Terlizzi
è un comune di 27.452 abitanti della provincia di Bari e dista
dal capoluogo 30 km. È stata denominata città dei fiori,
considerata l'importanza dell'attività florovivaistica per l'economia
della Città. Situata nella Murgia bassa su un rilievo del primo
gradino murgiano della provincia di Bari, è fra i primi centri
floricoli d'Italia. Nel periodo medioevale era circondata da selve boscose,
di cui si hanno riscontri sia nelle testimonianze scritte, sia in quelle
toponomastiche (Sovereto, frazione di Terlizzi, deve il suo nome al
latino Suberito, che ricorda gli alberi di sughero, suber, che circondavano
le località).
STORIA
Le origini di Terlizzi si perdono nel VI secolo d.C., nonostante le
prime testimonianze della sua esistenza risalgono alla Donazione di
Wacco (VIII sec.), feudatario longobardo che dona il suo possedimento
di Trelicium al Monastero di Montecassino. Dopo la dominazione bizantina,
a partire dall'XI secolo Terlizzi rientra nella sfera d'influenza di
Giovinazzo, sotto il dominio del normanno conte Amico, artefice delle
fortificazioni in entrambe le città (ed a Terlizzi, del poderoso
castello con tre torri, che ha dato origine sia allo stemma cittadino
sia al toponimo latino di Trelicium , ancora identificata come castellum).
Nel 1123 acquisì il titolo di città (come testimonia una
stele affissa alla Torre Maggiore del Castello Normanno, unica superstite
della struttura, in gran parte crollato tra XVIII e XIX secolo). Nel
Duecento fu capoluogo di contea infeudata alla famiglia Tuzziaco; in
seguito fu dominio di Federico Wrunfort, degli Orsini di Taranto e dei
Grimaldi. Nel 1779, dopo aver riscattato la condizione feudale, divenne
città demaniale. Diventata libero comune dopo l'Unità
d'Italia, ebbe un considerevole sviluppo demografico: contava 18.000
abitanti.
DA
VEDERE
Portale di Anseramo da Trani
Proviene dall'antico duomo cittadino distrutto nel 1782 e attualmente
si trova incastonato sulla vecchia facciata della chiesa del Rosario.
Costituisce una delle testimonianze più belle nel panorama pugliese
della scultura svevo-angioina. La scena è dominata dall'Ultima
Cena, da cui prendono significato le altre raffigurazioni intestate
al classico ciclo cristologico (Annunciazione, Natività e Crocifissione).
Chiesa
di S. Maria delle Grazie
Periferica rispetto al centro della città, conserva con i suoi
quattro altari i tratti discreti del fascino francescano, offrendo un
clima di grande serenità. L'interno presenta un colpo d'occhio
che svela un panorama artistico di grande attrazione. Da notare sull'altare
maggiore un elegante tabernacolo finemente lavorato in noce.
Cattedrale
di S. Michele Arcanagelo
Costruita a cavallo del XVIII e XIX secolo secondo canoni neoclassici
sulle fondamenta dell'antico duomo romanico (XIII sec). Conserva preziose
tele e una buona raccolta di statue lignee. Il culto dell'Arcangelo
è stato inaugurato a Terlizzi dai Normanni (XI sec.), che vollero
anche l'edificazione della prima chiesa entro le mura della città,
il cui nome si è conservato nel corso dei secoli.
Chiesa
del Purgatorio
È presente una "Natività" di Corrado Giaquinto.
Palazzo
De Gemmis
Palazzo nobiliare del Settecento, edificato dall'omonima famiglia.
Centro
storico
Coincide con la cittadella medievale. Un insieme di case e viuzze disposte
a raggiera convergenti verso la cattedrale di S. Michele Arcangelo.
Torre
dell'Orologio
Simbolo della città. Possente e ultima testimonianza dell'antico
castello, dall'alto dei suoi 31 metri, domina tutto lo scenario circostante.
La torre, sormontata da un'elegante edicola campanaria, mostra sulla
facciata orientale il maestoso orologio che con un diametro di 3.45
metri trova pochi eguali in tutta Europa.
