Mòdica
è un comune di 54.005 abitanti della provincia di Ragusa. Mòdica,
il cui nome originerebbe dal fenicio Mùtika (albergo), o dal
siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), è situata
13 km a sud del capoluogo di provincia, ed il suo territorio urbano
si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon (detti
localmente "cave"). La città sorge sulla confluenza
di due fiumi a carattere torrentizio che dividono l'altopiano in quattro
colline: Pizzo a nord, Idria ad ovest, Giacanta ad est e Monserrato
a sud. I due fiumi, Pozzo dei Pruni e Janni Mauro (asciutti e coperti
nel tratto urbano), si uniscono a formare il Modicano, il cui alveo
è stato coperto nei primi del Novecento divenendo l'odierno Corso
Umberto I, asse principale della città. Il nucleo urbanistico
più antico è situato sulla collina che separa i due torrenti
e sui versanti da essi creati. Il clima a Modica è mite anche
d'inverno, le temperature medie non scendono sotto i 10 gradi, la neve
rappresenta un evento rarissimo. Lestate è calda ma asciutta
e ventilata, soprattutto nelle parti più alte della città
(oltre i 440 m).
Mòdica,
come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare configurazione
urbana alla non comune conformazione del territorio combinata ai vari
fenomeni di antropizzazione. Leantiche abitazioni della parte alta della
città, addossate le une sulle altre, sono spesso l'estensione
delle antiche grotte (dammuso dal greco damàsion),
abitate fin dall'epoca preistorica. Il tessuto urbano, adagiato sui
fianchi delle due vallate e sulla collina del Pizzo, è un intrico
di casette,
viuzze
e lunghe scale. Le stesse chiese solitamente non si affacciano su piazze
ma su imponenti e scenografiche scalinate. Lo stile prevalente dei monumenti
è quello comunemente identificato come tardo-barocco. L'aspetto
molto caratteristico del centro storico è purtroppo stato turbato
da alcuni scempi edilizi succedutisi dagli anni sessanta agli anni ottanta
ad opera di alcuni imprenditori edilizi poco coscienziosi, con il permesso
di una classe politica non sempre all'altezza del proprio ruolo.
Altro
elemento caratterizzante il territorio, in particolare la campagna,
è la fitta rete di "muri a secco" che delimita gli
appezzamenti di terreno, trapuntati dalla presenza di maestosi alberi
di carrubo, molto frequenti in tutto il territorio provinciale (maggior
produttrice del suo frutto nell'Italia intera). La ragione della fitta
maglia di muri a secco va ricercata nella precoce formazione di una
classe di piccoli proprietari terrieri, che dalla prima metà
del 500 frazionarono un immenso feudo, la Contea di Modica, corrispondente
grosso modo al territorio dellodierna Provincia di Ragusa, delimitando
le nuove proprietà con tali recinti.
STORIA
Modica,
dal XIII secolo circa e fino agli anni 30 del XX è stata
la quarta città della Sicilia, è stata economicamente
e culturalmente vivace, anche grazie alla presenza di enti distruzione
ecclesiastici e laici che lhanno resa un notevole centro di studi.
I
Carmelitani e i Domenicani vi stabilirono degli studia
nel XIII e nel XIV secolo, i Francescani nel '500 (ma vi erano presenti
da ben prima); fin quando i Gesuiti vi fondarono nel 1630 uno di quegli
importanti collegi pubblici per cui furono giustamente famosi. Il Collegio
Gesuiticorilasciava Lauree in Teologia, in Materie Umanistiche (Filosofia,
Retorica, Umane Lettere) e Arti Liberali (Fisica, Matematica) fino al
1767.
Da una delibera inviata nel 1832 alla Commissione di Pubblica Istruzione
di Palermo, in cui si chiedeva che si autorizzasse la riapertura delle
cattedre di Leggi e di Medicina, abolite (con disposizione del 1775)
nei Collegi per doversi studiare nelle Università, si deduce
che fino al 1767 il Reale Collegio Gesuitico di Modica rilasciasse anche
i Diplomi di esercizio in tutte le professioni libere, di Avvocati,
Medici, Notari, ecc. che diventavano esecutivi col visto del Governatore
della Contea.
Dal
1812 al 1860 i Gesuiti tornarono ad insegnare le discipline che oggi
si studiano nelle scuole secondarie superiori (diritto, zoologia, arti,
scienze e lettere). L'Istituto Tecnico "Archimede" fu, nel
1866, una delle prime scuole secondarie superiori Statali ad essere
fondate in Sicilia.
Pochi anni dopo, nel 1875, il Ginnasio comunale circondariale (corrispondente
alla attuale Scuola media inferiore), attivo fin dal 1862, fu trasformato
in "Liceo Ginnasio" Comunale, divenuto infine nel 1878 "Regio
Liceo Ginnasio" intitolato a Tommaso Campailla.
Ancora nel 1889, l'"Archimede" di Modica era l'unico Istituto
Tecnico dell'intera provincia di Siracusa, ed il Liceo Classico "T.
Campailla" contava più iscritti del Liceo Gargallo di Siracusa,
fondato posteriormente. A tutt'oggi, l'Archimede di Modica è
l'istituzione scolastica con il più alto numero di iscritti dell'intera
Provincia di Ragusa.
Negli
ultimi anni è nato a Modica un Corso di Laurea in Scienze del
Governo e dell'Amministrazione della Facoltà di Scienze Politiche
dell'Università di Catania. Il corso di laurea conta oggi un
triennio, con circa mille iscritti, e una laurea specialistica in "Scienze
delle Pubbliche Amministrazioni". La Facoltà di Economia
e Commercio della stessa università ha attivato un Corso di Laurea
in "Economia Aziendale".
Infine, l'Università di Messina gestisce e coordina, dal 1989,
un Corso di Laurea in Scienze Sociali, subentrando all'iniziativa privata
del gesuita P. Salvatore Scimè, che aveva fondato, nel 1969,
una "Scuola Superiore di Servizio Sociale", attiva nel ventennio
precedente.
DA
VEDERE
Se la città di Noto è universalmente riconosciuta come
capitale del Barocco della Sicilia sud-orientale, il Duomo di San Giorgio
in Modica viene spesso indicato e segnalato come monumento simbolo dello
stile architettonico tardo-barocco di questo estremo lembo d'Italia.
Lo storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco ha dichiarato che tale
Chiesa forse andrebbe inserita tra le sette meraviglie del mondo barocco.
La chiesa di San Giorgio, inserita nella Lista Mondiale dei Beni dell'Umanità
dell'UNESCO, è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca,
avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel
1613, nel 1693 (il più grave) e nel corso del Settecento. La
presenza di una chiesa in tale sito si segnala in documenti dell'Archivio
parrocchiale, comprendenti anche documenti della cancelleria papale,
a partire dal 1150 circa, ma verosimilmente la sua prima edificazione
sarebbe stata voluta, al pari del San Giorgio in Paternò, direttamente
dal Conte Ruggero d'Altavilla, a partire dalla definitiva cacciata degli
Arabi dalla Sicilia, intorno al 1090.
Limponente
facciata a torre fu costruita a partire dal 1702 e completata, nel coronamento
finale, solo nel 1834. Una scenografica scalinata di 164 gradini, aggiunta
dal gesuita Francesco Di Marco nel 1818, conduce ai cinque portali del
tempio. La parte della scalinata sotto strada fu progettata nel 1874
dall'architetto Alessandro Cappellani Judica. Misterioso rimane il nome
dell'autore del progetto originario settecentesco della facciata, anche
se indicazioni ricavate da attenti studi inducono a pensare, anche in
considerazione della lunga durata dei lavori, ad una rielaborazione
continua ad opera dei più validi architetti del Settecento isolano
(fra i quali Rosario Gagliardi e Paolo Labisi verso la metà del
'700), sicuramente non superficiali conoscitori dello stile Barocco
italiano ed anche europeo.
All'interno
della chiesa, dedicata ai martiri San Giorgio e Ippolito, si possono
ammirare un grandioso organo con 4 tastiere, 130 registri e 5000 canne,
perfettamente funzionante, della fine dell'800; un dipinto di scuola
toscana, L'Assunta del tardo-manierista Filippo Paladini (1610); una
deliziosa pittura naif su legno, La Natività di Carlo Cane, del
'500; una stupenda statua marmorea, la Madonna della Neve della bottega
di Mancini e Berrettaro, del 1511; il grandioso polittico dell'altare
maggiore, composto da ben 10 tavole, dipinte forse dal messinese Girolamo
Alibrandi nel 1513, e raffiguranti le scene della Sacra Famiglia e della
vita di Gesù, dalla nascita fino alla Resurrezione e all'Ascensione,
oltre a 2 riquadri con le classiche iconografie dei due santi cavalieri,
san Giorgio che sconfigge il Drago, e san Martino che divide il proprio
mantello con Gesù, che gli si presenta sotto le vesti di un povero
accattone. La datazione e l'autore del polittico, contestati per la
difficile lettura della terza cifra sulla gamba del cavallo di san Martino,
sembrano avvalorati dal fatto che Girolamo Alibrandi, oltre ad essere
contemporaneo e concittadino, era anche cognato di Giovanni Resalibra
da Messina, l'abile intarsiatore ed indoratore delle cornici e dell'intera
tribuna che contiene le 10 pale che compongono il polittico.
