Tuglie
(5.307 abitanti) è un comune della provincia di Lecce, posto
a 35 km a sud-ovest del capoluogo.
ETIMOLOGIA
Le opinioni riguardo alle origini del nome Tuglie e dell'abitato, che
ne ha preso il nome, sono alquanto discordi, dovute soprattutto a ricerche
non sempre attendibili e comprovate da documenti. Certo è che
Tuglie, nella toponomastica salentina, ha una speciale e particolare
caratterizzazione: non è assimilabile a nessun nome dei paesi
vicini proprio per la sua desinenza GLiE che indica chiaramente l'origine
non romana del nome, in quanto se fosse derivato da un certo Tullio
romano, avremmo dovuto avere Tulliano che tra l'altro in latino vuol
dire podere, feudo, così come è avvenuto per molti paesi
vicini.
ORIGINI
Non può nemmeno dirsi di origine medioevale in quanto già
a quell'epoca, troviamo ben distintamente indicato in alcuni documenti
del 1373 conservati presso la Curia di Nardò Tulle e a volte
Tulliae. A nulla, inoltre, vale la teoria secondo cui il nome deriverebbe
da una popolazione stanziata sul posto in epoca romana antica e chiamata
Tulli che sarebbe, comunque, una popolazione minore di quella più
importante e famosa, stanziata nel Salento, che è la popolazione
dei Messapi Se fosse derivato da Tulli il nome avrebbe dovuto essere
Tullia come Messapia deriva da Messapi, Peucezia da Peuceti e Ausonia
da Ausoni. La teoria più credibile è invece quella che,
partendo dall'analisi linguistica glottologica del nome, Tuglie possa
essere di origini ben più antiche di quanto fino ad ora ipotizzato.
Tuglie potrebbe essere la città da Diodoro chiamata Talion e
avrebbe un nome di origine Tirreno etrusca che, come si sa, prima della
conquista romana, avevano occupato molte terre dell'Italia del sud.
Il termine etrusco indicherebbe l'estremo lembo delle terre da loro
occupate in quanto la parola Tulle vuoi dire proprio confine, estremo
limite della diffusione etrusca.
MUSEI
Museo della Radio, inaugurato nell'aprile del 2004
Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari
FESTA
PATRONALE
La "Madonna Annunziata", patrona di Tuglie, si festeggia generalmente
dal 24 al 26 marzo di ogni anno, con grandi e variegati festeggiamenti
civili e religiosi. Tale festività si sposta, se cade nel periodo
pasquale.
E
la prima festa popolare dellanno ed include anche la Festa in
onore di San Giuseppe, compatrono della città. Vi si svolge una
importante fiera del bestiame e degli attrezzi agricoli e il tradizionale
mercato dei prodotti casalinghi il giorno della Nunziateddha.
Da alcuni antichi documenti si apprende che una piccola cappella rupestre
del 1452, sostituita poi dallattuale Chiesa Matrice, era già
dedicata a Maria SS. Annunziata. Lorigine della festa popolare
si ritiene databile intorno al 1750, quando furono pressoché
completati i lavori di costruzione dellattuale chiesa e la stessa
fu dotata di arredi e statue. E appunto di quellepoca la
statua della Vergine che oggi veneriamo come nostra Protettrice. Fu
probabilmente lArciprete D. Vito De Sanctis a promuovere listituzione
di una festa in onore dellAnnunziata, visto che finalmente si
disponeva di una statua che poteva essere portata in processione. San
Giuseppe, invece, fu scelto quale Protettore principale della novella
Magnifica Università di Tuglie (la denominazione
settecentesca del Comune) che ogni anno metteva a disposizione per i
festeggiamenti la somma di ducati cinque e venti grana. I festeggiamenti
in onore dei Protettori vengono sospesi intorno agli anni 1858/60, quando,
feste e fiere sono vietate dalle autorità per evitare assembramenti
di persone e leventuale verificarsi di disordini antiborbonici.
Così, anche limportante fiera del bestiame, istituita a
metà del 700 da Carlo III° di Borbone, abbinata ai
festeggiamenti della Protettrice, venne sospesa per parecchi anni. Solo
nel 1870, il Sindaco Vitantonio Ria istituisce nuovamente la fiera da
tenersi nei giorni 24, 25 e 26 di marzo a partire dal 1871 e individua
come sito il Largo Termiti che poi diviene Largo Fiera.
La fiera di Tuglie, su pubblicazioni dellepoca, viene classificata
di notevole importanza ed è specializzata per gli
attrezzi agricoli e casalinghi, ma particolarmente per i volatili da
cortile. Gli animali maggiormente scambiati sono i pulcini. Da qui deriverebbe
lattribuzione del nomignolo puricini agli abitanti
di Tuglie. La Madonna dellAnnunziata in questo periodo diventa
titolare anche dei festeggiamenti civili e il culto di San
Giuseppe Protettore passa, per così dire, in secondo ordine.
