Novoli
(8.473 abitanti) è una città del Salento situata nella
parte settentrionale della provincia di Lecce, noto soprattutto per
la produzione di vini pregiati e per uneconomia basata principalmente
sul commercio del tessile, sullattività di alcune industrie,
presenti sul territorio, per la trasformazione dei vini e per la lavorazione
del legno;la città è inserita,inoltre, nel Parco del Negroamaro.
TOPONIMO
Secondo alcuni studiosi la parola "Novoli" deriverebbe dal
latino Novulum (campo da arare). Pare che questo nome venisse usato
da paesani e forestieri,visto che il nome esatto del feudo era "S.Maria
de Novis".
ORIGINI
Non sono ancora chiare neanche le origini. Il villaggio sarebbe sorto
intorno a tre antichissime chiese (S.Salvatore,S.Giovanni e S.Maria
Madre di Dio) grazie agli abitanti del casale di Porziano che si trasferirono
da una zona paludosa poco distante, i quali diedero al paese il nome
di S.Maria Nove. Le testimonianze più antiche sono quelle rinvenute
nelle grotte di Cardamone risalenti all'età del bronzo,tra le
quali spicca il menhir di "Pietragrossa".
STORIA
La presenza bizantina è testimoniata dall'affresco che rappresenta
la Madonna in trono con il Bambino con accanto la scritta in greco "Madre
di Dio". Dal 1546 il feudo conobbe un periodo di splendore sotto
la casata dei Mattei,i quali fecero edificare il palazzo baronale,a
pianta quadrata,e numerose chiese fra le quali ricordiamo la Chiesa
di S.Andrea Apostolo, La Chiesa di Sant'Antonio abate e la Chiesa di
S.Salvatore con la sua tradizionale forma ottagonale. Successivamente
dopo i Mattei il feudo passò sotto il controllo degli Scandeberg
fino al 1806 con l'abolizione della feudalità. Lo stemma del
paese raffigura tre grappoli d'uva pendenti da un tralcio disposto diagonalmente
su campo bianco;fino all'Unità d'Italia lo stemma aveva un soggetto
completamente diverso: la Madonna di Costantinopoli con Gesù
Bambino in grembo. La devozione mariana spiegherebbe anche l'origine
del nome del paese, Santa Maria De Novis.
IL
PALAZZO BARONALE
Fu edificato agli inizi del XVI secolo dai baroni Mattei, l'edificio
divenne sede di una ricca biblioteca ad opera di Alessandro Mattei II
noto come "grande umanista e mecenate", il quale ospitò
nel Palazzo Baronale il filosofo e medico di Leverano Girolamo Marciano
che si servì della Biblioteca del Conte ("ricchissima di
tanti libri che non ha pari nella provincia") per completare la
sua "Descrizione di Terra d'Otranto". Verso la metà
del '600 il palazzo fu ampliato e modificato, mentre le ultime trasformazioni
furono volute dall'ultimo dei discendenti del Casato Mattei (il pronipote
Alessandro III) che fece costruire nel 1700, una passeggiata scoperta
nel cortile e la fontana opera di Giuseppe Cino (tutt'ora visibile all'interno
del palazzo, al piano superiore). All'interno del castello, infine,
sono rimasti agli angoli di una sala, alcuni stemmi di famiglie che
hanno soggiornato: Della Torre, Pepoli, Malvezzi. Il quarto è
andato perduto.
TEATRO
COMUNALE
Nella prima metà dell'ottocento Novoli coltivò grande
interesse e passione per il teatro,fu edificato così il Teatro
Comunale che nacque come teatro popolare.L'edificio fu costruito a ridosso
del palazzo comunale e fu inaugurato nel 1981 dalla compagnia Almirante.
Finiti i lavori il Teatro di Novoli rappresentava il primo ed unico
esempio nel Salento di edificio ad emiciclo con ordini di due palchi
in legno,un palcoscenico con 4 camerini per gli attori;inoltre aveva
pareti e soffitto riccamente decorati da artisti del tempo. Dopo anni
di abbandono e rovina oggi il teatro è interessato da profondi
lavori di restauro.
