Òtranto (5.498 abitanti) è una
città della Puglia, in provincia di Lecce, situata lungo la costa
orientale della penisola salentina. Il capo omonimo è il punto
posto più a oriente d'Italia (fuori dal centro abitato il punto
esatto è situato presso Punta Palascìa). Ha dato il suo
nome al canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania.
ETIMOLOGIA
In epoca romana Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del
torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fonti
danno tuttavia come nome latino Odruntum, termine sempre tuttavia legato
alla parola acqua, precisamente al termine messapico "Odra",
appunto acqua.
STORIA
Le immediate vicinanze di Otranto erano abitate probabilmente già
dal Paleolitico, certamente dal Neolitico; la città fu poi popolata
dai messapi, stirpe che precedeva i greci, quindi - conquistata da costoro
- entrò nella Magna Grecia e, ancora, cadde nelle mani dei romani,
diventando presto municipio. L'importanza del suo porto le fece assumere
il ruolo di ponte fra oriente e occidente. Otranto fu centro bizantino
e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nella sua splendida
cattedrale, costruita fra il 1080 e il 1088, nel 1095 venne impartita
la benedizione ai dodicimila Crociati che, al comando del principe Boemondo
I d'Altavilla (1050-1111), partivano per liberare e per proteggere il
santo Sepolcro. Di ritorno dalla Terra Santa, proprio a Otranto san
Francesco d'Assisi era approdato nel 1219, accolto con grandi onori.
A Otranto, l'11 settembre 1227, era morto a seguito di malaria il langravio
di Turingia, sposo di santa Elisabetta di Ungheria. Nel 1480 fu espugnata
dai Turchi, che fecero strage della popolazione durante la Battaglia
di Otranto, uccidendo 800 persone: si tratta dei famosi beati Martiri
idruntini. I Turchi distrussero anche il Monastero di San Nicola di
Casole (poco a sud di Otranto). In tale monastero, i monaci basiliani
avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora occidente
oltre ad aver istituito la prima forma di college nella storia, che
ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa che si recavano a Otranto
per studiare. Fu uno di questi monaci (Pantaleone) l'autore del monumentale
mosaico pavimentale (il più grande in Europa) contenuto nella
cattedrale. I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi
nelle migliori biblioteche d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino
a Mosca.
MONUMENTI
I monumenti principali sono la cattedrale, col suo notevole pavimento
a mosaico risalente agli anni 1163-1165, il castello al cui rafforzamento
fece provvedere Federico II di Svevia, la chiesa bizantina di san Pietro.
Si ricorda, inoltre, la piccola chiesa dedicata alla Vergine degli Abissi.
CATTEDRALE
DEI BEATI MARTIRI DI OTRANTO
Eretta nel 1088, la cattedrale misura 54 m di lunghezza e 25 m di larghezza.
Costruita su 42 colonne monolitiche e tutte di riporto, diverse per
qualità del granito e del marmo, per stile e tempo di produzione
di cui si ignora la provenienza. Composta da 23 semicolonne che formano
45 campatele quadrate più tre dell'abside centrale suddivisi
in 5 filari per 9. Alcune delle colonne sono lisce ed altre ricoperte
da scanalature, per mezzo della disparità dei materiali, grazie
ad una disposizione sapiente, creano l'effetto di grande omogeneità
e non di confusione. Sulla facciata a doppio spiovente spicca un portale
barocco del 1764 e un rosone rinascimentale a 16 raggi con fini trafori
gotici di forma circolare con transenne convergenti al centro, secondo
l'arte gotico-araba della fine del XV secolo. Il soffitto della navata
centrale è formata a cassettoni in legno dorato e risale al 1698
mentre il paliotto dell'altare maggiore, in argento, è opera
di oreficeria napoletana del '700. Alcuni affreschi parietali situati
all'interno del tempio e nella cripta evidenziano tracce bizantine.
Il pavimento a mosaico, in tessere policrome di calcare locale durissimo,
è stato eseguito tra il 1163 e il 1166 da un gruppo di artisti
capeggiati un monaco basiliano di nome Pantaleone, probabilmente del
Monastero di San Nicola di Casole, su commissione dell'arcivescovo Gionata.
