Melilli è un comune di 12.764 abitanti
della provincia di Siracusa. Melilli
dista 22 chilometri da Siracusa, è nel nord ovest della provincia
sui Monti Climiti a 310 m sul livello del mare.
STORIA
La seguente frase campeggia sullo stemma della città: DAT
MEGARA ORTUM HYBLAE LEO MARTEM ALVEARE MELILLI (Megara dà
a Ibla Melilli la nascita; il leone dà la forza e la prosperità).
Melilli
ha avuto una storia molto variegata dove la presenza dell'uomo è
stata attestata fin dall'età di bronzo.La sua posizione strategica
tra le maggiori città di Augusta e Siracusa ha svolto un ruolo
cruciale per la sua crescita. Nel periodo feudale divenne dominio di
Augusta e, più tardi, della famiglia Moncada. Melilli è
riuscita a sopravvivere a due devastanti terremoti nel 1542 e nel 1693.
Dal 1842 detiene l'autonomia.
Melilli
sorge nellex feudo Mezzamontagna sulle colline dei monti Iblei,
digradanti verso il Mar Ionio e lampio golfo di Augusta. Il toponimo
Melilli,Sentiero trafficato è probabilmente di origine
berbera(Malilah e Malili), dovuto alla posizione geografica occupata
dal paese tra Catania e Siracusa. Il territorio di Melilli è
stato abitato fin dalla preistoria: infatti sono molte le necropoli
che testimoniano la presenza delluomo in questa parte della Sicilia.
Il vasto territorio di Melilli, infatti, racchiude molte necropoli delletà
di Castelluccio (XVII XV sec. a.C.), su cui gli archeologi hanno
puntato i loro studi. La presenza di numerose necropoli rupestri fece
affermare a numerosi storici e archeologi dei secoli scorsi che allinterno
del territorio di Melilli fosse da ricercare lantica Hybla sicula,
il cui re Hyblon concesse ai megaresi dellecista Lamis la terra
su cui fondare, nella seconda metà dell VIII sec. a.C.
Megara Hyblaea anche se gli archeologi identificano Hybla con Pantalica.
Nellepoca bizantina, Melilli doveva essere un piccolo agglomerato
rurale, che in seguito alle incursioni arabe e berbere, iniziate nell827
d.C. , richiamò per la sua naturale posizione fortificata gli
abitanti dei villaggi circostanti, di cui restano ancora oggi tracce
nelle varie contrade del territorio melillese. Certamente anche il piccolo
agglomerato di Melilli dovette essere occupato successivamente da questi
popoli che probabilmente diedero nuovo impulso economico ed edilizio
al piccolo centro agricolo con la produzione del miele e della canna
da zucchero,arrivate in Sicilia proprio grazie a queste popolazioni
berbere. Sullodierna cittadina, però, si hanno notizie
storiche certe a partire dal XII secolo, quando il Casale di Melilli
venne aggregato dallInfante Federico II di Svevia, re a soli tre
anni sotto la tutela della regina Costanza,alla cittadina di demanio
regio Augusta da lui stesso fondata. Durante il periodo feudale Melilli
fu feudo di diversi principi e baroni fino al 1406 quando passò
al regio demanio. Nel 1466 divenne baronia dei Moncada che la mantennero
fino al 1812. Dopo due ricostruzioni in seguito ai devastanti terremoti
del 1542 e del 1693 il reale decreto del 27 agosto 1842 elevò
il Comune di Melilli a capoluogo di circondario di terza calsse, con
aggregato Villasmundo, fondato nel 1711 dal patrizio Consalvo Asmundo
dei marchesi di San Giuliano. Il 29 luglio 1860, a seguito della spedizione
dei Mille di Garibaldi,conclusasi con la cacciata dei Borboni, il consiglio
comunale di Melilli rinnovò il suo voto di annessione alle province
dItalia sotto Vittorio Emanuele II, Re dItalia. Gli ultimi
anni del diciannovesimo secolo, poi, registrarono la partenza di parecchie
famiglie di melillesi verso i paesi extraeuropei. Fu linizio dellemigrazione,
