Statte
è un comune italiano di 15.666 abitanti; ex frazione del comune
di Taranto; in seguito ad un referendum plebiscitario del 7 e 8 Giugno
1992 è diventato autonomo (ufficialmente dal 1° Maggio 1993)
ed è, quindi, il più giovane comune della provincia. Gli
abitanti si chiamano stattesi ed in dialetto "stattaruli".
L'abitato di Statte sorge sui primi contrafforti della premurgia tarantina
a circa 9 chilometri dal capoluogo. Il territorio di Statte è
solcato da numerose "Gravine" e "Lame"; le principali
gravine sono quelle di Leucaspide (a Ovest dell'abitato e nei pressi
dell'omonima masseria) e di Mazzaracchio (a Sud Est dell'abitato di
Statte e che si estende dalla masseria "Todisco" alla masseria
"Felicia"). La numerosa presenza di queste gravine e lame
ha fatto inserire Statte nel parco regionale "terre delle gravine".
Il territorio comunale è inserito nel parco per una percentuale
che supera il 50%, mentre altri comuni del parco stesso sono molto al
di sotto di detta soglia. E' possibile accedere ad una galleria fotografica
della Gravina di Statte ed aprezzare tutte le attività, anche
sportive, ad essa correlate.
L'antico
abitato di Statte.
Il nucleo propriamente "storico" della cittadina occupa una
"lama" (piccola gravina) detta "Canale della zingara";
questo antico agglomerato di abitazioni è scavato nella roccia,
formando numerose grotte, tutt'ora abitate (anche se recentemente "attrezzate"
ad appartamenti).
Il
"centro storico", più recente (sorto nei primi decenni
del secolo XX), occupa alcune "lame" sul fianco sud di una
collinetta, detta "collina ridente"; una di queste lame attraversa
Statte da Nord a Sud (l'attuale Corso Vittorio Emanuele).
Il resto dell'abitato ha risentito del massiccio abusivismo edilizio
degli anni 60', 70' e 80' causato dalla mancanza di piani regolatori
in grado di soddisfare le esigenze abitative di un paese che triplicava
in pochi anni gli abitanti (per lo più dipendenti della grande
industria). Questo abusivismo spontaneo ha prodotto una espansione disordinata
dei quartieri che ora risultano in gran parte "slegati" tra
loro.
I quartieri "Feliciolla" e "Zappalanotte" a Sud
e distanti solo un paio di chilometri dall'ILVA.
Il quartiere "Del Sinni" a Ovest che si estende per oltre
un chilometro fino a lambire la imponente "Gravina di Leucaspide".
Il quartiere "Todisco" si estende per circa due chilometri
a Ovest.
La "zona Montetermiti" si estende a Nord, fino al punto più
alto della "collina ridente" formando un vasto e suggestivo
quartiere di ville, immerse completamente nel verde).
A Nord Est, sul fianco Est della citata collinetta "Monte Termiti",
sorge il quartiere San Girolamo formato da abitazioni di morfologia
diversa, ma ugualmente lambito da pinete e macchie mediterranee.
ETIMOLOGIA
1° la campagna di Statius ufficiale romano; 2° statti: imperativo
di stare per le sue belle colline e acque; 3° aquae statiae per
la presenza delle acque del Triglio; 4° statio: residenza, città;
diventato Statte nell'alto medioevo dopo le invasione barbariche visto
che in questa lingua statte significava proprio luogo o posto. Il prof.
Marinò nella suo volume "Il feudo di Statte" propende
per quest'ultima ipotesi, mentre l'altro storico stattese il prof. De
Marco in un articolo su Polis sembra non privilegiarne alcune in modo
particolare.
ORIGINI
La presenza di grotte naturali, dei Dolmen, di numerose tombe, l'abbondanza
delle acque del Triglio che si suppone scorresse lungo la gravina, sembrano
confermare la presenza di antichi abitatori almeno nell'età megalitica.
Una tribù preistorica abitò la Piazza dei Lupi presso
la zona delle acque del Triglio; raschiatoi di selce e un'accetta di
rame documentano l'incontro tra due civiltà: quella neolitica
e quella del rame; o meglio rappresentano una fase importante dell'evoluzione
dall'età della pietra all'età del rame. Il tutto si riferisce
ad almeno mille anni prima della venuta di Cristo. In epoca romana la
contrada corrispondente all'attuale Statte fu abitata da cittadini romani
o locali di ceto medio-alti. Infatti "l'acquedotto del Triglio"
fu costruito probabilmente intorno al 123 A.C. e, visto le difficoltà
e gli alti costi di tale progetto, la costruzione poteva essere giustificata
da un bisogno privato (le ville di cittadini che avevano scelto Statte
per la sua aria salubre) e pubblico (rifornire di acqua templi e altri
luoghi pubblici e come poi è stato dimostrato, il porto mercantile
e militare di Taranto). Le prime notizie "certe" del casale
di nome Statte sono documentate in un Inventario del 1406 circa che
includeva il casale Statte nei beni situati nei territori di Taranto.
La sua nascita medioevale però risale certamente ad un periodo
precedente. Si è concordi nel ritenere che dopo secoli di abbandono
delle nostre campagne, queste furono ripopolate in seguito alla distruzione
di Taranto avvenuta nel 927 ad opera dei Saraceni; in tale occasione
molte famiglie tarantine trovarono un rifugio sicuro nelle grotte naturali
delle gravine e dei canali. Fu ripopolato il Canale della Zingara (le
grotte) e la zona della cappella rurale di S.Michele. Delle vicende
del casale intorno all'anno mille non si sono trovati documenti; dei
primi feudatari che si ha notizia citiamo ad esempio Giuseppe De Stella
che nel 1378 era proprietario solo della metà dell'intero casale.
