Gibellina
è un comune italiano di 4.324 abitanti della provincia
di Trapani in Sicilia. Gibellina nuova è una cittadina
sorta dopo la distruzione di Gibellina provocata dal Terremoto
del Belice, con il contributo di numerosi artisti. A seguito
del terremoto, Gibellina subì un'emorragia di abitanti,
in quando molti cittadini decisero di emigrare altrove a
causa dell'assenza di reali opportunità lavorative.
Per questa ragione la demografia del paese ne risulta vistosamente
influenzata. Oggi Gibellina ha assunto un valore artistico
straordinario. Esempio ne sono la Chiesa Madre di Ludovico
Quaroni, i Giardini Segreti di Francesco Venezia, la Porta
del Belice di Pietro Consagra, Piazza XV Gennaio 1968 con
la Torre Civica-Carrilion di Alessandro Mendini, il Sistema
delle piazze (di Laura Thermes e Franco Purini), il Monumento
ai Caduti, etc. Tuttavia il suo valore artistico si scontra
con la realtà di una città fuori dai circuiti
turistici e pertanto del tutto sottovalutata. Gibellina
è oggi un museo "all'aria aperta", cioè
un luogo in cui l'arte si fonde con la quotidianità,
in cui si miscelano il vivere giornaliero con la cultura
profonda delle sue opere.
ETIMOLOGIA
Il nome deriva dall'arabo Gebel (Montagna, Altura) e Zghir
(Piccola): il nome completo significa, pertanto, "piccola
montagna", "piccola altura".
DA
VEDERE
Diverse sono le opere da visitare: il museo d'arte contemporanea
annovera fra gli altri quadri di Mario Schifano, Renato
Guttuso e altrettanti famosi artisti italiani ed internazionali.
Lo scultore che ha lasciato un segno tangibile alla nuova
Gibellina è Pietro Consagra con la Stella del Belice
una scultura alta 24 metri alle porte della città.
Sempre di Consagra sono il meeting e il portale d'ingresso
dell'orto botanico. Oggi il meeting è un bar, ma
era stato progettato con l'idea di farne un museo. La porta
dell'orto botanico ha la forma di un portale gigante lungo
circa 400 m Ludovico Quaroni ha edificato la splendida Chiesa
Madre (progetto: 1970-1972, realizzazione: 1985[2]) considerato
forse il monumento per eccellenza.
IL
MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
La collezione d'arte contemporanea di Gibellina si forma
attraverso il contributo di numerosi artisti fra i più
importanti del panorama nazionale ed internazionale. Bisogna
in primis considerare che la città di Gibellina nasce
da una scommessa culturale interessata contemporaneamente
ai problemi abitativi ed al contributo degli artisti. Fra
i primi artisti ad aderire all'appello del sindaco di allora
Ludovico Corrao risposero proprio gli artisti siciliani:
Pietro Consagra, Carla Accardi ed Emilio Isgrò. Pian
piano aderirono altri artisti tra cui anche Mario Schifano,
Giulio Turcato, Arnaldo Pomodoro, Gino Severini, Alighiero
Boetti, Fausto Melotti, Giuseppe Uncini, etc. Il Museo d'Arte
Contemporanea, da sempre attento alle nuove tendenze, in
questo momento ricco di nuove sollecitazioni tese alla formazione
di nuove collezioni, si pone come elemento di aggregazione
e di stimolo in un ambiente che ha come rischio più
grosso la parcellizzazione delle iniziative che spinge spesso
verso l'isolamento culturale. Fin dal suo esordio, avvenuto
nel 1980, grazie alla donazione Nino Soldano, il museo di
Gibellina ospita una ricca collezione che contiene ad oggi
più di 1800 opere fra dipinti originali, grafiche,
sculture. Le opere sono collocate all'interno della sede
del museo e lungo le vie cittadine e sono costituite da
esempi di pittura, scultura ma anche di architettura come
la Casa del Farmacista e il Sistema delle Piazze di Franco
Purini e Laura Thermes, l'Edificio Comunale di Vittorio
Gregotti, Giuseppe e Alberto Samonà, la Chiesa Madre
di Ludovico Quaroni, il grande Spazio Urbano di O. M. Unghers
che costituisce l'ingresso al Teatro di Pietro Consagra.
