Castellammare
del Golfo è un comune di circa 15mila abitanti della provincia
di Trapani. Basa la sua economia sul turismo e sulla pesca. Ogni due
anni vi si celebra la rievocazione storica dell'attacco al porto da
parte degli Inglesi, sventato, secondo la leggenda, dall'arrivo della
Madonna di l'assicursu (Madonna del soccorso). La cittadina da il nome
all'omonimo golfo proscipente il castello, delimitato a est da punta
raisi e a ovest da capo San Vito.
STORIA
Castellammare nasce come porto della vicina Segesta (Emporium Segestanorum)
e fino all'arrivo degli arabi la sua storia si identifica con quella
della città elima. Con l'arrivo degli arabi agli inizi dell'800
il paese prende il nome di Al Madarig ("la scalinata", nome
che sembra derivare dalla scalinata che dalla parte più alta
del bastione fortificato conduceva al porto).
Agli
inizi del secondo millennio, Castellammare, diviene importante fortezza
dei Normanni prima, degli Svevi poi e centro di battaglie fra Angioini
e Aragonesi. La guerra si conclude con la vittoria di Federico II e
il porto verrà interdetto alle attività commerciali in
ragione del tradimento in favore degli Angioini. Castellammare tornerà
a crescere dopo i Vespri, nel periodo aragonese (1281-1410), quando
la cittadina fu terra baronale di proprietà di Federico d'Antiochia
e diventa importante polo commerciale legato all'esportazione del grano.
Di questo periodo è l'amplimento del castello sul mare.
Nel
settecento e nell'ottocento il paese continua ad ampliarsi, avendo come
fulcro del proprio sviluppo economico il porto.
La
cittadina ha dato i natali a diverse figure di spicco della mafia americana
dei primi anni del '900: Vito Bonventre, Stefano Magaddino, Salvatore
Maranzano, Giuseppe "Joe" Aiello, Joseph Ristuccia, Michael
Monte e Joseph Bonanno. Dal nome della cittadina deriva anche il termine
"guerra castellammarese", sanguinosa guerra di mafia combattuta
tra il clan di Joe Masseria e il clan di Salvatore Maranzano.
Poco
dopo l'unità d'Italia, il 30 giugno 1861, veniva introdotta anche
in Sicilia la leva obbligatoria. La norma era invisa ai siciliani poichè
da un lato non erano avvezzi all'arruolamento obbligatorio che sotto
i Borboni non esisteva, dall'altro costringeva i giovani a stare sette
anni lontani dalla loro casa. Molti, non ottemperando all'obbligo, si
nascosero sulle montagne che circondano la cittadina. Il 2 gennaio del
1862, circa 400 giovani capeggiati da due popolani (Francesco Frazzitta
e Vincenzo Chiofalo), innalzando una bandiera rossa, entrarono in paese
e assalirono labitazione del Commissario di leva e l'abitazione
del Comandante della Guardia Nazionale, trucidando i commissari governativi
e bruciando le loro case.
La
reazione dei piemontesi si ebbe il giorno successivo quando da due navi
da guerra sbarcarono alcune centinaia di bersaglieri. Nei rastrellamenti
che seguirono, le forze regie trovarono solo un gruppetto di persone,
estranee alla rivolta. Fucilarono queste persone, togliendo la vita
a:
Mariana
Crociata cieca, analfabeta, di anni 30;
Marco Randisi di anni 45, storpio, bracciante agricolo, analfabeta;
Benedetto Palermo di anni 46, sacerdote;
Angela Catalano contadina, zoppa, analfabeta, di anni 50;
Angela Calamia di anni 70, diversamente abile, analfabeta;
Antonino Corona, diversamente abile di anni 70;
Angela Romano di appena 9 anni.
Si trattò di una vera e propria ribellione contro i Cutrara,
cioè contro quei liberali che combattendo i Borboni, tramite
la censuazione dei beni ecclesiastici, si erano impadroniti della coltre
del potere.
Il
termine "cutrara" , infatti, fa riferimento a coloro che si
dividono la coltre del dominio che i piemontesi chiamarono
mafia, ma a cui si appoggiarono per mantenere un presunto
ordine pubblico.
MUSEI
Museo dellAcqua e dei Mulini (piazza Castello - Castellammare
del Golfo)
Museo Etno-Antropologico Annalisa Buccellato (piazza Castello - Castellammare
del Golfo)
Museo Naturalistico (Riserva Naturale dello Zingaro - Castellammare
del Golfo)
LOCALITA'
Balata di Baida è una frazione situata nella campagna a circa
9 km dal capoluogo comunale e conta circa 250 abitanti ( Fonte Istat
2001).
Scopello è una frazione, con circa 80 abitanti ( Fonte Istat
2001 ), cresciuta attorno ad un antico baglio, distante poco più
di 10 km dal capoluogo comunale. Nei pressi si trova la Riserva Naturale
Orientata dello Zingaro e i "faraglioni di Scopello", con
l'attigua tonnara. Deve il proprio nome probabilmente ai faraglioni
o scogli (in latino scopulus, in greco scopelos) [3].
A metà strada tra il capoluogo e la Riserva, si trova la baia
di Guidaloca, limitata dal "Pizzo della Gnacara" e dalla "Puntazza".
Al suo interno si trova una grande spiaggia a forma d'arco formata da
ciottoli,lunga circa 400 metri.
Fraginesi è una vasta vallata che si stende fra il "monte
Sparagio" , il "monte Inici" e il mare della baia di
Guidaloca. Il nome deriva dalla locuzione "Li fara ginisi"
(con il significato di "vampe di carbone - cenere") e si riferisce
all'uso di ricavare combustibile da vitigni o legname accatastati. In
passato località di campagna è oggi sede di villeggiatura.
Vi si accede dalla strada statale 187.
Il castello di Inici, del quale rimangono le mure esterne e alcuni ambienti
interni, è una costruzione fortificata, presumibilmente della
seconda metà del 1600, ai piedi del massiccio del Monte Inici.
ECONOMIA
Negli anni la produzione agricola e la pesca, tradizionali fonti di
sostentamento della popolazione, stanno progressivamente lasciando il
posto ai servizi legati al turismo. Sono cresciuti in particolari le
strutture di accoglienza (Bed and breakfast, alberghi) e le strutture
di erogazione di servizi al turismo (diving, ristoranti).