che ad ondate successive e fino agli anni sessanta, porterà migliaia
di melillesi a raggiungere soprattutto gli Sati Uniti dAmerica,
popolando la cittadina di Mddletown nel Connecticut nel quale sorgerà
la Little Melilli, dove gli emigrati faranno rivivere le
tradizioni del loro paese di origine. Nel XX secolo gli avvenimenti
più importanti da ricordare sono ovviamente la prima guerra mondiale,
che costrinse molti giovani melillesi ad abbandonare la loro famiglie
per andare al fronte nel nord Italia, la seconda guerra mondiale, nel
corso della quale Melilli fu bombardata per ben due volte ed occupata
dalle forze alleate. Il bombardamento navale avvenne il 12 luglio 1943,
due giorni dopo lo sbarco alleato in Sicilia, il secondo più
grave avvenne la sera del 9 agosto 1943, quando gli aerei tedeschi per
alleggerirsi del peso sganciarono il loro carico di bombe sul quartiere
Santa Rosalia,che fu distrutto. La fine del secondo conflitto mondiale
lasciò lItalia economicamente in ginocchio, a soffrirne
soprattutto furono le classi più deboli: contadini,braccianti
ed artigiani che presero la via dellemigrazione verso gli Stati
Uniti bloccata durante il ventennio fascista. Lavvio dellindustrializzazione,
nel dopoguerra, trasformò il territorio di Melilli verso la metà
del 1948 con listallazione a Punta Cugno della RASIOM, la prima
raffineria di petrolio. A questa si aggiunsero successivamente la Sincat,
la Montecatini, la Celene, la Liquigas, lIsab e la centrale termoelettrica
dellENEL.In quasi trentanni dal 1948 al 1796, la fascia
costiera del territorio melillese subì linstallazione di
tutte le industrie chimiche e petrolchimiche che si trovano nella provincia
di Siracusa. La cessione di parte del suo territorio costiero a Priolo
Gargallo che fu eretto a comune autonomo nel 1979 porto alla perdita
da parte della cittadina iblea di alcune delle industrie che furono
assegnate al nuovo comune, nonché la popolosa frazione di San
Focà. Contemporaneamente gli abitanti di Marina di Melilli furono
costretti a trasferirsi in altre zone della provincia a causa dei gravi
problemi ambientali provocati dai complessi industriali. Di Marina di
Melilli oggi non resta che un esempio di archeologia industriale con
case abbandonate e sventrate. Lultimo avvenimento importante di
Melilli risale alla notte del 13 dicembre 1990 alle ore 1,25 quando
una forte scossa di terremoto compresa tra il 6° e l8°
grado della scala Mercalli con epicentro sul golfo di Augusta, preceduta
da un forte boato, colpì la cittadina che in 45 secondi rimase
gravemente danneggiato.
DA
VEDERE
Nonostante la presenza dell'area industriale sul territorio di Melilli
possa far presupporre che sia un argomento poco rilevante, è
interessante considerare anche l'aspetto naturalistico del territorio.
Il fiume Marcellino, che scorre sul territorio di Melilli, offre un
incantevole ambiente naturale ed una antica necropoli; una menzione
particolare va alle vicine saline di Augusta, un tempo importante risorsa
economica fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Di
notevole interesse naturale sono da considerare anche:
Grotta
Palombara (presenza di stalagmiti e stalattiti)
Grotta di Mastropietro (presenza di stalagmiti e stalattiti)
Riserva naturale integrale Complesso speleologico Villasmundo-S. Alfio
"Pirrera" (cava di pietra)
Museo di Scienze Naturali (curato dal Cutgana dell'Università
di Catania)
Fiumi Marcellino - Mulinello
Torrenti e cave Belluzza, Canniolo, Cannizzoli, Càntera, Fiumara,
Fontanelle, Ladroni, Li Margi, Molini, S.Cusumano, Sorciaro,Vallone
delle nevi.
