Valenzano
è un comune di 18.458 abitanti della provincia di Bari, situato
a circa dieci chilometri dal capoluogo in direzione sud-est. La città,
che si estende su una superficie di circa 16 km², è conosciuta
principalmente come città di servizi per la presenza di centri
di ricerca, tra cui il parco tecnologico Tecnopolis, uno dei più
grandi del Mezzogiorno.
Nei
tempi recenti la città è stata anche riscoperta dal punto
di vista turistico e culturale, per la valorizzazione della presenza
di monumenti e costruzioni di valore storico, fra cui figura la Chiesa
di Ognissanti di Cuti, e del folklore popolare.
TOPONIMO
Sono quattro le principali ipotesi sull'origine del nome della città
di Valenzano. Secondo un'ipotesi abbastanza accreditata il nome deriverebbe
dal termine latino Valentianum, ovvero «proprietà di Valens»,
nome proprio latino diffuso nel Basso Impero. L'ipotesi riportata da
Bonaventura da Lama, parlando dell'occupazione di Bari da parte dei
Saraceni, attribuirebbe il nome Valenzano a quello del sopracitato fondatore
greco del paese, il cui nome era, secondo lo storico, Valentiniano o
Valenziano. Sempre Bonaventura riporta un'altra ipotesi, secondo la
quale il nome del paese deriverebbe dalla sua favorevole posizione geografica.
Al tempo della fondazione del borgo, il territorio sul quale sarebbe
sorta Valenzano era infatti un'ampia campagna ben areata, adatta perciò
agli infermi: in latino, «quia valet insanus». Da valet
insanus sarebbe derivato il nome Valenzanum. Un'ultima ipotesi fa derivare
il nome del borgo da vallis sana, ovvero «valle libera»
(l'aggettivo sanus, infatti, ha il secondo significato di "libera").
ORIGINI
primi abitanti del territorio di Valenzano furono i Peucezi (o Peuceti),
popolazione illirica che, a partire dal IV secolo a.C., si stanziò
nel territorio della Puglia centrale, occupando un territorio che comprendeva
numerosi borghi antichi, tra cui il paese di Valenzano (sorto, secondo
la tradizione, sui resti dell'antico borgo di Cuti).
Valenzano,
come tutte le città della Peucezia, ebbe intensi contatti con
la civiltà greca grazie alla vicinanza con alcune colonie greche
la cosiddetta Magna Grecia tra cui Taranto, ma anche con
l'antica patria peuceta, l'Illiria, corrispondente a buona parte del
territorio dell'ex Jugoslavia. Vi furono contatti anche con l'etrusca
Campania.
STORIA
La Peucezia conservò l'autonomia fino a quando i Romani non assogettarono,
dopo le vittoriose guerre sannitiche, la zona di Cælia (attuale
Ceglie del Campo) e con essa Valenzano. Nello stesso tempo, nel borgo
si diffuse un'epidemia di malaria che mise in crisi l'economia del borgo
peuceto per due secoli circa. Il periodo di magra terminò ner
III secolo d.C., con il contemporaneo ritorno del latifondo privato.
La definitiva fondazione dell'attuale paese viene collocata circa seicento
anni dopo, intorno all'845 d.C., nello stesso periodo in cui i Saraceni
giunsero a Bari, distruggendola. Lo storico Padre Bonaventura da Lama
riporta la fondazione del villaggio ad opera di un nobile barese, fuggito
dal capoluogo per stanziarsi al sicuro dai Saraceni ed accasarsi intorno
ad una chiesa rurale (probabilmente la chiesa sulla quale venne, in
seguito, edificata la Chiesa di Santa Maria di San Luca). Bonaventura
identificava il fondatore di Valenzano con un nobile di origini greche,
proveniente da Antiochia, di nome Valenziano o Valentiniano.