CHIESA
SANT'ANTONIO ABATE
La chiesa interamente realizzata in conci di tufo è formata da
una navata centrale lunga 20 metri, larga circa 8 metri, e da due navate
laterali con tre altari per parte. La facciata della chiesa, preceduta
da una scalinata con annesso piazzale, presenta uno stile neoclassico
scandito da quattro paraste con capitelli dorici sovrastate da un timpano
triangolare nel mezzo del quale è presente un orologio . Sul
lato sinistro, in posizione arretrata rispetto alla facciata, infine,
vi è l'alto campanile edificato che riprendere le linee architettoniche
della facciata. L'entrata della chiesa è riparata da un piccolo
tamburo in legno al di sopra del quale è posto l'organo e la
cantoria. Nelle navate laterali ci sono tre altari per parte, tutti
in marmo, dedicati, quelli sul lato destro del presbiterio, a S. Luigi,
alla Madonna di Pompei e al SS.mo Crocefisso; quelli sul lato sinistro,
ai SS. Medici, a Santa Lucia, e alla Madonna Addolorata. Queste due
navate si prolungano in due cappelle dedicate a Sant'Antonio abate e
al SS. Sacramento. La navata centrale è ricca di sei finestroni
con vetri policromi martellati, sostenuti da telai in ferro. Sul transetto
risponde una cupola circolare con otto finestroni nel triburio e otto
finestrini nella lanterna, che danno luce all'edificio.
CHIESA
DI S. ORONZO
Il tempio ha un insolita pianta ottagonale e con una scritta in latino,sormontata
da una croce, sulla porta d'ingresso ("Hoc sacellum/Salvatori et
Maria/...Tiarum [...]/Dicatum"). Affascinante è la volta
"ad ombrello", che rimanda alla soluzione adottata sull'abside
della Chiesa di S.Croce a Lecce. Proprio per tali ragioni la chiesa
va assegnata probabilmente alla scuola dell'architetto-scultore leccese
Gabriele Riccardi.
CHIESA
E CONVENTO DEI PADRI PASSIONISTI
La Chiesa "Cuore Immacolato di Maria" si presenta come uno
straordinario gioiello di stile ed arte gotica, inquadrato soprattutto
nella facciata dominata dal portale sormontato dal regolare timpano,
dalle guglie perfettamente eseguite e dal finestrone circolare ornato
di membrature ed intrecci di archi polilobati. All'interno si presenta
con un'unica navata, anche se tre arcate per lato danno l'impressione
della presenza di navate laterali occupate da altari (importanti quelli
laterali in marmo policromi originali) e confessionali (alcuni riprendono
li linee architettoniche della chiesa).
SANT'ANTONIO ABATE E LA "NOTTE DEL FUOCO"
I festeggiamenti risalgono intorno all'anno mille,in epoca bizantina.