Nel corso degli anni, anche i Tugliesi emigrati in America contribuirono
economicamente alla sua realizzazione. Con le loro offerte, infatti,
ogni anno si realizzava un grandioso spettacolo pirotecnico: La
Cumparsa. Si trattava di una bengalata che riproduceva limmagine
di un bastimento, simbolo della loro partenza dallItalia In questultimi
anni la festa sta vivendo i momenti di maggiore splendore e la ricorrenza
è molto sentita. Particolarmente devote alla Vergine visitata
dallArcangelo Gabriele sono le donne sterili che si rivolgevano
a Lei per avere il dono della maternità. Per grazia ricevuta,
soprattutto nel passato, la popolazione femminile impreziosiva negli
anni la sacra statua della Madonna con ex-voto anche molto pregiati,
alcuni dei quali risalgono al 1700 e che vengono posti sulla statua
della Madonna nei giorni di festa; le famiglie tugliesi manifestano
la propria devozione dando ai propri figli il nome di Annunziata
o Annunziato, oggi ingentilito da Nunzia o Nunzio.
Attualmente, le manifestazioni che si organizzano nei tre giorni di
festa sono: Inaugurazione ufficiale della festa con alzabandiera a cura
dei Vigili del Fuoco; Gara podistica per ragazzi; Solenne processione
della Vigilia; Benedizione dei Campi della Domenica Mattina; Grande
Fiera-Mercato; Mercatino dell'artigianato a cura dell'Associazione Ekagra;
Mercatino della "Nunziateddra"; Raduno di macchine d'epoca;
Grandiose gare di fuochi pirotecnici; Imponenti luminarie artistiche;
Concerti bandistici; Concerti di musica popolare; Concerti di musica
leggera; Grandioso luna park; Bancarelle di ogni genere nei tre giorni
di festa; Gara di Madonnari; Mostra dell'artigianato locale; Lotteria
di beneficenza; Mostre personali artistiche. Specialità tipica
della festa era lu core te cupeta, un dolce a forma di cuore,
realizzato con zucchero caramellato e mandorle, che i giovani regalavano
alle fidanzate. Inoltre consuetudine, dopo aver assistito alle celebrazioni
in onore della Nunziata, è quella di mangiare la
banana di gelato, tradizione questa, che fa giungere a Tuglie,
centinai di buongustai da tutta la provincia. La festa della Madonna
Annunziata è fede, folclore, devozione, tradizione, cultura,
divertimento e, soprattutto, la prima festa di primavera.
GEMELLAGGIO
Tuglie è gemellato con Villaverla, comune in provincia di Vicenza.
STORIA
Per quanto riguarda la storia scritta noi troviamo Tuglie in alcuni
documenti del 1269 quando Carlo I d'Angiò dona il casale ad Almerigo
di Montedragone, ufficiale del suo esercito, nativo di Sulmona. Questo
Almerigo sposò poi la contessa Riccarda Maramonte, sorella del
famoso Ruggero, luogotenente di Goffredo da Buglione, distintosi nelle
Crociate e nella conquista di Gerusalemme. Si dice che fu poi cacciato
nel 1280 da Gervaso da Matino che così occupò il casale.
In realtà fu lo stesso Almerigo che, stanco delle continue scorribande,
prima di Giovanni Autilio poi del suo successore Giovanni di Tiglio
e poi da Gervaso, preferì andarsene cedendo il casale a Guglielmo
Brunella il quale lasciò la proprietà ai suoi due figli
Ugo e Rollone, nel 1377 . A loro successe la figlia di Ugo, Giovanna
che, per voto, cedette il casale, alla fine del 1300, all'Ospedale di
S. Caterina di Galatina.' Fu Francesco Montefusco che riscattò
il casale e lo lasciò in eredità al figlio Luigi, il quale
sposò la marchesa Margherita Lubelli dalla quale ebbe tre figli:
Antonia che sposò Alfonso Saraceno, barone di Andrano; Caterina,
sposata con Gabriele Saraceno, barone di Torella e Nardello che succedette
alla sua morte avvenuta nel 1479. Nardello sposò una nobildonna
di Casa Francone ed ebbe quattro figli: Hebecca, sposata con Marcantonio
Lubelli, Petruccio, Antonello e Niccolò. A Nardello succedette
suo figlio Niccolò che sposò Margherita, figlia di Antonio
Orsini del Balzo, principe di Taranto ed ebbe due figli: Gio.Antonio
e Francesco che diventa il primo barone di Salve. Nel 1523 morì
Antonello e gli succedette Gio.Antonio che nel 1517 sposò Camilla
dell'Antoglietta baronessa di Fracagnano. Egli morì nel 1540,
ma nel 1526 aveva venduto il casale per 2700 ducati ad Alessandro Paladini
che il 25 agosto dello stesso anno lo vende a Federico Pandone il quale
nel settembre del 1531 , per ripagare alcuni suoi debiti, lo rivende
a Bernardino Galgani. Anche Galgani vende il casale a Giovanni Balduino
il quale lo lascia in eredità al figlio Gio.Francesco Balduino
che, dopo aver appianato i debiti anche quelli di successione, riceve
la regia investitura i1 31 gennaio 1560. Le tasse ed i debiti comunque
aumentavano e la figlia di costui, Aurelia Balduino, ed il figlio Giacomello,
nel 1596, vendono il feudo a Diofebo dell'Antoglietta il quale, nello
stesso anno, lo rivende ad Alfonso Castriota Scanderberg. Nel1610 Alfonso
lo vende a Bonifacio Venneri con il diritto di riprenderselo. Cesare
Castriota Scanderberg nel 1614 ritorna in possesso del feudo e lo tiene
fino al 1670 quando passa in proprietà dello zio Giorgio CastriotaScanderberg
che era sposato con Giulia Capece dalla quale ebbe sette figli. Una
di questi, Eleonora, nel 1633, riceve in dote di nozze il feudo di Tuglie.
Eleonora era sposata con un altro CastriotaScanderberg, Fabio.
Uno dei figli di Eleonora, Domenico Castriota Scanderberg, riceve in
eredità il feudo. Costui, per pagare i debiti, vende il feudo
ad Antonio Cariddi per 8000 ducati nel 1681. Antonio Cariddi muore nel
1683 e lascia la proprietà al figlio Pietro al quale succedette
il nipote Domenico che, nel 1695, vendette nuovamente il feudo ad Antonia
Prato. La Prato, nata nel 1635, aveva sposato nel 1650 Gio Ferrante
Guarini e dal quale ebbe nove figli. Alla sua mor!e, avvenuta ne11715,
le succedette il figlio Fabrizio Guarini: questi morì il 23 settembre
1717 e gli succedette il fratello Filippo che sposò nel 1720
Isabella Castriota Scanderberg. Filippo non ebbe figli e alla sua morte,
avvenuta il14 ottobre 1726, donò il feudo di Tuglie al nipote
Ferdinando Venturi al quale succedette, nel 1740, la sorella Aurelia,
che aveva sposato un altro Venturi, Diego Donato. Da queste nozze nacquero
due figli: Isabella che sposò Evangelista Lubelli e Ferdinando
che, succeduto alla madre, ebbe il feudo di Tuglie ed il titolo di marchese.
Ferdinando Venturi sposò Costanza Santomango ed ebbe cinque figli.
Uno di questi, Francesco Stefano, nel 1798 era signore di Tuglie e fu
l'ultimo a seguito delle leggi sulla soppressione della feudalità.
Francesco Stefano Venturi sposò M. Teresa Montoja de Cardona
dalla quale ebbe sette figli. Alla sua morte succedette, nel titolo
puramente nominale di marchese di Tuglie, il figlio Ferdinando che morì
senza lasciare figli. Gli successe il fratello Luigi che sposò
Giuseppa Palama dalla quale ebbe due figli: Francesco Stefano e Maria
Teresa. Luigi morì il 17 maggio 1878 e gli succedette il figlio
Francesco Stefano, nato nel 1834, che aveva sposato Angela Zuccaro.
Ebbe sette figli, uno di questi, Gaetano Stefano, gli successe alla
sua morte avvenuta il 1O settembre 1922. Gaetano Stefano, nato il31
dicembre 1862, morì il2 agosto 1945. Il figlio Antonio alla morte
del padre diviene marchese di Tuglie, sposa Giuseppina Vergine, dalla
quale ha avuto due figli: Gaetano Luigi nato il21 luglio 1937 e Rita
nata il 3 luglio 1938.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 5.308 (M 2.503, F 2.805)
Densità per Kmq: 631,9 (Censimento Istat 2001)
CAP
73058
Prefisso Telefonico 0833
Codice Istat 075089
Codice Catastale L462
Denominazione
Abitanti tugliesi
Santo Patrono Maria SS. Annunziata
Festa Patronale 25 marzo
Numero
Famiglie (2001) 2.017
Numero Abitazioni (2001) 3.080
Comuni
Confinanti
Alezio, Neviano, Parabita, Sannicola
Il
comune è gemellato con
Villaverla (Vicenza - Veneto), dal settembre 2006