Sempre Padre Bonaventura da Lama affermò che Valenzano, così
come molte altre città nei dintorni, fosse stata vittima dell'ondata
saracena per due volte: una prima volta alla fine del X secolo, ed una
seconda volta verso la metà dell'XI secolo. Nella prima occasione,
diversi abitanti del borgo vennero fatti prigionieri ed inviati come
schiavi in Sicilia, mentre Valenzano venne rasa al suolo con relativa
facilità, dal momento che la maggior parte delle abitazioni erano
costruite con paglia o legno. Durante la prima distruzione, anche la
Chiesa di Santa Maria di San Luca fu incendiata, ma l'icona di San Luca
fu salvata. Non vi sono, invece, notizie su una seconda distruzione
di Valenzano, ma venne ipotizzato che al paese fosse toccata la medesima
sorte che toccò, nella metà dell'XI secolo, a molte altre
città circostanti distrutte per ordine del principe longobardo
Siconolfo, il quale ricorse alle truppe saracene del comandante Apolofar
per appropriarsi delle ricchezze della Terra di Bari. Con l'avvento
del feudalesimo, Valenzano (denominata Ballenzanum) acquisì le
caratteristiche di un feudo di media importanza. Il paese era dotato
di mura ed aveva una forma pressoché quadrata, dal lato di circa
180 m. Le porte erano tre, quali la porta di Via Bari, la porta di Santa
Croce e la porta di Levante. Entro le mura vi erano numerose costruzioni,
quali le carceri e le residenze del feudatario e dell'arciprete. Il
borgo rimase un feudo sino al 2 agosto 1806, con le leggi di Giuseppe
Bonaparte che abolirono il feudalesimo. Dopo la Rivoluzione francese
e l'abolizione del Regno di Napoli, nel 1799 vi furono aspri scontri
fra le città baresi fra i cosiddetti repubblicani, ovvero i favorevoli
al movimento rivoluzionario e all'abolizione della monarchia borbonica,
e i sandefisti, i contro-rivoluzionari che vedevano di mal occhio l'affermarsi
delle nuove idee sociali. Valenzano fu uno dei borghi dove prevalevano
i reazionari, assieme a Carbonara, Ceglie, Triggiano e Loseto. Le asperità
fra le due fazioni traevano origine principalmente nell'omicidio di
alcuni rivoluzionari acquavitani mentre muovevano verso Napoli, tra
cui un parlamentare della neonata Repubblica Partenopea. Valenzano,
che aveva partecipato alla rivolta dei sandefisti contro i paesi favorevoli
alla rivoluzione, subì la vendetta dell'esercito dell'Impero
Francese, che affrontò i ribelli sandefisti in un duro scontro.
I sandefisti persero duramente, ma non vi fu vendetta da parte dei Napoleonidi
dopo la fine della rivolta. Terminati gli scontri post-rivoluzione,
Valenzano venne dapprima annessa al Regno delle Due Sicilie e successivamente,
nel 1861, al Regno d'Italia. Il paese, dovendo affrontare numerosi disagi
economici come la maggior parte delle città del Meridione, fu
colpito in primo piano dal fenomeno dell'emigrazione di massa a cavallo
dei due secoli. In particolare, molti valenzanesi scelsero come meta
d'emigrazione il Venezuela. Colpita da numerose guerre durante le due
guerre mondiali, e in special modo durante la Prima Guerra, il paese
attraversò un lento periodo di rinascita, accompagnato da una
ripresa demografica, che ha portato oggi Valenzano ad essere uno dei
più popolosi comuni confinanti con Bari, conservando perciò
autonomia amministrativa differentemente da altri comuni limitrofi al
capoluogo, annessi come quartieri a partire dagli anni Settanta nel
territorio della città. Dagli anni Duemila ad oggi è stato
attuato un piano culturale nella città, che ha visto la parziale
riapertura del castello baronale e della Chiesa di Ognissanti, oltre
che all'espansione della processione del Venerdì Santo e, nell'estate
del 2007, al successo del progetto «E...state a Valenzano»,
durante il quale si sono susseguite manifestazioni di carattere culturale,
sportivo e comico in tutta la città.
EDIFICI
RELIGIOSI E STORICI
Chiesa
di Ognissanti
In agro di Valenzano si trova la Chiesa di Ognissanti, costruita in
ogni sua parte secondo le proporzioni del numero aureo. La chiesa, reliquia
di un'antica abbazia, presenta una struttura a tre navate coperte da
semibotti laterali e bande a piramide; oggi la chiesa non appartiene
al comune di Valenzano, bensì al Capitolo di San Nicola. Chiusa
nel 1737, con la demolizione dell'antica abbazia, la chiesa è
stata recentemente riaperta al pubblico per varie occasioni festive,
durante le quali la chiesa è sede di sagre e manifestazioni culturali
o sportive.
Convento
di Santa Maria di San Luca
La Chiesa di Santa Maria di San Luca, appartenente ai frati minori pugliesi,
è oggi la seconda chiesa cittadina per numero di frequentatori,
dopo la Chiesa matrice di San Rocco. Costruita, secondo la leggenda,
sui resti di un'antica cappella peuceta per volere del fondatore Valentiniano,
le vicende storiche della chiesa s'intrecciano con quelle di un'icona
dipinta da San Luca, ad oggi presente all'interno della chiesa. La struttura,
esempio di Romanico pugliese, comprende una delle torri campanarie più
alte della provincia (~70m).
Nella
piazza antistante a tale chiesa si trova il Monumento all'emigrante,
dedicato agli emigranti valenzanesi sbarcati nelle Americhe fra l'Ottocento
e il Novecento.