La collezione permanente occupa gran parte dello spazio
espositivo dell'edificio museale; le opere sono state sistemate
secondo un allestimento ordinato sulla base di una collocazione
che segue l'impostazione del catalogo del museo dalla A
alla Z; una sala del museo è stata dedicata all'artista
Mario Schifano ed un'altra sala invece ai bozzetti delle
opere architettoniche ed artistiche presenti en plein air.
A causa dei ristretti spazi espositivi un grande numero
di opere viene conservato negli ampi magazzini adiacenti;
ciclicamente queste opere vengono esposte al pubblico negli
spazi dedicati alle esposizioni temporanee. Tutte le opere
presenti al museo provengono da donazioni o acquisizioni
realizzate attraverso la programmazione di eventi espositivi.
All'interno del museo è presente un auditorium in
cui si svolgo spesso attività teatrali e musicali;
una biblioteca con una sezione specialistica inerente l'arte
contemporanea. Nel 2004 è stata istituita la sezione
MAD, ovvero Museo-Laboratorio delle Arti Decorative, in
cui vengono svolte di tanto in tanto esposizioni didattiche
con le accademie siciliane. Nel novembre del 2009 è
stata costituita le sezione didattica Di.Gib.art.
- Gibellina didattiche per il contemporaneo, diretta
da Giuseppe Maiorana.
DA
VEDERE INOLTRE
Gibellina nuova nasce da una disperazione, da una tragedia,
da un terremoto i cui resti sono ancora visibili, in parte
sotto il Cretto di Alberto Burri, gigantesco monumento della
morte che ripercorre le vie e vicoli della vecchia città.
Esso infatti sorge nello stesso luogo dove una volta vi
erano le macerie, attualmente "cementificate"
dall'opera di Burri. Dall'alto l'opera appare come una serie
di fratture di cemento sul terreno, il cui valore artistico
risiede nel congelamento della memoria storica di un paese.
Il cretto è una tra le opere d'Arte Contemporanea
più estese al mondo.
IL
BAGLIO DI STEFANO E LA FONDAZIONE
Il complesso della dimora baronale Di Stefano è stato
ricostruito nel 1995 su progetto di Marcella Aprile, Roberto
Collovà, Teresa La Rocca, Ettore Tocco, Valentina
Acierno, Alessandro D'Amico, Stefano Marina, L. Raspanti
e Lorenzo Salon. Antistante il baglio si trova La Montagna
di sale di Mimmo Paladino, un monumento che rappresenta
una montagna bianca con dei cavalli neri caduti. Essa era
una scultura preparata per una delle rappresentazioni teatrali,
posta poi in maniera definitiva a simbolo della città.
Il baglio Di Stefano ospita attualmente il Museo delle Trame
Mediterranee, con una collezione di oggetti d'arte, gioielli,
ceramiche e tessuti provenienti da Sicilia, Tunisia, Palestina,
Albania, Algeria, Spagna, Marocco. Il baglio ospita inoltre
una biblioteca, che raccoglie i fondi del Centro di Documentazione
Orestiadi e la collezione "Giuseppe Nenci-Centro studi
e documentazione sull'area elima", ed è sede
dell'Istituto di Alta Cultura Fondazione Orestiadi Onlus.
IL
MEETING
Il Meeting è una scultura-monumento realizzata da
Pietro Consagra, inizialmente destinata a museo oggi ospita
un gigantesco bar.
LA
CHIESA MADRE
Nel 1970 Ludovico Quaroni riceve l'incarico per la progettazione
della Chiesa parrocchiale di Gibellina sulla sommità
di una leggera collina. Nel punto più alto del paese.
