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Porto
Cesareo
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ORIGINI
E STORIA Cadde nell'abbandono a causa delle scorrerie dei pirati e dell'impaludamento della zona fino all'arrivo, intorno all'anno Mille, di alcuni monaci basiliani che vi costruirono un'abbazia che utilizzarono sino al XV secolo, periodo in cui la località passò di proprietà dagli Orsini del Balzo, principi di Taranto, agli Acquaviva, duchi di Nardò, e si sviluppò come porto per il commercio soprattutto di olio e grano, dapprima verso la Sicilia, per poi ampliare al resto delle grandi Repubbliche marinare di quell'epoca. Fu anche in quel periodo che iniziò la costruzione, a difesa dai nemici provenienti dal mare, dell'importante "Torre Cesarea" e di tutte le altre torri costiere di cui è ancora ricca la fascia costiera ionica salentina. Dopo un nuovo periodo di decadenza, intorno al XVIII secolo tornò a ripopolarsi grazie all'attività di una tonnara che attirò varie famiglie nobili, tra cui i Muci, che acquistarono e detennero il feudo sino agli inizi del XIX secolo, anche dopo la loro abolizione ufficiale. Il centro continuò così a svilupparsi e quando, alla fine del XIX sec. la popolazione venne a contare qualche centinaio di persone, vi si costruì la chiesa intitolata a S. Maria. Durante il periodo fascista, grazie alla bonifica dell'Arneo, il centro crebbe di importanza non solo come porto peschereccio ma anche come località turistico-balneare ed iniziò ad essere chiamata Porto Cesareo. Nel 1975, grazie alla volontà dei residenti che chiedevano da tempo l'autonomia dal comune di Nardò, Porto Cesareo divenne a sua volta comune a tutti gli effetti. Oggi quest'ultimo è ormai una rinomata località di bagni grazie ai suoi 17 km di spiaggia dorata in parte attrezzati e acqua molto limpida fronteggiate da un arcipelago di isolotti ricchi di vegetazione e di fauna che conta specie molto rare. Dal 1997 il Comune è sede di una delle 20 aree marine protette d'Italia per la presenza di una ricchissima e diversificata comunità marina di elevato valore biologico. L'area si estende fino a 7 miglia dalla costa, tra Punta Prosciutto a nord e Torre dell'Inserraglio a sud. Importanti sono anche la Stazione di Biologia Marina e il Museo Talassografico che contiene una raccolta malacologica, un erbario e rare specie ittiche. Nel 2002 Porto Cesareo è balzato agli onori della cronaca per una notizia molto curiosa che ebbe molta eco e fu imitata successivamente anche in altre parti d'Italia: l'intitolazione di una statua a Manuela Arcuri. L'opera, realizzata dallo scultore salentino Salvatino De Matteis [1], richiama ancora adesso molti curiosi che, in vacanza nella zona, vengono a visitarla, ed è oggetto di diversi atti vandalici (a marzo 2008 risultava ad esempio priva del naso); essa rappresenta la moglie del pescatore che aspetta impaziente il proprio marito che torna dal mare. C'è da annotare, però, un triste primato: recentemente in un sondaggio il comune è risultato il secondo più abusivo d'Italia, una realtà infelice che affligge da anni questo bellissimo territorio e che le autorità di competenza non riescono a fermare. LE
TORRI
Popolazione
Residente 4.419 (M 2.164, F 2.255) CAP
73010 Numero
Famiglie 1.499 Etimologia
(origine del nome) |
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