Acireale
è un comune di 52.702 abitanti della provincia di Catania. Di
incerta origine, oggi l'impianto urbanistico è quello tipico
delle città tardo-medievali della Sicilia. Sorge a metà
della costa jonica siciliana a 15 km da Catania. I suoi abitanti si
chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi
di Acireale.Nel territorio di Acireale ricade l'area in cui sorgeva
il bosco d'Aci, oggi ridotto solamente alle frazioni di Santa Maria
degli Ammalati e San Giovanni Bosco. Un tempo si estendeva in tutta
la zona orientale dell'Etna e ospitava soprattutto querce e castagni.
Claudiano lo citò nel mito del ratto di Proserpina e durante
la dominazione romana era conosciuto come rifugio per i briganti. Disboscato
a partire dal Quattrocento per ricavarne legname, si è ulteriormente
ridotto per far spazio alle costruzioni cittadine. La Timpa è
un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale.
Dal 1999 è diventata riserva naturale orientata. È caratterizzata
da rocce di origine vulcanica a gradinate e da diverse faglie nelle
quali cresce una fitta vegetazione; il territorio della riserva si presenta
conservato ed in larga parte incontaminato, pur se inserito in un contesto
particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.
TOPONIMO
Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era
posto per una divinità chiamata Aci. Questi era un pastore di
cui si innamorò Galatea, di cui a sua volta era innamorato il
ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal
sangue del pastore nacque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi "scomparso"
sottoterra, ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria
la Scala in una sorgente chiamata " u sangu di Jaci" ( il
sangue di Aci). Il nome della città ha subito dunque una lenta
evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli
arabi e quindi Aquilia con gli spagnoli.
STORIA
Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da
Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa.
I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla
storia d'amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.
In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata
Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo
il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento
una decina di nuclei familiari si spostò più a nord, dove
nacque Aci Aquilia o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell'odierna
città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove
si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole
ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed
ordini religiosi lasciando una impronta indelebile tanto chee ancora
oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane».
Nel 1528 l'imperatore Carlo V la eresse a comune. Nel Seicento, il territorio
di Aquilia perse molti territori (divenuti universitas, cioè
città) ma ottenne il nome odierno, grazie all'intervento del
re Filippo IV nel 1642. L'11 gennaio 1693 la città fu distrutta
dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale. Nel 1848
fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia. Nel 1873 con l'apertura
dello stabilimento termale S. Venera e l'inaugurazione dell'annesso
Grand Hotel des Bains Acireale divenne un centro termale di una certa
notorietà.
LUOGHI DI INTERESSE
Il centro di Acireale è la Piazza del Duomo, su cui si affacciano
alcuni degli edifici più importanti della città, tra cui
la Chiesa Cattedrale, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo
del Comune, il Palazzo Modò. La Cattedrale è dedicata
a Maria Santissima Annunziata, ma è comunemente attribuita al
culto di Santa Venera, la patrona. L'impianto originale risale al XV
secolo ed è stato rimaneggiato nei secoli successivi. All'interno
si trovano opere di Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti,
Vito D'Anna e Giacinto Platania. La Basilica dei Santi Pietro e Paolo
fu costruita nel 1550 e ricostruita nel 1608. Ha un prospetto barocco,
progettato da Vasta nel 1741. Il campanile è del XIX secolo;
un secondo campanile, pur se progettato non venne mai realizzato. L'interno,
a navata unica, fu ristrutturato dopo il terremoto del 1818. Vi si trovano
alcune tele del Vasta, di Giacinto Platania ed una statua del Cristo
alla Colonna, di autore ignoto, molto venerata in città e tradizionalmente
portata in processione ogni 70 anni. La Loggia Giuratoria o Palazzo
del Comune, di chiaro impianto scenografico barocco, fu progettata dopo
il 1640, rimaneggiata nel XVIII secolo e danneggiata dai terremoti nel
1783 e 1818. Da ammirare i mascheroni, le mensole che reggono le balconate,
e le opere in ferro battuto e il balcone ad angolo. All'interno, vi
è una esposizione di divise militari d'epoca. Il Palazzo Modò
(ex Teatro Eldorado) è un palazzo, che non prospetta direttamente
sulla piazza ma ne è defilato. Della originaria struttura rimangono
due balconi con reggimensole baroccheggianti, dei mascheroni ed il nome
del teatro Eldorado, realizzato al suo interno nel 1909 ed attivo sino
al primo dopoguerra.
CENTRO
STORICO
Nel centro storico vi sono altri palazzi, chiese e monumenti di grande
interesse. La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea è un'istituzione
del XVII secolo, ospitata in un palazzo neoclassico realizzato nel XIX
secolo dall'Ingegnere Mariano Panebianco, che raccoglie alcune collezioni
d'arte e di testi antichi. È visitabile su richiesta al personale.
La Basilica Collegiata di San Sebastiano è la chiesa più
importante di Acireale, dichiarata monumento nazionale. Realizzata a
partire dal Settecento, presenta una facciata a più ordini, preceduta
da una balaustra. L'interno è ricco di affreschi di Paolo Vasta.
La Chiesa di Sant'Antonio da Padova è la più antica chiesa
della città, forse l'unica che risale al periodo di Aquilia Nuova.