Chiesa
di S. Maria la Nova
Di notevole interesse artistico. La storia di questa chiesa, costruita
ai primi del '500, si intreccia da un lato con quella dei Frati Minori
Osservanti, dall'altro con il locale patriziato che la elevò
a proprio panteon, erigendovi lussuose cappelle gentilizie quasi a consacrare
un dichiarato bisogno di eternità. Ha pianta basilicale a tre
navate. Restaurata nel 1619 conserva iscrizioni lapidarie, stemmi e
pregevole pulpito ligneo del 1714 e due altari settecenteschi dedicati
all'Immacolata e al SS. Rosario.
Chiesa
di S. Maria di Cesano
A 1 km da Terlizzi. Eretta nel 1055 al posto di un'antichissima e fatiscente
cappella. Nel corso di alcuni lavori di restauro è stato rinvenuto
nello spazio absidale un pregevole affresco di sicura matrice bizantina
raffigurante al centro il Cristo nel tradizionale atteggiamento del
Pantocrator. Ai lati la Madre e San Giovanni Battista.
Santuario
di Sovereto
È leggendario il rinvenimento, poco dopo l'Anno Mille, in una
grotticella del Sovero a 3 km da Terlizzi, della sacra icona raffigurante
la Vergine con il Bambino, più conosciuta sotto la denominazione
di Madonna di Sovereto, divenuta poi patrona della città. Della
chiesa primitiva è rimasta intatta l'abside d'epoca medievale
con monofora a spina di pesce, mentre nell'atrio compreso fra il santuario
e gli edifici adiacenti si possono ammirare testimonianze epigrafiche
ed eleganti bifore. Sono, inoltre, presenti preziosi stucchi rococò
che rivestono le pareti e incorniciano archi e finestre.
CERAMICA
L'arte della ceramica a Terlizzi ha origini molto antiche. Una tradizione
che, di generazione in generazione, si perpetua dai primi dell'Ottocento
e che ancora oggi, con una decina di aziende, riesce a meravigliare
per il gusto caratteristico delle forme e dei colori. I vasai più
anziani ricordano con orgoglio le vecchie affumicate fornaci, rinomate
in tutta la provincia, dove l'argilla veniva forgiata con precisione
e fantasia trovando adeguata collocazione in vari settori di mercato,
soprattutto in quellli del vasellame da cucina e dell'arredo decorativo.
ECONOMIA
L'economia della città è caratterizzata, appunto, dallo
sviluppo, iniziato negli anni Cinquanta, della floricoltura, che si
è affiancata alle tradizionali coltivazioni di olivo, vite, mandorli
e cereali, favorendo una rapida espansione del settore commerciale.
Ci sono industrie tessili, dei materiali da costruzione e di trasformazione
dei prodotti agricoli (oleifici, aziende enologiche e molitorie). Attivo
l'artigianato, con produzione di ceramiche e terrecotte. Dall'agricoltura
trae reddito il 19% della popolazione. Si stima che il fatturato complessivo
superi i 400 miliardi, con una produzione per ettaro superiore ai 4000€
(la più alta della Puglia, dopo Palagiano). La gran parte del
fatturato proviene dalla floricoltura. Le aziende agricole a conduzione
diretta sono oltre 4.400, quelle con salariati circa 220. La superficie
coltivata è dominata dall'olivicoltura (67%); seguono la coltivazione
di mandorle e la viticoltura. L'altro ramo economico importante è
quello industriale; vi operano una cinquantina d'aziende, con circa
500 addetti. Le costruzioni sono rappresentate da una trentina di imprese,
con una settantina di addetti. Il commercio è presente con circa
500 ditte; gli addetti sono più di 800, che rappresentano un
quarto degli occupati nei settori non agricoli. Nel ramo dei servizi
è rilevante la presenza della pubblica amministrazione, che dà
lavoro a un migliaio di persone. Nei servizi privati prevale il settore
dei trasporti e quello delle attività immobiliari. Nei circa
260 laboratori artigiani, rinomata la produzione di ceramiche dipinte
a mano, lavorano oltre 550 persone. Nella composizione socioprofessionale
della popolazione risaltano due caratteristiche: il bassissimo numero
delle casalinghe e l'alto numero dei lavoratori dipendenti. Si tratta
evidentemente di due fenomeni correlati, per la presenza di un'alta
quota di lavoro femminile dipendente nelle attività agricole
(floricoltura) e in quelle manifatturiere collegate.