Di
grande rilevanza archeologica è doveroso ricordare invece:
Megara
Iblea (Megara Hyblaea)- resti della colonia greca Megara
Necropoli sparse sul territorio
Thapsos (penisola Magnisi - Marina di Melilli).
Chiesa
Madre di San Nicola
Il duomo di Melilli è posto in Piazza Duomo, un tempo il centro
urbanistico e religioso della città, oggi riveste una posizione
di secondo livello dopo la costruzione della chiesa di San Sebastiano
Martire. La chiesa madre di San Nicola si presenta con una pianta a
croce latina a tre navate ed un campanile sulla parte posteriore; al
suo interno conserva opere d'arte dogni epoca quali pitture ad olio
raffiguranti vite di Santi e Apostoli,oggi opportunamete restaurate
tra le quali sono da considerare quelle di Olivio Sozzi; particolare
importanza artistica riveste l'altare posto nella cappella della navata
sinistra del quale è possibile ammirare la presenza delle stalagmiti
patrimonio delle grotte del territorio di Melilli.è stato rimosso
il grande organo in legno che un tempo sovrastava l'ingresso principale,andato
distrutto a causa del devastante terremoto del 13 dicembre 1990.La chiesa
custodisce la statua della Madonna Immacolata di Pasqua che viene portarta
in processione nella domenica di resurrezione.Dopo essere rimasta chiusa
per anni a causa dei danneggiamenti del terremoto, l'attuale amministarzione
comunale ha voluto ristrutturare del tutto la chiesa per renderla nuovamente
disponibile a i suoi parrocchiani.
Chiesa della Madonna del Carmine
Chiesa del Convento dei padri Cappuccini
Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Chiesa dello Spirito Santo
Chiesa di San Sebastiano Martire
Particolare per la sua facciata in stile barocco, quella di San Sebastiano
è oggi la principale chiesa della città. È infatti
qui che ogni anno, per i festeggiamenti in onore del santo patrono San
Sebastiano, centinaia di fedeli accorrono da ogni parte della provincia
(i "nuri") per venerare la statua. La chiesa di San Sebastiano
è posta sull'omonima piazza, la maggiore della città,
dove si trova anche il monumentale loggiato ottocentesco a fianco della
chiesa.La maestosa facciata, realizzata in pietra giuggiolona, fu disegnata
nel secondo ordine dallarchitetto siracusano Nicolò Sapia
nel 1762 ed i lavori furono eseguiti dai maestri muratori siciliani
Luciano Alì e Carmelo Modanò.I tre portali della facciata
e quello laterale sono stati realizzati in bronzo dallo scultore catanese
Domenico Girbino.Linterno della chiesa a croce latina e a tre
navate,sembra essere una pinacoteca per le numerose opere darte
che custodisce. Una pittura su tela applicata a legno, rappresenta nel
quadrone centrale la gloria di San Sebastiano il Bimartire
portato in gloria dagli angeli verso la Madonna.
Chiesa della Madonna del Soccorso
Palazzi
Il centro storico di Melilli è ricco di palazzi sontuosi, indubbia
testimonianza di un passato nobile, in cui molte famiglie
signorili vivevano nel centro ibleo. Molti di questi palazzi sono purtroppo
chiusi a causa dellabbandono da parte di molti nuclei familiari
proprietari. Palazzi signorili, alcuni dei quali sono susseguenti al
terremoto del 1693 e quindi ricostruiti secondo i canoni architettonici
del tempo, altri sono invece dellottocento e del novecento.Molti
di questi palazzi sono ubicati lungo la Via Iblea, larteria principale
di Melilli, dove si possono ammirare il Palazzo Vinci, il Palazzo Rossi-Matera-Vinci-Rizzo,
con splendide balconate e mensole in pietra,con figure grottesche.
Palazzo Municipale (ex convento benedettino)
Loggiato Monumentale - Piazza San Sebastiano
MANIFESTAZIONI
Carnevale
Fra gli appuntamenti laici di maggior rilievo, nel corso dellanno,
spicca il Carnevale Melillese, che vanta una tradizione antica e consolidata.
