Trani
è un comune di 53.550 abitanti conosciuto per le bellezze artistiche
ed architettoniche che richiamano ad un glorioso passato. È importante
polo giudiziario con giurisdizione su 11 comuni. Nel 2009 diverrà
co-capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani. La città
è situata a 43 km a nord dal capoluogo Bari, sulla costa adriatica,
ad un'altitudine di 7 metri sul livello del mare su un territorio pianeggiante
in corrispondenza di una piccola insenatura che costituisce il porto.
La presenza della roccia ha permesso lattività estrattiva
di pietra della quale è il più vasto giacimento della
regione e lo sviluppo di colture tradizionali: vigneti e oliveti. Situata
al centro della costa pugliese è in un punto ideale per gli spostamenti
in tutta la regione. Il clima è quello tipico mediterraneo.
ORIGINI
Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Sulla
base di ritrovamenti archeologici possibile che la città abbia
origini preistoriche, anche se tracce più concrete risalgono
solo ad epoche successive, come quella antica dei Romani. Trani viene
infatti indicata sotto il nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana,
la copia medievale di un vecchio stradario dellantica Roma. Per
quanto riguarda letimo, questo nome potrebbe essere legato alleroe
della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno, secondo la leggenda,
avrebbe fondato la città. Letimo è tuttavia contestato.
Le tracce della presenza di questa città si fanno ancor più
concrete a partire dal IX secolo d. C.
STORIA
Dopo la caduta dellImpero Romano iniziò in Puglia il periodo
bizantino, caratterizzato da una pausa di dominazione longobarda e dalle
minacce continue provenienti dal mare ad opera dei Saraceni. Fu comunque
il Medioevo il periodo doro della città. Per cominciare,
qui fu trasferita la sede vescovile, fino ad allora situata a Canosa,
la quale era stata appena distrutta dai Saraceni nell'813. Già
durante il periodo di appartenenza allImpero Bizantino la città
godeva di un certo grado di prestigio ed autonomia come punto di incontro
tra Oriente ed Occidente. Di grande importanza era ad esempio il suo
porto, punto di partenza e di ritorno di diverse crociate. Fu in questo
periodo corrispondente alla prima crociata, precisamente nel 1099 che
nella città si iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale
in onore del santo patrono San Nicola pellegrino, un giovane greco in
viaggio verso Roma che morì a Trani dopo diversi giorni di malattia
e canonizzato subito dopo a furor di popolo. Nel 1063 furono stilati
gli Ordinamenta Maris, che sono tuttora considerati tra i più
antichi codici marini. Sono racchiuse in questo codice tutte le norme
che regolavano la navigazione, dal trattamento economico dei marinai,
ai ritrovamenti in mare, una sorta di contratto sindacale, esso è
alla base del diritto marittimo italiano e denota il grande sviluppo
e la maturità economica raggiunta dalla città in quel
periodo. Alcune famiglie originarie delle Repubbliche Marinare arrivarono
a stabilirsi in città, che diventava centro noto a livello internazionale,
Daltro canto limportanza di Trani è riscontrabile
dalla presenza di un console veneziano sin dal XII sec. e da quelli
di altri consolati come Inghilterra, Olanda, ecc., le cui sedi erano
situate (come ancor oggi si può notare), nei caseggiati di fronte
alla Cattedrale, e in diversi paesi al nord delle Alpi. Trani appartenne
allimpero bizantino fino al XII secolo quando cadde sotto la dominazione
normanna e successivamente al regno di Federico II di Svevia. In questo
periodo storico limperatore Federico II fortificò la città
con la costruzione del castello nellanno 1233. Fu senzaltro
questa la fase di massimo splendore. In virtù della sua importanza
strategica, la città godeva di privilegi amministrativi concessigli
da Federico II. Il castello e la città divennero dimore preferite
da Manfredi figlio prediletto dellimperatore, in questo castello
infatti il 2 giugno 1259 prese in sposa Elena Ducas (1242 - Lucera,
1271) figlia del despota d'Epiro Michele II. La città era oramai
diventata uno dei maggiori porti dellAdriatico. Contribuiva alla
prosperità tranese linsediamento ebreo, che animava i commerci
e gli studi, e che in questo periodo era il maggiore dellitalia
meridionale; testimonianza di quel periodo sono le quattro sinagoghe.
L'unica sopravvissuta è la sinagoga Scolanova (nella foto). Oltre
alla ricca e fiorente colonia ebraica,vi si stanziarono anche i mercanti
fiorentini, che affermarono che, Trani era il più prosperoso
porto dellAdriatico dopo Venezia. La città attraversò
un periodo di crisi (XV secolo-XVI secolo) sotto la dominazione degli
Angioini e poi degli Aragonesi, aggravato dalla conseguente cacciata
degli Ebrei, che da sempre avevano costituito un potente fulcro economico
nella sua società, tanto è vero che ci è stato
tramandato dal Medioevo un detto significativo attribuito a Federico
II, che dice Fugite Tranenses, ex sangune Judae discendentes che tradotto
significa fuggite tranesi il vostro sangue discende dagli ebrei.
