Brolo
è un comune di 5.481 abitanti della provincia di Messina. La
città è situata lungo la costa tirrenica a circa 90 Km
da Messina ovest e a 145 da Palermo est. Il territorio comunale, che
ha un'estensione di 7,86 Km², è bagnato a nord dal mare
Tirreno ed è circondato dalla catena montuosa dei Nebrodi che
ne chiudono la quinta scenica a sud. La zona geografica in cui ricade
è formata da una fascia pianeggiante, compresa tra la costa e
l'autostrada, che penetra verso l'interno in corrispondenza dei tre
corsi d'acqua principali, ossia: la fiumara di Sant'Angelo di Brolo,
che segna il confine orientale del territorio comunale, il torrente
Iannello e la fiumara di Brolo, che lo attraversano. Questa fascia è
racchiusa da una zona collinare che partendo dalla pianura si eleva
dolcemente sino a confluire nella catena nebroidea. I confini amministrativi
sono a nord il mare Tirreno, ad ovest con il territorio del comune di
Naso, a sud con il comune di Ficarra ed a est con il territorio comunale
di Piraino e di Sant'Angelo di Brolo. Il territorio comunale, che si
sviluppa attorno al centro urbano, è formato anche da una serie
di frazioni e località che hanno assunto nel tempo un'importanza
notevole, sia per l'incremento demografico avuto, sia per la rivalutazione
della loro posizione geografica all'interno del territorio, in considerazione
soprattutto dell'evoluzione urbanistica dello stesso. La frazione più
importante è quella di Piana, che fino a pochi anni orsono era
separata dal centro urbano, ma che conseguentemente allo sviluppo dello
stesso, che ha scelto, per condizioni intrinseche all'assetto territoriale,
come direttrice di sviluppo urbanistico la via Trento - via Piana, è
venuta a formare con esso un unico agglomerato urbano. Contrariamente
a quanto avviene in gran parte dei comuni ubicati lungo la costa tirrenica,
il centro urbano di Brolo non può espandersi parallelamente all'andamento
del litorale, essendo questa direttrice ormai satura e quindi bloccata
per un'eventuale incremento di edilizia abitativa; per questo motivo
gli insediamenti avvengono e si sviluppano nella zona pedemontana. Già
nel 1872 la frazione di Piana era - unitamente alle località:
Ferrara, Fosso del Gelso, Cordile, Bosco e Mendoleri - una delle cinque
sezioni censuarie di Brolo. Altre frazioni e località si susseguono
lungo la Strada Provinciale Brolo - Lacco, nell'ordine: Parrazzà,
Iannello, Lacco, Sellica e Casette. Oggi Parrazzà può
considerarsi un vero nucleo urbano, infatti in questa zona collinare
sono stati realizzati diversi complessi edilizi, di discutibile fattura;
l'eccellente panorama e la relativa tranquillità accrescono l'appetibilità
del luogo, influenzando positivamente l'espansione urbanistica.
Lungo le pendici della frazione di Iannello, che è situata in
una zona collinare a 290 metri s.l.m., si possono ammirare splendidi
scorci di paesaggio agreste.
Il percorso che conduce da questa frazione sino a quella di Lacco è
disseminato di ulivi, questa coltura, che unitamente agli agrumi è
la più diffusa nelle zone collinari dei Nebrodi, rappresenta
la componente predominante di questo paesaggio. Non bisogna tralasciare
tra le tante funzioni di questa diffusissima essenza quella di presidio
alla difesa della collina; una ragione in più per salvaguardare
questa coltura ai fini della prevenzione dei dissesti geologici.
La frazione collinare di Lacco, situata a circa 500 metri s.l.m., è
divisa tra i comuni di Brolo e di Piraino; da un documento, recante
la data del 10 ottobre 1871, si evince che "Lacco. Confina colla
Chiesa di Maria Addolorata e con la casa di Antonino Cardillo e di Pietro
Gumina, e col territorio di Pirajno". Le frazioni di Sellica e
Casette, che si trovano a circa 600 ÷ 700 metri s.l.m., sono
la parte di territorio comunale più interna. Queste zone confinano
con i comuni di Sant'Angelo di Brolo e di Ficarra. Percorrendo la S.