Il culto per i Santi orientali fu probabilmente importato dai monaci
orientali in fuga dalla lotta iconoclastica. Questo è testimoniato
anche dall'affresco posto nella Chiesa dell' Immacolata,la più
antica,che raffigura la Madonna di Costantinopoli. Sant'Antonio abate
divenne protettore della città nel 1644 su volontà del
popolo che nel frattempo edificò, con le propie offerte, una
nuova chiesa in onore del santo. I festeggiamenti in onore di Sant'Antonio
abate iniziano il 6 gennaio con una solenne cerimonia e terminano il
18 gennaio con la cosiddetta"Festa dei Paesani".Simbolo della
festa e di Novoli è la Focara,un'enorme falò di tralci
di vite che puo raggiungere i 25 metri di altezza,unica nel suo genere
e Italia e forse una delle più grandi in Europa.La focara viene
accesa con un magnifico spettacolo di fuochi d'artificio la sera del
16 gennaio dopo la processione per le vie del paese.L'evento con il
passare degli anni ha attratto l'intero Salento e non solo.L'edizione
2008 è stata trasmessa in diretta da 5 televisioni regionali
tra le quali Telenorba e da Puglia Channel,inoltre si stima che gli
spettatori presenti a Novoli erano circa 80.000.Intorno alla focara
sono nate decine e decine di iniziative che rigurdano l'arte,la cultura,l'enogastronomia,presentazioni
di libri e proiezioni video, rassegne di fuochi pirotecnici, artistiche
esposizioni di luminarie;tanto da fare della " Notte del Fuoco"
l' evento clou dell'inverno salentino. Inoltre durante i tre giorni
di festeggiamenti si tengono numerosi convegni,iniziative e soprattutto
concerti che richiamano l'intero Salento a Novoli grazie anche ai treni
speciali che raggiungono il paese dall'intero sud d'Italia, immancabili
le centinaia di bancarelle e gli artisti di strada che si esibiscono
nelle piazze attraendo tanta gente. L'evento è stato seguito
anche dalla National Geographic che ne ha fatto un documentario. La
"focara" rimanda al fuoco, al quale Sant'Antonio abate è
inscindibilmente legato, secondo riti e tradizioni antichissime. Il
17 gennaio è "il giorno dei numeri unici novolesi",
i giornali umoristici locali, Le Fasciddre te la focara e Sant'Antonio
e l'Artieri, i quali sono giunti rispettivamente alla 41a e alla 27a
edizione e costituiscono le fonti di importanti informazioni sul culto,
sulle tradizioni, sul folklore e sulla devozione verso il "santo
del fuoco".Il 18 gennaio invece è la cosiddetta festa te
li paesani, giorno in cui i novolesi, liberi dalla massa di visitatori
e pellegrini, si godono gli ultimi momenti della festa.
L'origine della "focara" è da far risalire risalire
intorno al secolo XV, quando ci fu una presenza veneziana a Novoli che
esercitava il commercio sulla produzione locale di vino, olio e bambagia,
e gestiva di un centro di allevamento di cavalli. Di anno in anno i
costruttori della "focara" si impegnano a variarne la forma,
dotandola a volte di un varco centrale, "la galleria", che
poi è attraversata dal Santo in processione. Nella "focara"
novolese convergono antichissimi comportamenti rituali popolari e sicuramente
è un rimando di arcaici riti propiziatori pagani. Era consuetudine
prendere i tizzoni della focara, che alimentavano le "bracera"
(braciere), e ancora oggi si raccolgono le ceneri che cengono sparse
per i campi. Di grande importanza sono anche la processione e la benedizione
degli animali,di cui il Santo è protettore.
SUMMER
FEST - ESTATE NOVOLESE
Si tratta della rassegna che chiude l'estate novolese. Si svolge tra
l'ultima settimana d'agosto e la prima di settembre e dura circa quindici
giorni.L'evento propone vari appuntamenti che vanno dai tornei sportivi
(pallavolo, calcio, tennis, basket, burraco, danza, tiro con arco, karate)ai
momenti di spettacolo(cabaret, danza, musica classica e contemporanea)
e ai concerti live sia di band emergenti e sia di rinomati gruppi musicali.
FESTA
PATRONALE MARIA SS. DEL PANE
E' la festa patronale dell'estate, in programma la terza domenica di
luglio di ogni anno; anche i festeggiamenti in onore di Maria Ss. del
Pane sono patrocinati dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Lecce
e dell'Unione dei Comuni Nord Salento. Si tratta di una festa antica
(nel 2007, infatti, si festeggia il terzo centenario del miracolo della
SS. Madonna del Pane a Novoli) ed anche molto sentita dai novolesi,
legati alla Vergine del Pane che salvò,secondo la legenda, la
comunità da una grave epidemia nel lontano 1707. Anche in quest'occasione
si prepara un cartellone pieno zeppo di eventi: dallo spettacolo (cabaret
e musical) alla musica live , senza dimenticare gli aspetti religiosi,
quelli culturali, quelli folkloristici tipici della tradizione popolare
(allestimenti di artistiche luminarie, raduni di concerti bandistici,
degustazioni di prodotti tipici locali).