Collesano è un comune di 4.254 abitanti
della provincia di Palermo. Oltre ad ospitare nel suo territorio svariati
beni culturali ed ambientali, è sede del Museo dedicato alla
competizione automobilistica Targa Florio, di cui costituiva uno dei
passaggi principali. Fa parte del Parco delle Madonie.
STORIA
All'inizio del XII secolo l'abitato, che era sito sul Monte d'Oro, viene
trasferito in quella che sarà l'attuale posizione. Alla sommità
del Monte d'Oro permangono i resti del centro arabo-normanno Qal'at
as-sirat (Rocca della strada) distrutto dal re normanno Ruggero II.
In alcune grotte del monte sono stati recuperati frammenti fittili del
VII secolo AC. Nel periodo Normanno, Golisano (Collesano) diventa centro
feudale di quel territorio che va dalla Roccella sino all'interno delle
Madonie. Collesano è divisa in quattro quartieri storici: Bavarino,
San Francesco, San Pietro e Santa Caterina. Idrisi scrive:"rocca
sopra un colle scosceso ed elevato poggio, abbonda d'acque ed ha molte
terre da seminare, alle quali sovrasta un alto e superbo monte; una
volta sorgeavi un castello fortissimo e difendevolissimo [ne' cui dintorni
poteano pascolare] pecore e buoi; ma il ridottato re Ruggiero ha fatto
diroccare il castello e tramutar l'abitato nel sito dove è oggi".
Originariamente concessa a Rainolfo, nipote del conte Ruggero, si ribelló
e venne distrutta e poi ricostruita nel sito attuale. Fu concessa ad
Adelicia. Nel Secolo XIII fu concessa alla famiglia Siracusa, un'antica
famiglia feudataria spagnola venuta in Sicilia nel 1283 a seguito della
guerra del Vespro. Dopo il matrimonio di Bernardo Siracusa, signore
di Collesano con Hilaria Ventimiglia, figlia del primo conte di Geraci,
Collesano venne incorporata nel territorio della contea e divenne centro
del potere dei Ventimiglia sulle Madonie.Dopo la ribellione dei Ventimiglia
tornó per poco tempo in potere della famiglia Siracusa, imparentata
coi Ventimiglia, a cui fu in seguito restituita. Vi si avvicendarono
per breve tempo anche i Palizzi per poi passare a seguito della politica
matrimoniale alla famiglia Centelles.
EDIFICI
STORICI
Castello medievale
Il castello, d'impianto normanno, ha subito parecchie significative
trasformazioni. Esso è via via appartenuto alla famiglia Siracusa
e ai vari conti di Collesano. I Cicala, i Ventimiglia, i Cardona, i
Centelles, gli Aragona, i Moncada e i Ferrantina sono alcune delle grandi
famiglie feudali che si sono succedute nel suo possesso. Il castello,
in seguito al terremoto dell'11 gennaio 1693, è diventato inagibile.
Dei ruderi e delle pertinenze è previsto il recupero per uso
pubblico. Intorno ad esso era sorto il primo quartiere di Collesano:
Bavarino.
Palazzo
municipale
È stato convento domenicano fino al 1869. Edificato, col concorso
del comune, per iniziativa della contessa Susanna Gonzaga, intorno alla
metà del '500, l'edificio si arricchisce di una seconda elevazione
nel 1769.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa
Matrice (Basilica di San Pietro)
Edificata tra la fine del '400 e gli inizi del '500, è stata
consacrata nel 1548. D'impianto basilicale con la presenza di un'interessante
scalinata d'accesso, è stata modificata in modo profondo nel
prospetto all'inizio del '900. Conserva numerose tele e tavole del '500
e del '600, uno splendido ciclo di affreschi con storie dei Santi Pietro
e Paolo dello Zoppo di Ganci (1624) e un Crocifisso sostenuto, nella
navata centrale, da un apparato ligneo di rara suggestione (1555). Di
notevole rilievo ancora l'organo di Antonino La Valle (1627), il coro
ligneo cinquecentesco e un grandioso tabernacolo della fine del Quattrocento
attribuito al Gagini.
Chiesa
del Collegio (o da san Sebastiano e Fabiano)
Conserva un Cristo morto nell'urna, la statua del santo titolare e varie
tele del '600 e del '700. (G. Testa). In una di esse, quella denominata
della "Sacra Famiglia", è raffigurato l'abitato di
Collesano alla fine del '600.
Chiesa
di Santa Maria la Vecchia
Localizzata nel piano del castello, risale al 1140. Dedicata all'Assunta,
è stata Matrice di Collesano fino al 1543. È stata profondamente
modificata nella struttura. Presenta un impianto a tre navate con un
presbiterio decorato da un ciclo di stucchi e affreschi con storie della
Vergine Assunta del pittore collesanese Giacomo Lo Varchi, vissuto nel
'600. La chiesa custodisce, inoltre, una pregevole statua lignea policroma
dell'Assunta, di ignoto intagliatore madonita della metà del
'500, e una Madonna con Bambino di Antonello Gagini.