S. 113 Settentrionale Sicula in direzione Gliaca di Piraino si arriva
nelle seguenti località: contrada Scinà, contrada Lago
e quartiere S. Anna; queste ultime due a ridosso del torrente Sant'Angelo.
Questa porzione di territorio è caratterizzata da superfici destinate
all'agricoltura, principalmente agrumeti, la specie più diffusa
è il limone (Citrus lemon), di esso la coltivazione predominante
è il Femminello Comune da cui si è originata, a causa
delle caratteristiche del microclima locale, la cultivar del Femminello
di Brolo, denominato « 'u Cucuzzaru». Occasionalmente tra
gli agrumi sono inserite piante di ulivo, che apparentemente servono
per soddisfare il bisogno di olio dei singoli proprietari, ma che in
passato univano all'utilità principale di alberi frangivento,
quella di confine di proprietà.
In prossimità delle sparse abitazioni ritroviamo consociate agli
agrumi, varie specie di alberi da frutto ed alcuni appezzamenti di terreno
destinati ad orti, che soddisfano le esigenze delle singole famiglie.
Identica destinazione d'uso riguarda i terreni ad ovest del centro urbano;
prima di arrivare nel territorio di Naso incontriamo la località
anticamente denominata "Filanda", oggi ormai inglobata nella
contrada Malpertuso. In questa zona gli alberi di ulivo proteggono gli
agrumi, i cui impianti ricadono a ridosso della costa, dalla salsedine;
la funzione di piante frangivento è assolta dai cipressi.
STORIA
È oramai risaputo che il nome Brolo proviene dall'originale termine
Brolium, che nella bassa latinità aveva il significato di parco
o giardino.
Dalla ricostruzione della Tabula Peutingeriana, si possono ricavare
alcune notizie storiche riguardanti il territorio di Brolo. Da questa
cartografia storica, che descrive la viabilità della Sicilia
nel IV secolo, si evince che la strada principale dell'isola, ossia
la Via Valeria, metteva in comunicazione la Sicilia settentrionale da
oriente ad occidente, conducendo dallo stretto di Messina fino al Capo
Lilibeo.
Il percorso di questa arteria, che attraversava l'attuale centro urbano
di Brolo seguendo quasi fedelmente il tracciato della S. S. 113, costituiva
un asse di rilievo per gli scambi commerciali dell'epoca. Forse ancor
prima di essere un borgo di pescatori, il villaggio siciliano era parte
fondamentale di quello che Catone, alcuni secoli prima, aveva denominato
"granaio del popolo romano".
La storia dell'antico originario borgo medioevale nasce e si sviluppa
intorno al castello, costruito quasi a picco sul mare, il maniero dominava
un vasto tratto della costa tirrenica, proteggendo le spiagge sottostanti
dalle incursioni piratesche. Questo edificio adibito al controllo della
costa, unitamente al villaggio di pescatori era conosciuto, in epoca
normanna, con il termine Voab, toponimo lasciato in eredità dalla
precedente dominazione araba ed il cui significato è «Rocca
marina». L'attribuzione di una così impegnativa denominazione
rende palese l'importanza che il villaggio ricopriva nel tratto di costa
tra Capo d'Orlando e Capo Calavà, in virtù della sua particolare
posizione geografica e strategica; il porto di Brolo era il solo presente
in questo tratto di litorale, segnalato dal geografo Edrisi nel 1154
con il nome di Marsa Daliah, quasi sicuramente era protetto da una iniziale
costruzione adibita all'avvistamento delle navi saracene.
Non si hanno notizie certe sui fondatori del primo insediamento; le
fonti storiche più attendibili fanno risalire la costruzione
del primo impianto urbanistico all'XI secolo, attribuendola ai Primati
di Sicilia, nobile famiglia appartenente al ceppo di Bartolomeo d'Aragona
e legata alla corte di Federico II. Si narra che Bianca Lancia, futura
madre di Manfredi di Sicilia abitò nel castello. Attualmente
Brolo è feudo di donna Manuela Contarino marchesa di Brolo.