Castello
dei Conti
Nato come fortificazione rupestre, modificato in varie epoche tra l'VIII
e il XIX secolo, si erge su un promontorio roccioso difficilmente attaccabile,
con due lati su tre costituiti da pareti a strapiombo. All'esterno rimane
una torre poligonale (XIV sec). Nel cortile interno sono visitabili
le carceri medievali, stanze squadrate ricavate dalla roccia, poi la
recente chiesa della Madonna del Medagliere (1930, sorta sui ruderi
della chiesa di S. Leonardo, a conforto dei carcerati fino al 1865),
infine ciò che resta della chiesetta di S. Cataldo, più
tre nicchie campanarie oggi murate all'esterno. Crollate a causa del
terremoto del 1693, o demolite perché di intralcio allo sviluppo
urbanistico moderno della zona, quasi nulla più resta delle 5
torri, delle 4 porte e della cinta muraria dell'antico maniero. Recentemente
è venuto alla luce, e reso fruibile, un suggestivo cunicolo sotterraneo
scavato nella roccia, che trapassa lo sperone roccioso su cui sorge
il Castello: era un passaggio di ronda militare.
Torretta
dell'Orologio
su una vecchia guardiola militare, ricadente nell'area del vecchio castello
dei Conti, è stato apposto nel 1725 un orologio interamente meccanico
ancora perfettamente funzionante, i cui complessi meccanismi vengono
controllati e riavviati ogni 24 ore circa.
Duomo
di San Pietro
Un documento del vescovo di Siracusa ne attesta l'esistenza in situ
nel 1396, per cui la data della sua prima edificazione è da collocarsi
nei decenni intorno al 1350. Per Decreto Regio di Carlo III di Borbone
(1797) ed in seguito a secolare disputa è stata dichiarata Chiesa
Madre al pari di S. Giorgio, la chiesa "ufficiale" dei Conti.
Fa parte anch'essa della lista dei Monumenti Bene dell'Umanità
dell'UNESCO. Rovinata in seguito al primo terremoto del 1613, fu presto
restaurata, ma alcuni elementi interni furono risparmiati dai crolli;
si conserva ancora una cappella laterale dedicata all'Immacolata, che
riporta la data del 1620 incisa sul cupolino, e che ha resistito anche
al successivo terremoto del 1693. I lavori di ricostruzione furono diretti
da due sapienti capimastri locali, Rosario Boscarino di Modica e Mario
Spada di Ragusa. Una bella scalinata con le statue dei dodici Apostoli
conduce alla sobria facciata. All'interno si conservano due statue marmoree,
una "Madonna di Trapani" attribuibile ad un allievo di Francesco
Laurana, databile intorno al 1470, ed una bellissima "Signora del
Soccorso" (1507), proveniente dalla antica chiesa di S. Maria del
Soccorso (distrutta nel 1927 per costruire l'Istituto Magistrale), ed
attribuita a Giorgio da Milano, che lavorava a Palermo nella bottega
di Domenico Gagini. Il lampadario centrale, che incombe sull'altare
maggiore, è un notevole lavoro di vetreria proveniente da Murano.
L'organo monumentale, opera dei fratelli Polizzi ed inaugurato nel 1924,
contiene 3200 canne, 32 registri e due tastiere.
MANIFESTAZIONI
Madonna vasa-vasa
Si svolge nella mattinata di Pasqua. Risalente almeno al 1645, rappresenta
l'incontro fra la Madonna ed il Cristo Risorto, reso caratteristico
ed emozionante in questa versione modicana dal fatto che il simulacro
di Maria muove le braccia, impartisce benedizioni e si china a baciare
il petto del figlio risorto. A mezzogiorno in punto, fra ali di folla
acclamanti, alla Madonna, appena "scorge" in lontananza Gesù
Risorto, viene fatto cadere il manto nero che la ricopre, lasciando
così scoperto il suo vestito azzurro; intanto si ha un lancio
di colombe bianche, collocate in precedenza nel basamento del simulacro.
Sagra
della ricotta, si svolge nel mese di maggio in località Cannizzara.
Sagra del carrubo, a Frigintini in settembre o ottobre: si degustano
tutte le specialità a base di carrube: lolli (cavatelli cotti
in sciroppo di carrube e ricoperti con mandorla tritata abbrustolita),
gelo, biscotti e caramelle.
Palio
della Contea, si svolge in pieno centro storico a Ferragosto; cavalli
e cavalieri in rappresentanza dei vari quartieri della città
(a volte anche dei vari comuni che facevano parte della ex-Contea) si
cimentano in tradizionali prove di abilità con vari attrezzi
(torneo di spada, picca da conficcare negli anelli correndo con i cavalli,
prove di tiro con l'arco, un bersaglio disegnato nello scudo che protegge
la sagoma del Saraceno da centrare con la lancia), il tutto in un clima
rievocativo medievale, con figuranti in costume, sbandieratori, musiche
riecheggianti antiche atmosfere.