Chiesa
di San Giacomo
Edificata alla fine del Quattrocento, dell'impianto originario conserva
il bel portale gotico-catalano. Interessanti sono la statua lignea cinquecentesca
di San Giacomo Apostolo e gli affreschi di Giuseppe Salerno (1614).
In essa si riunivano i consulenti civici per fissare le mete dei prodotti
locali (frumento, mosto, orzo e seta). La fontana "Due cannoli",
addossata alla chiesa, fu collocata nel 1877, più in basso rispetto
alla piazza.
Chiesa
di Santa Maria di Gesù
Edificata nel 1612 per volere del Consiglio Civico e dei conti di Collesano,
viene affidata ai Frati Minori Riformati che ne hanno cura. Di semplice
impianto, ad una navata, con un bel chiostro nell'annesso ex-convento,
conserva un artistico Crocifisso ligneo del 1635, opera documentata
di Frate Umile da Petralia, varie tele del Seicento e una Madonna in
marmo di Carlo aprile. Il Convento è stato adibito, in seguito
alla soppressione degli Ordini Religiosi, a vari usi, quali caserma
e carcere. Nel 1887 fu costruito un nuovo Convento per l'impegno di
P. Rosario Barbera. Dal 2004 è Rettore della Chiesa il rev.do
fra' Romano B. Fina dell'Ordine dei Frati Minori.
MONTE
D'ORO
Monte D'oro (808 m s. l. m.) sorge nel territorio del comune di Collesano
in contrada Croce, a circa un km dallodierno abitato. Sulla sommità
nord di questo rilievo, in una piattaforma a quota 703 m. s.l.m. scoscesa
e inaccessibile, si estende per circa un chilometro in linea daria
un antico abitato medievale, che è visibile ancora per la presenza
di numerose rovine (abitazioni, mura di fortificazione, torri di vedetta
e una struttura interpretabile come un castello). In questo sito la
presenza umana è attestata fin dallantichità classica,
come dimostra il ritrovamento in situ di alcuni reperti (soprattutto
ceramici) riferibili ad epoca greco-romana classica, ma un insediamento
umano stabile è datato soltanto in età medievale sotto
la dominazione musulmana della Sicilia, quando il geografo arabo Al
Muqaddasi cita il sito con il nome di Qalat as-sirat (rocca
sulla retta via), e lo inserisce tra le città di un certo
rilievo nella Sicilia musulmana del X secolo. Monte dOro e il
sito di Qalat as-sirat sono citati anche nel noto trattato geografico
Libro di re Ruggero del geografo arabo-siculo Edrisi, che
li descrive come alto e superbo monte nel quale vi era un
castello fortissimo e difendevolissimo, ne cui dintorni
potevano pascolare pecore e buoi; ma re Ruggero ha fatto diroccare il
castello e tramutare labitato nel sito dovè oggi.
Nel XII secolo (1130-31) si ha dunque la distruzione e labbandono
della città che, parzialmente abitata ancora nel XII secolo,
verrà del tutto abbandonata nel secolo seguente, e già
nel 1181 essa veniva già definita villa vetus (città
vecchia). In età moderna (XVI-XVIII sec.) lantico sito
abitato sul Monte era conosciuto da alcuni storici siciliani di quellepoca,
che la identificarono erroneamente con le città classiche di
Paropo e di Alesa, mentre nel 1972 il sito è stato oggetto di
una brevissima campagna di scavi archeologici condotta dalla Soprintendenza
ai beni Archeologici della Sicilia occidentale che ha riportato alla
luce una buona quantità di reperti, tra i quali ricoprono particolare
interesse un denaro databile ad età sveva (XIII sec.), una fibula
altomedievale, una lucerna, nonché copiosa ceramica grezza da
mensa e da conserva, reperti oggi tutti conservati presso il museo Salinas
di Palermo. Oltre alle emergenze architettoniche il sito esprime particolari
caratteristiche naturali: dal punto di vista geologico Monte dOro
è costituito da rocce appartenenti alla Formazione Crisanti,
costituita da un alternanza di marne, argilliti silicee, radiolariti,
calciruditi, calcareniti e brecce calcaree risedimentate. Strutturalmente
il rilievo è caratterizzato da un pacco di di strati inclinati
verso Nord-Est e da un sistema di faglie che lo smembrano in blocchi
mettendo in evidenza i corpi calcarei risedimentati della Fm. Cristanti
tra le rocce argillose del Flysch Numidico. Il calcare mostra i tipici
segni dei processi carsici epigei quali doline, solchi, karren e strutture
ipogee quali grotte e cavità sotterranee. La vegetazione che
oggi resiste ai frequenti incendi è distinguibile in tre categorie:
macchie e boschi molto degradati (Quercetalia ilicis); rupi di alta
e media quota; coltivi abbandonati (praterie, garighe e arbusteti di
media ed alta quota). La fauna presente, oltre ad annoverare la maggior
parte dei vertebrati delle Madonie, si distingue per la presenza di
uccelli quali la Poiana, il Gheppio, il Grillaio, la Coturnice Siciliana
ed il raro Capovaccaio (ultime osservazioni infatti, accertano la presenza
di una coppia di questo avvoltoio che stagionalmente frequenta il monte).