Rimaneggiata nei secoli, anche a causa dei terremoti, conserva un bel
portale in stile gotico. La chiesa era inizialmente intitolata a san
Sebastiano e sede dell'antica confraternita dedicata al santo. Solo
dopo la costruzione della nuova chiesa di San Sebastiano, venne dedicata
al culto di sant'Antonio. Al suo interno si possono ammirare affreschi
e tele di Alessandro e Pietro Paolo Vasta. Lo stesso Paolo Vasta, mentre
lavorava al suo interno, colto da malore cadde da una impalcatura subendo
l'incidente che gli costò la paralisi. La Chiesa di Santa Maria
del Suffragio appare quasi asimmetrica rispetto alla strada ed ha la
facciata rivolta al mare. Tradizionalmente la necessità della
costruzione della chiesa è attribuita alle mogli dei pescatori,
che poco abbienti si trovavano a disagio nelle ricche e sontuose chiese
frequentate dalla nobiltà cittadina. La chiesa fu realizzata
nel XVII secolo. L'interno è ricchissimo di affreschi, tra cui
Il Mistero dell'Eucaristia di Pietro Paolo Vasta sulla volta. La Chiesa
di San Camillo ha una facciata esterna molto scarna, ma è riccamente
decorata all'interno. Realizzata nel 1621 a navata unica, fu affrescata
da Paolo Vasta con le Storie del Vecchio Testamento con soggetto femminile
e, per questo, definita da alcuni come la Chiesa delle Donne. Il Corso
Umberto è il passeggio della città, via lungo la quale
prospettano i diversi palazzi nobiliari. Svoltando a sinistra, dopo
circa 350 m, si arriva in Piazza Garibaldi (detta 'la piazzetta', dagli
acesi), dove è collocata al centro la statua dedicata ai caduti
dello scultore acese Michele La Spina. Inoltre nel lato ovest della
piazza prospetta il Teatro Maugeri, molto in voga negli anni Sessanta.
Proseguendo in Corso Umberto, per altri 500 m, si raggiunge Piazza Indirizzo,
dove sulla destra si trova l'ingresso alla Villa Belvedere, inaugurata
nel XIX secolo e nel lato a nord il prospetto della Chiesa dell'Indirizzo,
in stile neoclassico. Sono di minore importanza i palazzi nobiliari
Musumeci (con portale d'ingresso in pietra lavica scolpita) e Calanna
e le chiese di San Biagio, Santa Maria degli Angeli, dellla Madonna
del Carmelo nel quartiere Carmine, San Domenico, San Filippo Neri, Santo
Rocco, Maria Santissima Odigitria e Maria Santissima Maddalena. Altre
chiese si trovano dislocate nei vari quartieri del Comune e il numero
totale giustifica l'appelativo di città dai cento campanili.
MUSEI
La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea istituzione del XVII secolo, raccoglie
collezioni d'arte, testi antichi e reperti archeologici.
Nel Museo delle Tradizioni Contadine di Aci Platani si trova la ricostruzione
di una tipica abitazione di una famiglia contadina etnea del XIX secolo.
Il Museo delle Uniformi, ospitato presso il Palazzo del Comune in piazza
Duomo raccoglie una collezione di uniforme storiche a partire dalla
fine del XVIII secolo.
Il Monetario Floristella, che attualmente si trova presso il Museo Archeologico
Regionale di Siracusa ed è in attesa di una collocazione in città,
raccoglie la collezione numismatica di Agostino Pennisi di Floristella.
Il Teatro dell'Opera dei Pupi di Capomulini, condensa negli spazi espositivi
la importante tradizione dei pupari acesi tramandata per generazioni.
MANIFESTAZIONI
La prima manifestazione di grande rilievo che si svolge ogni anni ad
Acireale è la Festa di San Sebastiano, il 20 gennaio. La festa
religiosa consiste in una processione che parte in mattinata dalla Basilica
con in testa la statua di San Sebastiano e si sposta per la città
toccando i quartieri storici e quelli più moderni.
A febbraio, è il turno del Carnevale, considerato una naturale
continuazione della festa religiosa. La festa è considerata tra
le più importanti della Sicilia ed è abbastanza conosciuta
anche in Italia. Il primo carnevale di cui si abbia notizia si tenne
nel 1594 e si è proseguita la tradizione ogni anno, salvo nei
periodi bellici e dopo il terremoto del Val di Noto. Oggi è accompagnato
da una competizione per i carri allegorici, infiorati e in miniatura
più belli. In estate, la festa più importante è
quella della santa patrona, Santa Venera, che si svolge il 26 luglio.
La festa del Natale è inoltre molto sentita e viene onorata con
delle feste in piazza.
GASTRONOMIA
La granita, ottimo alimento rinfrescante dall'afa estiva ad Acireale
è considerato quasi un rito. Nato probabilmente dalla tradizione
dei «nevaroli» che dall'Etna trasportavano la neve sino
in riva al mare, quando ancora non esisteva il frigorifero, in città
l'invenzione della granita è attribuita a Francesco Procopio
dei Coltelli un ingegnoso trezzoto che con il café «le
Procope» fece successo nella Parigi del XVII secolo. Generalmente
viene servita nella sua ricetta di base al gusto di mandorla ed accompagnata
da brioche. Un altro alimento tipico dell'estate acese è il seltz
con limone e sale, venduto dai numerosi chioschi che si trovano per
le vie della città. Inoltre, è rinomata la pasticceria,
che ha nelle zeppole di riso con miele (definite anche crispelle di
San Giuseppe in altri comuni), nei cannoli ripieni con crema di cioccolato,
crema o ricotta, nei prodotti di pasticceria mignon e nella gelateria
artigianale le sue punte di diamante, e la tavola calda con prodotti
freschi di forno (arancini, "cartocciate", "cipolline"
ecc.) nonché prodotti da colazione dolci (cornetti, panzerotti,
"raviole" con ripieno di ricotta, "iris" con ripieno
di crema di cioccolato o crema) . Nelle borgate marinare vi sono molti
ristoranti che propongono menu a base di solo pesce fresco.