Questa vera e propria opera d'arte, unica nel Mezzogiorno, resistette
all'invasione turca del 1480. Si dispiega lungo tutta la navata centrale,
sul presbiterio, l'abside e i bracci del transetto, e vi è raffigurato
l'immaginario medievale, con ricchezza espressiva e secondo un senso
di horror vacui che non risente dell'irregolarità dei tasselli
né dell'assenza di plasticità. Nella navata destra, in
sette grandi armadi a muro presenti nell'abside, si conservano le ossa
dei beati Martiri di Otranto. Sono i resti di ottocento e più
cittadini sgozzati dai Turchi sul Colle di Minerva il 14 agosto 1480,
per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. Otranto, per questo
evento glorioso, è chiamata anche la 'Città-martire'.
Alcune reliquie di questi beati si venerano anche nella chiesa di Santa
Caterina a Formiello (Napoli). Sempre all'interno della cattedrale,
un altro ambiente di grande valore storico e artistico che risale al
secolo XI è quello della cripta, dalla forma semianulare, con
tre absidi sporgenti e cinque navate. I meravigliosi capitelli risalgono
ad ascendenze diverse, dal dorico-romanico, al corinzio e allo ionico.
I moderni restauri la hanno liberata dalle soprastrutture barocche settecentesche.
Chiesa
dedicata alla Vergine degli Abissi
Notevole, seppur piccolissima, è anche la chiesa della Vergine
degli Abissi, dove tutte le decorazioni richiamano alla tradizione marittima:
il pavimento, a mosaico, è decorato al centro con una stella
di tradizione marinara, circondata da nodi Savoia o ad otto. Tutti gli
arredi, l'illuminazione, richiamano ai temi del mare: dal cavalluccio
marino, al delfino, all'ancora alla conchiglia, quest'ultima che riunice
una doppia simbologia: legata al mare da una parte, legata all'iconologiaa
della perfezione dall'altra. Quest'ultima iconologia sarà riscontrabile
in opere ed artisti noti: da Piero della Francesca a Salvador Dalì.
Il
Castello di Otranto
Il castello di Otranto, che diede il nome al primo romanzo gotico della
storia, è uno dei vanti della città e di tutta la Puglia.
Fatto costruire da Ferdinando I d'Aragona tra il 1485 e il 1498, il
castello fu ideato da Ciro Ciri con la consulenza di Francesco di Giorgio
Martini. Al tempo in Piazza Castello, luogo dove si trova ledificio,
si ergevano delle fortificazioni risalenti al periodo della dominazione
sveva con laggiunta dei ritocchi operati dai turchi intorno al
1480. Sotto la giurisdizione aragonese, il castello venne circondato
da un alto fossato e Ciri vi fece aggiungere tre torrioni cilindrici
angolari. Sebbene la pianta del castello sia pentagonale, essa risulta
piuttosto irregolare soprattutto a causa dei successivi rifacimenti
risalenti al secolo XVI. Nel 1578 infatti, sul lato delledificio
che da sul mare, venne aggiunto un bastione a lancia con dei baluardi
esterni per avvistare larrivo di navi e flotte nemiche. Sul bastione
sono incisi gli scudi gentilizi di Antonio da Mendoza e di Don Pedro
da Toledo, allora signori della città, mentre sul portone dingresso
è scolpito lo stemma di Carlo V.
MANIFESTAZIONI
* L'Alba dei Popoli (31 dicembre - 1° gennaio) è una rassegna
di arte, cultura, ambiente, musica e spettacoli. Attraverso questa manifestazione,
Otranto, luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio
di civiltà, celebra il legame della Puglia con la civiltà
mediterranea, prendendo spunto dalla forza simbolica esercitata dal
"primo sorriso del sole" del nuovo anno allItalia. La
storia antica e recente di Otranto, fondata sul dialogo tra le culture
e sulla solidarietà, ha ispirato a partire dal 2000 questa iniziativa
condotta congiuntamente dalla Provincia di Lecce e dal Comune di Otranto.
* Il Premio Grinzane Terra d'Otranto è un riconoscimento internazionale
sul tema del confronto interculturale. Presenta due sezioni: la prima
per un'opera letteraria che tratta il tema della tolleranza e dell'integrazione
e la seconda per una particolare attività nel campo della solidarietà
e del dialogo.