Eurochocolate:
si svolge in primavera ed è giunto alla quarta edizione. L'evento
rappresenta l'occasione giusta per visitare la città partecipando
a tour guidati, e per degustare tutte le specialità dolciarie
locali. In occasione dell' Eurochocolate si svolgono una serie di convegni
ed eventi incentrati sul cacao, sulla cioccolata e sui prodotti dolciari
per i quali Modica è rinomata. Il dolce appuntamento per il 2008
è fissato per i giorni dal 23 al 27 aprile. Momento clou della
manifestazione sarà la Notte Fondente del 24 aprile.
Presepe
vivente: durante le festività di Natale, viene rappresentato
lungo i vicoletti e le scalinate del centro storico della città,
oppure, a volte, fuori città, nella zona archeologica di Cava
Ispica, nella suggestiva ambientazione delle grotte scavate dall'uomo
lungo i secoli. L'edizione 2007 è stata ambientata nei bassi
e negli anfratti rocciosi su cui poggiano i resti del Castello dei Conti.
Notte
Bianca: il 5 gennaio 2008 terza edizione della Notte Bianca, con la
presenza, fra i tanti artisti e musicisti, dei Matia Bazar in concerto.
ECONOMIA
L'economia della città trova la sua forza nell'agricoltura, l'artigianato
e l'edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo, dell'ulivo
e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché
di mangimifici, questi ultimi legati sia all'attività agricola
che agli allevamenti. L'estrazione e la lavorazione della pietra locale,
il commercio ed il turismo, sono altre voci importanti. Negli ultimi
15 anni ha avuto una grande espansione il Polo Commerciale, nella zona
nuova della città, che calamita gli acquisti del vasto territorio
di Sud-Est siciliano, comprendente tutta la provincia iblea e la parte
più a sud di quella di Siracusa. Nel campo dell'allevamento riveste
particolare importanza il polo avicolo: il territorio di Modica produce
circa un terzo del fabbisogno di uova della Sicilia e copre una importante
quota del mercato di carni di pollo. Notevole anche l'allevamento bovino,
che trae prestigio dall'antica razza bovina modicana, e che alimenta
una ricca produzione lattiero-casearia con ricotta, formaggi freschi
e caciocavallo. Per la bontà e la notorietà dei suoi prodotti
tipici, oltre ad essere rinomata per la sua caratteristica cioccolata
artigianale, con una produzione annua di 20 tonnellate ed esportata
in tutto il mondo, Modica fa anche parte delle Associazioni Nazionali
delle Città del Pane, dell'Olio e del Gelato.
CIOCCOLATO
MODICANO
L'economia della città trova la sua forza nell'agricoltura, l'artigianato
e l'edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo, dell'ulivo
e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché
di mangimifici, questi ultimi legati sia all'attività agricola
che agli allevamenti. L'estrazione e la lavorazione della pietra locale,
il commercio ed il turismo, sono altre voci importanti. Negli ultimi
15 anni ha avuto una grande espansione il Polo Commerciale, nella zona
nuova della città, che calamita gli acquisti del vasto territorio
di Sud-Est siciliano, comprendente tutta la provincia iblea e la parte
più a sud di quella di Siracusa. Nel campo dell'allevamento riveste
particolare importanza il polo avicolo: il territorio di Modica produce
circa un terzo del fabbisogno di uova della Sicilia e copre una importante
quota del mercato di carni di pollo. Notevole anche l'allevamento bovino,
che trae prestigio dall'antica razza bovina modicana, e che alimenta
una ricca produzione lattiero-casearia con ricotta, formaggi freschi
e caciocavallo. Per la bontà e la notorietà dei suoi prodotti
tipici, oltre ad essere rinomata per la sua caratteristica cioccolata
artigianale, con una produzione annua di 20 tonnellate ed esportata
in tutto il mondo, Modica fa anche parte delle Associazioni Nazionali
delle Città del Pane, dell'Olio e del Gelato.
LOCALITA'
La città è tradizionalmente divisa nei nuclei urbani di
"Modica Alta", "Modica Bassa" e "Sacro Cuore".
Frazioni sono:
Frigintini:
frazione situata verso l'entroterra del territorio comunale (circa 1500
abitanti).
Marina di Modica: frazione e località balneare.
Pisciotto: contrada tra la frazione di Sampieri del comune di Scicli
e Marina di Modica.
Sacro Cuore (o Sorda): nuovo quartiere ad espansione residenziale e
commerciale.
Maganuco: frazione e località balneare sul litorale in forte
sviluppo ed espansione a metà fra Pozzallo e Marina di Modica.