Ostuni (nota anche come Città Bianca)
è un comune di 32.591 abitanti in provincia di Brindisi. Ostuni
sorge su tre colli ad una altezza di 218 metri. È situato a 8
km dalla costa adriatica nell'Altosalento. La Murgia, sulle cui propaggini
meridionali si trova la città, è una zona carsica costituita
essenzialmente da calcari cretacei. E perciò una zona piuttosto
arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame",
letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e
dalle pareti ripide. Altra caratteristica dal punto di vista geologico
sono le "gravine", dei burroni carsici. Ostuni è culturalmente
e geograficamente il primo centro del Salento, tuttavia da un punto
di vista strettamente dialettale l'ostunese rappresenta un idioma di
transizione appulo-salentina con influenze salentine, ma con importanti
contributi del dialetto tarantino e barese. Le attività economiche
più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi
e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie",
ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese
che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi
proprietari terrieri. Dal secondo dopoguerra a oggi, accanto allo sviluppo
dellagricoltura e dellindustria di trasformazione ad essa
correlata (olio, mandorle, vino) , la città è diventata
una rinomata meta turistica, riuscendo a valorizzare i suoi beni culturali,
storici e architettonici. Numerosi villaggi turistici, come ad esempio
Rosa Marina, sono sorti sul litorale, uno dei più puliti della
costa pugliese. La caratteristica più peculiare del centro storico,
che così tanto affascina i turisti, è l'imbiancatura a
calce delle case fino ai tetti. Luso, attestato sin dal medioevo,
deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come
materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli
ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità,
data dalla luce sia diretta che riflessa. Come già detto, questo
costume ha rivestito anche un ruolo importante storicamente nel XVII
secolo, quando limbiancatura a calce fu l'unico modo per evitare
che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino
a portarne la distruzione. Questo uso fa sì che Ostuni sia denominata
spesso Città Bianca o Città Presepe, ed è una caratteristica
che la rende riconoscibile e indimenticabile ai visitatori.
ORIGINI
Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio
(50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinare,
sede di numerose grotte, offriva dei perfetti rifugi naturali per le
primitive comunità umane. Nel paleolitico superiore le tracce
di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati
hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia
la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento di Delia,
lo scheletro di una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo
feto. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta,
col capo ricoperto da una specie di cuffia composta da centinaia di
piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori
è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo
e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1°, è
unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è ubicata nella
grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco
di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo
di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nellex
convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni. Al neolitico
appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre
reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi
in zona Lama Morelli. Il primo nucleo cittadino fu fondato dai Messapi,
un'antica popolazione italica che si stanziò nel Salento nel
VII secolo a.C.; i Messapi erano un popolo abile costruttore di strade
e città, e probabilmente trovarono lubicazione per la futura
città, in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in
latino, da cui proviene per lappunto il termine Murgia) molto
interessante dal punto di vista logistico. Alcuni odierni scavi nei
pressi del foro Boario (la zona prospiciente le mura medievali), col
rinvenimento di tombe del IV II secolo a.C., documentano lubicazione
di un centro abitato la cui estensione andava dai fianchi della collina
alla piana digradante verso il mare. Nel III secolo a.C. il Salento
fu conquistato dai Romani, e con esso Ostuni: poco si sa del periodo
romano, anche se probabili tracce rimangono in alcune masserie, sorte
sulle fondamenta di antiche ville romane. Poco si sa anche riguardo
alletimologia della parola Ostuni: forse dal latino Sturnium,
termine mediato dal messapico, o più probabilmente dal greco
Astu Neon (astu cittadella fortificata, neon
nuova).
STORIA
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, Ostuni (come il resto
del Salento) fu invasa da Ostrogoti, Longobardi, Bizantini, Saraceni
e infine Normanni. Sotto i bizantini, nell876 diventò diocesi
e rifugio dei monaci basiliani provenienti da Siria ed Egitto: minacciati
dai Turchi e dall'iconoclastia, i monaci si rifugiarono nelle stesse
grotte che avevano dato rifugio agli uomini primitivi. Intorno all'anno
Mille ad Ostuni cerano quattro porte (delle quali oggi si conservano
solo Porta Nova e Porta San Demetrio) unite da una strada circolare
che correva lungo le mura e i torrioni, per sfociare poi in piazza del
Moro, il centro della vita commerciale e politica della città
nel Medioevo. La particolarissima conurbazione del borgo medievale,
con le case addossate le une alle altre e la presenza di domus palatiate
a più piani, risale proprio a questo periodo storico e si spiega
sia con esigenze difensive sia col voler sfruttare appieno in larghezza
ed altezza tutto lo spazio disponibile allinterno delle mura.