Chiesa
di San Rocco
La Chiesa di San Rocco, chiesa matrice di Valenzano, si trova ai confini
del centro storico del borgo. Edificata verso la fine del Cinquecento
accanto ad una cappella minore, dalla quale prese il nome, si presenta
con una struttura tipicamente romanica, con un tetto a due spioventi
e un ampio rosone sulla facciata frontale. La pianta dell'edificio misura
35.20 x 12.20 metri, con quattro cappelle che si aprono a destra ed
altrettante a sinistra. Oggi la configurazione interna dell'edificio
è diversa da quella originaria a causa di numerosi restauri effettuati
tra l'Ottocento e il Novecento, con la costruzione del presbiterio,
dell'altare maggiore e della torre campanaria, che non segue lo stile
architettonico della facciata accanto alla quale è posta.
Castello
baronale
Il castello baronale di Valenzano, ricostruito nel 1870 in stile neo-romantico
e neo-gotico, è situato nel centro storico di Valenzano. Esso
si sviluppa attorno ad un chiostro che introduce all'interno, che conserva
alcune strutture medievali. Oggi il castello è sede di numerosi
convegni allestiti nella sala grande e di molteplici manifestazioni
musicali e culturali, soprattutto durante il periodo estivo, tenute
da numerose associazioni anche esterne al paese.
MANIFESTAZIONI
Fiera di Ognissanti
A Valenzano l'1 Novembre di ogni anno si tiene la fiera di "Tutti
i Santi", la quale richiama visitatori da molti comuni limitrofi.
Questa fiera ha una lunga storia: inizialmente si teneva nei dintorni
dell'omonima chiesa di Ognissanti, concepita come fiera prevalentemente
agricola; in seguito si è spostata verso il paese, abbandonando
le sue radici contadine. La fiera, che dura per l'intero giorno, occupa
gran parte del paese e vi si possono trovare gli oggetti più
disparati come piante, animali, utensili per la casa, giocattoli, capi
di vestiario, attrezzi agricoli, ecc.
Processione
del Venerdì Santo
Evento annuale di antiche origini è la processione dei misteri
che si tiene ogni Venerdì Santo nel paese. La processione consiste
nell'esposizione per le vie del paese di quarantasette statue raffiguranti
eventi della Passione di Gesù (i misteri), in un percorso che
si snoda a partire dalla chiesa matrice per percorrere tutte le principali
strade del borgo. Particolarità dei misteri valenzanesi è
quella di appartenere tutti, con due sole eccezioni, a privati, che
ne curano il trasporto durante il Venerdì Santo e il mantenimento
durante l'anno.
La
notte dei Magi
La Comunità francescana del Convento di Santa Maria di San Luca
organizza ogni anno, alla vigilia dell'Epifania, "La notte dei
Magi", una rappresentazione rievocativa dell'arrivo dei re Magi
a Betlemme. I testi e la regia sono di Ninni Matera. Vi partecipano
più di un centinaio tra attori e figuranti che danno vita a numerose
scene lungo il percorso della cavalcata dove vengono allestite varie
postazioni: Il mercato, la reggia di Erode, il bivacco dei pastori,
varie botteghe di artigiani ed infine la capanna con il Santo Bambino.
Festa
di Sant'Antonio e Festa di San Rocco
Le due feste che, secondo la tradizione, delimitano il periodo estivo
valenzanese sono la festa dedicata a Sant'Antonio da Padova, il 13 giugno,
e al primo patrono San Rocco, che si tiene nell'arco di tre giorni,
da Ferragosto al 17 aprile. Ambedue le ricorrenze sono celebrate con
manifestazioni locali e spettacoli pirotecnici.
Premio
nazionale di Letteratura e Teatro N. Martucci - Città di Valenzano
La manifestazione di fatto apre l'estate valenzanese. Il "Premio
nazionale di Letteratura e Teatro Nicola Martucci Città
di Valenzano" concorso nazionale di poesia, narrativa e teatro,
ideata dal regista Ninni Matera e organizzata dal gruppo teatrale "Compagnia
del mulino", richiama ogni anno Poeti, Scrittori e Attori di tutta
Italia che convengono a Valenzano in occasione della manifestazione.
La solenne cerimonia di premiazione si svolge ai primi di Giugno nel
Castello baronale Martucci, messo a disposizione dalla baronessa Matilde
Falagario Martucci. Nell'ambito del premio si svolge anche la finale
del Premio attore che ogni volta vede in gara cinque finalisti che si
disputano un montepremi di mille euro. Gli attori si esibiscono in un
monologo e vengono votati dal pubblico che poi assiste interessato allo
spoglio delle schede e alla proclamazione del vincitore.