STORIA
I Primi Feudatari. Nel 1445 tutto Statte e l'intero casale fu concesso
in feudo ai principi De Algericiis a cui probabilmente si deve la costruzione
del castello (forse paragonabile ad una attuale masseria) che però
andò ben presto in rovina.(Però gli ultimi resti erano
ancora presenti circa 40 anni fa.)
In seguito, il casale di Statte, (come quello di Crispiano ed altri)
fu completamente abbandonato; i contadini cominciarono a dimorare nelle
masserie, forse a causa della minaccia dei turchi, ma anche per stare
il più vicino possibile al luogo di lavoro.
I
feudatari De Blasi. Statte cominciò a ripopolarsi con i feudatari
De Blasi (nobili di Martina Franca) negli ultimi anni del secolo XVIII,
prima intorno alla masseria ed al palazzo baronale e successivamente
per l'ennesima volta presso il Canale della Zingara in cui furono scavate
nuove grotte (il prezzo da pagare al signore si aggirava sulle 200 lire
per l'autorizzazione a scavare una grotta, più 25 lire annue
di canone.)
La frantumazione de latifondo"De Blasi."
Nel 1800 circa per la frantumazione dell'eredità della famiglia
Blasi e con le conseguenti difficoltà economiche in seno alla
stessa famiglia, il feudo di Statte fu parzialmente venduto ad altri
proprietari: (De Sinno, Caliandro, Sebastio, Frascolla ed altri).
Il
ripopolamento del feudo.
Una spinta al ripopolamento furono i contratti di enfiteusi, derivati
da una legge del 1806 che abolendo molti dei privilegi dei feudatari
mise i contadini in una situazione lavorativa migliore e risvegliò
quei sentimenti di libertà propri del risorgimento. La nuova
ricchezza che ne derivò, vide fiorire diverse attività:
cavamonte, muratore, carrettiere, falegname, fabbro ferraio ecc. In
particolare le cave dei tufi divennero un bene di esportazione di Statte;
a Taranto il borgo era in costruzione e da Statte partivano giornalmente
per Taranto circa 90 traini, l'economia stattese cominciò lentamente
a fiorire; però anche in questa attività lo sfruttamento
del signore si faceva sentire pesantemente a causa dell'eccessivo canone
che i cavamonti, giornalmente dovevano pagare.
L'avvenimento
che sanzionò l'identità di Statte, fu la creazione il
21 Settembre 1859 di un ufficio sezionale di Stato Civile e da cui dipendeva
anche Crispiano (che divenne comune a sé nel 1881). Sorgono le
prime scuole elementari, Statte assume un nuovo volto. Intorno a 1890
gli abitanti di Statte erano circa 1800.
Nel
secolo XX, gli abitanti di Statte danno il loro contributo di sangue
nelle due guerre mondiali ma pagano anche il loro tributo per la libertà
e per la democrazia. Il secondo dopoguerra, fu un periodo particolarmente
difficile per gli stattesi che nel periodo bellico lavoravano principalmente
nei Cantieri Tosi e nell'Arsenale. Gli stattesi si ritrovarono nella
quasi totalità senza lavoro; l'emigrazione verso il Nord e verso
l'estero fu notevole, così l'apertura del Centro Siderurgico
rappresentò un'ancora di salvezza per le numerose famiglie senza
reddito. Venne anche l'inquinamento insieme all'abusivismo edilizio,
quest'ultimo derivato oltre che dalla pressione demografica anche dall'inefficienza
e dalla miopia degli amministratori Tarantini che non avevano saputo
dare un piano regolatore adeguato alle nuove esigenze. Statte era un
paese ormai moderno se non fosse per la mancanza totale dei servizi
primari, acqua e fogna per primi.
I
tempi per Statte autonoma erano ormai maturi: con un referendum plebiscitario
gli stattesi si pronunciarono per l'autonomia, e nel 1993 fu eletto
il primo sindaco di Statte Orazio Marinò.
ECONOMIA
L'economia di Statte è ancora legata al reddito fisso derivante
dai settori della siderurgia e della cantieristica navale: il ricorso
al prepensionamento dei dipendenti dell'Italsider e la mancanza di commesse
per l'Arsenale Militare Marittimo di Taranto, ha dimostrato come sia
pericoloso dipendere quasi esclusivamente da un solo soggetto economico.
Inoltre, la vicinanza del comune alle industrie molto inquinanti, ha
fatto aumentare in modo esponenziale tumori e malattie correlate, facendo
diventare Statte uno dei comuni d'Italia più esposti a questo
tipo di patologie.
Tuttavia
l'autonomia comunale ha portato in Statte un nuovo vento di imprenditorialità
che si avvia a dare i suoi frutti. È discretamente attiva l'attività
edilizia che si spera di incrementare con la prossiama approvazione
del nuovo piano regolatore. L'agricoltura non riveste particolare importanza
per la quantità di prodotto ma si distingue per una produzione
di prestigio di olio di oliva, da parte di tre aziende che operano con
il sistema tradizionale di spremitura "a pietra" e che vengono
ripagate con la vendita del prodotto (anche per corrispondenza) ad un
prezzo superiore a quella di mercato. L'attività artigianale
non è significativa anche a causa della mancanza, a tutt'ora,
del PIP (piano di insediamento produttivo), mentre quella del commercio,
pur risentendo della vicinanza di due ipermercati è abbastanza
attiva.