei carciofi consumati nel Paese),
pomodori e uva. Il carciofo nella città di Niscemi fa parte di
una cultura radicata nella tradizione, tanto da essere ricordato annualmente
nella sagra che si tiene nel mese di Aprile. Un appuntamento fieristico
di grande spessore che promuove e rilancia l'agricoltura della città,
con stand espositivi con la degustazione di vari piatti pregiati a base
del prodotto locale.