Il progetto è completato nel 1972 insieme a Lucia
Anversa. La geometria della chiesa di Gibellina rappresenta
comunque una novità,non solo nello schema tipologico
dell'edificio e nel suo rapporto con il luogo, ma anche
nel linguaggio per le forme architettoniche. Le varie funzioni
sono raccolte e distribuite all'interno di un parallelepipedo
a base quadrata di circa 50 metri di lato, ulteriormente
diviso in moduli e sottomoduli, mentre il centro simbolico
e geometrico del monumento è una grande sfera liscia,
di cemento che costituisce un riferimento puntuale del sacro.
I lavori iniziarono nel 1985 e mai finiti. Il 15 agosto
1994 crolla la copertura del tetto, fortunatamente senza
provocare vittime. L'inchiesta ha portato all'invio di avvisi
di garanzia per il direttore dei lavori. I lavori di restauro,
iniziati nel 2002, sono stati ultimati all'inizio del 2010.
Il 28 marzo 2010, in occasione della Domenica delle Palme,
con una grande festa di inaugurazione è stata riconsegnata
ai fedeli. Resta da ultimare il mosaico in tasselli d'oro
previsto dietro l'altare all'interno della sfera.
PIAZZA
DEL COMUNE E TORRE DELL'OROLOGIO
La piazza del comune è circondata da un portico realizzato
da Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, mentre all'interno
si trovano delle ceramiche decorate da Carla Accardi e un'opera
di Arnaldo Pomodoro. Al bordo della piazza si trovano delle
sculture di metallo bianco ossia la Città di Tebe
di Pietro Consagra, la scultura in travertino Città
del sole di Mimmo Rotella e La torre di Alessandro Mendini.
Realizzata nel 1988, la Torre dell'orologio è alta
una dozzina di metri ed è formata da due "ali"
multicolori. Quattro volte al giorno dalla torre si sente
un corncerto di voci che ricorda il disastro del terremoto.
LA
VALLE DEL BELICE
Lintera zona della Valle del fiume Belice, in cui
molte cittadine furono distrutte dal terremoto del 15 gennaio
1968, risorge oggi lucente e piena di incantevoli siti da
visitare e percorrere, in un tripudio di arte, mito, legenda
e splendore. Diverse le località da vedere nella
zona, che si trova a circa 40 minuti da Trapani.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Secondo Tucidide e Diodoro Siculo Gibellina venne fondata
prima dell'anno II della V Olimpiade (759 a.C.), prima cioè
degli insediamenti greci in Sicilia. Ampliata (e secondo
alcuni storici fondata) dagli Arabi nell'Alto medioevo,
il centro medioevale si formò intorno nel secolo
XIV intorno al castello edificato da Manfredi Chiaromonte.
Dopo il terremoto e le devastazioni, fu lentamente avviata
la ricostruzione del paese. Ma invece di riedificare nelle
vicinanze dell'antica Gibellina essa fu ripresa una ventina
di chilometri più a valle. La scelta del sito avrebbe
potuto seguire la logica della vicinanza alla costruenda
autostrada sino a Mazara del Vallo, se non fosse che il
terreno di nuova edificabilità era dei fratelli Ignazio
e Nino Salvo, boss della mafia. Gibellina nuova sorse quindi
sul territorio del comune di Salemi, in località
Salinella, a seguito di una votazione del consiglio comunale.
Per la ricostruzione della cittadina l'ex sindaco della
città Ludovico Corrao ebbe l'illuminata idea di umanizzare
il territorio chiamando a Gibellina diversi artisti di fama
mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri che riempirono
la città nuova di opere d'arte. All'appello risposero,
altresì, Mario Schifano, Andrea Cascella, Arnaldo
Pomodoro, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Leonardo Sciascia.
La città divenne subito un immenso laboratorio di
sperimentazione e pianificazione artistica, in cui artisti
e opere di valore rinnovarono lo spazio urbano secondo una
prospettiva innovativa.