Tuttavia la città quasi contemporaneamente, iniziò ad
investire un ruolo prestigioso nel campo giuridico. A tal proposito
sottolineamo l'importanza della Sacra Regia Udienza, evento che diede
vita a nuove prospettive di sviluppo economico e sociale della città,
la quale da centro marinaro e commerciale diventa centro principale,
amministrativo e culturale della terra di Bari. Fu nel 1586, che la
Sacra Regia Udienza fu ufficialmente insediata nel Castello Svevo. Da
allora Trani divenne la residenza di molti nomi illustri, avvocati,
funzionari e magistrati, i quali vi si stabilirono portando con sè
anche le loro famiglie dalle quali conosceremo i Festa, i Manfredi,
i Beltrani. Tali famiglie arricchirono la città di tesori d'arte,
preziose biblioteche e sontuosi palazzi. La città visse un periodo
di grande fioritura culturale grazie alla sua funzione politica. Ritrovò
parte del suo splendore durante la dominazione dei Borbone. Trani ebbe
lo stato di capoluogo fino all'era napoleonica, questo le venne tolto
da Gioacchino Murat in favore di Bari (1908). Era infatti stata capoluogo
della terra di Bari fin dal 1586. Nel 1799 alcune famiglie fedeli alla
famiglia borbonica e legati soprattutto alla marineria tranese, furnono
trucidate in massa dalle truppe francesi della rivoluzione, venute a
Trani in nome dei nuovi ideali. Tra queste, si ritrovavano in particolare
le famiglie di Lernia, Bianchi, de Feo, Bassi, Palumbo, e Moscatelli
(bibliografia di riferimento: il Lambert; G. Amorese, un secolo in veletta
e cilindro). Dopo questo massacro della popolazione la cittadina passò
alla Repubblica Napoletana (vedi testo introduttivo). Dal 1815 al 1860
la città fu impegnata nella ripresa del suo primato giudiziario.
Fino al 1923 Trani mantenne comunque, il suo primato di grande centro
culturale e politico. È stata sede di tribunali civili e criminali
con giurisdizione su tutta la provincia e, dal 1861 al 1923, della Corte
d'Appello dell'intera regione pugliese. Trani è oggi un comune
membro dell'organizzazione internazionale Cittàslow, fondata
in Italia in favore di un rallentamento delle frenetiche dinamiche moderne
e per una migliore qualità della vita.
VILLA
COMUNALE E FORTINO
Si estende su un terrazzo delle antiche mura, in riva al mare; è
piantata a palme, lecci e pini, ed è abbellita da aiuole, fontanelle
e un miniacquario. Nel viale centrale vi è il Monumento ai Caduti,
scolpito nel 1923 dal tranese Antonio Bassi; nei viali di destra sono
raccolte sei colonne miliari dell'antica via Traiana, provenienti dal
tratto Ruvo-Canosa. All'estremità sinistra del giardino si accede
all'antico fortilizio destinato alla protezione dell'estrema punta orientale
del porto: si tratta del fortino di S. Antonio, che incorpora l'omonima
antica chiesa. Da esso si può ammirare tutta l'insenatura su
cui si affaccia la città antica, e si distinguono con chiarezza
la cattedrale, le tre absidi della chiesa di Ognissanti e la parte retrostante
della chiesa di santa Teresa e la torre dell'orologio.
PALAZZO
VALENZANO
Fatto costruire da Andrea Valenzano da Rutigliano (BA) nel 1762. Fu
sede della Sacra Regia Udienza con annesso carcere detto "il centrale"
dal 1790 al 1812. Sede degli archivi: la Sezione dell'Archivio di Stato
e l'archivio Notarile Distrettuale. Detti archivi conservano rispettivamente
gli atti degli Uffici Giudiziari dal 1809 in poi e gli atti notarili
dei Comuni appartenenti alla Circoscrizione del Tribunale di Trani dal
1498 in poi.
PALAZZO
QUERCIA
Costruito nel 1755 da Gerolamo Palumbo,sorge tra l'omonima Piazza Quercia
e via S.Giorgio, testimonia la prosperità economica di Trani
in quel periodo. Bell'esemplare dell'architettura civile el '700, si
distingue per la sobrietà dell'ornamentazione, la sapiente utilizzazione
degli spazi, che insieme agli arredamenti, stucchi e ritratti nr fà
uno dei più insigni palazzi di Trani. Tra gli illustri ospiti
che vi soggiornarono, va ricordato il generale francese Broussier (1799),
il re Giuseppe Bonaparte (1808), Gioacchino Murat (1813), all'inizio
del novecento, vi abitò il Cav. Alberto Rossi dè Baroni
di capranica, regio sostituto avvocato erariale.
MANIFESTAZIONI
Il
matrimonio di Re Manfredi
Rievocazione storica in costumi medievali del Matrimonio di Re Manfredi.
Esibizione che si tiene nel castello e per le vie cittadine intorno
alla metà di agosto.
I
Dialoghi di Trani
È un festival letterario che si tiene alla fine di settembre,
in cui si siedono intorno ad un tavolo, nel castello svevo della città,
persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano
intorno al libro, riguardo la società che esso rappresenta in
ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura
e società.