Isola
delle Femmine è un comune di 6.118 abitanti della provincia di
Palermo. L'isolotto da cui prende il nome il comune è separato
da uno stretto braccio di mare dall'abitato ed è sede di una
riserva naturale. L'isolotto di Isola delle Femmine è stato considerato
sin dall'antichità e per tradizione un luogo da impiegare a scopo
economico e difensivo grazie alla sua posizione e conformazione, che
rende un sicuro riparo contro i venti di levante a tutte le piccole
imbarcazioni. L'isolotto si trova, infatti, a 300 metri dalla costa
ed ha una conformazione ovale dovuta all'erosione dei forti venti che
spirano nella zona. Dal promontorio dell'isola si possono vedere il
monte Pellegrino, il promontorio di Capo Gallo, i comuni di Carini,
Isola delle femmine e Capaci e si può ammirare anche l'isola
di Ustica. Dato che il terreno, per la particolare configurazione del
suolo, non era particolarmente adatto alla coltivazione, l'unico mezzo
di sostentamento per gli abitanti della zona era la pesca. Non distante
infatti in quelle acque vi era stagionalmente il passaggio dei tonni
e ben presto i pescatori della vicina Capaci (discendenti degli stessi
Turchi delle fanciulle imprigionate sulla torre dell'isolotto) si organizzarono
per la pesca del tonno. Tra l'altro, risalgono al periodo ellenistico
i resti di sette vasche in cocciopesto per la preparazione del garum,
una ricercata salsa di pesce, commerciata nel Mediterraneo: la traccia
di uno stabilimento per la lavorazione del pesce rende il luogo importante
dal punto di vista archeologico. Il ritrovamento nel mare antistante
di ceppi di ancore in piombo, e resti di anfore puniche e romane, accresce
il valore del sito. La torre, cosiddetta di "Fuori", costruita
in prossimità del punto più alto dell'Isola (35 m sul
livello del mare) risale al XVI secolo. Ha pianta quadrata, con spessori
murari di oltre due metri, che la rendevano una fortezza inserita nel
sistema difensivo delle torri costiere contro gli attacchi dei pirati
alla terraferma. Sfortunatamente, gli eventi che hanno caratterizzato
lo sbarco degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, l'incuria
del tempo e l'insensibilità della locale classe politica hanno
trasformato la torre in un rudere, il cui muro, quasi intatto, al di
sopra della ripida scogliera del versante nord è ancora il volto
che l'isola offre di sé al mare. In passato l'isola era ricoperta
di vegetazione tipica della macchia mediterranea. L'intervento dell'uomo
ne ha modificato l'aspetto favorendo così l'utilizzo dell'isola
per la pastorizia praticata fino ai tempi recenti. L'isolotto di Isola
delle femmine e il mare circostante sono diventati riserva naturale
negli anni novanta. Isola delle Femmine ha un clima prettamente mediterraneo,
e quindi caldo e secco in estate e con precipitazioni concentrate soprattutto
nel semestre invernale. Nei mesi più freddi non sono infrequenti
i temporali e le tempeste di vento, ma le temperature non scendono mai
sotto lo zero. Il valore più basso registrato dalla storica stazione
meteo di Isola delle Femmine è stato di +1,4 °C durante l'ondata
di freddo (che portò la neve fin sulle coste) del 31 gennaio
1962. [1] Le stagioni estive, anche se calde, sono costantemente ventilate
(grazie anche alle brezze che soffiano frequentemente lungo le coste
siciliane) e generalmente non eccessivamente umide, fattori che contribuiscono
a rendere piacevole il soggiorno ai numerosi turisti che arrivano in
zona. La media termica annuale è di circa 20 °C, il mese
più freddo è gennaio ma le medie delle minime non scendono
sotto i 10 °C, mentre agosto è il mese più caldo con
massime intorno ai 31 °C e minime che si aggirano sui 22 °C.
Mediamente cadono circa 650mm; il mese più piovoso è dicembre,
quello più asciutto luglio.
ETIMOLOGIA
Il comune deve il nome all'isolotto che gli sta di fronte chiamato appunto
Isola delle femmine. L'origine del nome non è certa: la leggenda
vuole che sull'isolotto sorgesse in tempi remoti un carcere femminile
ma gli archeologi non hanno trovato resti di carceri. Un'altra leggenda
narra che il conte di Capaci s'invaghì di una donna del luogo
e la fece imprigionare sull'isolotto di Isola delle femmine perché
nessun altro uomo la toccasse. Ma lei non lo ricambiava e in una notte
di maestrale, mentre il mare era in tempesta, si gettò tra gli
scogli, morendo. Da allora, ogni anniversario della sua morte, si sentono
le sue grida provenienti dall'isolotto. Diverse leggende hanno subito
il fascino esercitato dalla torre ormai in gran parte diroccata che
sovrasta l'isolotto. Quella più conosciuta considera la torre
come prigione per sole donne.
ORIGINI
E CENNI STORICI
In realtà sia la torre sulla terraferma ( detta Torre di "dentro",
sia quella sull'isolotto, detta Torre di "fuori", facevano
parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia. Quella
sulla terraferma è sicuramentela la più antica, di forma
circolare, e la tipologia del manufatto la fa risalire a quelle coeve
di Capo Mongerbino e di Capo Rama, probabilmente costruite nel '400
al tempo del re Aragonese Martino il giovane. Quella sull'isolotto è
invece di tipologia riconducibile all'architetto fiorentino Camillo
Camilliani, molto più noto per essere stato l'artefice della
Fontana Pretoria a Palermo. Si narra che il bellissimo isolotto denominato
"Isola delle Femmine" fosse stato un tempo una prigione occupata
solo ed esclusivamente da donne. Tredici fanciulle turche, essendosi
macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una
nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva. Vagarono per giorni
e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta
scaraventò l'imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini.
Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi
della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche. Le famiglie così
riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi
sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della
pace fatta, chiamarono Capaci (da "CCa-paci" ovvero: qui la
pace) e battezzarono l' isolotto sul quale avevano dimorato le donne
"Isola delle Femmine". Una testimonianza di Plinio il Giovane
in una lettera indirizzata a Traiano, considera l'isola residenza di
fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia.
Altra presunta origine trova nel nome latino "Fimis" la traduzione
dell'arabo "fim" che indicherebbe la bocca, il canale che
separa l'isola dalla costa. Secondo altri autori il nome dell'isola
deriverebbe da "Insula Fimi" in riferimento ad Eufemio, governatore
bizantino della Sicilia.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione Residente
6.208 (M 3.106, F 3.102)
Densità per Kmq: 1.753,7
(dati Istat 2001)
CAP 90040
Prefisso Telefonico 091
Codice Istat 082043
Codice Catastale E350
Numero Famiglie 2.166
Numero Abitazioni 3.421
Denominazione Abitanti isolani
Santo Patrono Maria S.S. delle Grazie
Festa Patronale 2 luglio
Il
Comune di Isola delle Femmine fa parte di:
Regione Agraria n. 10 - Colline litoranee - Colline litoranee di Carini
Patto Territoriale Carini
Comuni con nomi simili
comuni con nome: Isola
Comuni Confinanti
Capaci, Palermo, Torretta