Il primo carro allegorico melillese Vivere Non si muore
mai fu allestito dalla comitiva a Someggiata nel lontano
1936.Lo scoppio della guerra dAfrica,prima, e della seconda guerra
mondiale, poi,interruppero forzatamente questa tradizione.Fu solamente
nel 1958, con listituzione da parte del Comune di premi per i
carri allegorici, che si diede nuovo impulso alle festività carnevalesche.La
baldoria per le vie cittadine inizia il giovedì grasso con la
sfilata di Re Carnevale accompagnato da gruppi mascherati.Il
sabato pomeriggio sfilano i bambini in maschera di età compresa
fra i 3 ed i 6 anni.La domenica pomeriggio sfilano per il primo giorno
i carri allegorici che da Piazza Don Bosco (o Piazza Umberto I) raggiungono
Piazza San Sebastiano.Il lunedì pomeriggio è il turno
delle comitive, che gareggiano indossando abiti sfarzosi ed eleganti
rappresentando temi di attualità o di burla politica locale e
nazionale.Martedì, poi, è la serata finale in cui sfilano
i carri allegorici (e la neo categoria minore dei minicarri), allestiti
da veri artisti del ferro e della cartapesta, che, per bellezza delle
figure e la spettacolarità dellinsieme, possono gareggiare,
senza timore reverenziale, con quelli dei centri più pubblicizzati.Le
manifestazioni in onore del Re Burlone, che coinvolgono
giovani e meno in una sana competizione, si concludono nella giornata
di martedì con la premiazione dei migliori gruppi in maschera
e dei migliori carri allegorici che hanno preso parte al concorso.
Presepe vivente (periodo natalizio)
Settimana santa (via crucis vivente-rappresentazione teatrale-domenica
di pasqua "u ncontru")
Festa di San Sebastiano (4 maggio) con pellegrinaggio da parte di fedeli
provenienti da tutta la provincia (vedi San Sebastiano Martire di Melilli)
Ottava di San Sebastiano (11 maggio) "cunsarbata" del Santo
presso la chiesa San Sebastiano, fuochi pirotecnici, concerti.
ECONOMIA
A partire dagli anni '70, Melilli ha subito un boom economico dovuto
al crescente sviluppo del più grande polo petrolchimico d'europa
esteso su gran parte del suo territorio. La popolazione locale, che
prima viveva di agricoltura e pastorizia, ha trovato occupazione e redditi
prima insperati nella grande industria. Con il passare degli anni però
al boom è seguito un graduale e crescente degrado dell'ambiente.
La
commistione tra la mancanza cronica di sbocchi occupazionali, gli interessi
economici delle industrie e la corruzione della classe politica locale
hanno generato una situazione stagnante di clientelismo basato sull'accettazione
del superamento sistematico dei limiti di inquinamento delle industrie
in cambio di posti di lavoro, e quindi voti, ai politici locali.
Diversi
sono stati gli incidenti pericolosi causati dalla mancanza di manutenzione
e amplificati dalla alta concentrazione di industrie. Il 20 maggio 1985
l'esplosione di due serbatoi di etilene causò un grave incidente,
2 feriti ed un morto (da infarto, a causa dello shock). Più di
recente sono state frequenti le emissioni di nubi tossiche che sono
arrivate nei vicini comuni di Augusta, Priolo e Melilli.
Attualmente
il controllo ambientale viene effettuato dalle stesse industrie costituite
in forma di consorzio (CIPA). Questo genera un conflitto di interessi
a causa della mancanza di una distinzione tra controllore e controllato.
La
fuga di competenze, la mancanza cronica di figure imprenditoriali e
l'assistenzialismo politico, minano fortemente l'economia basata attualmente
solo sull'occupazione industriale. Attualmente molte delle industrie
chimiche, a seguito della crisi del settore, stanno dismettendo gli
impianti creando una situazione di crisi lavorativa.
Negli
ultimi anni l'economia locale ha avuto nuovo impulso dalla nascita di
nuove aree commerciali. Grandi catene di ipermercati hanno aperto sul
territorio di Melilli offrendo un bacino importante, anche se limitato,
di posti di lavoro.