Fra l'XI e il XIII secolo Normanni e Svevi intensificarono la coltivazione
dell'ulivo. Ostuni si aprì al commercio con gli Angioini, i quali
fortificarono la città e rifondarono, sulle rovine dellantica
Petrolla, il porto di Villanova (la frazione costiera del paese): lo
stesso porto venne usato anche per le Crociate. Nel XII secolo Goffredo
III, conte di Lecce e funzionario del re Ruggero II, con giurisdizione
militare sul territorio d'Otranto (le attuali province di Brindisi,
Lecce e Taranto), ricevette l'ordine di costruire un castello (chiamato
poi Castello Normanno) sulla cima della collina di Ostuni; oggi, purtroppo,
di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una
torretta e il giardino (chiamato ora Giardino Zurlo). Nel 1507 Ostuni
passò al ducato di Bari di Isabella d'Aragona e della figlia
Bona Sforza: sotto il dominio spagnolo cominciò così il
periodo doro della città, sia dal punto di vista economico
che culturale. I duchi concessero a Ostuni onori e privilegi, rafforzarono
le fortificazioni delle mura cittadine e dotarono il litorale delle
torri Pozzella (oggi diroccata e chiamata dagli ostunesi Torre
sgarrata) e San Leonardo. Il periodo rinascimentale corrisponde
anche al massimo sviluppo urbanistico della città: il numero
di abitanti tocca ormai quota 17.000. Allimpianto medievale del
centro storico si aggiungono numerosi nuovi edifici riconoscibili dai
portali con le caratteristiche cornici ad architrave (un esempio architettonico
in tal senso è la chiesa dello Spirito Santo, eretta nel 1637).
Ma nel XVII secolo cominciò una fase di declino: infatti nel
1639 Filippo IV d'Asburgo, a fronte dei debiti per la guerra dei trent'anni,
vendette Ostuni agli Zevallos, una famiglia di mercanti che trattò
la città alla stregua di feudo personale: anche la popolazione
crollò al di sotto dei 10.000 abitanti. Fu durante questo periodo
storico che la peste imperversò nella zona, pur risparmiando
proprio Ostuni: questo perché era invalso luso di imbiancare
le abitazioni con la calce, in quanto disinfettante naturale. Questa
pratica non solo bloccò il contagio, ma, perpetratasi nel tempo,
rende ancora oggi la Città Bianca così peculiare a distanza
di secoli. Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni
si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio
e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da
piazza del Moro allodierna piazza Libertà, dove si trova
oggi il Municipio (e una volta sede del Convento dei Francescani). Fu
proprio in questa piazza che Giuseppe Greco, nel 1771, innalzò
la colonna in onore di Sant'Oronzo, il quale secondo la tradizione popolare
aveva preservato la città dal contagio della peste. La pregevole
colonna, alta 20 metri, ha in cima la statua del santo benedicente e,
ai quattro angoli della balaustra a mezz'altezza, le statue dei santi
Biagio, Gaetano, Irene e Lucia. Ai primi dell'Ottocento, sull'onda degli
ideali dellilluminismo, anche Ostuni venne attraversata da tumulti
insurrezionali: vennero fondati un circolo della Giovine Italia e una
rivendita carbonara. Durante questi moti Ostuni fu la prima città
della Puglia a innalzare il tricolore.
MANIFESTAZIONI
Il 3 febbraio si festeggia san Biagio vescovo, martire, compatrono di
Ostuni insieme al protettore sant'Oronzo, i cittadini si recano sempre
numerosi sui colli ostunesi dove nella roccia c'è la cripta di
san Biagio. Nella giornata del 3 febbraio, numerose funzioni liturgiche
hanno lo scopo di rinnovare per i fedeli l'intercessione del santo protettore
dei mali della gola, il sacerdote porgendo la reliquia del santo sulla
gola del fedele lo libera dai mali della gola. Importante dire che la
manifestazione offre la possibilità ai giovani e non solo di
vivere un piena giornata tra il verde della "Selva Ostunese",
lì dove la gente del posto vi si reca con la propria famiglia,
non solo per venerare il Santo ma anche per approfittare degli ampi
spazi di campi che offre la terra; attrattiva principale tra i giovanissimi
è la scalata del monte sovrastante il santuario, a valle invece
lungo le vie che conducono al protettore, si presentano chioschi e bancarelle
di ogni genere per soddisfare le esigenze dei più golosi.
I
festeggiamenti per il protettore sant'Oronzo durano tre giorni (dal
25 al 27 agosto). Di particolare interesse è la Cavalcata di
sant'Oronzo, originariamente Cavalcata dei Devoti, una processione in
onore del protettore aperta e guidata dal Gruppo Scout Ostuni 1°
"Shalom", nella quale sfilano esponenti del clero e dell'amministrazione
comunale, seguiti da cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise
rosse ricche di ricami e lustrini, che si svolge il 26. I festeggiamenti
comprendono anche due fiere e uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
A
Ferragosto nel centro storico si tiene la "Sagra dei Vecchi Tempi"
dove, oltre a gustare i piatti tipici della gastronomia locale, si possono
ammirare gli artigiani che ripropongono mestieri ormai scomparsi.
Ogni
seconda domenica del mese, nei pressi della Villa Comunale, si svolge
un caratteristico e frequentatissimo mercatino dell'antiquariato denominato
"Zacaredde".
Dal
settembre 1998 si svolge il Festival di Marinando. Rassegna di teatro
e video che ha come argomento il mare e la pesca, per scuole medie italiane
e, dal 2005, anche straniere del bacino mediterraneo. Nel 2007, dal
9 al 16 settembre, scuole di Albania, Croazia, Egitto e Spagna. Il festival
è promosso dal Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali.